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Pensieri e merende francesi

Merenda sardo-piemontese. Anche una semplice merenda diventa un momento di solidarietà.

Anche a me gli attentati di Parigi hanno scosso, e non poco. Sono stata attiva in Facebook e in Instagram. Ho letto e condiviso post e immagini che mi hanno particolarmente toccato. Non mi sono lasciata coinvolgere dalle polemiche dei soliti noti, politici, giornalisti,  opinionisti e rompini che sono sempre di turno. Però a me danno anche fastidio quelli che, non sopportano come me questi personaggi, però ne parlano, fanno nomi, dicono che gli altri sono pesanti (oh, hanno ragione, eh!) ma poi diventano pesanti pure loro. Preferisco mollarli, leggo solo la prima riga, a volte basta una parola, e passo oltre. Poi le mie amicizie dell’web sono selezionatissime, come nella vita.

Non ho tempo da sprecare, mi sforzo di guardare la bontà, l’umanità, l’altruismo , l’eroismo che viene fuori in frangenti drammatici, come quelli vissuti a Parigi. Sono tanti gli episodi, i gesti, ho fatto una personale classifica mentale, che aggiorno.

Quanto anni, secoli ci sono voluti per diventare così? Per diventare europei, per cantare liberté, fraternité egalité?  Ci sono voluti tanto tempo, tanti sforzi, tante menti illuminate, tanti libri, tante leggi, ahimè tante guerre.

I valori che abbiamo ricevuto in dono dai nostri padri, madri, nonni, sono preziosi ma non definitivi. Probabilmente non saranno mai conquistati del tutto, saranno sempre imperfetti e bisognosi di limatura. Sarà sempre necessario difenderli, migliorarli, estenderli a quanti più popoli possibile. Farli godere al maggior numero di persone. E’ questa la strada giusta. Solo questa.

P.S. Quando mi son messa al pc dovevo scrivere un altro post, sempre sul tema, ma son venute fuori queste parole. Vuol dire che andavano dette.

Non sprechiamo neanche un secondo in cose, persone, che ci fanno star male.

Buona vita a tutti!

 

 

 

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Così così

Non scrivo molto.  Anzi diciamo la verità, scrivo pochissimo. E sta per arrivare un rimprovero da parte di Sandra, a cui non piacciono i blog fermi. Ha ragione. Le parole hanno un peso, quelle scritte ancora di più e ho paura di scrivere cose sbagliate o di impiegare troppo tempo a scrivere due righe. Forse sono solo stanca, anzi sono stanca. Ho dovuto ammetterlo quando ho scoperto che una cisti del seno si è gonfiata come un uovo nel giro di un giorno. Non ho nulla perché il mese scorso ho fatto ecografia e mammografia e poi è capitato anche altre volte. Dopo tre giorni di banali antinfiammatori  si è già ridotta notevolmente.

La situazione stressante però  non è passata, questa storia dalla riforma della scuola mi sta logorando veramente. Non è una cosa che passa, stravolgerà in negativo la vita di molti, compresa la mia. Inoltre le incombenze di fine anno, i lavori da chiudere, i corsi da terminare, l’aver toccato con mano cosa può fare un dirigente scolastico, con molta facilità, mi ha fatto turbato non poco.

Ultimo, ma non ultimo, lo scandalo del giovane sacerdote accusato e arrestato per pedofilia in un paese non molto lontano dal mio, mi ha rattristato non poco. Le risposte del ex arcivescovo al giornalista  dell’Unione Sarda mi hanno lasciato attonita. Ma che Chiesa è quella della mia diocesi, della mia regione? Sembra marcia fino alle fondamenta. Ieri a messa guardavo i miei compaesani, giovani, anziani, mamme, babbi, bambini. Meritiamo tutto questo? Avevamo le fette di prosciutto negli occhi, o davvero un problema così non ci ha mai riguardato da vicino? Il fatto è che mi riguarda in quanto credente e praticante. Una chiesa così non la voglio, una chiesa che fa il contrario di quello che predica è fuori dalla chiesa. Chi ha sbagliato paghi ora, sapendo che anche pagando niente di quello che è stato fatto ai bambini, ai ragazzi, potrà essere completamente riparato.

