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Tutta la luce che non vediamo

dsc_0037-2013929694.jpgOgni anno nel mese di Gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, leggo almeno un libro sulla Shoa. Di solito la ricerca del libro e la relativa lettura avviene a fine mese, invece quest’anno, complice una promozione lampo su Amazon, ho già letto il libro sull’argomento Tutta la luce che non vediamo di Anthony Doerr, vincitore del premio Pulitzer nel 2015.

Il romanzo racconta la vita di due bambini che nel 1934 hanno sei anni. Marie Laure vive a Parigi, è orfana di madre e le hanno diagnosticato una malattia degenerativa che in poco tempo la farà diventare cieca. Con questo handicap affronterà il trasferimento a Saint Malo e l’occupazione della fortezza da parte dei tedeschi. Werner è un bambino tedesco che vive in un orfanotrofio insieme alla sorella minore. Il bambino dimostra subito di avere delle capacità tecniche straordinarie nel costruire e rimettere a posto le radio. Per questo viene notato e mandato a frequentare, nonostante il parere contrario della sorellina, l’Accademia della Gioventù hitleriana. Non sto a raccontarvi tutte le vicende dei due bambini, che la vita farà incrociare per un attimo per far proseguire ognuno nel loro destino. Il libro è lungo e le vicende sono alquanto articolate, e anche i personaggi sono tanti e ben descritti nei loro caratteri e azioni.

Il racconto inizia lentamente, ma a metà le parole cominciano a incalzare, creando tanta suspance. Mentre leggevo mi sono resa conto che alcune pagine le ho lette senza respirare, in apnea. Quando racconta il periodo post bellico il ritmo torna lento e lascia spazio alle riflessioni.

Dopo aver letto il libro il pensiero principale che prevale in me è sull’Europa e il lungo periodo di pace che stiamo vivendo, talvolta con indifferenza e sufficienza. La fratellanza fra Europei è costata tanto, e credo non sia stato semplice per i popoli europei sedersi allo stesso tavolo, sognare insieme e iniziare a costruire l’Europa unita. Però ci sono riusciti. Ci siamo riusciti. Oggi possiamo girare l’Europa in lungo e in largo senza problemi. Possiamo sognare di cambiare e vivere una nuova nazione. Possiamo esprimere le nostre idee liberamente, anche le più stupide.

Un’altra pensiero che considero importante è che prima agli inizi sembrava impossibile che si potesse iniziare una seconda guerra, visto che si era appena usciti da una guerra terrificante, per questo alcuni segnali erano stati considerati insignificanti. La mia domanda è: Il ritorno delle destre estremiste al governo di alcuni stati europei; lo sdoganamento delle idee fasciste, naziste, xenofobe che circolano impunemente sui social; le affermazioni sulla supremazia della razza bianca su le altre razze (fresca fresca di ieri) di un candidato alle elezioni regionali, sono segnali di un futuro fosco che ci attende? Spero tanto di no e mi attivo, anche con questo piccolo blog a far circolare idee positive e piene di gioia e speranza nel futuro.

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Il Lunedì di Speranza #3

Questa settimana inizia con due bei motivi per essere ottimisti che hanno lo stesso filo rosso che li unisce. Sono i piccoli passi compiuti la scorsa settimana verso la piena conquista dei diritti delle donne.

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Come detto nello scorso post venerdì si è celebrata la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, anche l’Italia ha fatto la sua parte, infatti ci sono state varie manifestazioni molto partecipate da donne di tutte le età. Si sono esposti uomini che hanno scritto che è ora che anche loro facciano la loro parte. La questione non può riguardare solo le donne. E’ certamente un piccola goccia, ma intanto qualcosa si smuove. A me ha colpito molto che gli scranni della Camera dei deputati fossero occupati da 1400 donne. Alla presenza del Presidente del Consiglio Gentiloni e della Presidente della Camera Laura Bordini hanno raccontato le loro storie sì di sofferenza, ma anche di riscatto e speranza. La Presidente ha invitato tutte le donne a non stare zitte a parlare. Nonostante la paura di non essere credute: io parlo. Nonostante i pregiudizi: io parlo

