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E’ arrivato il maestrale

Finalmente è arrivato un po’ di vento a rinfrescare le giornate. Amo l’estate, ma quando è troppa è troppa! Odio l’umidità che fa boccheggiare e andar in giro appiccicaticci tutto il santo giorno, dalla mezzanotte alla mezzanotte. Abbiamo un ventilatore, che ha fatto gli straordinari. Ora finalmente si riposa pure lui, prima che ci mandi a farci benedire o comprarne di corsa uno nuovo.

Is Arutas_ Cabras_Oristano
Is Arutas_ Cabras_Oristano

In certe giornate non si stava bene neanche al mare. So di gente che è tornata di corsa a casa perché dalla sabbia saliva un calore insopportabile. A me questo non è capitato, le volte che ci sono andata o rientravo a pranzo oppure si stava bene tanto da rimanere fino al pomeriggio inoltrato.

Piscinas_Arbus
Piscinas_Arbus

Non ho notizie o avvenimenti eclatanti da raccontare, purtroppo la mia estate è stata funestata da una mega bolletta dell’acqua e difficilmente potrò raddrizzarla. Ma non si sa mai. Devo ancora fare bene i conti, controllando il prossimo stipendio. Nel bilancio della famiglia incidono anche gli scioperi contro la Buona scuola! Con i bei risultati che vediamo. Ma non voglio rovinarmi queste ultime settimane pensando a queste cose. Già ci pensano le colleghe su wathsapp! Starsene buonine buonine no? Già ne avremo di tempo. Settembre ormai è alle porte.

Però  ci sono ancora tante spiagge da vedere e fotografare.

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Portoscuso

Buon inizio di settimana e Buon Ferragosto, o meglio come dice il mio parroco Buona Festa dell’Assunta.

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Mare e biclicletta

Fenicotteri rosa_Vedute mentre vai al Poetto  un ordinario lunedì
Fenicotteri rosa_Veduta mentre vado al Poetto un ordinario lunedì

Va meglio, decisamente meglio. Il momento di sconforto è passato. L’ultimo post aveva un tono troppo lamentoso, e devo dire che mi è costato molto dare l’ok per la pubblicazione. Mi aspettavo anche che qualcuna mi lanciasse delle patate addosso, ma ciò non è successo, anzi ho avuto anche una certa solidarietà. Scriverlo e pubblicarlo mi ha fatto bene, è stata la scossa che ci voleva per non far scorrere noiosamente quest’estate.

La settimana scorsa sono andata al mare, anche da sola. Godere il mare in solitaria fa bene e lo consiglio vivamente a tutte. Si fa quel che si vuole rispettando i propri tempi. Oggi poi era bellissimo. Sono arrivata in spiaggia abbastanza presto, ho trovato facilmente il parcheggio. Il lunedì mattina al Poetto c’è sempre più calma rispetto agli altri giorni. Il fine settimana è stancante, e la maggior parte arriva con calma. Stamani poi ho preferito una una zona meno affollata, dove c’è più spazio e non devi preoccuparti di invadere lo spazio degli altri. Anzi, ad un certo punto mi sono trovata quasi sola! L’acqua era calda, come piace a me e mi sono concessa due belle lunghe nuotate, cosa che non facevo da moltissimo tempo. Odio l’acqua fredda o chiedere permesso per entrare in acqua! A mezzo giorno e mezzo ero già a casa. Mentre tornavo a casa la temperatura esterna segnava 38°, meno male che per quanto vecchia di quindici anni la mia auto ha ancora l’aria condizionata che funziona!

Sole mattutino
Sole mattutino

Dalla settimana scorsa la mattina presto, quando non vado al mare, mentre Mylove dormicchia ancora,  esco in bicicletta. Vado per le strade di campagna, dove incontro agricoltori, gente che corre o donne di tutte le età, da sole o in compagnia, che camminano a passo sostenuto. L’aria è fresca, tutto è più calmo, mentre il paese si sveglia e si prepara ad affrontare una giornata di caldo bestiale. Alle otto sono a casa e riesco a fare colazione con Mylove.

Insomma ho trovato il ritmo giusto dell’estate! Quindi niente più lamentele, ma solo cose belle e sorrisi.

