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Memoria 

Oggi è la giornata della memoria. Quest’anno è arrivata senza che me  rendessi conto. Gli altri anni in questo periodo avevo già letto un libro sulla Shoa, oppure partecipato alle rappre…

Sorgente: Memoria 

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Freddo freddissimo: inverno

Questo è un inverno serio. Si è fatto attendere, ma sta recuperando alla grande. mezza Sardegna è innevata, l’altra metà è ghiacciata. Io sono in quella ghiacciata. A me l’inverno non piace proprio per niente.  Lo subisco perché non posso far altro. A me in estate non sentirete mai rimpiangere l’inverno.  Mai. Anche con 50 gradi, anche con l’umidità che fa ti trasforma i polmoni in branchie. Mai. Sarà che sono nata a luglio, sarà che sono sarda, io amo l’estate. Le previsioni immediate non promettono niente di buono, forse nevicherà anche in Campidano, forse anche nel mio paese. Un po’ di neve l’apprezzo pure, basta che duri poco e si torni presto a temperature consuete. Ma so già che non sarà così :il mitico calendario di Frate Indovino prevede un clima rigidissimo fino alla metà di febbraio. Non so come faccia ad azzeccare le previsioni con tanto anticipo,  ma mi fido. Così mi sono rassegnata e cerco in tutti in modi di proteggermi dal freddo e alzare di qualche grado la il calore dentro casa. Comunque sia mancano solo 25 settimane all’estate! Ah, come piace vedere il lato positivo delle cose!

Il mare d’inverno 


Il gran freddo è arrivato pure qui in Sardegna. Mi piace il freddo di gennaio,  quando l’aria è tesa fino all’estremo e ti punge il naso e le guance.

Oggi ho avuto il piacere di fare una passeggiata al mare.Mi piace andare al mare nelle giornate fredde e soleggiate. Osservo la gente rilassata che si gode una semplice passeggiata e il sole che scalda le facce e gli animi. E io sono felice. Mi rilassa vedere tutto quel blu e la spiaggia vuota,  anche se le orme sulla sabbia indicano che tante persone oggi sono passate lì prima di me. Ci sono stata appena un’ora, ma la carica dura giorni!

Diario di lettura_Settembre 2016

Il mese scorso è stato un mese strano per la lettura. Non riuscivo a trovare i libri adatti a me. Non so se è per via della Trilogia della pianura che ho letto ad ad agosto e inconsapevolmente mi è rimasta dentro per un po’ di tempo. O forse lo stop era dovuto all’inizio dell’anno scolastico che quest’anno oltre alla solita ansietta, c’era anche la novità dell’aver una sola classe invece che le solite otto. Fatto sta che non mi andava di leggere romanzi per cui fruga fruga ho trovato e letto:

25) Sette brevi lezioni di fisica, Rovelli Carlo Questo libro mi è piaciuto molto, ho capito qualcosa della fisica. Alcune pagine mi erano comprensibili come l’arabo, altre talmente facili da risultare incredibili. Il capitolo che ho preferito è l’ultimo, quello sull’uomo. Mi sono ripromessa di rileggerlo. Leggerlo è come fare un bagno di umiltà. Dovrebbero leggerlo anche i potenti, o quelli che si credono potenti, si eviterebbero tanti conflitti.

26) Impara a vincere, Patrick Mouratoglou L’autore è il coach di Serena Williams, la campionessa americana che sta battendo tutti i record del tennis. Il nome dell’atleta sarà ricordato per decenni. Dietro i suoi successi c’è il duro allenamento fisico e mentale. Anche la mente va allenata. E’ un libro che consiglio a tutti gli educatori e insegnanti.

27) The little Book of Hygge, Wiking Meik Da un po’ di tempo mi capita di leggere delle belle considerazioni sulla società danese. Da alcuni anni la Danimarca ha il primato del paese più felice del mondo. Ha addirittura un Istituto di ricerca della felicità. Il libro è scritto dalla direttrice di quest’istituto e ci spiega cos’è l’Hygge, concetto non semplice da spiegare, ma ho capito che è l’atmosfera che i danesi creano per star bene con gli amici e parenti, o anche se stessi. Il libro è inglese ma l’ho trovato  facile e scorrevole.

28) Purity, Jonathan Franzen. Non ho ancora finito di leggerlo. Non mi piace molto. L’ho trovo prolisso e pesante. La storia è molto bella, ma molte pagine sono veramente in più. Non vedo l’ora di finirlo!

