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La garden sitter

 

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Credevo fosse una pianta nuova, invece è quella del Natale 2015!

Mia sorella abita in un paese di mare, che dista dal nostro paese cinquanta chilometri. E’ uno di quelli che in inverno fa seimila abitanti e in estate accoglie migliaia di  turisti. Mio cognato ha i genitori in Continente. Tutta la famiglia è partita per andarli a trovare. I fiori curati con tanto amore per tutto l’anno non potevano rimanere neanche un giorno senz’acqua. Non c’era nessuno dei vicini che potesse occuparsene. Ci siamo divisi il compito con i miei genitori: cinque giorni loro e cinque giorni noi.

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Sono stati cinque giorni di relax bellissimi. Ci siamo alzati con calma e fatto colazione. Dato una sistemata alla casa e organizzato il pranzo. Al mare si stava benissimo, non c’è il pienone di agosto. All’una quando il sole cominciava a picchiare sulle teste tornavamo a casa. Alle due eravamo già in tavola e alle tre stavamo già facendo la siesta. Io in realtà il pomeriggio non dormo quasi mai, leggo libri o smanetto sul cellulare i miei social. Alle cinque o giù di lì. Facevo le faccende domestiche,   mi occupavo dei costumi, asciugamani, piatti da lavare. Tutto in penombra, visto che in questi giorni abbiamo avuto un picco di calore che ha sfiorato i quaranta gradi. Benedetta aria condizionata! che ci ha permesso di respirare. L’abbiamo usata con parsimonia, a casa nostra non l’abbiamo ancora e  non siamo abituati a tenerla accesa tutto il giorno. Comunque è una grande comodità, ti permette di avere quel giusto refrigerio che ti permette di non sclerare per l’umidità che ti appiccica i capelli.

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Veduta a est dalla Torre di Chia.

Alle sette, a volte anche alle otto, andavo in soccorso dei fiori. Ero lì per quello no? Alcuni, quelli per natura più bisognosi di acqua, li trovavo  molto abbattuti. Altri, invece sembrava che avrebbero potuto resistere almeno un altro giorno. Acqua a volontà per tutti, che l’estate è ancora lunga!

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No words

Due volte abbiamo cenato fuori, un giorno per una pizza e un altro per una bistecca di cavallo. Le altre sere ci siamo organizzati a casa, anche per svuotare il frigo dei cibi in scadenza. Tutti i giorni abbiamo fatto una lunga passeggiata verso la piazza e al rientro abbiamo portato fuori la spazzatura, rispettando il severo calendario della raccolta differenziata. A mezzanotte eravamo già a letto in una camera piacevolmente rinfrescata.

Siamo stati per conto nostro, aprendoci ai nuovi incontri quando ci è capitata l’occasione. Infatti un giorno in spiaggia abbiamo avuto una lunga conversazione con un ragazzo senegalese con cui abbiamo avuto un illuminante scambio di opinioni. Di questo però ne parlerò in un altro post perché merita veramente di essere riportato.

La domenica sera ho partecipato alla S. Messa tenuta nel piazzale di una chiesa. Tutto era curato e in ordine. Ho apprezzato il lavoro di chi si è occupato della preparazione e le concise sagge parole del sacerdote. Sul Vangelo non ci dovrebbe essere mai molto dire, ma tanto da riflettere e mettere in pratica.

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Le sole note negative sono state le notizie che arrivavano dall’esterno , quella dell’uccisione del profugo a Fermo, i fatti di Dallas sul razzismo,  il disastro ferroviario in Puglia e la strage di Nizza.  Sulla chat delle insegnanti le notizie sullo stato di salute della Mitica collega non promettono niente di buono. Ora anche lei è in continente sperando che possano riaccenderle la speranza di poter almeno iniziare la battaglia. I miei problemi con i calcoli renali sono migliorati, non sono ancora stati risolti del tutto. Ma di fronte ad altro diciamo che va bene. Tutto si risolve in breve tempo.

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Il mondo si salva anche proteggendo l’unico giglio di mare della spiaggia.

Non ci era mai capitato di godere dei giorni di relax nelle prime settimane di luglio, per motivi di lavoro del Marito. Ci toccano sempre a Ferragosto o dopo, periodo di massimo affollamento e i tariffe alte. Le giornate ad agosto sono anche più brevi e il pensiero è già rivolto al nuovo anno scolastico. Dopo questa esperienza devo dire che preferisco andare in vacanza a Luglio, cercheremo di creare le occasioni anche nei prossimi anni.

