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Dell’integrazione, delle religioni e del discorso di Asi Sisi

Doppio post oggi. Non riesco a staccare i pensieri dai fatti di Parigi: le stragi e la Marche Republicaine. Sarà perché ho tanti alunni musulmani. Avevo scritto un post sul Natale nella nostra scuola. Ne sono orgogliosa. In questi giorni, che io sappia, non si sono verificati casi d’insulti o litigi per queste questioni. C’è una buona integrazione, c’è un ottimo lavoro nostro e delle famiglie.

Sono una persona religiosa, cattolica praticante, che s’interroga sulla propria religione  e sulle altre religioni .Sono sicura che ai musulmani dispiaccia che questi assassini uccidano gridando il nome di Allah. Sono doverosi i distinguo: musulmano non vuol dire terrorista. Ma a me non farebbe piacere che dei terroristi uccidessero in tutto il mondo gridando il nome di Gesù Cristo! Orrore!

Però ho bisogno di ascoltare gli imam di tutto il mondo condannare con fermezza l’abuso della loro religione. Lo chiede anche Papa Francesco.  E’ una cosa che principalmente devono fare loro, i musulmani. Non possiamo costringerli con la forza o con le bombe. Le guerre in Iraq e Afganistan sono state un fallimento dell’Occidente, altrimenti non saremmo a questo punto. Nel mondo musulmano è necessario un lavoro di riflessione sincera e revisione. Credono lo sappiano pure loro. Non si può continuare così. Ma questo devono farlo loro, non noi. Possiamo solo incoraggiarli e stimolarli. Di più no. Non dobbiamo metterci le mani, lo faremmo solo con i nostri strumenti e  con la nostra visione del mondo.

Qualcosa si sta smuovendo. Ho trovato quest’articolo incredibile.  Sul Wall Street Journal è stato pubblicato un estratto del discorso che il presidente egiziano Al Sisi ha tenuto il 28 dicembre 2014  all’università Al-Azhar del Cairo, in presenza anche delle massime autorità religiose.

Mi rivolgo agli studiosi della religione e alle autorità religiose. Dobbiamo rivolgere uno sguardo attento e lucido alla situazione attuale. E’ inconcepibile che l’ideologia che noi santifichiamo faccia della nostra intera nazione una fonte di preoccupazione, pericolo, morte e distruzione nel mondo intero. Non mi riferisco alla “religione” bensì alla “ideologia” – il corpo di idee e di testi che abbiamo santificato nel corso di secoli, al punto che rimetterli in discussione diventa difficile. Abbiamo raggiunto il punto in cui questa ideologia è ostile al mondo intero. E’ concepibile che 1,6 miliardi di musulmani uccidano il resto della popolazione mondiale, per vivere da soli? E’ inconcepibile. Io dico queste cose qui ad Al-Azhar davanti ad autorità religiose e studiosi. Che Allah possa testimoniare nel Giorno del Giudizio della sincerità delle vostre intenzioni, riguardo a quello che vi dico oggi. Non potete vedere le cose con chiarezza quando siete imprigionati in questa ideologia. Dovete uscirne e guardare le cose da fuori, per avvicinarvi a una visione illuminata. Dovete opporvi a questa ideologia con determinazione. Abbiamo bisogno di rivoluzionare la nostra religione… Onorevole Imam (Gran Sceicco di Al-Azhar, ndr), voi siete responsabile davanti ad Allah. Il mondo intero aspetta le vostre parole, perché la nazione islamica è lacerata, distrutta, avviata alla rovina. Noi stessi la stiamo conducendo alla rovina”.

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In autunno c’è la primavera

Eccomi qui. Mezzo viva. Con le poche forze rimastemi oggi scrivo quattro righe per dirmi che respiro e reagisco! Ancora giorni intensi e stancanti. Caldo a gogò. Sono le 20,30 e giro ancora con le infradito, bermuda e T-shirt. Lo scrivo per dovere di cronaca e perché sia registrato negli annali. Giusto perché quando qualche anno rileggerò questo post, e magari fuori ci sarà un metro di neve, potrò documentare che a metà ottobre del 2014 sembrava agosto.

La settimana è iniziata con un incontro ravvicinato con Miogine per un interventino di manutenzione. Un polipo esterno o come cavolo si chiama, non ho interpretato il geroglifico del referto, che mi faceva soffrire e mi rovinava il dopofestival,  è stato eliminato e  letteralmente “bruciato”. Ho passato due giorni un po’ così. Ringrazio per il fatto che non ho morso nessuno e tutti quelli che mi sono stati vicini siano incolumi. Le orecchie degli alunni però sono state messe alla prova. Che hanno superato alla grande. Oggi va meglio, ma ovviamente non sono ancora al cento per cento.

Sto sempre seguendo con attenzione il Sinodo dei vescovi, quei vecchietti lì sembra che non abbiano peli sulla lingua. Speriamo tirino fuori un bel documento che dia un po’ di luce e calore a tante persone.

Anche il Papa non ha peli sulla lingua e ieri, come faccio tutti i giorni, o quasi, ho letto il resoconto della bellissima omelia della messa mattutina del 13 ottobre  a Santa Marta. Ho finito l’articolo con le lacrime agli occhi.Quanto tempo abbiamo aspettato per avere un pastore che parlasse come fa lui? Ogni parola che dice sembra che la dica a ciascuno di noi. Ci fa intravvedere un Dio che non è ingabbiato da leggi, norme e tradizioni. Un Dio incredibile che ama tutti e vuole che tutti siano felici. Un Dio che sa che l’uomo è piccolo, ma lo chiama comunque a condividere la sua casa. Nonostante i fallimenti, i peccati più terribili. Un Dio così non fa paura, ma ci fa accettare i nostri limiti senza considerarci dei falliti. Che bello!

In autunno c’è la primavera della Chiesa!

Solo la pace è santa

Ieri mattina attorno alle 8 stiravo e distrattamente guardavo Agorà su Rai3. Parlavano della terribile esecuzione del giornalista Jim Foley. Senza accorgermi mi sono trovata col ferro da stiro a mezz’aria a fissare la tv: c’era in onda il video. E pensavo Dio mio, ma  ci fanno vedere tutto? Non lo voglio vedere. Sempre con il ferro da stiro in mano, ero paralizzata dal terrore. Immobile. Le immagini si sono state bloccate quando il povero Jim era ancora vivo, pochi secondi, ma ancora vivo. E’ stato orribile. Ma perché trasmettere a quell’ora quel video? Perché non avere rispetto dei più piccoli, dei più deboli, di me?

Quelle immagini mi hanno rincorso tutto il giorno nei media e in tv, e non ho più avuto il coraggio di vederle, le ricordavo molto bene. Però mi hanno fatto riflettere su questa “terza guerra mondiale spezzettata” come ha detto il Papa. Troppi fronti si sono aperti in pochi mesi. Troppi morti si contano anche nei Paesi confinanti all’Europa: Ucraina, Palestina-Israele, Siria, Iraq, Libia. Troppa gente vuole prevalere sugli altri con la forza e la brutalità. Per i propri interessi tirano fuori lo scontro di civiltà e la religione. Ma questi sono senza Dio, perché se lo ascoltassero veramente non ci sarebbe nessuna guerra, tanto meno chiamata santa. Solo la pace è santa. 

Solo quando i popoli vivono senza il desiderio di prevalere l’uno sull’altro possono dirsi in pace. I governanti delle nazioni devono pensare ai bisogni dei loro popoli, alla loro salute, alla loro istruzione, non a comprare armi.  A questo pensarono quei governanti illuminati alla fine della II guerra mondiale. Mai più guerra in Europa, mai più armi contro i popoli vicini. Quante però guerre si sono fatte per arrivare a capire questo? Pensiamo solo alla Guerra dei Cent’anni, di morti Inglesi e Francesi. Ora invece ci ritroviamo sotto un’unica bandiera, che non è solo un drappo blu a stelle gialle. E’ prima di tutto un vincolo di pace e fratellanza, talmente proficuo che ogni tanto si aggiunge qualche altro stato che vuol vivere in pace pure lui. Purtroppo altri stati, altri governanti, non hanno ancora fatto questo nostro cammino e sono nel bel mezzo di scontri furibondi. Queste guerre seppur lontane ci toccano profondamente e ci fanno desiderare e pregare che la pace arrivi presto anche per tutti questi popoli.

Un’estate a sprazzi

E’ un’estate non estate. Non decolla. Stamane alle 4,30 mi son dovuta alzare per chiudere le finestre, aveva cominciato a piovere, di quella pioggia scema, ad intermitenza che sporca tutto. Sono rimasete le nuvole e un caldo appiccicoso, quello che io odio con tutte le mie forze. Però a parte il tempo così così sono serena, non devo lamentarmi: la domenica mattina riesco ad andare perfino al mare! Peccato che la fotocamera sia ko, ho visto certi tipi da spiaggia che meritano di riaprire la rubrica dello scorso anno anche senza foto! Vedremo di cominciare a scrivere nei prossimi giorni.

Intanto sto programmando di fare un salto a Barcellona, quest’anno ho voglia di novità, di uscire da quest’isola, bella quanto vuoi, ma sempre isola è. Barcellona e la Catalogna sono la mamma della Sardegna. Date e voli sono già fissati, manca l’alloggio, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Nei prossimi giorni definirò il tutto. Mylove mi lascia fare, posso decidere di portarlo anche al polo, per lui va bene se va bene a me! Si fida ciecamente e finora non è rimasto deluso. L’adoro!

Sto sistemando casa,stanze, e armadi, pulire e buttare quello che non serve mi fa molto bene. Certe cose non servono più ed è inutile conservarle, faccio tutto senza dare retta a Mylove, che conserverebbe tutto, ma non abbiamo i soldi per pagare un mutuo per una seconda casa! Quindi via, senza pietà! Se serve si ricompra nuovo scintillante.

Siamo in apprensione per la tenuta del matrimonio di due amici sposati da quattro anni, la ricerca della cicogna senza successo li ha provati fino all’esaurimento delle forze, da alcune settimane dormono dai rispettivi genitori. Spero sia solo una terribile burrasca che non lasci morti o feriti.

Le parole, i gesti e le azioni di papa Francesco stanno facendo un lento, ma inesorabile cammino verso la verità, la giustizia e una vera fede vissuta in profondità. L’omelia della messa di oggi per le vittime dei preti pedofili non fanno sconti a nessuno, sono di una chiarezza esemplare. La scomunica ai mafiosi non lascia spazio ad alcun dubbio come è chiara la reazione dei mafiosi carcerati che non vogliono andare a messa. Nessuno fino a ieri si era mai lamentato per l’inchino della statua della Madonna al boss mafioso. Se tutto questo sta succedendo è perché gli onesti hanno fiducia nelle parole del Papa e che si crede che è possibile cambiare in meglio, che un destino disgraziato può essere ribaltato se c’è qualcuno che ci crede e te lo ripete con vigore tutti i giorni. Credo che anche la telefonata di Netanyahu al padre del ragazzo palestinese arso vivo dai fondamentalisti israeliani, per vendicare i tre ragazzi ebrei,  è frutto della preghiera per la pace del mese scorso.  Prego per Francesco, che il Signore lo sostenga nel suo operare e che lo preservi dalle le forze del male che vorrebbero metterlo a tacere. Che gli sia concesso di guidare il suo gregge ancora per tanto tempo.

 

25 maggio 2014. Una giornata straordinaria. Il Papa in Terra Santa

Domenica 25 maggio,nonostante il cielo non promettesse niente di buono, è stata una giornata straordinaria. Tre cose, apparentemente diverse, vissute nello stesso giorno tra l’altro niente che toccasse direttamente la mia vita personale, ma che mi hanno fatto emozionare e parecchie volte fino alle lacrime: 1) il pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa, 2) le elezioni europee 3) la vittoria di Aru al Giro d’Italia. 

1) Il pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa. Ho seguito quasi tutti i suoi passi, la tv sempre accesa, così se anche ero di passaggio potevo vedere cosa succedeva laggiù. Ho avuto la grazia  di andare in Terra Santa nel 1997, ricordo ancora l’immensa emozione che mi ha accompagnato per sei giorni. Un’unica emozione che è iniziata quando sono partita, talmente intensa che credevo di non provare niente. Quando sono rientrata a casa e man mano scendeva il livello ho capito che non è che non provassi emozioni, ero tutta un’emozione! Sembrerà strano il Papa c’era stato solo un’altra volta ed era dovuto andar via dopo due giorni per motivi di sicurezza. Ci è tornato da Papa con le telecamere sempre addosso che avrebbero voluto riprendergli anche l’anima. Ci ha chiesto di accompagnarlo con la preghiera e così ho fatto. Quel Pezzo di Terra, tre volte santa, racchiude la ragione di tanti conflitti mondiali. Tre confessioni religiose che si contendono ogni pietra di quel luogo santo, invece di metterle a disposizione di tutti! Il Papa con il suo carisma e la creatività ha fatto intravvedere che con la buona volontà da parte di tutti si può arrivare alla pace.

Tre immagini che porto nel cuore20140526-091913-33553948.jpg

Un’ immagine forte. Il Papa che prega davanti al muro che separa i territori israeliani da quelli palestinesi. Ci riporta alla sofferenza di chi l’ha costruito e a quella di chi lo subisce.

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Papa Francesco e Bartolomeo, Patriarca di Costantinopoli, si inginocchiano e pregano insieme nel sepolcro, luogo della resurrezione di Cristo. Quanti secoli e passi prima di arrivare a questa foto! Che sia un nuovo inizio, che non ci facciano aspettare altri 50 anni. Che trovino il modo per farci festeggiare la Pasqua nello stesso giorno, magari insieme!

Il Papa , in visita al memoriale  Yad Vashem di Gerusalemme, incontra ultimi sei sopravvissuti ai campi di concentramento che vivono in Israele. Bacia le mani di tutti.

Ricordo ancora lo sgomento provato di fronte ai cumuli di scarpe, agli oggetti appartenuti ai piccoli internati, e quei nomi scanditi senza soluzione di continuità durante tutta visita al memoriale. Che orrore!

Le parole del Papa:

“Adamo, dove sei?”. “Dove sei, uomo? Dove sei finito? In questo luogo, memoriale della Shoah, sentiamo risuonare questa domanda di Dio: ‘Adamo, dove sei?’. In questa domanda c’è tutto il dolore del Padre che ha perso il figlio. Il Padre conosceva il rischio della libertà; sapeva che il figlio avrebbe potuto perdersi ma forse nemmeno il Padre poteva immaginare una tale caduta, un tale abisso! Quel grido: ‘Dove sei?’, qui, di fronte alla tragedia incommensurabile dell’Olocausto, risuona come una voce che si perde in un abisso senza fondo.

 “Uomo, chi sei? Non ti riconosco più. Chi sei, uomo? Chi sei diventato? Di quale orrore sei stato capace? Che cosa ti ha fatto cadere così in basso? Non è la polvere del suolo, da cui sei tratto. La polvere del suolo è cosa buona, opera delle mie mani. Non è l’alito di vita che ho soffiato nelle tue narici. Quel soffio viene da me, è cosa molto buona. No, questo abisso non può essere solo opera tua, delle tue mani, del tuo cuore… Chi ti ha corrotto? Chi ti ha sfigurato? Chi ti ha contagiato la presunzione di impadronirti del bene e del male? Chi ti ha convinto che eri dio? Non solo hai torturato e ucciso i tuoi fratelli, ma li hai offerti in sacrificio a te stesso, perché ti sei eretto a dio. Oggi torniamo ad ascoltare qui la voce di Dio: ‘Adamo, dove sei?’. Dal suolo si leva un gemito sommesso: Pietà di noi, Signore! A te, Signore nostro Dio, la giustizia, a noi il disonore sul volto, la vergogna. Ci è venuto addosso un male quale mai era avvenuto sotto la volta del cielo. Ora, Signore, ascolta la nostra preghiera, ascolta la nostra supplica, salvaci per la tua misericordia. Salvaci da questa mostruosità. Signore onnipotente, un’anima nell’angoscia grida verso di te. Ascolta, Signore, abbi pietà! Abbiamo peccato contro di te. Tu regni per sempre. Ricordati di noi nella tua misericordia. Dacci la grazia di vergognarci di ciò che, come uomini, siamo stati capaci di fare, di vergognarci di questa massima idolatria, di aver disprezzato e distrutto la nostra carne, quella che tu impastasti dal fango, quella che tu vivificasti col tuo alito di vita. Mai più, Signore, mai più! ‘Adamo, dove sei?’. Eccoci, Signore, con la vergogna di ciò che l’uomo, creato a tua immagine e somiglianza, è stato capace di fare. Ricordati di noi nella tua misericordia”.

 

 

 

1 maggio

Foto presa da qui

Benedico il mio lavoro, che da 25 anni ha fatto di me una persona indipendente e realizzata.
Benedico il mio lavoro che sostiene me e il Marito.

La tristezza che mi assale nel pensare che la maggior parte di quelli della mia generazione non lavora, o è in cassa integrazione. Trascorre la giornata a pensare a come fare per mandare avanti la famiglia.

Primo maggio di rabbia pensando a chi per causa del lavoro che non ha o va male decide di non lottare più e se ne va lasciando ai famigliari l’onere di continuare senza di lui, con una vita ancora più complicata di prima.

A Cagliari è iniziata  la processione di s. Efisio che arriverà a a Nora, la spiaggia del suo martirio. Il 4 il o simulacro rientrerà  in città prima di mezzanotte, come prescritto dal voto.

Mentre stiro seguo in tv e controllo che anche quest’anno sia sciolto il voto.

S’Efisio ha iniziato il cammino verso Nora. Si ferma tante volte perché la gente vuole mettere dei fiori, lettere o toccarlo. Lo scorso anno ero lì. Ricordo tutte le sensazioni provate.

Sant’Efisio ha liberato Cagliari dalla peste, ha sconfitto i Francesi che volevano conquistare la città, liberaci dalla peste della disoccupazione, mobilità e cassa integrazione.

Papa Francesco è solito mettere dei bigliettini per chiedere delle grazie sotto la statua di S. Giuseppe lavoratore.

Inizia il mese dedicato alla Madonna. E’ il mese delle rose, quelle dei giardini che spandono il profumo a distanza di km.

Domani rientro a scuola dopo una settimana di vacanza. Mi sveglierò in tempo?

I 4 Papi

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Foto da Famiglia Cristiana

E’ facile dire che oggi è un giorno storico, è talmente facile dirlo perché è vero. Per assistere in tv alla canonizzazione dei papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II sono andata a messa ieri sera, così ho dedicato la mattinata a quest’evento straordinario. Non sono rammaricata del non essere lì in piazza S. Pietro. Per stare lì ci vuole un fisico bestiale, bisogna camminare e camminare, dormire all’aperto ed essere pronti a sacrificare le comodità. So di cosa parlo, ho fatto l’esperienza della Giornata mondiale della gioventù di Parigi, poi ho partecipato agli incontri dei papi quando sono venuti a Cagliari: sono state esperienze faticose, ma bellissime che hanno arricchito la mia fede. Vedendo quella moltitudine di gente mi sono immedesimata, ognuno di loro ha una storia che lo ha portato lì, ha affrontato disagi e peripezie che anche il meno credente non può rimanere indifferente.

Per la gente i due papi erano considerati santi anche quando erano in vita, per la loro straordinaria testimonianza di fede portata avanti in condizioni proibitive. Alcuni anni fa ho comprato un libro sulla vita di GXXIII. Nel leggerlo rimasi sbalordita. Prima di diventare papa ha vissuto anni veramente difficili: innanzitutto le sue umili origini, poi gli incarichi complicati  in Francia, Turchia e Grecia, in Bulgaria fece letteralmente la fame. E anche quando divenne papa non fu tutto rose e fiori.  Non si poteva dire che era tranquillo come un papa! Era il papa di mia nonna materna, aveva in casa una sua statuina comprata a Roma da qualche famigliare e a lui si rivolgeva quando aveva qualche problema da risolvere.

GPII è il papa della mia adolescenza e della mia crescita spirituale, anche se non sono stata mai una papa girl. Di lui ho il ricordo del suo bel giovane viso sorridente mentre passava tra i giovani di Cagliari nell’85. Ero a pochi metri da lui: rimasi scioccata, avevo visto  il viso del papa dal vero! mi sembrò una cosa irreale e incredibile. Negli ultimi anni rimanevo scioccata dalla forza che aveva nel continuare ad andare per le vie del mondo nonostante gli acciacchi, la stanchezza e la decadenza del corpo.

Quello che mi colpisce di entrambi i due nuovi santi è la loro fede in Cristo, incrollabile, nonostante fossero consapevoli di essere umani e per questo passibili di sbagli e mancanze. Il loro affidarsi a Dio in ogni circostanza  mi è di esempio per la mia misera vita spirituale.

E come posso rimanere indifferente davanti all’immagine di Benedetto XVI e Francesco che si abbracciano? E’ visibile ad occhio nudo che anche il corpo di BXVI sta lentamente cedendo, che la sua scelta di rinunciare al papato è stata provvidenziale e che Francesco sia davvero mandato dallo Spirito Santo. Molti rimangono infastiditi vedendo due papi vivi, ma per me invece sono di grande edificazione. Non posso fare a meno di ricordare il periodo storico in cui convissero tre papi e certo non si abbracciavano e si rispettavano come abbiamo visto anche oggi!

Oggi la nostra vita è stata attraversata dalla Grande Storia e io l’ho vista passare!

PS. Il 3 giugno (data della sua morte) si festeggia San Giovanni XXIII, mentre il 22 ottobre (giorno dell’inizio del pontificato) si festeggia San Giovanni Paolo II.

Punti di domanda

Il mio cervello in questi giorni non è costituito da neuroni, ma da tanti punti di domanda. Leggo le cronache del disastro, ascolto le interviste, osservo le facce dei sopravvissuti. Mi fanno compagnia le parole di Papa Francesco “Preghiamo per le vittime e per i loro familiari e siamo solidali con chi ha subito dei danni. Adesso facciamo una preghierina in silenzio e poi preghiamo la Madonna perché benedica e aiuti tutti i fratelli e le sorelle sardi.”

Sono ancora troppo poco lucida per trarre le conclusioni e scrivere le mie riflessioni. Un  abbraccio a tutti quelli che ci pensano.

E il rientro?

Con questo post chiudo la serie dedicata alla visita di Papa Francesco.

Eravamo rimasti che avevo visto la papamobile andare verso l’aeroporto ed essere inghiottita da due ali di folla festanti.  Erano circa le 18,30, mi fiondo come un razzo alla stazione dei treni, che è a due passi dal Largo. Preventivamente avevo comprato i biglietti per tutti i mezzi di trasporto pubblici che arrivano al mio paese o anche per quelli vicini. Salgo nel treno che sarebbe dovuto partire alle 19,30. E’ già pieno come un uovo, ci sono pure dei miei compaesani. Ok è il treno giusto. Facciamo comunella con altri passeggeri e ci raccontiamo la giornata. Continua a salire gente, c’è un caldo terribile: caldo umido tropicale. Sudo come non so che cosa. Dai finestrini vediamo un altro treno, pieno pure quello, salutiamo i nostri compaesani. Noi partiremo prima, chissà a che ora  partiranno? Intanto il nostro capotreno si arrabbia con quelli che stanno sul pianerottolo, non possiamo partire in queste condizioni. Arrivano i poliziotti e alcuni cominciano a scendere. L’altro treno intanto parte e nostri compaesani ci fanno ciao ciao ridendo. Boh? Il capotreno sudatissimo e agitato ci spiega che il treno si sarebbe fermato solo a Macomer? MACOMER??????????? Ma come è possibile noi abbiamo letto la tabella degli orari. C’è stato un cambiamento ed è stato annunciato. CHI LO HA SENTITO? NOI ERAVAMO IN TRENO! Fate come volete, scenderete a Macomer!  Scendo dal treno sbraitando denunce e ricorsi. Poi mi sono calmata e sono rientrata in me stessa: non mi devo rovinare la giornata, quando arrivo arrivo! Io e alcune migliaia di persone siamo state lì sulle banchine più di un’ora ad aspettare un segnale, un treno, un annuncio. Nulla di nulla. Meno male che c’era un gruppone di scout che cantava sfottò. Quando loro sono stati zitti mi sono preoccupata: cominciavamo tutti ad essere stanchi della situazione. Poi improvvisamente abbiamo sentito ben tre annunci uno di seguito all’altro. Io avrei preso un treno che mi avrebbe portato in un paese vicino al mio, quello che avrei dovuto prendere sarebbe partito un’ora dopo il primo! Così ho fatto.  Nel treno eravamo tutti stanchi: una mamma con due bimbe di sei e otto mesi era fuori di casa dalle 8,30 e quella piccola creatura sorrideva e faceva ciao ciao a tutti!

Passa la controllora dei biglietti, non vorrà controllare i biglietti? Si ferma a parlare con noi spiegandoci che: il treno su cui eravamo era stato messo in moto, vista la situazione, dal prefetto, che i macchinisti stavano facendo straordinario dopo 10 ore di lavoro e che avrebbero dovuto pernottare in una cittadina diversa da quella prevista! Non avevano neppure il cambio della roba o lo spazzolino da denti!

Ho avuto pena per tutti quei dipendenti di trenitalia che si sono trovati a fare un altro turno massacrante, dopo tutte quelle ore di lavoro. Ne andava pure della sicurezza! Ho avuto pena per noi sardi: trenitalia aveva finito i treni! Già da anni stanno dismettendo le linee e lo abbiamo toccato con mano in questa occasione. Poveri noi!

Quando ho visto Mylove alla stazione del paese vicino, mi sembrava di non vederlo da duemila anni. Lui aveva seguito, rilassato al massimo, la giornata papale dalla tv: videolina ha ripreso tutto, anche l’impossibile. Mi ascoltava incredulo per le mie prodezze ed era felice di non essere venuto: ognuno aveva fatto quello che riteneva giusto senza obbligare l’altro. Lui certe cose non le avrebbe proprio fatte!

 

 

Papa Francesco e Speranza: cronaca della giornata 2.

La Messa è finita. Vado in pace? Macché! Decido di avvicinarmi il più possibile al sagrato della Basilica. Per raggiungere la meta devo uscire dal mio settore, fare un po’ di giri e trovare il modo di arrivare al di là delle transenne e fare i 170 gradoni della scalinata.

Tranenna o mia transenna quanti passi devo fare per arrivare alla chiesa?
Transenna o mia transenna, quanti passi devo fare per arrivare alla chiesa?

Con alcune persone abbiamo cercato di forzarle e aprirle, ma erano troppo vicine e non si staccavano. Che fare? Ho scavalcato, ovviamente senza farmi beccare dalla sorveglianza. Con finta noncuranza ho fatto i gradini e mi sono trovata in mezzo ai sindaci e i notabili della Sardegna!

Sindaco per un attimo
Sindaco per un attimo

Mi mancava solo la fascia tricolore!

Nessuno badava a me, neanche io badavo a me. Eravamo concentrati: esce, non esce? Su quale macchina salirà? Niente papamobile, probabilmente era un po’ stanco. Stellina, ha la sua età! Eccolo, dentro l’auto blu!  Ma ero troppo lontano per vederlo bene. Ok. Stasera ci sarà l’incontro con i giovani, ho tutto il tempo di mangiare e raggiungere il Largo Carlo Felice. Intanto mi avvicino al simulacro della Madonna di Bonaria che mi fa sempre emozionare. La tocco e faccio il segno della croce e così per i piedi del Crocifisso.

Papa Francescoai piedi della Madonna di Bonaria
Papa Francesco ai piedi della Madonna di Bonaria – foto Ansa

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Sarà la bellezza, sarà l’altezza umana delle statue, sarà l’emozione nel pensare che fino a pochi istanti fa c’era Papa Francesco, ma lì sto proprio benissimo!

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Osservo il bel dipinto a terra, raccolgo dei garofani: li darò a delle persone care che hanno bisogno di essere pensate.  Mi giro e guardo la Piazza dei Centomila semivuota. Lì in fondo c’ero pure io. Una goccia nel mare di gente. Cosa avrà provato Francesco vedendo tutta quelle persone? Si sarà commosso? Io sì, solo al pensiero.

Ero all'altezza degli alberi , angolo a destra!
Ero all’altezza degli alberi , angolo a sinistra!