Come hai trascorso le vacanze?

In uno sketch Gino Bramieri travestito da alunno prendeva in giro le maestre che al rientro delle vacanze davano, e ancora danno, il tema dal titolo: “Come hai trascorso le vacanze?” E il bambino Bramieri rispondeva ” Facendo i compiti che mi hai dato tu, cretina!” Oggi potrei rispondere dire lo stesso “Come hai trascorso le vacanze  di Carnevale maestra Speranza?”. “Correggendo test e compilando le tabelle dei vostri voti!” Una smazzata incredibile! Contornata da telefonate con le colleghe, per chiarire e spiegare e farsi venire dubbi del cavolo. Però alla fine ce l’ho fatta. Complice anche il pessimo tempo che ci ha dato pioggia su pioggia. Ho lavorato con un buon ritmo, ritagliandomi solo la domenica che ho trascorso con i miei adorati nipotoni, mangiando a quattro ganasce e ridendo come una pazza.

Ho finito di leggere l’esilarante libro di Simona e iniziato a leggere Il sentiero dei profumi, scritto benissimo da Cristina Caboni, mia conterranea. Lo consiglio vivamente. Invita il nostro io più profondo a svelarsi e trovare qualcuno che ci crei dei profumi personalissimi. Solo per noi. In effetti è un aspetto della mia personalità che non curo molto. Invece dovrei. Mo’ me lo segno!

Domani inizia la quaresima. Cinque settimane per mettere a punto il nostro cammino di fede e prepararsi all’esplosione della Resurrezione.

 

In questo mondo

Riassumendo le notizie di questa settimana:

in questo mondo non c’è posto per i vignettisti,  per i cristiani, per i musulmani, per gli ebrei, per le volontarie, per gli omosessuali, per i romanisti e per i laziali.

L’uomo con la sua intelligenza  riesce a mandare nello spazio altri esseri umani, che stanno lassù per sei mesi,  si fanno il caffè e che ci mandano i tweet per dirci quanto è emozionante vedere la Terra da così lontano.

L’uomo nonostante tutto questo, il progresso e la sua intelligenza , è ancora un primitivo, che ha bisogno di usare i pugni, le mani e le armi per prevalere sugli altri. Ha ancora bisogno di alzare muri per difendere il territorio.

Ce ne sarebbe il tanto per essere  pessimista,  e arrendermi alla legge del taglione. Ma fino quando avrò fiato in gola insegnerò ai miei alunni il rispetto reciproco e che uno non risponde alle offese con i calci e i pugni.

Siamo esseri umani, non bestie. Abbiamo l’uso della parola, possiamo spiegare le nostre ragioni. Possiamo stabilire delle regole. Possiamo far prevalere l’uso della ragione. Possiamo.

Dell’integrazione, delle religioni e del discorso di Asi Sisi

Doppio post oggi. Non riesco a staccare i pensieri dai fatti di Parigi: le stragi e la Marche Republicaine. Sarà perché ho tanti alunni musulmani. Avevo scritto un post sul Natale nella nostra scuola. Ne sono orgogliosa. In questi giorni, che io sappia, non si sono verificati casi d’insulti o litigi per queste questioni. C’è una buona integrazione, c’è un ottimo lavoro nostro e delle famiglie.

Sono una persona religiosa, cattolica praticante, che s’interroga sulla propria religione  e sulle altre religioni .Sono sicura che ai musulmani dispiaccia che questi assassini uccidano gridando il nome di Allah. Sono doverosi i distinguo: musulmano non vuol dire terrorista. Ma a me non farebbe piacere che dei terroristi uccidessero in tutto il mondo gridando il nome di Gesù Cristo! Orrore!

Però ho bisogno di ascoltare gli imam di tutto il mondo condannare con fermezza l’abuso della loro religione. Lo chiede anche Papa Francesco.  E’ una cosa che principalmente devono fare loro, i musulmani. Non possiamo costringerli con la forza o con le bombe. Le guerre in Iraq e Afganistan sono state un fallimento dell’Occidente, altrimenti non saremmo a questo punto. Nel mondo musulmano è necessario un lavoro di riflessione sincera e revisione. Credono lo sappiano pure loro. Non si può continuare così. Ma questo devono farlo loro, non noi. Possiamo solo incoraggiarli e stimolarli. Di più no. Non dobbiamo metterci le mani, lo faremmo solo con i nostri strumenti e  con la nostra visione del mondo.

Qualcosa si sta smuovendo. Ho trovato quest’articolo incredibile.  Sul Wall Street Journal è stato pubblicato un estratto del discorso che il presidente egiziano Al Sisi ha tenuto il 28 dicembre 2014  all’università Al-Azhar del Cairo, in presenza anche delle massime autorità religiose.

Mi rivolgo agli studiosi della religione e alle autorità religiose. Dobbiamo rivolgere uno sguardo attento e lucido alla situazione attuale. E’ inconcepibile che l’ideologia che noi santifichiamo faccia della nostra intera nazione una fonte di preoccupazione, pericolo, morte e distruzione nel mondo intero. Non mi riferisco alla “religione” bensì alla “ideologia” – il corpo di idee e di testi che abbiamo santificato nel corso di secoli, al punto che rimetterli in discussione diventa difficile. Abbiamo raggiunto il punto in cui questa ideologia è ostile al mondo intero. E’ concepibile che 1,6 miliardi di musulmani uccidano il resto della popolazione mondiale, per vivere da soli? E’ inconcepibile. Io dico queste cose qui ad Al-Azhar davanti ad autorità religiose e studiosi. Che Allah possa testimoniare nel Giorno del Giudizio della sincerità delle vostre intenzioni, riguardo a quello che vi dico oggi. Non potete vedere le cose con chiarezza quando siete imprigionati in questa ideologia. Dovete uscirne e guardare le cose da fuori, per avvicinarvi a una visione illuminata. Dovete opporvi a questa ideologia con determinazione. Abbiamo bisogno di rivoluzionare la nostra religione… Onorevole Imam (Gran Sceicco di Al-Azhar, ndr), voi siete responsabile davanti ad Allah. Il mondo intero aspetta le vostre parole, perché la nazione islamica è lacerata, distrutta, avviata alla rovina. Noi stessi la stiamo conducendo alla rovina”.

Ultima domenica dell’anno

E’ domenica mattina, Piove e fa freddo. Toh! E’ arrivato l’inverno. Facebook pulula di foto di mezz’Europa imbiancata. Nevica pure in Italia, a nord. Per ora sembrano tutti contenti. Una gioia ogni tanto ci vuole!

Inizio di giornata sonnacchioso e lento. Come volevo. Ho i miei e la piccola tribù di mia sorella a pranzo. La situazione è sotto controllo. Non mi crea più ansia. Sono la mia famiglia, non i giudici di Masterchef! Se qualcosa non va ci facciamo una risata e ci mettiamo una croce sopra.

Rifletto sul fatto che per ben due volte questa settimana ho sognato Miogine: una volta mi doveva operare agli occhi e stamani mi doveva fare le punture di butolino in fronte. Sì, ne devo cercare uno bravo, di neuropsichiatra.  A parte gli scherzi, non c’è niente da fare l’inconscio, mica tanto inconscio però, viene fuori appena può. Per quanto strani questi sogni sono facili da interpretare. Il ginecologo che mi apre gli occhi sulla situazione e mi fa un restiling della mente.  Ok, signor inconscio ho preso coscienza, sto solo prendendo un po’ di tempo.

