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Il Lunedì di Speranza #3

Questa settimana inizia con due bei motivi per essere ottimisti che hanno lo stesso filo rosso che li unisce. Sono i piccoli passi compiuti la scorsa settimana verso la piena conquista dei diritti delle donne.

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Come detto nello scorso post venerdì si è celebrata la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, anche l’Italia ha fatto la sua parte, infatti ci sono state varie manifestazioni molto partecipate da donne di tutte le età. Si sono esposti uomini che hanno scritto che è ora che anche loro facciano la loro parte. La questione non può riguardare solo le donne. E’ certamente un piccola goccia, ma intanto qualcosa si smuove. A me ha colpito molto che gli scranni della Camera dei deputati fossero occupati da 1400 donne. Alla presenza del Presidente del Consiglio Gentiloni e della Presidente della Camera Laura Bordini hanno raccontato le loro storie sì di sofferenza, ma anche di riscatto e speranza. La Presidente ha invitato tutte le donne a non stare zitte a parlare. Nonostante la paura di non essere credute: io parlo. Nonostante i pregiudizi: io parlo

Parità di genere

L’altra notizia positiva è che Martedì 21 novembre il Consiglio Regionale della Sardegna ha approvato la legge elettorale che introduce la doppia preferenza di genere. Voti favorevoli 50, contrari 2. Raggiungere questo risultato non è stato semplice. Cinque anni fa la legge non passò e anche questa volta si temeva la stessa beffa. Ma martedì in Consiglio regionale i posti riservati agli ospiti erano gremiti da donne, molte erano pure fuori.  I Consiglieri, le Consigliere sono solo quattro, questa volta non l’avrebbero passata liscia. Non se ne sarebbero potuti andar via alla chetichella.

Molti, anche donne, sono contrari a questa legge, affermano che si dovrebbe conquistare il seggio con merito, non per genere. Allora proviamo a rispondere a questa semplicissima domanda: oggi consiglieri e i deputati sono tutti lì perché se lo meritano? Ecco. Credo che non sia solo una questione di credibilità, onestà, competenza, conta soprattuto la necessità di far emergere anche a livello politico il modo di ragionare, la progettazione e la sensibilità femminile. Di questo abbiamo bisogno.

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Sul Fertility day

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 La campagna pubblicitaria del Fertility day ha fatto arrabbiare pure me. Infatti a caldo ho scritto quattro tweet pure io. Non potevo rimanere indifferente visto il mio percorso di anni di ricerca di un figlio che poi non ha portato al risultato sperato. Mi ha fatto male la superficialità con cui è stata proposta la campagna. Sbagliata nei modi e nei tempi.

Ho dato una scorsa alle slide e pur non arrivando a parogonarle a quelle del Ventennio, mi hanno sbalordito e indignato. Non ci potevo credere che si spendessero dei soldi per pubblicizzare delle banalità.

E’ vero che in Italia si prova ad avere un figlio troppo tardi, non parliamo della Sardegna dove abbiamo il peggiore tasso di natalità italiano.  La maggior parte dei bambini sardi è nata tramite la procreazione medicalmente assistita. Le donne sarde sono quelle che ricorrono tranquillamente ai metodi contraccettivi. Poi però quando falliscono, perché a volte falliscono, si arriva anche a praticare l’aborto. Quando le fabbriche chiudono e si fanno le notti nelle ciminiere o nelle miniere perché si è stati licenziati e non c’è altra prospettiva, quando amaramente si ritira il proprio figlio da scuola perché non ci sono i soldi per pagare l’abbonamento del treno e del pullman, un’altra bocca da sfamare proprio non ci sta, perché la famiglia è già abbondantemente sostenuta da tutte le associazioni possibili e immaginabili. Allora il problema non è la disinformazione.

E’ vero che tanti non sono a conoscenza delle problematiche legate all’infertilità e che nell’immaginario comune si pensa che la procreazione assistita ti fa automaticamente diventare mamma. Invece le percentuali di riuscita sono veramente basse.  Trovo che se visto che si erano trovati dei soldi da dedicare a questo argomento si potevano spendere in  altri modi, che avrebbero creato meno fastidioso e dolore.