 

Il mare di marzo

Il mare in una giornata bella giornata di marzo è bellissimo. Con colori così vivi che si rimane senza parole. Non siamo soli. Altri prima di noi ieri hanno percorso la lunga spiaggia di Piscinas. Ma le orme indicano che siamo pochi a scegliere questo angolo di Sardegna, che è solitario anche in pieno agosto.

Piscinas. Solo orme.
Piscinas.  Orme. 

Non capita spesso nella vita di vedere la foce di un fiume o di rigagnolo. E quando succede si torna con la mente ai primi studi di geografia.IMG_0718

Acqua dolce che presto diventa salata.

 

L’inverno mette in disordine le spiagge. Fra pochi giorni inizieranno i lavori di preparazione per la stagione estiva.IMG_0715

Non sembra ma l’osso di seppia è enorme.

Quanta forza ci vuole a nascere e svilupparsi in mezzo alla sabbia salata? Questi legni dimostrano che ciascuno vive al meglio delle proprie possibilità in ogni condizione.

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E’ incredibile che nella sabbia arida nasca qualcosa.

 

E quante folate di vento occorrono per piegarsi come i ginepri sardi frustati ogni giorno dal maestrale?

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Questa foto mi lascia senza fiato, sono stata tentata di tenerla solo per me.

E quando vedi persone così. Che si godono la giornata, il vento e il sole, incuranti di tutto, anche delle canne da pesca, non dici nulla e ringrazi per l’insegnamento.

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Primo Tipo da spiaggia della stagione 2015.

 

 

Tipi da spiaggia

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Vele pronte per la regata.

Oggi niente mare: ho aiutato i miei a rimettere a posto la casa dopo l’imbiancatura. Però ieri siamo andati al mare. Sì, sono andata con Mylove. Ci siamo goduti una bellissima mattinata di sole, senza un filo di vento. Ho potuto fare la mia consueta passeggiata in riva al mare, c’era lui a tenere d’occhio la borsa! Sto già meglio. A me il celeste del mare rilassa molto e soprattutto apprezzo il fatto di non stare a casa a sfaccendare: c’è sempre qualcosa da fare!  Meglio lasciar liberi i pensieri e osservare quello e chi ci sta attorno!

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Piccione marino

Un bambino annoiato cercava di allontanare il pennuto lanciandogli le pietre. L’ho guardato male e agitando la mano gli ho semplicemente detto: scusa perché gli lanci le pietre. Ha smesso immediatamente.

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Bambino con il salvagente polacco.

Dietro di noi c’era un gruppo di polacchi che prendevano il sole e i bambini indossavano questi tipo di salvagente. mmm, forse è meno frou frou della ciambella.

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Senza parole

Pensieri di fine stagione

Questa pazzerella estate sta finendo. Per qualcuno a nord non è mai iniziata, sorry! Però il clima è uno dei pregi del sud e delle isole, mica possiamo avere solo difetti, eh! Sta finendo, dicevo, ma non è finita. Il caldo non è troppo, la mattina e la sera c’è il frescolino da un leggero strato in più. I fiori possono essere innaffiati ogni due giorni. La roba stesa non si cuoce se non la ritiri subito.  E soprattutto è iniziato il conto alla rovescia per il rientro a scuola.

Ombrelloni ancora aperti! Siamo in Sardegna, no?
Ombrelloni ancora aperti! Siamo in Sardegna, no?

Spero che non siate di quelli che hanno creduto alla baggianata estiva di ritardare di un mese, un mese!!!, il rientro a scuola. Chi l’ha scritto non sa nulla di scuola. E’ più facile smantellare una base nucleare che fare una cosa del genere! Non parlo degli ovvi problemi organizzativi delle famiglie, comprese quelle degli insegnanti! Ma dico, come li recuperi trenta, trenta! giorni di scuola? E noi insegnanti che facciamo, i bagnini part-time o organizziamo dei corsi sulle spiagge? Poi chi ci dice che il tempo a settembre sarà buono. Se tanto mi dà tanto… Mi dispiace moltissimo, ma la stagione è andata così. Come capita agli agricoltori o al turismo invernale quando non nevica. Si è legati al clima.

