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The day after

Il giorno dopo Il lunedì di Speranza ha il gusto amaro e triste della sconfitta sportiva epocale. Ho visto la partita Italia-Svezia e tante volte la palla ha sfiorato i pali della porta avversaria.Ho visto le gambe troppo lunghe degli svedesi che riuscivano a non far entrare la palla dentro. Ho visto le lacrime dei calciatori.Piena di adrenalina sono andata a letto, ho dormito male e a sprazzi.

Il giorno dopo, oggi, il sole è sorto e compare a sprazzi. Lo so bene che a me non cambierà nulla, e così a milioni di italiani. Più tardi andrò a scuola e fra poco mi immergerò nella preparazione delle lezioni e della correzione dei compiti. Tutto si svolgerà normalmente. Solo con un po’ di tristezza e due battute davanti ad un caffè. Son ben altre le mie preoccupazioni e affanni. I problemi sportivi saranno risolti da altri più titolati di me. Però mi avrebbe fatto piacere vedere la Nazionale ai Mondiali, come sempre è stato da quando sono nata. La cosa positiva e anche davanti alle  macerie si può progettare di ricostruire e vedere un futuro migliore.

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Il lunedì di Speranza

Inizio oggi una nuova rubrica settimanale che chiamerò Il Lunedì di Speranza. Si sa il lunedì è sempre un giorno un po’ così, si ricomincia il ciclo della settimana, e anche se il fine settimana non è stato un granché, o forse proprio per questo, abbiamo bisogno di uno slancio per iniziare bene le nostre attività.  

Il primo pensiero di Speranza è dedicato alla Nazionale di calcio, che oggi si gioca con la Svezia la qualificazione dei Mondiali di calcio che si terranno in Russia quest’estate. Venerdì in Svezia abbiamo perso giocando maluccio (eufemismo). Per il momento siamo più fuori che dentro, ma da  inguaribile ottimista penso che ce la possiamo fare, che i nostri giocatori tireranno fuori tutte le loro energie fisiche e psichice per fare l’impossibile.

Oggi c’è spazio solo per il tifo positivo e incondizionato.

Alé Italia! Forza Azzurri!

P.S. Non ho foto della Nazionale, non avendo mai avuto la possibilità e il piacere di vedere dal vivo una partita dell’Italia, per cui pubblico una foto che ho scattato alcuni mesi fa nel nuovo stadio del Cagliari.

 

 

#31grazie_21 agosto

Pixabay.com
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Oggi è l’ultimo giorno delle Olimpiadi  di Rio de Janeiro. Anche noi, sebbene impegnati, seguivamo appena potevamo. Non abbiamo fatto le notate o le levatacce per poterle seguire, però ci piaceva tifare per gli Azzurri.

Non pensavo che potessero vincere tante medaglie. Però ben 10 sono quelle di legno, cioè il quarto posto. Tanto legno non lo avevamo mai visto, ci si potrebbe costruire una casetta!

Il mio grazie va a tutti gli atleti, anche non italiani, che hanno avuto la delusione di sfiorare il podio. Quattro anni di sacrifici per tornare a casa a mani vuote.

Ringrazio anche tutti quelli che sono andati oltre la prestazione atletica e hanno dimostrato, anche con un piccolo gesto, che lo spirito olimpico esiste ancora.

And the winner is il Portogallo!

All’inizio della partita ero decisa a tifare Francia, mai pensato prima, ma avevano battuto la Germania che con noi non aveva mai vinto ad Europei e Mondiali. Inoltre non volevo tifare Cristiano Ronaldo, CR7. Bravo sì, ma molto antipatico e troppo curato nel look. Invece. Invece viene colpito duramente da un francese. Soffre visibilmente e piange. Ma stringe i denti e continua per alcuni minuti. Poi si accascia a terra e butta la fascia di capitano. La riprende e la mette ad un suo compagno. Esce in barella tra gli applausi di tutto lo stadio. Mi sono trovata a piangere. Commossa.

Ho così iniziato a tifare Portogallo. Chi se ne frega. La Francia non è l’Italia. Poi ci avevano battuti nella finale degli Europei del 2000. Avevamo la vittoria in tasca e in 10 minuti finali, ce l’hanno soffiata. Peggio per loro. Poi il Portogallo non ha mai vinto nulla d’importante. Hanno perso la finale del 2004 in casa loro. Quindi.

Quindi negli ultimi minuti dei supplementari quando si pensava ai rigori ecco che per il Portogallo segna un giocatore entrato da poco, a cui CR7 poco prima di entrare aveva pronosticato che avrebbe segnato il gol della vittoria.  Il Portogallo è in festa. La Francia è sotto shock. Avevano tutto pronto per la festa finale. Il pullman  scoperto per il trionfo era stato avvistato e fotografato a Parigi. Queste cose non si fanno, portano iella. Come dice Trapatoni: Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Sopratutto quando hai a che fare con uno come Cristiano Ronaldo, che dopo essere stato medicato è andato in panchina e ha cominciato a incoraggiare i suoi compagni, ha urlato, strepitato, saltato. Ci ha messo il cuore. Ed è diventato simpatico e scoperto che nel Portogallo oltre Cristiano c’è di più!

Di questi Europei di Francia 2016 mi rimarrà: che l’ISIS non è riuscita a fare il bagno di sangue che aveva promesso. Che di gente rovina feste, hooligan e cretini, è piena l’Europa. Che l’Italia ha fatto un buon europeo, avrebbe dovuto osare di più con la Germania, che Irlandesi, Gallesi e Islandesi hanno delle belle tifoserie, simpatiche  a tutti. L’Islanda è riuscita a sorprenderci con una bella squadra. Che mi sono divertita a vedere la passione di Conte, commissario tecnico italiano, durante le partite. Che non sempre le piccole squadre sono agnelli sacrificali. E’ il calcio bellezza! Non ci risolve i problemi della vita, ma ci regala un po’ di spenseriatezza . Che si perda o si vinca.

Obrigado football. W il Portogallo.