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Primi di giorni dell’anno

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Le vacanze sono terminate, le feste sono ormai lontane, nelle strade e piazze sono quasi scomparsi i segni del Natale.  La vita ha ripreso il suo solito corso, i bambini sono tornati a scuola ma io sono a casa, non per la solita influenza, bensì per una colica vescicale (non so se esiste il termine medico) che, sabato 6 gennaio, mi ha portato in pronto soccorso. Avevo un calcolo tondo tondo di quasi un centimetro che mai sarebbe uscito da solo e che è stato frantumato e asportato in Day Hospital

Chi ha partorito naturalmente e provato le coliche renali dice che queste ultime sono ben più dolorose. Non posso far paragoni, ma devo dire che prima dell’operazione ho sofferto molto e che ora, due giorni dopo sono tornata alla vita normale. Quasi: le mie visite alla toilette sono numerose e urgenti. Ma sembra che tutto si stia normalizzando. 

Sono grata al nostro sistema sanitario che ha risolto il mio problema con professionalità e nel minor tempo possibile. Certo, ci sono cose da migliorare. Ma davvero si merita un bell’otto.

 Non vedo l’ora di tornare a scuola e mettere a posto casa. Ho ancora tutto il Natale dentro. Mia madre voleva smantellare tutto, ma non ho consentito, smantellare è semplice, ma il difficile è riporre  e pulire. Poi devo dire che tra tutte le cose fastidiose di questo periodo, le decorazioni natalizie fuori tempo sono il minimo  fastidio.

Mi dispiace di più non essere potuta andare al funerale di una persona a me cara. Mi dispiace di più non essere potuta andare con maggiore frequenza a trovare in ospedale la mia collega, ora in pensione, ricoverata dal primo giorno di vacanza. E’ due anni che combatte come una leonessa, ma le munizioni sono terminate e quando siamo andate a trovarla l’ultima volta, ce lo ha detto chiaramente, dandoci istruzioni per il funerale. Eravamo in tre e io e un’altra siamo  rimaste senza fiato. Meno male che una di noi le ha risposto e ha dialogato. Io nulla, sono rimasta gelata. E non sono riuscita più ad andare a trovarla, prima per un bruttissimo raffreddore e poi per questo nuovo stop. Spero di riuscire a vederla ancora. E’ una collega che conosco dagli inizi della mia carriera, quando ero ancora supplente. È stata, insieme ad altre maestre, un pilastro della nostra scuola. La nostra scuola ha molti difetti, ma anche molto pregi: lavoriamo molto e accogliamo tutti quelli che arrivano, siano essi alunni che colleghi. Chi arriva per la prima volta dice che quest’aria si respira appena si varca la soglia. Noi non ce ne accorgiamo, perché vediamo solo i difetti e le cose che non vanno, ma quando ci fanno i complimenti e ci dicono che vogliono tornare siamo molto orgogliose. Io almeno si, perché anche io contribuisco con il mio modo di fare e accogliere e a rendere questa bella atmosfera. E questo modo di fare me l’hanno trasmesso le mie colleghe più esperte. Ora che stanno loro stanno andando in pensione tocca a noi accogliere e fare l’esempio alle più giovani.

 

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Il lunedì di Speranza #4

E’ arrivato l’inverno sardo senza avere avuto un vero autunno. Le foglie stanno cadendo in questi giorni, ma  la maggior parte sono ancora sui rami. L’aria è frizzantina e le cime dei monti sono imbiancate. Sono piena di dolori dovuti al freddo e all’umidità. Ma chi è quello sconsiderato che dice che dal freddo ti difendi e dal caldo no? Io mi difendo, ma il freddo sa bene quando  e dove colpirmi. Ieri Sono andata a messa e, nonostante il sacerdote sia stato abbastanza veloce, mi sono ghiacciata. Al rientro mi sono scongelata abbracciando un termosifone. Dovrò andare nella chiesa del paese vicino al mio. Lì c’è il riscaldamento perché è una chiesa moderna.

Non amo l’inverno. Lo subisco malvolentieri. Ringrazio di vivere in una terra baciata dal sole. L’unica cosa che mi consola è che è arrivata la pioggia, quella calma, non le temute bombe d’acqua. Le dighe, a secco per tanto tempo, lentamente si stanno riempendo. Forse riusciremo ad uscire presto dall’emergenza e avere il tanto atteso stop al razionamento idrico. Sperando che nella stanza dei bottoni qualcuno cominci a pensare seriamente alla soluzione di questo grave problema.

Queste settimane avremo i giorni più bui dell’anno, ma presto le giornate cominceranno ad allungarsi. 