Parità di genere

L’altra notizia positiva è che Martedì 21 novembre il Consiglio Regionale della Sardegna ha approvato la legge elettorale che introduce la doppia preferenza di genere. Voti favorevoli 50, contrari 2. Raggiungere questo risultato non è stato semplice. Cinque anni fa la legge non passò e anche questa volta si temeva la stessa beffa. Ma martedì in Consiglio regionale i posti riservati agli ospiti erano gremiti da donne, molte erano pure fuori.  I Consiglieri, le Consigliere sono solo quattro, questa volta non l’avrebbero passata liscia. Non se ne sarebbero potuti andar via alla chetichella.

Molti, anche donne, sono contrari a questa legge, affermano che si dovrebbe conquistare il seggio con merito, non per genere. Allora proviamo a rispondere a questa semplicissima domanda: oggi consiglieri e i deputati sono tutti lì perché se lo meritano? Ecco. Credo che non sia solo una questione di credibilità, onestà, competenza, conta soprattuto la necessità di far emergere anche a livello politico il modo di ragionare, la progettazione e la sensibilità femminile. Di questo abbiamo bisogno.

And the winner is il Portogallo!

All’inizio della partita ero decisa a tifare Francia, mai pensato prima, ma avevano battuto la Germania che con noi non aveva mai vinto ad Europei e Mondiali. Inoltre non volevo tifare Cristiano Ronaldo, CR7. Bravo sì, ma molto antipatico e troppo curato nel look. Invece. Invece viene colpito duramente da un francese. Soffre visibilmente e piange. Ma stringe i denti e continua per alcuni minuti. Poi si accascia a terra e butta la fascia di capitano. La riprende e la mette ad un suo compagno. Esce in barella tra gli applausi di tutto lo stadio. Mi sono trovata a piangere. Commossa.

Ho così iniziato a tifare Portogallo. Chi se ne frega. La Francia non è l’Italia. Poi ci avevano battuti nella finale degli Europei del 2000. Avevamo la vittoria in tasca e in 10 minuti finali, ce l’hanno soffiata. Peggio per loro. Poi il Portogallo non ha mai vinto nulla d’importante. Hanno perso la finale del 2004 in casa loro. Quindi.

Quindi negli ultimi minuti dei supplementari quando si pensava ai rigori ecco che per il Portogallo segna un giocatore entrato da poco, a cui CR7 poco prima di entrare aveva pronosticato che avrebbe segnato il gol della vittoria.  Il Portogallo è in festa. La Francia è sotto shock. Avevano tutto pronto per la festa finale. Il pullman  scoperto per il trionfo era stato avvistato e fotografato a Parigi. Queste cose non si fanno, portano iella. Come dice Trapatoni: Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Sopratutto quando hai a che fare con uno come Cristiano Ronaldo, che dopo essere stato medicato è andato in panchina e ha cominciato a incoraggiare i suoi compagni, ha urlato, strepitato, saltato. Ci ha messo il cuore. Ed è diventato simpatico e scoperto che nel Portogallo oltre Cristiano c’è di più!

Di questi Europei di Francia 2016 mi rimarrà: che l’ISIS non è riuscita a fare il bagno di sangue che aveva promesso. Che di gente rovina feste, hooligan e cretini, è piena l’Europa. Che l’Italia ha fatto un buon europeo, avrebbe dovuto osare di più con la Germania, che Irlandesi, Gallesi e Islandesi hanno delle belle tifoserie, simpatiche  a tutti. L’Islanda è riuscita a sorprenderci con una bella squadra. Che mi sono divertita a vedere la passione di Conte, commissario tecnico italiano, durante le partite. Che non sempre le piccole squadre sono agnelli sacrificali. E’ il calcio bellezza! Non ci risolve i problemi della vita, ma ci regala un po’ di spenseriatezza . Che si perda o si vinca.

