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Leggere la poesia

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Nell’ultimo post ho accennato al fatto che, nonostante la lettura rappresenti da sempre la mia più grande passione, per alcuni mesi , da aprile a giugno, non abbia letto alcun libro, Questa crisi era certamente dovuta alla stanchezza della fine dell’anno scolastico, che è stato molto pesante e debilitante, per cui non avevo voglia e non potevo certo apprezzare romanzi e storie. In quel periodo ho letto molti articoli di giornali online e ho frequentato, soprattutto,  come lettrice, i social Facebook , Twitter e Instagram,   Diciamo che in qualche modo la mia passione della lettura era soddisfatta, anche se in maniera insolita.

In quel periodo ho iniziato a seguire Alessandro D’Avenia che stava portando, nei teatri di tutta Italia, lo spettacolo tratto dal suo libro L’arte di essere fragili, come Leopardi può salvarti la vita. Nello spettacolo venivano fatti salire sul palcoscenico anche degli studenti che rappresentavano una classe delle superiori. Quando a maggio è venuto a Cagliari, mio nipote Jei ha avuto il privilegio di salire sul palco con lui.  Infatti il libro è una lettera indirizzata agli adolescenti, ma anche a noi adulti, affinché vedano in Leopardi un autore portatore di bellezza e felicità e non quell’inguaribile poeta pessimista e sfortunato.  In effetti ce lo hanno presentato in questo modo e a nostra volta lo trasmettiamo così. Alessandro D’Avenia invece ci presenta un giovane Leopardi vitale e tenace, capace di andare contro i dettami della nobile famiglia da cui proveniva. Un poeta che con sensibilità ha dato la sua risposta alle eterne domande che si pone l’uomo sulla ricerca di se stesso e del senso della vita. Con occhi nuovi ho riletto le liriche che non prendevo in mano dalle superiori e: ha ragione il prof. D’Avenia! E’ stata una riscoperta!

In Instagram ho scovatola poetessa indo-canadese Rupi Kaur. In quel periodo postava giornalmente una pagina delle poesie tratte dal suo libro Milk and Honey. I suoi versi mi colpivano perché parlavano delle donne, del loro dolore, perdita, riscatto e della loro guarigione.  A luglio il libro è stato pubblicato anche in italiano. L’ho letto tutto, ma ce l’ho sempre a portata di mano, lo apro a caso e ogni volta trovo un messaggio per me. L’autrice ha di recente pubblicato una seconda raccolta di poesie, The sun and her flowers, che per ora leggo in inglese quando vengono postate, aspettando la pubblicazione in italiano.

Fedele al detto che un libro tira l’altro, come le ciliegie, ho ripreso in mano La gioia di scrivere, la raccolta della poetessa polacca Wislawa Szymborska. Libro che avevo comprato e letto alcuni anni fa.  Anche lei ora è sempre a portata mano, pronta a farsi leggere e a colpirmi con i suoi versi.

Così pian piano mi sto accostando alla poesia. Se entro in una libreria cerco anche il reparto poesia, che di solito è striminzito o addirittura inesistente. In internet ci sono una marea di siti o blog dedicati alla poesia.  Alcuni ho iniziato a seguirli. Quanta bellezza nel mondo! Ci sono autori che vorrei avere nella mia biblioteca e pian piano arriveranno.

All’inizio di questo percorso ero un po’ intimorita. Come si leggono i libri di poesia? Dall’inizio alla fine? Una al  giorno? Così per terminare un libro ci impiego un secolo. A sbalzi,  come capita?  Ma corro il rischio di perdere qualche poesia. Allora ho deciso di leggere un libro di poesia dall’inizio alla fine, qualche poesia al giorno, nei vari momenti, quando sono ispirata. Tuttavia senza la frenesia di terminarlo. Ogni poesia è completa. Mi racconta una storia, un’emozione, un pensiero che inizia e finisce in pochi versi. Inoltre le poesia a volte non sono di immediata comprensione. Infatti talvolta mi rimane la sensazione di non aver centrato il messaggio del poeta. Oppure non so tradurre il pensiero in prosa, ma ho capito benissimo ciò che vuol comunicare. Lentamente mi sto liberando dal retaggio scolastico di  fare la versione in prosa delle poesie che leggo per me. Essendo una maestra non è facile, ma quest’atteggiamento mi sarà utile quando proporrò ai bambini la lettura delle prossime poesie.

Qualcuno che passa di qua legge poesie? Come fate?

 

Diario di lettura 2017

24) L’arte di essere fragili, Alessandro D’Avenia.

25) La gioia di scrivere, Wislawa Szymbroska.

26) Milk and Honey, Rupi Kaur.

 

 

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¿Quién muere?

Chi muore?

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia di vestire un colore nuovo,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero al bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.

Muore lentamente,
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare.

Muore lentamente,
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore,
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità.

“Ode alla vita”, di Martha Medeiros