Torno verso l’altare e lo sfioro. Un momento: quello non è lo scranno dove si è seduto il Papa durante la Messa? Mi avvicino e insieme ad altre due donne lo tocco,  lo accarezzo, forse dico quelche preghiera con gli occhi lucidi.  Ad un certo punto arriva un inserviente che ci ha riportato alla realtà: adesso vi prendo il giocattolo! No, la prego ci faccia sedere un attimo. Eddai, posso aspettare ancora un pochino. Mi sono seduta, felice ed emozionata! Una ragazza straniera mi ha chiesto: tu volere foto? Si, grazie! Le ho consegnato la macchina fotografica e mi ha immortalato. Se qualcuno me lo avesse detto prima non ci avrei mai creduto! Seduta nella sedia di Papa Francesco! Ancora oggi a distanza di una settimana non riesco a crederci!

Felice come il Papa!
Felice come il Papa!

Ho mangiato lì sulla scalinata della Basilica: tramezzini ed adrenalina. Ero sola ma insieme a  migliaia e migliaia di persone! Tutte felici, soddisfatte e  consapevoli di quello che avevamo vissuto, io poi, più degli altri.

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Lentamente mi sono diretta alla meta della serata. Altro pipì stop nei bagni chimici e perlustrazione del luogo per cercare di capire quale fosse la posizione migliore. Per questo incontro non avevo il pass, era per i giovani e i loro accompagnatori. Ovviamente mi sono guardata bene di chiederne uno: largo ai giovani! Mi sono piazzata in una buona posizione: vedevo bene lo schermo e con un po’ di fortuna forse avrei potuto vedere bene anche il Papa dal vivo. Bisognava solo avere la pazienza di aspettare tre ore.Solo tre ore!

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Il ricordo di questa giornata l’accompagnerà per tutta la vita
Riposiamoci un po'
Riposiamoci un po’!
Tutti vicini vicini
Tutti vicini vicini

Mi sono seduta per terra e fatto amicizia con altre signore: con le unghie e con i denti, con gentilezza e fermezza abbiamo difeso la postazione. Mentre sul palco frati e suore si dimenavano nel flash mob, la gente diventava sempre di più, ormai era calca!

Flash mob fratesco e suoresco!

ARRIVA! ARRIVA!
ARRIVA! ARRIVA!

Improvvisamente la folla inizia a far salire il tono del mormorio: erano urla e canti, bandiere e striscioni. Eccolo arriva! E io urlavo e cantavo, mi agitavo e applaudivo, ridevo e piangevo.

Grande e piccolo
Grande e piccolo!

Con lo zoom

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Era lì. Lo vedevo gigante nello schermo ma tremavo quando lo vedevo piccolo piccolo nel palco. Inizia a parlare e scende il silenzio, nessuno voleva perdere le sue parole. Quante verità nel suo discorso! Non cedete alla dea lamentela. Avrei voluto che non finisse mai di parlare. Invece ci saluta e ci dice arrivederci. Ha finito di parlare. La folla ricomincia a urlare.  I volontari hanno dei momenti di cedimento, anche loro vogliono vederlo. Ne approfitto e scavalco le transenne! Ancora transenne! Mi ritrovo nel settore riservato alla stampa: giornalisti, fotografi e cameram.

Papamobile vicinissima!
Papamobile vicinissima!

Sono sotto le telecamere della tv vaticana, dall’altra parte c’è Videolina.  A due metri c’è la papamobile. Francesco sale e  saluta, si gira verso di noi, per un attimo mi ha guardato, ha guardato dalla mia parte! Dall’emozione ho fatto un’unica misera foto

Francesco, girati dalla mia parte!
Francesco, girati dalla mia parte!
Si è girato! Emm, questo braccio potrebbe essere il mio!
Si è girato! Emm, questo braccio potrebbe essere il mio!
Chi Deus ti paghit totu su prexiu chi s'a donau.
Chi Deus ti paghit totu su prexiu chi s’at donau.

Era lì,  a due metri. Lo accompagno con lo sguardo fino a quando la papamobile viene inghiottita dalla folla. Sono ancora in trance. Un giorno stringerò la sua mano e parlerò con Papa Francesco. Parola di Speranza!