Piedi a riposo in attesa della processione a mare e dei fuochi d'artificio di Ferragosto
Piedi a riposo in attesa della processione a mare e dei fuochi d’artificio di Ferragosto

 

La scuola non può mettere una pezza a tutto, che già abbiamo i nostri grossi problemi da risolvere senza che se ne aggiungano altri, ma non ne voglio parlare qui, ci sta pensando il ministero! Leggendo i vari blog expat, una delle mie passioni, ho visto che in alcuni stati è iniziato il nuovo anno scolastico, negli Usa e nei paesi nordici. A me fa specie vedere i bambini andare a scuola prima di Ferragosto. Non credo che potrà succedere anche da noi. In Francia la scuola è finita ai primi di luglio e inizierà ai primi di settembre. Insomma non c’è il vuoto estivo dei tre mesi italiani, che poi suggerisce agli insegnanti di assegnare i compiti estivi. Io  sono per riduzione delle vacanze estive alla francese, facendo più stacchi durante l’anno. Che sono molto salutari per gli insegnanti e soprattutto per gli alunni. Però senza compiti! Oh collega, che cacchio ti metti a dare una caterva di compiti durante i sei giorni di vacanze pasquali! Poi non lamentarti se la maggior parte dei  tuoi alunni non li fa, mica sono scemi!

Bambino barcellonese beccato a fare i compiti dalla finestra dell'albergo!
Bambino barcellonese beccato a fare i compiti dalla finestra dell’albergo!

Oggi è il 19 agosto! Stanotte guardate il cielo, c’è una piccola stellina. La riconoscete perché è la più piccola. E’ la mia. Mandatele un saluto assieme a me.

Super luna nascente dei giorni scorsi.

Essere borseggiati a Barcellona #2

Bagnante degno di Tipi da spiaggia
Bagnante degno di Tipi da spiaggia

Eccoci qua per la seconda puntata delle nostre avventure a Barcellona.  Diciamo disavventure, perché non tutto è andato liscio. Nel bel mezzo della vacanza siamo stati borseggiati. Era la mia paura più grande e nonostante le precauzioni prese, purtroppo siamo stati colpiti comunque. L’azione si è svolta proprio come scritto nella guida di Barcellona. “A causa dell’allarmante aumento delle aggressioni e dei borseggi, dovete prestare attenzione mentre camminate in città. I borseggiatori lavorano in coppia: uno vi distrae e l’altro vi strappa la borsa dalla spalla o dal collo. Non riponete denaro e carte di credito nelle borse, ma piuttosto nelle  tasche interne degli abiti, meglio avere con sé solo la fotocopia dei documenti”. Come avrete notato nella guida si confondono i borseggiatori con gli scippatori. Noi siamo stati borseggiati e non scippati, meno male. E’ stato meno traumatico.

Spiaggia lunga lunga lunga
Spiaggia lunga lunga lunga. Il cielo non è granché!

 

L’azione è avvenuta come da manuale, ce ne siamo accorti solo dopo dieci minuti! E ci ha rovinato l’intera giornata. Il terzo giorno  del viaggio siamo stati a Barcelloneta, la zona del mare e del quartiere olimpico.  Durante la lunga passeggiata abbiamo notato come il mare non fosse tanto bello, ma che le spiagge erano molto ben organizzate. Per riposarci ci siamo seduti in una panchina. Abbiamo tirato fuori la bottiglia di succo di frutta, la guida e la cartina. Eravamo molto rilassati. Ad un certo punto si è avvicinato un ragazzo in bici che ci ha chiesto ,in inglese, dove si trovava una strada. Noi premurosi gliela abbiamo cercata nella cartina. Nel frattempo il complice, che noi non abbiamo visto, né sentito, è arrivato da dietro, ha messo le mani nello zaino e addio al mio borsellino.  Mentre andavamo alla fermata della metro mi sono resa conto che lo zainetto era più leggero e tutto è cambiato. Nel borsellino c’erano il bancomat e una carta ricaricabile, 80 euro, la carta magnetica della stanza dell’albergo, le Barcellona card per le visite ai musei, le fotocopie dei documenti. Abbiamo salvato: 110 euro, la barcellona card di 5 giorni per la metro, i documenti, i telefonini, la macchina fotografica, l’altra carta magnetica per la stanza dell’albergo. Tutta roba che che avevamo in altre tasche. Inizialmente pensavo di aver lasciato il borsellino al bar vicino all’albergo, dove facevamo colazione. Quindi per prima cosa siamo tornati lì, appurato che non lo avevamo scordato lì, siamo andati in albergo dove ci hanno fatto un’altra carta magnetica. Poi siamo andati alla stazione di polizia più vicina, ma ormai era l’una e ci hanno detto di tornare dopo le 17.