Avrei dovuto intitolare questo post:  ” Strategie per superare l’inverno”

Una giornata di sole

Quando mi ero rassegnata alle tristi giornate fredde e senza la gioia di un raggio che facesse capolino da quelle spesse nubi, ieri abbiamo avuto uno splendido sole. Temperature attorno ai 14 gradi. Non mi è parso vero!  Non vedevo l’ora che i bambini finissero di mangiare per portarli in cortile. Ci siamo goduti il bel tepore, tanto che è saltata una parte del programma di storia previsto.Infatti non volevamo più rientrare. Io più di loro. Era troppo bello vederli correre felici sull’erba asciutta! 

Quel bagno di sole mi ha rinfrancato l’animo e mi ha reso ben disposta ai pre-scrutini serali.  È infatti iniziato il periodo di gran fatica e stress. Tanto è vero che la mia collega ha già sbroccato. 

Ogni voto per lei è un parto. Non riesco a capire perché si stressi più del dovuto. Sono voti delle elementari,  non sentenze di morte!

 Mettiamo in conto che a volte si sbaglia e che posso anche pentirmi di un voto più alto o più basso. Ma insomma niente è irreparabile e definitivo. Più che altro a me scoccia che per giorni e giorni sarò presa da questa incombenza,  ma c’è una data precisa in cui questo delirio finisce. Lavoro per questa data.

Neve in Sardegna 

Che sia un inverno serio l’avevo già scritto, ma sinceramente non pensavo arrivasse a tanto. In quasi tutta la Sardegna abbiamo avuto nevicate abbondanti.  Da me no, abito in Campidano,  in un paese dove non c’è neanche una strada in salita. Pianura pianura,  zero neve. L’ho ammirata nelle cime dei monti lontani circa 30 da casa.Erano decenni che non si vedeva così tanta neve.

 E dopo la neve sabato abbiamo avuto lo scirocco fino a 120km orari. Praticamente un finimondo di tetti che volavano, piante secolari sradicate e di mari in burrasca, il Poetto è arrivato fino alla case. Guardate che ce ne vuole di strada per arrivarci. Beh, c’è arrivato! 

Condivido alcune foto della neve. Tra le migliaia al minuto condivise nel web, sono quelle che mi hanno colpito maggiormente.

Pensavo fosse amore

Va bene essere positivi. Va bene credere, sperare, combattere perché sai che la ruota gira, e ora sono giù. Prima o poi risalirò. Succederà anche questa volta, è matematico. Ma quello che mi spaventa è che c’è troppa gente che sta giù come me. Non per farmi compagnia, proprio perché sta male per conto proprio.

A scuola praticamente il corpo insegnante è dimezzato per malattie, lutti o  perché ci sono famigliari da accudire.

In famiglia abbiamo dei grattacapi da sbrogliare, roba di avvocati, terreni, eredità e parenti   ingordi. Che diamine te ne fai di un metro di terra in più, sapendo che non ti spetta?

Le amicizie. Due amiche carissime hanno ribaltato il loro matrimonio.  Mi è crollato il mondo addosso. Pensavo fosse amore invece era un calesse. Come ho fatto a non accorgermi di nulla?.Anni di malessere, celato dentro il cuore senza far sospettare niente a nessuno. Sto male pensando ai quelli che credevo fossero bei momenti, invece era tutta una finzione. Terribile.

In compenso la mia situazione fisica sta migliorando, ci siamo quasi, ma ho bisogno ancora di tempo per tornare al top. Non posso permettermi il lusso di tornare a scuola ancora ammaccata. In alcune classi ci sono situazioni molto complesse che vanno affrontate solo se si è in forma. Ne va dell’incolumità dei bambini e pure mia!  Spero di poter rientrare al più presto perché stare a casa mi fa pensare troppo, e i pensieri come già detto non sono molto positivi.

Auguro a voi una splendida settimana.

 

 

Che c’è di nuovo

Di nuovo non c’è niente. E’ la solita vita che va avanti, la scuola, le colleghe, i bambini, i registri, le riunioni, la casa, Mylove, gli amici, le messe, i genitori, mia sorella e i nipoti, gennaio e il freddo che è arrivato, le mie letture, le bollette.

Davvero non c’è niente di nuovo. Sono  solo io che sto bene. Sono felice. Appagata. Apprezzata per quello che sono e quello che penso. Per la disponibilità e la coerenza. Per la sincerità e l’ottimismo. Perché quando è no, è no.  Prima vengo io e i miei tempi. Non succede nulla se dico di no o rimando. E’ straordinario: nessuno si lamenta, si fidano, aspettano. Il mondo va avanti lo stesso se non si fa o si rimanda qualcosa.