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Pensavo fosse amore

Va bene essere positivi. Va bene credere, sperare, combattere perché sai che la ruota gira, e ora sono giù. Prima o poi risalirò. Succederà anche questa volta, è matematico. Ma quello che mi spaventa è che c’è troppa gente che sta giù come me. Non per farmi compagnia, proprio perché sta male per conto proprio.

A scuola praticamente il corpo insegnante è dimezzato per malattie, lutti o  perché ci sono famigliari da accudire.

In famiglia abbiamo dei grattacapi da sbrogliare, roba di avvocati, terreni, eredità e parenti   ingordi. Che diamine te ne fai di un metro di terra in più, sapendo che non ti spetta?

Le amicizie. Due amiche carissime hanno ribaltato il loro matrimonio.  Mi è crollato il mondo addosso. Pensavo fosse amore invece era un calesse. Come ho fatto a non accorgermi di nulla?.Anni di malessere, celato dentro il cuore senza far sospettare niente a nessuno. Sto male pensando ai quelli che credevo fossero bei momenti, invece era tutta una finzione. Terribile.

In compenso la mia situazione fisica sta migliorando, ci siamo quasi, ma ho bisogno ancora di tempo per tornare al top. Non posso permettermi il lusso di tornare a scuola ancora ammaccata. In alcune classi ci sono situazioni molto complesse che vanno affrontate solo se si è in forma. Ne va dell’incolumità dei bambini e pure mia!  Spero di poter rientrare al più presto perché stare a casa mi fa pensare troppo, e i pensieri come già detto non sono molto positivi.

Auguro a voi una splendida settimana.

 

 

Eccomi qua!

Questo blog va rilento. Ho perso un po’ la verve di scrivere nel blog . Il mondo web negli ultimi anni è cambiato. Si usano altri social, più immediati come fb, twitter, wathsapp, instagram. Pure io li uso. Ognuno ha la sua caratteristica, tutto scorre velocemente, botta e risposta. Qualunque cosa può dare adito a guerre e schieramenti pro-contro. Cattiverie allucinanti. Molti non tengono conto che dietro un account c’è una persona. Ma come mio solito sto ben guardinga, e prendo solo il bello, tutto il resto è noia

Anche se ultimamente ho perso la vena, scrivere dei post mi piace sempre. Sono  più meditati, li ritrovi lì dove li hai lasciati, anche a distanza di tre settimane. Ti chiedi: cavoli ero così illuminata o incasinata, ma che diamine ho scritto? Qualcuno, gentile, lascia pure dei commenti, sempre graditi!

In questi anni di vita da blogger sono cambiata. Il primo blog era nato quando rincorrevo la cicogna. Questo è nato per cominciare una vita positiva.  Una vita che non venisse schiacciata da quel sogno infranto. La vita è bella e va goduta sempre, con quel pacchetto che hai. Non ricordo chi diceva: se la vita ti dà limoni, fatti una limonata. Aggiungo un po’ di zucchero o miele, e via!

Nonostante tutta la positività e la voglia di non soccombere mai, la vita ci dà anche spine di carciofo spinoso dop.  In queste settimane di assenza non ne sono mancate. All’inizio della scorsa settimana, mentre andavo a scuola sono caduta distesa a terra. Pioveva, guardavo in terra dove mettevo i piedi e all’improvviso ho visto il cielo grigio sopra di me. Fortunatamente niente di rotto, ma un dolore atroce! Che sta scemando lentamente. Troppo lentamente. Ovviamente non sono in grado di andare a scuola e di tenere le classi. Ne avrò fino agli inizi di marzo. Oggi è il primo giorno in cui posso stare seduta senza  sentire troppo dolore.

E poi non so come scriverlo, qualcuno penserà male, ma nel frattempo è morto un fratello di mia madre. Quasi novantenne. Era lo zio che aveva studiato, a cui tutti per molto tempo  si rivolgevano per sbrigare pratiche in comune o negli uffici di Cagliari. Poi siamo cresciuti, abbiamo studiato e non c’era più bisogno di disturbarlo, ma lui era sempre un punto di riferimento. Ha accudito per tanti anni la moglie malata di Alzheimer  e quando è morta è crollato pure lui, a poco a poco ha perso l’autonomia. Purtroppo l’avidità del figlio l’ha allontanato dai fratelli e dalle sorelle. E’ morto così senza l’affetto della sua famiglia di origine. Tremendo. E’ una cosa che mi fa star male. Non è giusto, morire così dopo che hai fatto tanto per tutti.

Caro zio, ora che sei lassù, sai che non ce l’ho con te. Ho sempre saputo che non sei stato il carnefice, ma anche tu vittima come noi. Ma ora che sei libero da tutto, aiutaci a sbrogliare la matassa, che è molto ingarbugliata, ma non impossibile da risolvere. Aiutaci. Non ti lascio in pace fino a quando non è risolto tutto.

Ciao zio. A ti biri in celu!

 

Questi ormoni!

La settimana scorsa ci eravamo lasciati che dovevo andare da Miogine. Così è avvenuto. Abbiamo fatto una chiacchierata a tre, viene sempre pure Mylove (Grazie, ho sempre apprezzato, ma ora anche di più :)),  e mi ha visitato . Mi ha trovato in forma, niente di sospetto. Il ciclo, che tra l’altro è arrivato ieri, ha fatto un giro a vuoto, potrebbe essere dovuto il forte stress dell’inizio dell’anno scolastico, o la pre-menopausa. Ma su questo è un po’ scettico visto che non ho nessun sintomo tipico. Secondo lui non c’è neanche un calo ormonale, come ha detto a Mylove mentre mi cambiavo, se c’è il desiderio sessuale gli ormoni sono presenti. E ben attivi :). Quindi ora si tratta di monitorare per circa tre-quattro mesi. Con calma farò un’ecografia pelvica. Poi si vedrà.

Insomma, mi è andata bene, non devo fare visite ed esami strani. Siamo usciti felici e straniti. Di solito quando faccio visite specialistiche devo poi approfondire. Questa volta no.

Per il resto va bene, ho molta energia e voglia di fare cose nuove, progetti, aggiornamenti, voglia di organizzare gite e viaggi. Anche se poi non si realizzeranno, l’importante è aver voglia di fare.

Con questo vi saluto e vi auguro un buon proseguimento di settimana.

Orari e ritardi

A fine settimana ho terminato di elaborare l’orario della mia scuola. Un’impresa vera e propria. Sono scoppiate grane dell’ultimo minuto e ho lasciato che le due contendenti se la vedessero tra di loro. Non mi è piaciuta la soluzione finale, ma sembra sia una situazione temporanea. Poi se la vedrà il preside.

Questo è l’ultimo anno che elaborerò l’orario. Qualcuno mi ricorda che l’ho detto anche l’anno scorso. Ma quest’anno sarà davvero così. Certa gente non se lo merita, merita che lo faccia un programma che dia ore buche, voragini. Sono nauseata dall’egoismo dimostrato non tanto nei miei confronti ma in quello di altre colleghe. Pur di non cedere un po’ preferiscono far star male una persona. Sono allibita e disgustata perché io di solito faccio il contrario, cerco il modo per far star bene gli altri. Anche se poi qualcuno pensa che brighi  e faccia l’orario in base ai miei comodi!

E’ inutile alcuni pensano male perché al mio posto farebbero i propri comodi. Non hanno capito niente di me e a questo punto non mi capiranno mai. Me ne sono fatta una ragione. Quando ho espresso al preside il mio disagio di fronte a questa performance di puro egoismo, visto che sto sempre a limare e trovare soluzioni alternative con molta disponibilità da parte mia, mi ha detto che forse il problema è proprio quello: essere troppo disponibili! Gente, mi si è aperto un mondo! Il mondo del salvate la maestra Speranza! Una serie di vaffa e di no, non posso, devo recuperare le ore fatte in più. Un mondo meno frenetico e di quello che non si è fatto oggi si può fare domani.

Così ho ripreso in mano la mia vita, la casa, il cambio stagionale, i fiori e la festa paesana. Ho ripreso a dormire con più regolarità. Sono ancora molto stanca e solo a vedere i quadri dell’orario mi si rizzano i peli. Tutto si sta mettendo a posto, le cisti del seno si stanno sgonfiando.

Tutto ok, tranne un ritardo del ciclo che ormai per me è un record mondiale.  Di solito quando sono sotto stress sono in anticipo su un ciclo corto.  Invece sono in ritardo di circa otto-nove giorni. I miei ritardi sono sempre stati di due-tre giorni.  Ho già fatto quattro, quattro, test, che mi hanno sbattuto in faccia il non-incinta e una sola lineetta.

