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L’estate bussa forte

L’estate è arrivata con temperature che si vedono a luglio. Se questo è l’inizio alla fine saremmo tutti arrostiti. Sono già scoppiati gli incendi e l’acqua nei bacini scarseggia in quanto in primavera abbiamo avuto poche giornate di piogge.

Ci stiamo avviando alla conclusione dell’anno scolastico boccheggiando e con le epidemie di varicella e scarlattina.  Una vocina ci ha riferito di liti sulla chat di mamme se ne sono dette di ogni sulla questione vaccini, e si è scoperto che c’è qualcuno dei miei alunni che non ha manco un vaccino. Non sappiamo chi è, ma il primo che rischia è proprio lui, visto che la percentuale dei vaccinati non garantisce l’immunità di gregge. Il governo ha posto rimedio e come al solito ha scaricato sulla scuola il controllo delle vaccinazioni. Le segreterie, con gli organici ridotti, si ritroveranno in estate a controllare migliaia di certificati e ad avvertire i genitori che non potranno far frequentare i propri figli.

Mi dispiace per questo super lavoro degli impiegati delle segreterie scolastiche, ma è una soluzione per far vaccinare i bambini.  Se non si è capito sono pro-vaccini. Infatti ritengo che oggi non essere vaccinati sia più pericoloso di ieri. Ci spostiamo di più e nolente o volente siamo più esposti i flussi immigratori. Come è possibile che persone intelligenti e istruite cadano nelle trappole dei ciarlatani? Come è possibile non capire che nei paesi dove ci si vaccina l’aspettativa di vita è quasi il doppio rispetto ai popoli che non hanno la possibilità di vaccinarsi?

Per conto mio continuerò a sostenere la causa dei vaccini e a sostenere le campagne pro vaccini in ogni parte del mondo.

 

N.B.  Era da tanto che non scrivevo un post in questo blog che ha le ragnatele. Saluto tutti quelli che passano di qua, in particolare a quelli che lasceranno un commento come segno del loro gradito passaggio.

 

 

 

 

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Diario dei libri. Gennaio 2017

Quest’anno sono partita alla grande, ho letto tre libri in 15 giorni, ma ahimè mi sono fermata. I libri da leggere sono sul comodino, gli scrutini incombono e non riesco ad aprirne neanche uno. Non vedo l’ora di potermi tuffare tra le pagine che mi attendono pazientemente. 

1) L’amante giapponese, Isabel Allende. Chissà perché pensavo che l’amante fosse una donna! Ah gli stereotipi! Questa volta Isabel ci narra una bella storia di amicizia e di amore. Un amore che ha attraversato tutta la vita dei protagonisti. Ci parla dei lager americani in cui furono costretti a vivere i nippo-americani subito dopo Pear Harbour. Vicende realmente  accadute di cui pochi ne sono a conoscenza. Si sa: i libri di storia sono scritti dai vincitori. È una storia di razzismo e di coraggio, quello non che ha avuto la protagonista. È una storia d’amore che poteva essere vissuta pienamente e invece così non è stato. Come capita a molti. 

Alcuni anni fa avevo letto Il gusto proibito dello zenzero di Jamie Ford un bel romanzo che mi ha fatto conoscere le sofferenze subite in Usa dagli americani di origine giapponese. 

2) Storia di chi resta e di chi fugge, Elena Ferrante. È il terzo libro della saga. Le protagoniste ora sono giovani donne. Ognuna a modo suo ha portato avanti i suoi sogni, anche se entrambe hanno l’amarezza di non aver vissuto il sogno giusto. Il libro si chiude con un colpo di scena. 

3) Oceano mare,  Alessandro Baricco.  Pur avendo amato le sue trasmissioni televisive non avevo ancora letto nessun libro. Mi è piaciuta molto la  prosa poetica utilizzata per scrivere anche le pagine più crude. Proprio un bel libro.

Una giornata di sole

Quando mi ero rassegnata alle tristi giornate fredde e senza la gioia di un raggio che facesse capolino da quelle spesse nubi, ieri abbiamo avuto uno splendido sole. Temperature attorno ai 14 gradi. Non mi è parso vero!  Non vedevo l’ora che i bambini finissero di mangiare per portarli in cortile. Ci siamo goduti il bel tepore, tanto che è saltata una parte del programma di storia previsto.Infatti non volevamo più rientrare. Io più di loro. Era troppo bello vederli correre felici sull’erba asciutta! 