Non faccio nessuno sforzo. E’ questa la novità. Ed è bellissimo

 

Il mare di marzo

Il mare in una giornata bella giornata di marzo è bellissimo. Con colori così vivi che si rimane senza parole. Non siamo soli. Altri prima di noi ieri hanno percorso la lunga spiaggia di Piscinas. Ma le orme indicano che siamo pochi a scegliere questo angolo di Sardegna, che è solitario anche in pieno agosto.

Piscinas. Solo orme.
Piscinas.  Orme. 

Non capita spesso nella vita di vedere la foce di un fiume o di rigagnolo. E quando succede si torna con la mente ai primi studi di geografia.IMG_0718

Acqua dolce che presto diventa salata.

 

L’inverno mette in disordine le spiagge. Fra pochi giorni inizieranno i lavori di preparazione per la stagione estiva.IMG_0715

Non sembra ma l’osso di seppia è enorme.

Quanta forza ci vuole a nascere e svilupparsi in mezzo alla sabbia salata? Questi legni dimostrano che ciascuno vive al meglio delle proprie possibilità in ogni condizione.

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E’ incredibile che nella sabbia arida nasca qualcosa.

 

E quante folate di vento occorrono per piegarsi come i ginepri sardi frustati ogni giorno dal maestrale?

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Questa foto mi lascia senza fiato, sono stata tentata di tenerla solo per me.

E quando vedi persone così. Che si godono la giornata, il vento e il sole, incuranti di tutto, anche delle canne da pesca, non dici nulla e ringrazi per l’insegnamento.

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Primo Tipo da spiaggia della stagione 2015.

 

 

Tristezza vai via!

Sono ko. L’influenza mi ha beccato in pieno. E’ iniziata venerdì poco prima che finissero le lezioni con un leggero pizzicore alla gola e indolenzimento alle ossa. Ho preso un antinfiammatorio. Dopo mezzora ero bella pimpante, nessun sintomo. Tra vedere e non vedere ho fatto il giro del paese per la spesa: fruttivendolo, macellaio, supermercato. Meglio avere il frigo e il freezer pieni. Sabato sono andata a scuola ma non ero al massimo, che poi è diventata una discesa verticale. Sono uscita due ore prima del solito, non ho fatto le due ore extra.

Praticamente sono a letto da sabato e la situazione non migliora più di tanto. Oggi è il mio giorno libero, ma domani non andrò a scuola. Non sono in grado, non voglio contagiare gli altri. Insomma prevedo di stare a casa tutta la settimana. Vediamo che dice il medico domani. Sono sconquassata dalla tosse e dagli starnuti. La febbre talvolta ha sfiorato i 38, ma siamo attorno ai 37 gradi. Niente di eccezionale. Mylove regge bene, ma sappiamo che appena io sono ok, lui è ko. Matematico, no? Comunque tutto sotto controllo. Ho praticamente mandato via i miei che sono venuti a trovarmi: non volevo contagiarli.

Ho letto che è stato stabilito che oggi è il giorno più triste dell’anno. Non ho letto gli articoli, ma solo i titoli. Non volevo rattristarmi. Perché sono malata, ma non triste. Come posso rattristarmi visto che  ho la casa riscaldata, mi posso curare e Mylove mi assiste con amore?

Invece ho trovato in rete due notizie positive, per bilanciare quella sulla tristezza.

Ho letto un articolo bellissimo in cui si parla della storia di Martin, un ragazzo  che è stato in coma 12 anni. Per tanti anni lui è stato cosciente, ma nessuno lo capiva. Finalmente un’infermiera ad un certo punto si è resa conto della situazione ed è iniziata la rinascita del ragazzo. Ora è sposato e ha pure dei figli.

Dall’account Twitter di Obama, sì sono una sua follower, ho scoperto che oggi è il Martin Luther King Day. La sua storia la conosco da quando ero alle medie, la biblioteca comunale del paese aveva pochi libri, uno era sua biografia! Era un libro vecchissimo e aggiustato più volte con lo scotch. Quante cose ho imparato leggendolo!

Noto ora che i protagonisti delle mie storie positive si chiamano entrambi Martin!

Vacanze e letture

E’ il primo lunedì dell’anno, ma domani è nuovamente festa. Siamo tutti un po’ sballottati da queste festività a salti, che impediscono di ritrovare la routine quotidiana. Non voglio lamentarmi! Tanto  questo periodo dura solo quindici giorni, che volete che siano di fronte alla piattezza delle settimane che ci aspettano?

Non è che durante le vacanze  abbia spaccato il mondo. Mi sono riposata, ho dormito alla grande, mi sono concessa della mattinate di poltronite acuta a letto, che di solito mi concedo solo quando sono malata! Ho mangiato e bevuto, non mi sono privata di nulla, la bilancia non mente, ma fra un po’ tornerò al mio peso normale, due chili e rotti in più non sono una tragedia.