Trovo che anche sollevare questo vespaio ad una settimana dal terremoto sia stato alquanto inopportuno, anche se era già stato calendarizzato.

Avrei voluto che avessero tenuto conto dei sondaggi che dicono che gli italiani vorrebbero avere in media 2,3 figli. Ben più di quell’1 scarso. Questi dati diversi tra il volere e il potere ci conducono dritto alle notorie cause della denatalità italiana: disoccupazione, pochi asili nido, lettere di licenziamento firmate in bianco, rifiuto da parte del datore di lavoro a concedere il part-time, e chi ne più ne ha più ne metta.

Una campagna simile in Danimarca ha prodotto un aumento delle nascite, vorrei umilmente dire che gli Italiani non sono danesi, sia per il diverso contesto che per il diverso carattere. E’ da superficiali non aver considerato questo semplice dato.

Spero che il Ministero sospenda il Fertility day fino a quando lassù non si saranno schiariti le idee e trovato un miglior modo di comunicare.

Buon inizio di settimana.

Un po’ di patriottismo non guasta

La vicenda della Brexit è ancora avvolta da una nebbia fitta e non si capisce ancora quale strada si imboccherà per poterne uscire. Personalmente sono passata dallo stato di  stordimento incredulo  allo stato di arrabbiatura allibita per la superficialità dei politici e degli elettori britannici. A quanto riferiscono i giornalisti,  i politici britannici hanno indetto il referendum per vincere le elezioni di due anni fa. Inoltre per vincere questo referendum hanno detto una montagna di bugie sulle cifre dei versamenti fatti per l’UE e del numero dei rifugiati e immigranti.  Gli elettori invece  hanno votato  contro l’Unione Europea perché convinti che tanto avrebbe vinto il sì. Alcuni il giorno dopo si sono rivolti all’ufficio elettorale per poter ritirare la propria scheda e cambiare il voto! Altri  hanno firmato una petizione online per poter indire un nuovo referendum. Che tra l’altro è stato escluso dal Primo ministro dimissionario. Google riferisce che nel Regno Unito c’è stata un’impennata di ricerche online su cos’è l’Unione Europea. Informarsi prima no? Qualcuno con stupore ha scoperto che il suo unico voto valeva qualcosa! Ma non sono il popolo della Magna Charta?

L’ignoranza regna sovrana, dappertutto e noi pensavamo di avere il primato. Come? Certe cose non capitano solo in Italia? Quante volte lo abbiamo sentito e magari detto? Solo in Italia capitano cose così! Certo che è successo, siamo in Italia! Invece  siamo in buona compagnia. Non che questo mi rallegri, ma insomma credo che dovremo smetterla di credere che gli altri siano i più bravi, onesti, democratici, trasparenti, generosi di noi Italiani.  Gli altri sono come noi! E spesso l’erba dei nostri vicini neanche esiste e noi invidiamo li invidiamo lo stesso. E’ ora di smetterla. Perché cretinate ne fanno tutti, ad ogni latitudine. Ecco alcuni esempi degli ultimi mesi.

In Francia nei giorni prima dell’inizio degli Europei di calcio ci sono stati scioperi e manifestazioni dei lavoratori che hanno bloccato il Paese, e anche ieri a Parigi ci sono state manifestazioni finite in scontri tra poliziotti e manifestanti. Davvero si permette di fare manifestazioni del genere con un grande avvenimento sportivo in corso? Se non sbaglio ciò non è permesso.  Gli hooligans Inglesi e Russi ubriachi fradici se le sono date di santa ragione  e fatto danni per miliardi prima di alcune partite. Cosa avremo detto se fosse capitato in Italia? Che eravamo una nazione del terzo mondo! Ma i tanto invidiati inglesi non avevano sconfitto i teppisti sportivi? Come mai a questa gente repressa nella loro nazione è permesso varcare il confine?

Purtroppo ad Orlando in Florida c’è stata un’ennesima strage: un uomo è entrato armato in un pub e ha ucciso 49 persone che si stavano divertendo. Erano dei gay. Questo tizio, probabilmente gay pure lui, e  con tutta probabilità era collegato all’Isis. Fermi tutti! L’America non ha già risolto la questione dei gay? Non ci sono libertà e diritti per tutti? Possono sposarsi, adottare, avere figli come e con chi vogliono. Perché succedono queste cose negli Usa? Non eravamo noi i più bigotti della terra?

A Bruxelles nei mesi scorsi ci sono stati due attacchi terroristici. La polizia aveva subito individuato il covo di uno degli autori delle stragi. Non ha potuto fare irruzione nell’appartamento perché una legge impediva di farlo dalle 22 alle 8! Ma stiamo scherzando? Non avrei mai creduto che i malviventi avessero orari da ufficio!

L’anno scorso in Germania, la locomotiva d’Europa, il cui  popolo è così educato e ordinato che non si butta neanche una cicca per terra perché chi lo fa viene subito scoperto e punito,  è venuto fuori che la Volkswagen e altre marche tedesche truccavano i dispositivi delle emissioni dei gas delle auto. La Volksvagen, non la Fiat! La Volkswagen! Ancora non mi capacito come i tedeschi abbiano potuto solo pensare di frodare i propri clienti!

Negli USA a Novembre ci saranno le elezioni presidenziali. Il candidato dei repubblicani è Donald Trump. Dio ce ne scampi e liberi dalla iattura di vederlo alla Casa Bianca! Ma già il fatto che si contenderà la presidenza vuol dire che milioni di persone lo hanno votato! Come mai in America un personaggio del genere ha raggiunto questo obiettivo? Per vent’anni abbiamo dovuto scusarci e spiegare il successo politico di Berlusconi.  Mai ridere dei problemi degli altri, perché prima o poi avrai modo di viverli sulla tua pelle.

Da sei mesi la Spagna è senza governo. I numeri dei tre partiti maggiori non hanno permesso la stabilità dei governi che hanno provato a governare.  Domenica scorsa ci sono state le elezioni nuove elezioni, ma la situazione non è cambiata nessun partito ha raggiunto la maggioranza per poter governare da solo. Ma dai! Non era esclusiva solo della politica italiana? 

Mi fermo qui perché non voglio dilungarmi troppo. Con questi esempi non voglio certo dire che noi siamo migliori di altri, i problemi ci sono e alcuni sono antichi come l’Italia stessa, ma non per questo dobbiamo avvilirci e disprezzarci ad ogni ora. Abbiamo tanti difetti, ma anche tanti pregi che gli altri per fortuna ci riconoscono. Dobbiamo solo imparare ad essere un po’ più patriottici. Cercare di smettere di lamentarci e quando è possibile cambiare le cose. Un’azione alla volta. Una parola alla volta. Un commento negativo in meno sui social, al mercato, a lavoro. Ognuno può fare la sua parte.

Nonostante tutto siamo una grande nazione.  Su 27 nazioni dell’Unione Europea tre saranno i capofila per uscire dalla crisi provocata dalla Brexit: la Germania, la Francia e l’Italia. Non è una barzelletta, è la cronaca di ieri e dell’altro ieri. Vuol dire che il sacrificio di questi anni è servito a qualcosa. Sacrificio di tutti, mio, tuo, nostro.  Riconosciamocelo una buona volta e andiamo avanti.

 

 

 

 

 

25 aprile

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Lapide affissa nel Comune di Scandicci (Firenze)

Quest’anno ho notato che molti miei contatti del web hanno dedicato dei bei post alla ricorrenza del 25 aprile. Come se ci fosse il bisogno comune di fare il punto della situazione . Per ringraziare quei nonni che, ancora vivi o già partiti, hanno combattuto a caro prezzo per la libertà. Quella di cui noi godiamo ora che diamo per scontata, perché ci è stata data in eredità.

E’ nostra e  non ci è costata granché ed è per questo che in molti ora ci permettiamo il lusso di calpestarla o di far finta che non è importante. Permettiamo  di demandare ad altri il nostro personale esercizio di libertà. Non vediamo che il pericolo di perderla è sempre in agguato.