Obrigado football. W il Portogallo.

 

Un po’ di patriottismo non guasta

La vicenda della Brexit è ancora avvolta da una nebbia fitta e non si capisce ancora quale strada si imboccherà per poterne uscire. Personalmente sono passata dallo stato di  stordimento incredulo  allo stato di arrabbiatura allibita per la superficialità dei politici e degli elettori britannici. A quanto riferiscono i giornalisti,  i politici britannici hanno indetto il referendum per vincere le elezioni di due anni fa. Inoltre per vincere questo referendum hanno detto una montagna di bugie sulle cifre dei versamenti fatti per l’UE e del numero dei rifugiati e immigranti.  Gli elettori invece  hanno votato  contro l’Unione Europea perché convinti che tanto avrebbe vinto il sì. Alcuni il giorno dopo si sono rivolti all’ufficio elettorale per poter ritirare la propria scheda e cambiare il voto! Altri  hanno firmato una petizione online per poter indire un nuovo referendum. Che tra l’altro è stato escluso dal Primo ministro dimissionario. Google riferisce che nel Regno Unito c’è stata un’impennata di ricerche online su cos’è l’Unione Europea. Informarsi prima no? Qualcuno con stupore ha scoperto che il suo unico voto valeva qualcosa! Ma non sono il popolo della Magna Charta?

L’ignoranza regna sovrana, dappertutto e noi pensavamo di avere il primato. Come? Certe cose non capitano solo in Italia? Quante volte lo abbiamo sentito e magari detto? Solo in Italia capitano cose così! Certo che è successo, siamo in Italia! Invece  siamo in buona compagnia. Non che questo mi rallegri, ma insomma credo che dovremo smetterla di credere che gli altri siano i più bravi, onesti, democratici, trasparenti, generosi di noi Italiani.  Gli altri sono come noi! E spesso l’erba dei nostri vicini neanche esiste e noi invidiamo li invidiamo lo stesso. E’ ora di smetterla. Perché cretinate ne fanno tutti, ad ogni latitudine. Ecco alcuni esempi degli ultimi mesi.

In Francia nei giorni prima dell’inizio degli Europei di calcio ci sono stati scioperi e manifestazioni dei lavoratori che hanno bloccato il Paese, e anche ieri a Parigi ci sono state manifestazioni finite in scontri tra poliziotti e manifestanti. Davvero si permette di fare manifestazioni del genere con un grande avvenimento sportivo in corso? Se non sbaglio ciò non è permesso.  Gli hooligans Inglesi e Russi ubriachi fradici se le sono date di santa ragione  e fatto danni per miliardi prima di alcune partite. Cosa avremo detto se fosse capitato in Italia? Che eravamo una nazione del terzo mondo! Ma i tanto invidiati inglesi non avevano sconfitto i teppisti sportivi? Come mai a questa gente repressa nella loro nazione è permesso varcare il confine?

Purtroppo ad Orlando in Florida c’è stata un’ennesima strage: un uomo è entrato armato in un pub e ha ucciso 49 persone che si stavano divertendo. Erano dei gay. Questo tizio, probabilmente gay pure lui, e  con tutta probabilità era collegato all’Isis. Fermi tutti! L’America non ha già risolto la questione dei gay? Non ci sono libertà e diritti per tutti? Possono sposarsi, adottare, avere figli come e con chi vogliono. Perché succedono queste cose negli Usa? Non eravamo noi i più bigotti della terra?

A Bruxelles nei mesi scorsi ci sono stati due attacchi terroristici. La polizia aveva subito individuato il covo di uno degli autori delle stragi. Non ha potuto fare irruzione nell’appartamento perché una legge impediva di farlo dalle 22 alle 8! Ma stiamo scherzando? Non avrei mai creduto che i malviventi avessero orari da ufficio!