Quel bagno di sole mi ha rinfrancato l’animo e mi ha reso ben disposta ai pre-scrutini serali.  È infatti iniziato il periodo di gran fatica e stress. Tanto è vero che la mia collega ha già sbroccato. 

Ogni voto per lei è un parto. Non riesco a capire perché si stressi più del dovuto. Sono voti delle elementari,  non sentenze di morte!

 Mettiamo in conto che a volte si sbaglia e che posso anche pentirmi di un voto più alto o più basso. Ma insomma niente è irreparabile e definitivo. Più che altro a me scoccia che per giorni e giorni sarò presa da questa incombenza,  ma c’è una data precisa in cui questo delirio finisce. Lavoro per questa data.

Neve in Sardegna 

Che sia un inverno serio l’avevo già scritto, ma sinceramente non pensavo arrivasse a tanto. In quasi tutta la Sardegna abbiamo avuto nevicate abbondanti.  Da me no, abito in Campidano,  in un paese dove non c’è neanche una strada in salita. Pianura pianura,  zero neve. L’ho ammirata nelle cime dei monti lontani circa 30 da casa.Erano decenni che non si vedeva così tanta neve.

 E dopo la neve sabato abbiamo avuto lo scirocco fino a 120km orari. Praticamente un finimondo di tetti che volavano, piante secolari sradicate e di mari in burrasca, il Poetto è arrivato fino alla case. Guardate che ce ne vuole di strada per arrivarci. Beh, c’è arrivato! 

Condivido alcune foto della neve. Tra le migliaia al minuto condivise nel web, sono quelle che mi hanno colpito maggiormente.

#31grazie_2 agosto

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Dal fruttivendolo ieri mattina quando è toccato il mio turno c’erano ancora delle ciliegie. Me ne sono portata a casa un chilo. Se Mylove non me le avesse tolte dalla vista le avrei mangiate tutte mentre le lavo. Che buone!

Di sera mentre facevo shopping ho incontrato Vi, un carissimo amico che non vedevo e sentivo da molto tempo. Mi ha fatto piacere chiacchierare con lui e la moglie, come se il tempo non fosse mai passato. Con gli amici è così, anche dopo dieci anni senti lo stesso feeling e la stessa empatia. Non c’è imbarazzo, c’è solo la gioia dell’incontro.

Con questo post partecipo all’iniziativa di #31grazie di Chiara di Machedavvero.

50!

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Nei giorni scorsi ho raggiunto il traguardo dei 50 anni. Che detto fra noi non li dimostro. Quando dico la mia età non ci crede nessuno. A dir la verità neanche io, eppure ci sono tutti tutti questi anni.

Fisicamente noto dei cambiamenti,  ora qualche sopracciglio comincia ad venir fuori in maniera alternativa. I segni del cuscino sul viso tendono a rimanere più a lungo, la pelle è meno lucente e leggermente più secca. La menopausa ha cominciato a bussare alla porta già alla fine della scorsa estate, il ciclo compare ogni due-tre mesi. Per il momento non ho altri sintomi collaterali, le temute vampate, se ci sono sono dovute al sole sardo, l’insonnia c’è sempre stata e la tengo a bada con il magnesio, il nervosismo me l’ha fornito madre natura, e l’attività sessuale è sempre un bel momento.

Mentalmente e psicologicamente sto bene. Mi sento forte e pronta ad affrontare gli altri cinquant’anni che arriveranno. Siamo o no nella terra dei centenari? Nel mio paese ce ne sono 4! Tre sono donne.  Conto di arrivare a questa meta in buona salute, altrimenti tanto vale arrivarci.

Dal momento che penso che essere arrivata a godere l’estate per 50 volte sia un privilegio ho indetto un anno di festeggiamenti che faranno impallidire il Giubileo del 2000. Abbiamo iniziato con un pranzo con i miei genitori, mia sorella e mio cognato. Attendo l’arrivo dei nipoti sparsi qua e là per l’Italia per il  mega pranzo con i famigliari riuniti. Poi intendo festeggiare anche con le amiche e gli amici, e a scuola. Con i cinquantenni del paese è già tutto organizzato per il raduno di ottobre.

Festeggerò ogni giorno godendo di quello che ho e  approfitterò per fare  qualche cosa che non ho mai fatto prima. Qualche pazzia oggi,  qualche sfizio domani.

Insomma seguitemi che ne vedremo delle belle!