Partecipo al 25 aprile 2016 con questo post,  piccolo, ma consapevole che anche una minuscola briciola è importante, soprattutto per me. Per dire io ci sono, sono consapevole e vigile.

 

 

Quo vado? Arrisu cun craxiolu

IMG_1359Questo week end siamo stati due di quelle migliaia di persone che sono andate al cinema per vedere il film Quo vado? di Checco Zalone.  A me il film è piaciuto, è divertente, alcune scene mi hanno fatto scappare delle sane risate a squarciagola, ma per la  parte del tempo ho avuto un sorriso amaro,  quello che in sardo viene detto arrisu cun craxiolu (risata con la crosta)  

Mentre le scene scorrono,  si ha davanti l’Italia con i suoi grandi difetti e i pregi. Ci vengono spiattellati il  pensiero morale, politico, ma soprattutto sociale degli Italiani. Un modo di fare e di agire che ci hanno condotti ad avere una nazione come la nostra. Con grandi capacità, ma potrebbe fare di più, come noi insegnanti diciamo ai genitori di certi ragazzini.

Siamo una società in cui i padri dicono – dicevano?- ai figli di fare il meno possibile e di sfruttare senza ritegno lo Stato. In cui le madri servono e riveriscono i figli, soprattutto quelli maschi. Una società in cui le donne sono le eterne fidanzate, che si fanno dire di tutto. In cui i politici sono quelli più furbi di tutti, ma sono il prodotto estremo delle nostre furberie.

Una nazione così non ha futuro, non si salva da sola, ha bisogno del confronto degli stranieri, che mettono a nudo le nostre piccinerie. Stranieri che comunque  amano il meglio di noi e ce lo fanno tirar fuori.

Nonostante il riso amaro sono uscita dalla sala speranzosa. C’è tanto da fare, ma ce la possiamo fare.

Buon lunedì

 

Tristezza vai via!

Sono ko. L’influenza mi ha beccato in pieno. E’ iniziata venerdì poco prima che finissero le lezioni con un leggero pizzicore alla gola e indolenzimento alle ossa. Ho preso un antinfiammatorio. Dopo mezzora ero bella pimpante, nessun sintomo. Tra vedere e non vedere ho fatto il giro del paese per la spesa: fruttivendolo, macellaio, supermercato. Meglio avere il frigo e il freezer pieni. Sabato sono andata a scuola ma non ero al massimo, che poi è diventata una discesa verticale. Sono uscita due ore prima del solito, non ho fatto le due ore extra.

Praticamente sono a letto da sabato e la situazione non migliora più di tanto. Oggi è il mio giorno libero, ma domani non andrò a scuola. Non sono in grado, non voglio contagiare gli altri. Insomma prevedo di stare a casa tutta la settimana. Vediamo che dice il medico domani. Sono sconquassata dalla tosse e dagli starnuti. La febbre talvolta ha sfiorato i 38, ma siamo attorno ai 37 gradi. Niente di eccezionale. Mylove regge bene, ma sappiamo che appena io sono ok, lui è ko. Matematico, no? Comunque tutto sotto controllo. Ho praticamente mandato via i miei che sono venuti a trovarmi: non volevo contagiarli.

Ho letto che è stato stabilito che oggi è il giorno più triste dell’anno. Non ho letto gli articoli, ma solo i titoli. Non volevo rattristarmi. Perché sono malata, ma non triste. Come posso rattristarmi visto che  ho la casa riscaldata, mi posso curare e Mylove mi assiste con amore?

Invece ho trovato in rete due notizie positive, per bilanciare quella sulla tristezza.

Ho letto un articolo bellissimo in cui si parla della storia di Martin, un ragazzo  che è stato in coma 12 anni. Per tanti anni lui è stato cosciente, ma nessuno lo capiva. Finalmente un’infermiera ad un certo punto si è resa conto della situazione ed è iniziata la rinascita del ragazzo. Ora è sposato e ha pure dei figli.

Dall’account Twitter di Obama, sì sono una sua follower, ho scoperto che oggi è il Martin Luther King Day. La sua storia la conosco da quando ero alle medie, la biblioteca comunale del paese aveva pochi libri, uno era sua biografia! Era un libro vecchissimo e aggiustato più volte con lo scotch. Quante cose ho imparato leggendolo!

Noto ora che i protagonisti delle mie storie positive si chiamano entrambi Martin!

Dell’integrazione, delle religioni e del discorso di Asi Sisi

Doppio post oggi. Non riesco a staccare i pensieri dai fatti di Parigi: le stragi e la Marche Republicaine. Sarà perché ho tanti alunni musulmani. Avevo scritto un post sul Natale nella nostra scuola. Ne sono orgogliosa. In questi giorni, che io sappia, non si sono verificati casi d’insulti o litigi per queste questioni. C’è una buona integrazione, c’è un ottimo lavoro nostro e delle famiglie.

Sono una persona religiosa, cattolica praticante, che s’interroga sulla propria religione  e sulle altre religioni .Sono sicura che ai musulmani dispiaccia che questi assassini uccidano gridando il nome di Allah. Sono doverosi i distinguo: musulmano non vuol dire terrorista. Ma a me non farebbe piacere che dei terroristi uccidessero in tutto il mondo gridando il nome di Gesù Cristo! Orrore!

Però ho bisogno di ascoltare gli imam di tutto il mondo condannare con fermezza l’abuso della loro religione. Lo chiede anche Papa Francesco.  E’ una cosa che principalmente devono fare loro, i musulmani. Non possiamo costringerli con la forza o con le bombe. Le guerre in Iraq e Afganistan sono state un fallimento dell’Occidente, altrimenti non saremmo a questo punto. Nel mondo musulmano è necessario un lavoro di riflessione sincera e revisione. Credono lo sappiano pure loro. Non si può continuare così. Ma questo devono farlo loro, non noi. Possiamo solo incoraggiarli e stimolarli. Di più no. Non dobbiamo metterci le mani, lo faremmo solo con i nostri strumenti e  con la nostra visione del mondo.

Qualcosa si sta smuovendo. Ho trovato quest’articolo incredibile.  Sul Wall Street Journal è stato pubblicato un estratto del discorso che il presidente egiziano Al Sisi ha tenuto il 28 dicembre 2014  all’università Al-Azhar del Cairo, in presenza anche delle massime autorità religiose.

Mi rivolgo agli studiosi della religione e alle autorità religiose. Dobbiamo rivolgere uno sguardo attento e lucido alla situazione attuale. E’ inconcepibile che l’ideologia che noi santifichiamo faccia della nostra intera nazione una fonte di preoccupazione, pericolo, morte e distruzione nel mondo intero. Non mi riferisco alla “religione” bensì alla “ideologia” – il corpo di idee e di testi che abbiamo santificato nel corso di secoli, al punto che rimetterli in discussione diventa difficile. Abbiamo raggiunto il punto in cui questa ideologia è ostile al mondo intero. E’ concepibile che 1,6 miliardi di musulmani uccidano il resto della popolazione mondiale, per vivere da soli? E’ inconcepibile. Io dico queste cose qui ad Al-Azhar davanti ad autorità religiose e studiosi. Che Allah possa testimoniare nel Giorno del Giudizio della sincerità delle vostre intenzioni, riguardo a quello che vi dico oggi. Non potete vedere le cose con chiarezza quando siete imprigionati in questa ideologia. Dovete uscirne e guardare le cose da fuori, per avvicinarvi a una visione illuminata. Dovete opporvi a questa ideologia con determinazione. Abbiamo bisogno di rivoluzionare la nostra religione… Onorevole Imam (Gran Sceicco di Al-Azhar, ndr), voi siete responsabile davanti ad Allah. Il mondo intero aspetta le vostre parole, perché la nazione islamica è lacerata, distrutta, avviata alla rovina. Noi stessi la stiamo conducendo alla rovina”.

Pensieri post La Buona scuola a Cagliari

Giovedì scorso, con l’autorizzazione del preside, non ho fatto lezione, ma ho partecipato ad uno dei pochissimi incontri che si sono organizzati in Sardegna sulla riforma La Buona scuola. Ho colto l’occasione al volo, visto che fino ad allora ero impegnata ad avviare la buona scuola del mio paese. Infatti, non avevo ancora avuto tempo di leggere o partecipare a discussioni sul tema. Devo anche dire che attorno a me c’è una calma piatta. Come se non ci riguardasse. E’ tremendo. Nessuno delle mie colleghe ne parla, nessuna ha scaricato il documento. Non tutte sono state impegnate come me. Credo che questo sia un errore gravissimo. Ci stanno chiamando a dare un’opinione, a proporre, a dire la nostra sulla nostra vita futura e noi lo snobbiamo? Troppo facile chiamare alla discesa in piazza della moltitudine. A parte il fatto che scioperare ha un costo esorbitante, e non me lo posso permettere! L’ho sempre detto chiaramente, senza vergognarmi. Ma ora devo dire che non credo più che lo sciopero sia  l’unica forma di protesta e di dissenso. Perché non approfittare invece di questa occasione per organizzare dibattiti ed essere propositivi? Non capisco. Anzi, credo di aver capito molto bene il boicottaggio in atto. Qualcuno non si è reso ancora conto del cambiamento e continua a proporre vecchi riti o soluzioni, che non funzionavano più già da tanti anni.  Figuriamoci ora che siamo superconnessi! Perché non sfruttare questi nuovi potenti mezzi?

Comunque ho scaricato il documento, e ho iniziato a leggerlo. Abbiamo tempo fino al 15 novembre per dire la nostra. Ho tutto il tempo per farlo. Intanto dico che aver partecipato all’incontro di Cagliari, mi ha riportato indietro di più di trentanni. Negli studenti che contestavano e fischiavano l’assenza del ministro Giannini, ho ritrovato la me adolescente che sognava una scuola migliore, per tutti e a costi accessibili. Da allora paradossalmente la situazione è peggiorata! Invece che migliorarla le varie riforme, hanno affossato la scuola,  e non solo. Tutta la società italiana è al collasso. Anni e anni di scelte sbagliate, imbrogli, tangenti e incurie ci hanno portato a questo punto. Ma ancora sono adolescente, sogno le stesse cose della mia gioventù. Ma invece di essere pessimista, come lo ero in passato ora sono ottimista. Non voglio deprimermi. Voglio credere che ne  verremo fuori, anche se  ci vorrà tanto tempo e tanti sacrifici, ancora!, tanta solidarietà tra tutte le componenti. Solo così si potranno sgomberare i cumuli di macerie in cui ci aggiriamo tutti i santi giorni, in ogni settore.  Voglio fare la mia parte, e lo sto facendo, per non tornare indietro e per avanzare anche se di un millimetro!

 

 

Fine settimana

Finestre aperte, infradito, pantaloni corti, maglietta fine fine. 25 gradi e 80% di umidità alle 18.30. Praticamente sto impazzendo a causa del caldo umido. Mentre a nord si parla di accendere le stufe, noi potremmo fare lezione in spiaggia. Avevo già riposto alcuni capi, ma li ho dovuti tirar fuori nuovamente. Spero che il cambiamento poi sia graduale e non ci vengano sparate delle bombe d’acqua, Fra l’altro tra pochi giorni avremo gli anniversari di varie alluvioni. Il clima è cambiato, e purtroppo a livello di organizzazione e di prevenzione, siamo molto indietro. Così ogni due per tre dobbiamo contare i morti dovuti alla poca lungimiranza, agli imbrogli e al menefreghismo.

Chiudo una settimana impegnativa, però ottima in termini di buone notizie sul fronte della salute. L’ecografia è andata bene, molto bene. La dottoressa dice che potrei affrontare tranquillamente una gravidanza, nonostante io pensassi il contrario. Miogine mi ha chiamato in settimana, mentre ero a scuola di sera, per comunicarmi il bel risultato del pap test. Ho visto il suo numero e sono morta e risorta in mezzo secondo. Dal tremore non  riuscivo ad azzeccare i tasti del pc!

