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Neve in Sardegna 

Che sia un inverno serio l’avevo già scritto, ma sinceramente non pensavo arrivasse a tanto. In quasi tutta la Sardegna abbiamo avuto nevicate abbondanti.  Da me no, abito in Campidano,  in un paese dove non c’è neanche una strada in salita. Pianura pianura,  zero neve. L’ho ammirata nelle cime dei monti lontani circa 30 da casa.Erano decenni che non si vedeva così tanta neve.

 E dopo la neve sabato abbiamo avuto lo scirocco fino a 120km orari. Praticamente un finimondo di tetti che volavano, piante secolari sradicate e di mari in burrasca, il Poetto è arrivato fino alla case. Guardate che ce ne vuole di strada per arrivarci. Beh, c’è arrivato! 

Condivido alcune foto della neve. Tra le migliaia al minuto condivise nel web, sono quelle che mi hanno colpito maggiormente.

La cosa più bella che hai fatto quest’estate

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Bambini, a turno, ognuno di voi mi racconta una cosa bella che ha fatto durante le vacanze.

Raccontano di gite, giochi in oratorio, piscina, mare, viaggi all’estero e quant’altro.

Arriva il turno di Dino: Io quest’estate sono andato al centro commerciale.

Stellina! Quest’anno la gita scolastica non te la toglie nessuno!

L’inizio della scuola può attendere

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Il calendario scolastico regionale della Sardegna prevede che le lezioni inizino oggi, il nostro istituto a giugno aveva deciso di iniziare due giorni prima per ottimizzare meglio le vacanze. Invece a causa dei lavori per la sistemazione dei nuovi infissi, la data di inizio è slittata di una settimana, ma dopo un sopralluogo della sottoscritta e di alcune colleghe abbiamo capito che se tutto va bene inizieremo a metà della settimana prossima.   I lavori sarebbero dovuti iniziare appena terminate le lezioni, visto che c’era tutto il tempo delle vacanze estive, ma si sa i tempi della burocrazia delle amministrazioni comunali non corrispondono a quelli scolastici. Così siamo in stand by e noi insegnanti della scuola primaria ci presentiamo presso la scuola secondaria a giorni alterni per organizzare il rientro e i progetti che erano rimasti in sospeso a giugno.

Intanto il dirigente ha quasi terminato l’orario, mi ha chiamato solo una volta per chiedermi se il martedì preferivo il turno della mattina o quello della sera. Ho così visto che il mio orario non è male, anzi! Quello degli altri non lo so, ma ha già detto che per alcuni ci sono delle ore buche.  E lì che casca l’asino, ma io ho ripreso a fare sonni tranquilli 🙂

Forse qualcuno ricorderà che a maggio avevo ottenuto il trasferimento dal posto di lingua inglese alla scuola comune, cioè sono passata da insegnare solo l’inglese a otto classi a insegnare altre materie e l’inglese nelle mie classi. Avevo chiesto al dirigente di farmi sapere le materie che avrei insegnato e la classe perché dopo 10 anni di solo inglese, per la matematica avrei avuto bisogno di tempo per documentarmi.  Agli inizi di luglio mi ha detto che mi assegnava matematica nelle prime e che avrei avuto due colleghe fantastiche. Ho iniziato così a studiare e prepararmi.

Il primo di settembre dopo il collegio dei docenti mi convoca e mi chiede se ero disponibile a cambiare cioè a sostituire la collega che purtroppo si è ammalata e che non rientrerà perché comunque andrà in pensione il prossimo anno. Al sentire la proposta mi sono accasciata nella sedia della presidenza e a stento riuscivo a pronunciare delle domande per capire meglio la proposta. Meno male che il cervello, nonostante la carica emotiva, ha funzionato lo stesso e ho capito che era un’occasione da non lasciar perdere. Dunque insegnerò italiano, storia, geografia (che sono le mie materie preferite)  in una seconda a tempo pieno. Dopo dieci anni non insegnerò inglese perché l’altra collega anche lei titolata lo insegnava lo scorso anno. Collega è una di quelle che lo scorso anno mi aveva fatto piangere per l’orario, ma a parte questo episodio, che poi avevamo già superato, è una persona fidata, di parola e seria. Tra l’altro so che lei ha una buona opinione di me.

Mi sembra che ci siano tutte le premesse per lavorare bene. Poi ciliegina sulla torta, ieri abbiamo saputo che alcuni ematomi della collega malata non si vedono più. Vuol dire che la cura sta iniziando a fare effetto. Speriamo che scompaiano  anche quegli altri che ci stanno facendo penare, ma sono molto fiduciosa.

Sul Fertility day

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 La campagna pubblicitaria del Fertility day ha fatto arrabbiare pure me. Infatti a caldo ho scritto quattro tweet pure io. Non potevo rimanere indifferente visto il mio percorso di anni di ricerca di un figlio che poi non ha portato al risultato sperato. Mi ha fatto male la superficialità con cui è stata proposta la campagna. Sbagliata nei modi e nei tempi.

Ho dato una scorsa alle slide e pur non arrivando a parogonarle a quelle del Ventennio, mi hanno sbalordito e indignato. Non ci potevo credere che si spendessero dei soldi per pubblicizzare delle banalità.

E’ vero che in Italia si prova ad avere un figlio troppo tardi, non parliamo della Sardegna dove abbiamo il peggiore tasso di natalità italiano.  La maggior parte dei bambini sardi è nata tramite la procreazione medicalmente assistita. Le donne sarde sono quelle che ricorrono tranquillamente ai metodi contraccettivi. Poi però quando falliscono, perché a volte falliscono, si arriva anche a praticare l’aborto. Quando le fabbriche chiudono e si fanno le notti nelle ciminiere o nelle miniere perché si è stati licenziati e non c’è altra prospettiva, quando amaramente si ritira il proprio figlio da scuola perché non ci sono i soldi per pagare l’abbonamento del treno e del pullman, un’altra bocca da sfamare proprio non ci sta, perché la famiglia è già abbondantemente sostenuta da tutte le associazioni possibili e immaginabili. Allora il problema non è la disinformazione.

E’ vero che tanti non sono a conoscenza delle problematiche legate all’infertilità e che nell’immaginario comune si pensa che la procreazione assistita ti fa automaticamente diventare mamma. Invece le percentuali di riuscita sono veramente basse.  Trovo che se visto che si erano trovati dei soldi da dedicare a questo argomento si potevano spendere in  altri modi, che avrebbero creato meno fastidioso e dolore.

Trovo che anche sollevare questo vespaio ad una settimana dal terremoto sia stato alquanto inopportuno, anche se era già stato calendarizzato.

Avrei voluto che avessero tenuto conto dei sondaggi che dicono che gli italiani vorrebbero avere in media 2,3 figli. Ben più di quell’1 scarso. Questi dati diversi tra il volere e il potere ci conducono dritto alle notorie cause della denatalità italiana: disoccupazione, pochi asili nido, lettere di licenziamento firmate in bianco, rifiuto da parte del datore di lavoro a concedere il part-time, e chi ne più ne ha più ne metta.

Una campagna simile in Danimarca ha prodotto un aumento delle nascite, vorrei umilmente dire che gli Italiani non sono danesi, sia per il diverso contesto che per il diverso carattere. E’ da superficiali non aver considerato questo semplice dato.

Spero che il Ministero sospenda il Fertility day fino a quando lassù non si saranno schiariti le idee e trovato un miglior modo di comunicare.

Buon inizio di settimana.

#31grazie_18 agosto

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Non ricordo se la pianta del callistemo sia alla terza o alla quarta fioritura. L’ultima è stata spettacolare e non ho pensato di fotografarla. Oltre a noi hanno gradito anche le api mattiniere. Il ronzio  erta talmente forteche non poteva passare inosservato. Non le ho contate ma sicuramente c’erano tantissime api.

Molte persone hanno paura delle api, ma se non le disturbiamo o infastidiamo sono innocue, al contrario delle vespe che sono alquanto moleste.

Sono felice di contribuire con i miei fiori alla salvaguardia delle api, che purtroppo a causa dei pesticidi usati in agricoltura negli ultimi  decenni sono diminuite in tutto il mondo. Essendo io una grande consumatrice dei prodotti ottenuti dagli alveari: miele, polline, propoli, non posso che dire: Grazie api!

Salviamo le api.org

La garden sitter

 

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Credevo fosse una pianta nuova, invece è quella del Natale 2015!

Mia sorella abita in un paese di mare, che dista dal nostro paese cinquanta chilometri. E’ uno di quelli che in inverno fa seimila abitanti e in estate accoglie migliaia di  turisti. Mio cognato ha i genitori in Continente. Tutta la famiglia è partita per andarli a trovare. I fiori curati con tanto amore per tutto l’anno non potevano rimanere neanche un giorno senz’acqua. Non c’era nessuno dei vicini che potesse occuparsene. Ci siamo divisi il compito con i miei genitori: cinque giorni loro e cinque giorni noi.