Ho letto, come ho già detto nei post precedenti, dedicandomi alla mia salute spirituale, alcuni libri di Paolo Curtaz: Gesù Guarisce,  Gesù incontra, In coppia con Dio e l’ultimo, che sto terminando in questi giorni, è  Gesù zero. Cercare di togliere le croste di duemila anni di storia della Chiesa non è un’impresa da poco. Come ho già detto nei post precedenti Paolo Curtaz, prende per mano chi legge e lo riporta all’origine della fede cristiana: Gesù.  Mentre leggiamo ci  chiama in causa  e gli ci fa prendere posizione. No, non sono letture prettamente rilassanti. Piacevoli sì, ma fanno lavorare il cervello e il cuore, facendoci  togliere la polvere religiosa accumulatasi strato dopo strato negli anni. Leggere i suoi libri mi ha arricchito molto e mi sta aiutando a fare chiarezza per i passi futuri. Però ora dico stop ad altri suoi libri, ho bisogno ruminare quello che ho letto, anche ritornandoci più volte.

Ho anche letto l’ebook  Narrarsi online di Francesca Sanzo, conosciuta nella blogsfera come Panzallaria . Ho seguito Francesca nella sua muta: in un anno ha perso ben 43 kg! Cosa che racconta anche nell’ebook. Il suo è un libro che consiglio a tutti quelli che hanno un blog e che vogliono migliorare la presenza in rete. E’ dedicato soprattutto a coloro, singoli e aziende, che  hanno bisogno di comunicare  bene quello che fanno e che offrono agli altri. Mi è piaciuto perché fa capire, anche  a me che ho solo un blog personale, come migliorare il mio modo di raccontarmi e il mio stare in rete, cercando di interagire un po’ di più con gli altri sfruttando consapevolmente anche Facebook e Twitter. La condivisione di quello che si fa, ma soprattutto quello che si è, senza trucchi e senza inganni, è l’aspetto migliore della rete. Ed è per questo che ci sto volentieri.

Quest’estate sullo stesso genere ho letto Due gradi e mezzo di separazione, di Domitilla Ferrari. Anche questo mi è piaciuto per gli stessi motivi che mi hanno portato a leggere Narrarsi online. Se sto in rete un motivo ci sarà, tanto vale cercare di capire e arredare al meglio il posto in cui invito gli altri a far salotto. Però non mi ha convinto a uscire allo scoperto, a stare in rete con la mia identità. Il nickname mi garantisce ancora una libertà che non ha paragoni. Credo che sia giusto proteggere me stessa, i miei cari, i miei alunni e le loro famiglie, dall’orribile lato oscuro della rete. Non riuscirei davvero a scrivere manco una riga!

Buona settimana e buona Epifania!

 

Buon 2015! L’anno dei sorrisi

Calendario 2015 di Frate Indovino
Calendario di Frate Indovino. Sotto ci sono quelli vecchi!

L’anno nuovo è iniziato bene. Una cena con 12 persone di cui due bimbi, uno di otto e una di due, che hanno retto fino alle tre e mezza! Un minuto dopo sono crollati!  L’ultimo dell’anno è finito con la magia regalata da minuscoli fiocchi di neve che hanno ricoperto tutto e sono stati lì a farci compagnia fino alla fine. Da noi, più che pianura non si può, la neve è un evento raro, l’ultima volta è stata vent’anni fa e io manco c’ero.

Questa è neve!
Questa è neve vera!

E’ stato l’ultimo regalo del 2014. Che era iniziato così così, ma poi c’è stato un crescendo meraviglioso che a quanto dicono le stelle, durerà tutto il 2015. Sono del Leone e questo è il nostro anno. Pure mia sorella è del Leone, ma non ha quest’impressione. Dipenderà dalla decade, ma soprattutto da quello che ti piomba addosso e dalle forze che hai per combattere.

Quindi eccomi, qua pronta e scattante, con calma però. Voglio godermi ancora questi giorni lenti e pigri. Ho tanti progetti e idee. Come al solito qualcuna la realizzerò, qualche altra no, qualcosa andrà male, qualcosa andrà bene. Io e Mylove abbiamo  un unico grande progetto. Vorremmo tanto che si realizzasse, e sento che potrebbe davvero accadere 🙂

Presa dal qui

Auguro a tutti un anno di risate e sorrisi. La vita ci sorriderà se la guardiamo sorridendo e ridendo di noi stessi ci divertiremo un sacco! * Buon 2015

 

* Sono frasi che mi ronzano in testa da sempre perché stampate in cartoncini delle paoline, che hanno regalato a me tanti anni fa e poi  ho comprato e regalato in quantità industriali.