E’ iniziato il Sinodo straordinario sulla famiglia e sembra che da parte della Chiesa ci siano aperture alla misericordia nei confronti dei divorziati e risposati, e anche dei gay. Già il fatto che riescano a discuterne serenamente, senza lanciare anatemi o scomuniche, mi sembra una gran bella novità. Costringerei qualcuno a stare lì a sentirsi tutte le relazioni, soprattutto quelli che dicono che i matrimoni tra gay non si possono registrare per motivi di ordine pubblico! Dopo che ha sentito otto ore di relazioni vescovili,  lo manderei in mezzo ad una curva di tifosi sconvolts qualunque. Così capisce la differenza tra un matrimonio e il disordine pubblico!

E’ stata la settimana delle Sentinelle in piedi. Ma davvero danno tanto fastidio? Pensate un po’ che ho saputo che hanno fatto la manifestazione a Cagliari da una condivisione di Rosa, blogger che sta in Germania. Credo che gli si stia dando troppa importanza. Poi se vengono attaccati violentemente vincono loro. Penso invece che gli italiani, la maggior parte  almeno, sia pronta ad accettare il fatto che due persone dello stesso sesso abbiano diritto ad essere felici. A non nascondersi e affrontare la vita come meglio credono. Non sprecherò neanche una parola contro le sentinelle in piedi. Facciano pure. Io preferisco stare sdraiata, magari in spiaggia, visto il caldo che fa.

Buon fine settimana

 

 

Solo la pace è santa

Ieri mattina attorno alle 8 stiravo e distrattamente guardavo Agorà su Rai3. Parlavano della terribile esecuzione del giornalista Jim Foley. Senza accorgermi mi sono trovata col ferro da stiro a mezz’aria a fissare la tv: c’era in onda il video. E pensavo Dio mio, ma  ci fanno vedere tutto? Non lo voglio vedere. Sempre con il ferro da stiro in mano, ero paralizzata dal terrore. Immobile. Le immagini si sono state bloccate quando il povero Jim era ancora vivo, pochi secondi, ma ancora vivo. E’ stato orribile. Ma perché trasmettere a quell’ora quel video? Perché non avere rispetto dei più piccoli, dei più deboli, di me?

Quelle immagini mi hanno rincorso tutto il giorno nei media e in tv, e non ho più avuto il coraggio di vederle, le ricordavo molto bene. Però mi hanno fatto riflettere su questa “terza guerra mondiale spezzettata” come ha detto il Papa. Troppi fronti si sono aperti in pochi mesi. Troppi morti si contano anche nei Paesi confinanti all’Europa: Ucraina, Palestina-Israele, Siria, Iraq, Libia. Troppa gente vuole prevalere sugli altri con la forza e la brutalità. Per i propri interessi tirano fuori lo scontro di civiltà e la religione. Ma questi sono senza Dio, perché se lo ascoltassero veramente non ci sarebbe nessuna guerra, tanto meno chiamata santa. Solo la pace è santa. 

Solo quando i popoli vivono senza il desiderio di prevalere l’uno sull’altro possono dirsi in pace. I governanti delle nazioni devono pensare ai bisogni dei loro popoli, alla loro salute, alla loro istruzione, non a comprare armi.  A questo pensarono quei governanti illuminati alla fine della II guerra mondiale. Mai più guerra in Europa, mai più armi contro i popoli vicini. Quante però guerre si sono fatte per arrivare a capire questo? Pensiamo solo alla Guerra dei Cent’anni, di morti Inglesi e Francesi. Ora invece ci ritroviamo sotto un’unica bandiera, che non è solo un drappo blu a stelle gialle. E’ prima di tutto un vincolo di pace e fratellanza, talmente proficuo che ogni tanto si aggiunge qualche altro stato che vuol vivere in pace pure lui. Purtroppo altri stati, altri governanti, non hanno ancora fatto questo nostro cammino e sono nel bel mezzo di scontri furibondi. Queste guerre seppur lontane ci toccano profondamente e ci fanno desiderare e pregare che la pace arrivi presto anche per tutti questi popoli.