L’anno scorso in Germania, la locomotiva d’Europa, il cui  popolo è così educato e ordinato che non si butta neanche una cicca per terra perché chi lo fa viene subito scoperto e punito,  è venuto fuori che la Volkswagen e altre marche tedesche truccavano i dispositivi delle emissioni dei gas delle auto. La Volksvagen, non la Fiat! La Volkswagen! Ancora non mi capacito come i tedeschi abbiano potuto solo pensare di frodare i propri clienti!

Negli USA a Novembre ci saranno le elezioni presidenziali. Il candidato dei repubblicani è Donald Trump. Dio ce ne scampi e liberi dalla iattura di vederlo alla Casa Bianca! Ma già il fatto che si contenderà la presidenza vuol dire che milioni di persone lo hanno votato! Come mai in America un personaggio del genere ha raggiunto questo obiettivo? Per vent’anni abbiamo dovuto scusarci e spiegare il successo politico di Berlusconi.  Mai ridere dei problemi degli altri, perché prima o poi avrai modo di viverli sulla tua pelle.

Da sei mesi la Spagna è senza governo. I numeri dei tre partiti maggiori non hanno permesso la stabilità dei governi che hanno provato a governare.  Domenica scorsa ci sono state le elezioni nuove elezioni, ma la situazione non è cambiata nessun partito ha raggiunto la maggioranza per poter governare da solo. Ma dai! Non era esclusiva solo della politica italiana? 

Mi fermo qui perché non voglio dilungarmi troppo. Con questi esempi non voglio certo dire che noi siamo migliori di altri, i problemi ci sono e alcuni sono antichi come l’Italia stessa, ma non per questo dobbiamo avvilirci e disprezzarci ad ogni ora. Abbiamo tanti difetti, ma anche tanti pregi che gli altri per fortuna ci riconoscono. Dobbiamo solo imparare ad essere un po’ più patriottici. Cercare di smettere di lamentarci e quando è possibile cambiare le cose. Un’azione alla volta. Una parola alla volta. Un commento negativo in meno sui social, al mercato, a lavoro. Ognuno può fare la sua parte.

Nonostante tutto siamo una grande nazione.  Su 27 nazioni dell’Unione Europea tre saranno i capofila per uscire dalla crisi provocata dalla Brexit: la Germania, la Francia e l’Italia. Non è una barzelletta, è la cronaca di ieri e dell’altro ieri. Vuol dire che il sacrificio di questi anni è servito a qualcosa. Sacrificio di tutti, mio, tuo, nostro.  Riconosciamocelo una buona volta e andiamo avanti.

 

 

 

 

 

L’incoscienza della Brexit

I Britannici hanno scelto di uscire dall’Unione Europea.

Sono andata a letto a mezzanotte con i dati degli exit poll che dicevano il contrario. I seggi erano chiusi da un’ora e gli alacri scrutatori erano alle prese con urne e pile di schede.  Alle tre mi sono svegliata per il caldo e per la sete. Ho acceso il kindle e i siti dei giornali già davano quasi certa l‘amara verità, che poi è stata confermata prima dell’ora di  colazione.

Sarà che a me piace costruire ponti e non segnare linee di confini. Sarà che sono cresciuta con l’idea dell’Europa Unita. Sarà che ricordo bene i sacrifici fatti dagli Italiani per essere meritevoli di avere la moneta unica. Sarà per altri cento motivi ma oggi sono sotto choc e triste. Tanto triste.

Qualcuno pensa che gli Inglesi abbiano fatto una scelta coraggiosa, a me sembra invece un azzardo di un’incoscienza colossale. Non so come una nazione di 65 milioni di abitanti possa pensare di competere da sola con la Cina (un miliardo e duecento milioni di abitanti), l’India (ottocento milioni di abitanti) e gli Stati Uniti (320 milioni di abitanti). Forse pensano di stare con un piede fuori e uno dentro,  cioè avere i privilegi ma non gli oneri. O forse pensano di trascinare l’uscita definitiva alle calende greche. