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In giro per la Sardegna: Porto Flavia

È autunno ma sembra primavera inoltrata. Le temperature sono al di sopra della media e le spiagge sono affollate. Molti temerari fanno pure il bagno. Io no, confesso che lo faccio raramente  pure in estate. Tranne questa ovviamente e la mitica estate del 2003.  Sabato mentre archiviavo l’attrezzatura estiva, Mylove, che di solito non fa proposte per  uscite domenicali, propone di non restare a casa e di fare una gita e visitare la galleria mineraria di Porto Flavia nella zona mineraria dell’iglesiente. Vista l’eccezionalita’  della proposta non potevo dire di no. Figurati se dico di no ad un’uscita! Con questo tempo poi!

Il Pan di Zucchero

Così con calma, senza stress, ieri ci siamo diretti verso la frazione di Nebida, che in sardo cui dire nebbia. Già a pochi chilometri dell’arrivo eravamo colpiti dalla vista del faraglione del Pan di Zucchero, chiamato così dal 1700 perché quando le sue rocce si sbriciolano per la forza degli agenti atmosferici sembra di avere dello zucchero a velo.

Spiaggia di Masua.

Le tante auto parcheggiate lontane dalla spiaggia di Masua presagivano il pienone;  all’arrivo non eravamo smentiti visto che c’era una gara di nuoto che aveva come tragitto dalla spiaggia di Masua al Pan di Zucchero. Noi, vestiti, in mezzo ai bagnanti e ai nuotatori che arrivavano,  ci godevano la gara è il panorama. Il mare era una tavola blu e non c’era un filo di vento. Dopo un po’ ci siamo decisi a fare la salita per Porto Flavia sperando che fosse aperto e ci fosse posto per la visita guidata. Siccome era una giornata dove i pianeti si allineavano abbiamo trovato posto e nel frattempo che aspettavamo il nostro turno abbiamo prenotato il ristorante. Poi abbiamo scoperto che era l’ultimo giorno della stagione! Che fortuna con la C maiuscola!

Ingresso della galleria

La visita alla galleria di Porto Flavia è stata bellissima per merito della brava guida che ci ha portato a fare un excursus che va dai milioni di anni fa in cui quelle rocce si sono formate, agli ottomila anni fa in cui si iniziò l’attività estrattiva nella zona, via via migliorata con i Fenici, i Romani, i Pisani, fino ad arrivare ai Belgi agli inizi del 1900.

 

Fino al 1920 il minerale veniva estratto nelle miniere dagli uomini e scelto dai bambini e le donne fuori dalle miniere e  poi trasportato con delle ceste nelle barche. I Belgi proprietari delle miniere ,  volendo trovare un modo economico per trasportare il minerale dalle miniere alle navi, costruirono in solo due anni una galleria di 600 metri. All’uscita, che è a picco sul mare, ci ritrova alla vista mozzafiato del maestoso faraglione Pan di Zucchero, che protegge l’uscita dal forte maestrale che batte la costa quasi quotidianamente.

Le attività di Porto Flavia terminarono nel 1963, quando l’attività estrattiva delle miniere della zona cominciò a declinare. Oggi in Sardegna c’è solo una miniera in attività, ma anch’essa è destinata alla chiusura, in quanto l’estrazione dei metalli è poco redditizia. Nonostante sia uno dei più pericolosi e faticosi, i minatori sardi chiedono con grandi manifestazioni che questa miniera rimanga aperta, ma credo che se avessero un’ alternativa degna della loro dignità sarebbero ben felici della chiusura.  

L’estrazione dei metalli in miniera ancora oggi nel mondo avviene, come in passato, con fatica, sudore e rischio della vita di uomini, donne e bambini che spesso sono mal retribuiti.

Il nome del porto è dovuto alla figlia dell’ingegnere Vecelli che la progettò. Dal 2000 la galleria è stata riaperta per i turisti, che oltre che a ridare vita ad un territorio devastato dalla disoccupazione hanno la possibilità di conoscere un’attività spesso sconosciuta e dimenticata.

Uscita della galleria.
Quest’ultima foto non è mia. L’ho voluta mettere perché, oltre al fatto che è bellissima, rende bene il lavoro che è stato fatto per realizzare quest’opera.
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