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Sono stati cinque giorni di relax bellissimi. Ci siamo alzati con calma e fatto colazione. Dato una sistemata alla casa e organizzato il pranzo. Al mare si stava benissimo, non c’è il pienone di agosto. All’una quando il sole cominciava a picchiare sulle teste tornavamo a casa. Alle due eravamo già in tavola e alle tre stavamo già facendo la siesta. Io in realtà il pomeriggio non dormo quasi mai, leggo libri o smanetto sul cellulare i miei social. Alle cinque o giù di lì. Facevo le faccende domestiche,   mi occupavo dei costumi, asciugamani, piatti da lavare. Tutto in penombra, visto che in questi giorni abbiamo avuto un picco di calore che ha sfiorato i quaranta gradi. Benedetta aria condizionata! che ci ha permesso di respirare. L’abbiamo usata con parsimonia, a casa nostra non l’abbiamo ancora e  non siamo abituati a tenerla accesa tutto il giorno. Comunque è una grande comodità, ti permette di avere quel giusto refrigerio che ti permette di non sclerare per l’umidità che ti appiccica i capelli.

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Veduta a est dalla Torre di Chia.

Alle sette, a volte anche alle otto, andavo in soccorso dei fiori. Ero lì per quello no? Alcuni, quelli per natura più bisognosi di acqua, li trovavo  molto abbattuti. Altri, invece sembrava che avrebbero potuto resistere almeno un altro giorno. Acqua a volontà per tutti, che l’estate è ancora lunga!

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No words

Due volte abbiamo cenato fuori, un giorno per una pizza e un altro per una bistecca di cavallo. Le altre sere ci siamo organizzati a casa, anche per svuotare il frigo dei cibi in scadenza. Tutti i giorni abbiamo fatto una lunga passeggiata verso la piazza e al rientro abbiamo portato fuori la spazzatura, rispettando il severo calendario della raccolta differenziata. A mezzanotte eravamo già a letto in una camera piacevolmente rinfrescata.

Siamo stati per conto nostro, aprendoci ai nuovi incontri quando ci è capitata l’occasione. Infatti un giorno in spiaggia abbiamo avuto una lunga conversazione con un ragazzo senegalese con cui abbiamo avuto un illuminante scambio di opinioni. Di questo però ne parlerò in un altro post perché merita veramente di essere riportato.

La domenica sera ho partecipato alla S. Messa tenuta nel piazzale di una chiesa. Tutto era curato e in ordine. Ho apprezzato il lavoro di chi si è occupato della preparazione e le concise sagge parole del sacerdote. Sul Vangelo non ci dovrebbe essere mai molto dire, ma tanto da riflettere e mettere in pratica.

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Le sole note negative sono state le notizie che arrivavano dall’esterno , quella dell’uccisione del profugo a Fermo, i fatti di Dallas sul razzismo,  il disastro ferroviario in Puglia e la strage di Nizza.  Sulla chat delle insegnanti le notizie sullo stato di salute della Mitica collega non promettono niente di buono. Ora anche lei è in continente sperando che possano riaccenderle la speranza di poter almeno iniziare la battaglia. I miei problemi con i calcoli renali sono migliorati, non sono ancora stati risolti del tutto. Ma di fronte ad altro diciamo che va bene. Tutto si risolve in breve tempo.

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Il mondo si salva anche proteggendo l’unico giglio di mare della spiaggia.

Non ci era mai capitato di godere dei giorni di relax nelle prime settimane di luglio, per motivi di lavoro del Marito. Ci toccano sempre a Ferragosto o dopo, periodo di massimo affollamento e i tariffe alte. Le giornate ad agosto sono anche più brevi e il pensiero è già rivolto al nuovo anno scolastico. Dopo questa esperienza devo dire che preferisco andare in vacanza a Luglio, cercheremo di creare le occasioni anche nei prossimi anni.

Mare mare mare

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Alla fine ce l’abbiamo fatta! Siamo al mare. Ci godiamo la casa di mia sorella che è andata in Continente dai suoceri. I fiori hanno bisogno di manutenzione, così ci stiamo alternando con i miei. Ora è il nostro turno.

Siamo felici perché non era scontato che potessimo farlo. Infatti le coliche renali mi stanno ancora tormentando e sono nuovamente sotto cortisone. L’urologo ha dato l’ok per il mare, ma non stare ore e ore sotto il sole. Ma già questo non lo faccio più da decenni. Se non verranno espulsi si dovrà fare un piccolo intervento con una sonda. Mi ha assicurato che si potrà fare anche ad agosto, a lui venne fatto il giorno prima di Ferragosto. Voglio essere in forma per il 1 settembre! Che sembra lontano, ma invece no.

Comunque ora ci mettiamo il costume e fra dieci minuti siamo in spiaggia.

Buona domenica

 

 

E finalmente l’estate!

Sembra che i tunnel siano finiti! Dall’ultimo posto la situazione è andata migliorando di giorno in giorno. Ho concluso l’anno scolastico, messo a posto il registro elettronico, partecipato agli scrutini, andata alla pizzata di una quinta, smontato l’aula, consegnato le relazioni sugli incarichi aggiuntivi e oggi consegnato le schede ai bambini. Manca solo il Collegio dei docenti della settimana prossima e poi quest’anno scolastico sarà definitivamente chiuso.

Mentalmente l’ho già chiuso da un pezzo visto che il prossimo anno ci sarà la grande novità che tornerò ad insegnare anche altre discipline oltre che l’inglese. Avrò una o due classi invece che otto. Era un cambiamento che desideravo fare già da alcuni anni, ma non avevo ancora avuto la determinazione per fare la domanda di trasferimento. Quest’anno dovevo solo cogliere la palla al balzo e non mi è sfuggita. Sarà un grande cambiamento perché lavorerò a stretto contatto con meno colleghi e quindi bisogna sceglierli bene. Gli accoppiamenti degli insegnanti della scuola primaria sono come i matrimoni, bisogna azzeccare il partner altrimenti sono dolori. Ho già più volte espresso i miei desideri al dirigente e alla vicepreside. Credo che alla fine sarò accontentata, anche perché la mia richiesta è ragionevole e ponderata. Credo che agli inizi di luglio saprò qualcosa in merito. Sto già studiando matematica perché se, come credo, mi verrà assegnata questa disciplina, sono ben 16 anni che non la insegno! Ci sono metodologie nuove e nuovi modi per proporla. Insomma questa estate non avrò modo di annoiarmi.

Fra pochi giorni comincerò ad andare al mare. Non vedo l’ora di poter vedere il nuovo look del mio amato Poetto, che a quanto vedo dalle foto sembra una cartolina di Miami, e poi fare il tour delle mie spiagge preferite.

Ed è estate! Che bello!

Buone notizie

Isola di Budelli
Isola di Budelli _ Foto presa dal WEB. Non ho trovato l’autore.

La mia situazione migliora, lentamente, ma migliora. Già il fatto che posso stare un po’ in piedi senza sentir male, è una gran bella cosa. Poi che io esageri e non mi fermi fino a quando non sento dolore è un’altra questione. Ma se non provo, come posso sapere qual è il mio limite?

Mi è difficile immaginarmi a scuola, non solo per le lezioni, che anche quelle sono una gran bella fatica. Bisogna tener desta l’attenzione dei bambini, sedare risse, stare attenta ai bambini con bisogni speciali, ai rom, ai bambini in situazione di handicap, ai genitori così insicuri.

Poi c’è la parte non meno importante della gestione delle assenze dei colleghi, quando penso di aver sistemato tutto, ecco che salta fuori un qualcosa che non avevo considerato. E c’è il registro elettronico da aggiornare quotidianamente. Il mio lo faccio in un attimo, ma alcune colleghe sono impedite e a turno si disperano. E la LIM (lavagna interattiva) si blocca perché calcano qualche pulsante del telecomando e boh, scompare tutto! E poi ci sono le lezioni da preparare, le prove da correggere e tabulare, e le riunioni varie ordinarie e straordinarie.  No, in questo momento il fisico non regge proprio una mole di lavoro simile. Quindi, via sensi di colpa. La scuola non va in malora per colpa mia.

Questa settimana la scuola è stata al centro per due belle notizie, di quelle che  fanno aprire la bocca in un  sorriso e  fanno sperare. Fanno vedere che la nostra scuola non è morta, che nelle classi di tutta Italia si lavora in un certo modo, che la maggior parte degli insegnanti fanno un lavoro quotidiano che non fa statistica, che magari non dà punti nelle graduatorie Ocse, Invalsi, PISA . E’ un lavoro fatto di piccole e grandi cose, di piccole e grandi soddisfazioni che superano, talvolta le frustrazioni e le fatiche quotidiane.

Il piccolo Matteo, che ha inventato la parola petaloso e la Classe II media di Bosso (Ivrea) che ha promosso la colletta tra tutti gli alunni italiani per comprare l’Isola di Budelli. Loro e   e i loro insegnanti, che mi rappresentano in tutto  e per tutto, hanno fatto parlare l’Italia e tutto il mondo per la loro creatività e generosità. La Buona scuola è questa. La buona scuola siamo noi!

W la scuola rosa e petalosa!

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Il compito di Matteo