Gabbiani spagnoli
Gabbiani catalani

 

Tornati lì a quell’ora abbiamo aspettato per un’ora l’interprete, e meno male che è arrivato, altrimenti ci avrebbe rovinato anche la domenica mattina! Insomma abbiamo perso poco, dal punto di vista materiale, perché intanto avevamo bloccato le carte tramite il numero verde della banca. Ma dal punto di vista morale abbiamo perso un’intera giornata di vacanza e la possibilità di fare l’escursione a Montserrat, di mangiare in alcuni ristoranti che mi ero appuntata e la gioia di fare shopping nei negozi Barcellonesi, che facevano l’ultima settimana di sconti estivi.

Pensieri confusi
Pensieri confusi e arrabbiati

All’inizio ero furibonda, mi sentivo una cretina, mi sentivo povera e cercavamo delle soluzioni per non rinunciare a niente. Il giorno dopo abbiamo deciso che potevamo farcela, rinunciando a tutto il superfluo, godendoci la città per quello che ci offriva gratuitamente. Il primo giorno abbiamo pranzato spendendo tre euro con panini e prosciutto comprati in uno spaccio aperto 24h, un’altra volta abbiamo mangiato facendo la spesa al Cortes Ingles. La sera ci siamo permessi di mangiare in locali poco costosi. Insomma con un po’ d’ingegno ce l’abbiamo fatta. Alla fine al duty free ho persino comprato il ventaglio che mi aveva chiesto mia madre e riportato a casa la bellezza di venti euro!

Colombo ci indica la strada
Colombo ci indica la strada

Questa avventura poco simpatica non ha intaccato minimamente la nostra voglia di viaggiare o la simpatia verso Barcellona. Anzi, penso che al prossimo viaggio torneremo lì per concluderlo e vedere quello che abbiamo lasciato in sospeso. Stando più attenti e non mettendo niente nel borsellino!

Non tutto abbiamo visto, molto ci rimane da vedere. Hasta luego, Barcellona
Non tutto abbiamo visto, molto ci rimane da vedere. Hasta luego, Barcellona

Tipi da spiaggia#3 e saluti

Le avventure di Speranza Fantozzi.

Chi bazzica in fb sa che ieri era il mio compleanno, ancora due passi e raggiungiamo le cinque decine. Di solito festeggio con un pranzo a base di pesce in un ristorante in riva al mare. Quest’anno ho preferito rinunciare al pranzo e stare un giorno di più in vacanza. Il pesce fresco costa! Per cui ieri siamo andati al mare, al Poetto per la nostra solita mezza mattinata. Ma niente è andato come previsto.

Mylove aveva dormito male e si è alzato di malumore, dovevo far benzina al selfservice e non avevo soldi in cambio, il bancomat non funzionava, l’edicolante non aveva il cambio. Alla fine Mylove si è comprato un pacchetto di sigarette e abbiamo fatto benzina. Con tutti questi giri siamo arrivati un po’ in ritardo e i parcheggi erano tutti occupati. Con un colpo di fortuna abbiamo parcheggiato subitissimo, ma l’umore era pessimo. Arrivati in spiaggia il venticello che soffiava nel mio paese era diventato un maestrale da bandiera rossa rossa. Soffiava talmente forte che ha fatto volare gli ombrelloni, tra cui il nostro che è bello robusto. Recuperatolo senza che avesse causato danni alle persone, ci accorgiamo che il telo si era rotto in più punti.

Aff xz! Incavolati neri a mezzogiorno spaccate eravamo in auto sulla via del rientro. Cosa mi sarà venuto in mente di andare al mare e soprattutto di tentare di leggere il giornale? Al Poetto quando c’è maestrale non puoi neanche ridere che ti ritrovi la sabbia incastrata nei denti per due settimane, figurati leggere il giornale. Guardate in che condizioni l’ho riportato a casa.

Le letture del vento
Le letture del vento

Insomma è stato un compleanno indimenticabile. Meno male che con la testa sono già a Barcellona. Si parte fra due giorni e si rientra la settimana prossima. Internet è una gran cosa, abbiamo fatto i biglietti aerei, prenotato un bell’albergo vicino alla Sagrada Famiglia, comprato la Barcellona Card e prenotato la visita guidata in italiano per la Sagrada! Tutto il resto decideremo giorno per giorno, che a noi ci piace l’avventura, ma con i nostri ritmi. Quello che non riusciremo a vedere lo vedremo la prossima volta. Intanto leggo un po’ e sono già lì.

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A si biri luegos!

 

Tipi da spiaggia 2. I cani

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Questo fine settimana niente mare. Avevamo deciso così, ma poi il tempo era brutto brutto. Pioggia di fango nella notte e poi nuvole con caldo appiccicoso. Magari l’acqua era pure calda e io avrei fatto volentieri il bagno. A me piace calda, non fredda. Così non rischio di rimanere col collo rigido per tutta l’estate. L’età e i suoi acciacchi avanzano.

Con un tempo così mi sono dedicata alle letture, praticamente non ho fatto altro. Che goduria. Ogni tanto ci vuole. Questo pigrare però non mi impedisce di fare il post dedicato ai tipi da spiaggia. Domenica scorsa, come è mio solito fare, ho fatto una lunga passeggiata in riva al mare. Cammina cammina ad un certo punto all’orizzonte ho visto alcuni cani che allegramente entravano e uscivano dall’acqua. Il tempo di chiedermi per quale motivo ci fossero dei cani in spiaggia e subito mi sono ricordata che avevo letto questo articolo. Quando sono arrivata allo spazio ho visto che i cani erano tanti, almeno una ventina, di tutte le razze e taglie. I padroni sistemati con asciugamani, spiaggine e obmrelloni, controllavano attentamente l’andirivieni dei loro amici. Tutti erano visibilmente felici, soprattutto i cani, che senza problemi, con grandi scrollate si scuotevano l’acqua senza che nessuno protestasse.

Io non ho cani e penso di non volerne neanche in futuro, però sono felice che chi li ha li possa portare al mare e godere della loro compagnia anche nei momenti di relax.  Dev’essere un sollievo regalare dei momenti al mare e non doverli lasciare soli e tristi in casa.

Bauuuuu!

Tipi da spiaggia. La maestra dei miei alunni

Come promesso oggi iniziamo la rubrica “Tipi da spiaggia”, che l’anno scorso aveva avuto molto successo. Siamo riusciti ad andare al mare ben cinque domeniche, nonostante il tempo quest’anno non sia granché e a giorni alterni bisogna tirar fuori ombrelli invece che ombrelloni, giacche a vento invece che top.  La settimana scorsa abbiamo avuto un campionario della rosa dei venti con il maestrale e lo scirocco che litigavano per avere il primato. Per poco non siamo impazziti anche perché qualche sconsiderato criminale si diverte a far correre i pompieri, mettendo a rischio inutilmente molte persone.  Cretini!

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Poetto ieri mattina. Bel tempo, ma acqua congelata. Qualcuno se ‘è dimenticata in freezer.

Quest’anno la prima tipa da spiaggia di cui vi parlo è la maestra dei miei alunni, cioè io: La sottoscritta medesima che insegna in tante classi i suoi alunni se li trova in ogni luogo e in ogni mare. Un incubo. Io voglio tanto bene ai miei alunni, ma non è molto rilassante se come vicini di ombrellone ti ritrovi le mamme dei bambini. Magari pubblicano le foto della tua cellulite e del costume che si è spostato! Aiuto! Per fortuna non siamo a questi livelli, almeno credo.

La maestra dei miei alunni evita come la peste le spiagge molto in voga nel suo paese. Appena arriva in spiaggia come un segugio punta tutti i probabili vicini di spiaggina. Se nel caso qualcuno sfugge, diventa triste triste e il marito anche se ha appena finito di piazzare l’ombrellone senza remore lo piazza da un’altra parte alunni free. Così la serenità della domenica è assicurata.