Mylove si illude, io sono preoccupata, comunque sia non è una cosa normale. Aspetto ancora alcuni giorni e mi fiondo dal medico. Tutto può essere.

 

La devo smettere

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Del sentirsi decrepita come una casa abbandonata

La devo smettere di ammalarmi il sabato mattina a scuola e così bruciarmi la domenica e il giorno libero del lunedì. In verità ero rientrata a scuola ancora convalescente, la voce così così, sempre infreddolita, ancora vestita con tutti gli strati invernali. Ma, insomma ogni giorno andava un po’ meglio. Questo fino a sabato mattina, verso la fine delle lezioni ho realizzato che avevo freddo e che avevo iniziato a tossire in maniera strana. E che molti alunni tossivano come me. Son tornata a casa ghiacciata, e con un dolore allucinante che mi trapassava dal petto alle spalle. Ogni respiro era un tormento. Sono riuscita a pranzare e mettermi sotto le coperte. La situazione è migliorata con l’ultima compressa della scatola di paracetamolo.

Pensavo, ma perché sono in queste condizioni? Aiuto. Non voglio ammalarmi ancora. Siamo andati in parafarmacia per fare il rifornimento del paracetamolo e la dott.ssa lì ci ha confermato che i tre quarti del paese era nelle mie condizioni! Le difese immunitarie sono ko, nonostante a casa nostra  si faccia largo uso di kefir, bacche di goji, zenzero, curcuma e quant’altro. Son convinta che senza di questi sarei già moribonda. Invece tutto sommato non la becco nella forma peggiore, Che palle però!

Oggi è stata una bellissima giornata primaverile. Saremmo potuti andare in giro per mezza Sardegna, con tutte le sagre e cose buone da mangiare! Invece noi qui tappati in casa a tossire e a starnutire. Ho pensato anche che in qualche maniera mi sto autoboicottando o che la scuola mi stia davvero mettendo a dura prova. La mente si sa fa dei brutti scherzi. Intanto oggi va decisamente meglio, non ho la sensazione che domani sarò kò. Il fatto che possa programmare le cose da fare, mi dicono che il peggio è passato. Però un’altra compressa di paracetamolo stasera non me la toglie nessuno. E domani si vedrà.

Fermenti di Kefir di latte

Oggi mi hanno regalato dei fermenti di kefir. Una cucchiaiata di granuli ciccioni e bianchi, non sono un’esperta, ma sembrano sani.  Mi son procurata un colino  e un cucchiaio di plastica, andrebbe bene anche il legno, l’acciaio e l’alluminio no, perché ucciderebbero i fermenti.  Anche per travasare si usa vetro o plastica. Li ho colati e schiacciati poco poco, ho bevuto un dito di latte di kefir, aveva il sapore acidino di quello che avevo comprato quest’estate. Era troppo poco per zuccherarlo con il miele, poi volevo assaggiarlo al naturale. Ho messo i fermenti, che pesavano circa 9 grammi, in un vaso di vetro e aggiunto circa 150 grammi di latte parzialmente scremato, ma si può usare quello che si vuole, pure quello vegetale! Dipende dai gusti. La proporzione  dei fermenti deve essere circa il 5% del latte, per 50 g. di fermenti per un litro di latte. Spero che le mie reminiscenze di matematica non abbiano fatto cilecca!

Ho frugato nei vari siti e blog e mi sono fatta un’idea di come devo procedere. Avevo letto in alcuni blog che seguo del latte di kefir, ma mai avrei immaginato che mi sarei cimentata in quest’impresa! Ci provo, è una cosa sana, e in questo periodo, dopo anni in cui a colazione ho consumato quasi esclusivamente té, a volte latte di mandorle autoprodotto, ho proprio il desiderio del latte. Che abbia mancanza di calcio? Mah! L’altro ieri una persona che conosco mi ha detto che beveva il latte di kefir autoprodotto che sta consumando regolarmente da un po’ di tempo.  Così eccomi qua a raccontare quest’avventura. Spero di non fare morire i fermenti e di trattarli bene. Ora riposano al buio della dispensa e fra 24 ore circa provvederò a colarli un’altra volta.  Cercherò di ricordarmi di fare le foto!