Da due giorni ho ripreso il kobo in mano. Sto leggendo dei libri per nutrire la mia fede: Ah, quanta fame ho! Paolo Curtaz mi sta dando da mangiare cibi succulenti, quelli che piacciono a me. In due giorni ho letto l’ultimo “Gesù guarisce” e ora sto leggendo “Gesù incontra”. Nel primo parla di alcuni miracoli di Gesù, nel secondo parla di alcune persone incontrate dal Salvatore. Mi piace il modo di presentare l’argomento, vengono spiegati bene il contesto e tutti i risvolti che ci sono nei racconti. L’autore si mette in gioco in prima persona, ci offre spaccati della sua anima e della sua vita. Ci parla dei suoi dubbi, cavoli un teologo che dice che ha dubbi, che certe cose non lo convincono! E’ mio fratello gemello! Anche lui, con tutti i suoi studi e vita di fede, ha dubbi clamorosi. Delicatamente poi alla fine del capitolo invita il lettore,  credente o no, a tentare di dare la sua personale risposta. Mi chiedo come ho fatto a farmi sfuggire un autore del genere? Ogni giorno per anni ho letto i sui commenti alle letture liturgiche del giorno sul libretto Parola e preghiera, mi piaceva molto, ma non avevo mai googlato, non sapevo nulla di lui fino al mese scorso. Sono andata a Cagliari alla libreria delle Paoline, le vetrine avevano praticamente solo il suo ultimo libro. Ho pensato, quello è l’autore dei commenti, non sapevo che scrivesse libri. Me tapina! Fino ad ora sono più di venti! In libreria ho preso in mano il libro e ho letto qualche pagina a caso. Boom! Non ho comprato il suo libro, ma mi sono ripromessa di attivare san google. Eccomi qua, ho scoperto che il giorno prima era in quella stessa libreria per la presentazione del libro. Sfiorato! Mi piacerebbe parlargli. Probabilmente un giorno avverrà. Intanto Grazie di esistere.

Buon Natale!

Adoro le Stelle di Natale!

Adoro le Stelle di Natale!

Già lo so che oggi è Santo Stefano, però siamo nell’Ottava di Natale e poi non scordiamoci l’Epifania.  Un evento che ci tiene impegnati tante settimane con preparativi vari non può finire in ventiquattro misere ore! Quindi Buon Natale a tutti, credenti e non credenti. Il messaggio del Natale è valido per tutti gli uomini e le donne di buona volontà. E voi lo siete!

Anche quest’anno abbiamo rispettato le nostre tradizioni di famiglia. Non è poco. Mio suocero è felicissimo di aver “rubato” un altro Natale alla malattia, e spera di rubarne altri! A mia sorella e mio cognato, due settimane fa, è caduta in testa una bella tegola. Di quelle affilate che tagliano anche l’anima, ma sembra che ci sia una buona soluzione. Cambieranno alcune cose, ma forse non tutto il male viene per nuocere.

Io e Mylove siamo molto zen e ci stiamo divertendo tanto a stare insieme. Che dire? Mi godo il momento! Vorrei dire a tutti quelli che ora non sono al cento per cento, neanche al l’ottanta e neanche al venti (spero di no) di avere pazienza, stringere i denti, aspettare, meditare, la ruota gira e un giorno, senza fatica inizierà un periodo in cui tutto quello che farete andrà bene. Tutto sarà meraviglioso. Sarete in pace con tutti, o quasi.

Auguro a tutti che per tutti inizi un bel periodo. Buon Natale!

 

Di presepi, alberi, canzoni e biglietti natalizi

Ordunque ufficialmente siamo in inverno! Anche se i meteorologi hanno annunciato che  sarà un Caldo Natale, ma già a Santo Stefano ci sarà la neve. Vedremo se avranno azzeccato. Qualcuno pagherebbe per avere un bianco Natale Sardo! Io no. Giusto per chiarire.

Sabato ho terminato il tour de force natalizio scolastico. Faticosissimo, ma come al solito bellissimo. Ne vale la pena. Ormai il nostro Festival di canzoni natalizie è una tradizione. Le famiglie lo attendono e ci danno sempre un bel feed back. Grazie.

In questo periodo si crea una bella atmosfera di collaborazione e di gioia. Ci sono anche scatti di nervosismo e anche qualche bella arrabbiatura, fa parte del pacchetto. Quest’anno sono stata esonerata da quest’ultima parte, mi sono goduta solo la prima . Ho schivato, anguillescamente,  tutte le questioni inutili. Non toccava a me, spettava ad altri dirimere le questioni di lana caprina. Mi sono goduta veramente tutti i preparativi, gli addobbi, gli alberi e i presepi, i cartoncini augurali e i regalini preparati dai bambini.

La mia scuola è multietnica, infatti abbiamo alunni musulmani, buddisti, ortodossi e testimoni di Geova. A nessuno è mai venuto in mente di rinunciare al nostro modo di esprimere la gioia natalizia e devo dire con orgoglio che tutti i bambini, tranne i testimoni di Geova, partecipano a tutte le attività.  Cantano, addobbano, scrivono, disegnano con grande  fervore. Un occhio di riguardo abbiamo per gli alunni testimoni di Geova, si concordano con i genitori attività che possono fare anche loro, in un clima di rispetto reciproco. Il loro cartoncino o il lavoretto non avrà tema natalizio ma invernale. Non cantano le Christmas Carols, ma studiano comunque le parole inglesi perché non devono rimanere ignoranti. Nessuno cambia religione se si leggono o studiano parole o fatti inerenti altri credi. Per esempio, a me non è mai venuto in mente di diventare musulmana quando studiavo la storia e quando leggo qualche sura del Corano!

Posso suggerire a qualche preside o docente, che diventa più realista del re, che non è bene rinunciare per partito preso alle nostre belle tradizioni. Primo perché impoveriamo la nostra cultura, secondo perché se cerchiamo di estirpare con violenza otteniamo l’effetto contrario. Infine con cosa viene sostituito quello che togliamo? Siamo sicuri che il surrogato sia meglio?

La Novena di Natale

Domani inizia la Novena di Natale. Non so se riuscirò a partecipare, spero di riuscirci almeno giovedì, domani e dopo ho degli impegni. La farò a casa, ma non è la stessa cosa. I canti e le letture sono bellissimi e aiutano ad avvicinarci al Natale. I profeti avevano previsto l’arrivo del Messia e l’hanno scritto con parole che ancora oggi lasciano senza fiato. Ci fanno intravvedere cosa  sarebbe se si seguisse, almeno in parte, il messaggio di Gesù. L’agnello dimorerà con il leone, le spade saranno trasformate in falci e aratri. Sarò un’illusa, ma mi piace pensare che tutto questo presto avverrà.

In autunno c’è la primavera

Eccomi qui. Mezzo viva. Con le poche forze rimastemi oggi scrivo quattro righe per dirmi che respiro e reagisco! Ancora giorni intensi e stancanti. Caldo a gogò. Sono le 20,30 e giro ancora con le infradito, bermuda e T-shirt. Lo scrivo per dovere di cronaca e perché sia registrato negli annali. Giusto perché quando qualche anno rileggerò questo post, e magari fuori ci sarà un metro di neve, potrò documentare che a metà ottobre del 2014 sembrava agosto.

La settimana è iniziata con un incontro ravvicinato con Miogine per un interventino di manutenzione. Un polipo esterno o come cavolo si chiama, non ho interpretato il geroglifico del referto, che mi faceva soffrire e mi rovinava il dopofestival,  è stato eliminato e  letteralmente “bruciato”. Ho passato due giorni un po’ così. Ringrazio per il fatto che non ho morso nessuno e tutti quelli che mi sono stati vicini siano incolumi. Le orecchie degli alunni però sono state messe alla prova. Che hanno superato alla grande. Oggi va meglio, ma ovviamente non sono ancora al cento per cento.

Sto sempre seguendo con attenzione il Sinodo dei vescovi, quei vecchietti lì sembra che non abbiano peli sulla lingua. Speriamo tirino fuori un bel documento che dia un po’ di luce e calore a tante persone.

Anche il Papa non ha peli sulla lingua e ieri, come faccio tutti i giorni, o quasi, ho letto il resoconto della bellissima omelia della messa mattutina del 13 ottobre  a Santa Marta. Ho finito l’articolo con le lacrime agli occhi.Quanto tempo abbiamo aspettato per avere un pastore che parlasse come fa lui? Ogni parola che dice sembra che la dica a ciascuno di noi. Ci fa intravvedere un Dio che non è ingabbiato da leggi, norme e tradizioni. Un Dio incredibile che ama tutti e vuole che tutti siano felici. Un Dio che sa che l’uomo è piccolo, ma lo chiama comunque a condividere la sua casa. Nonostante i fallimenti, i peccati più terribili. Un Dio così non fa paura, ma ci fa accettare i nostri limiti senza considerarci dei falliti. Che bello!

In autunno c’è la primavera della Chiesa!