E la scuola va

Lunedì abbiamo iniziato il tempo pieno a scuola. Nel tempo pieno i bambini stanno a scuola otto ore. Dalle 8,30 alle 16,30. La mensa per i bambini di prima e seconda è alle 12,30 e  dopo pranzo riprendono le attività attorno alle 14. Dal momento che sono belle giornate io li porto in cortile. Abbiamo la fortuna di avere dei giardini enormi, che purtroppo sono poco sfruttati. Infatti, raramente i bambini escono, li teniamo incarcerati. Ho deciso che, almeno al mio turno, dopo pranzo si esce e ci si rilassa un po’.  Anche la maestra, eh!

Erano tanti anni che non insegnavo al tempo pieno, lo avevo fatto solo  agli albori della mia carriera scolastica. Alcune colleghe lo odiano, io no. Credo che sia tutta una questione di organizzazione. Una volta che la routine si è instaurata tutto andrà più liscio.

Ho tante cose da tenere a mente: sono bambini di sette anni, sono 24! Alcuni sono più veloci e altri più lenti, alcuni sono più indietro di altri e anno bisogno di interventi specialistici. Niente di grave, ad esempio i mancini della mia classe non sono ancora ben lateralizzati e forse dovrebbero fare un po’ di psicomotricità. Alcuni hanno anche difetti di pronuncia, che a sette anni dovrebbero essere risolti. Sono cattive abitudini o altro? Un po’ di logopedia risolverebbe tutto. Tutto questo si riflette nei lavori di scrittura. Potrebbero saltare fuori anche diagnosi di DSA, disturbi specifici dell’apprendimento, ma ancora non ne abbiamo. Procediamo navigando a vista, in seguito si vedrà.

Alcuni non hanno ancora l’autonomia prevista per i sette anni: allacciarsi le scarpe o saper gestire il materiale. Mamme dei maschi, abituateli ad essere indipendenti! Ne va del loro futuro!

Alcuni chiedono continuamente se ogni scarabocchio è fatto bene, se ogni parola è scritta bene. Che ansia! Altri invece chiedono spesso di andare in bagno, a volte dopo cinque minuti dopo essere rientrati. E’ bastato dire che si esce solo in alcuni momenti e già la situazione è migliorata.

Insomma sto vivendo la normale amministrazione di una seconda elementare. Collega si è tranquillizzata e anche io sono più serena.

La scuola va e io sono felice

E arrivò l’orario

E arrivò l’orario, come previsto, furono urla, pianti e stridore di denti. La scena si ripete uguale uguale ogni anno. Solo che nessuno si è benguardato di fare le scenate davanti al preside. E quest’anno l’orario è ben peggiore degli scorsi anni. Ma la cosa non mi tocca per niente. Rido per conto mio, senza farmi vedere 🙂

Timetable

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pixabay.com

Oggi abbiamo avuto il secondo Collegio dei docenti del mese, che è durato circa quattro ore. Dopo la seconda ora eravamo tutti in tilt, preside compreso. Al che saggiamente abbiamo deciso di fare un break, non era più possibile andare avanti. Non è stato difficile, ma noioso: si dovevano nominare i collaboratori del dirigente, le funzioni strumentali, i componenti delle commissioni, i presidenti e i segretari delle varie assemblee.

Premetto che quasi nessuno vuole avere incombenze perché per la mole di lavoro che ci vuole il compenso è ridicolo. Non ho mai capito perché alcuni insegnanti devono lavorare gratis per poi essere insultati da tutti. Ci sono dei docenti che non hanno mai prestato un secondo in più del dovuto  e  che sono i primi a sparare a zero al primo passo falso. Alcuni che hanno provato ad avere incarichi al primo insuccesso hanno mollato lasciando i colleghi in un mare di guai.

Per anni ho avuto l’incarico di organizzare l’orario della scuola elementare, ma lo scorso anno ho detto basta, visto che non ho dormito per un mese e sono stata molto vicina al ricovero alla neuro. Ho mantenuto la promessa e non mi sono lasciata blandire da nessuno. So che mi avrebbero aspettato per configgermi un coltello nel petto appena si fosse accennato di ore buche o cambio del giorno libero. Così quest’anno l’orario della primaria lo stileranno due colleghe della scuola secondaria con l’aiuto del dirigente e l’utilizzo di un software. Ne vedremo delle belle. Le due colleghe mi hanno già chiesto il numero di telefono per chiamarmi in caso di necessità. Prevedo telefonate fiume. Ma almeno dormirò, spero. Gli ho fatto gli auguri, ne avranno bisogno loro e pure noi!

Speriamo bene.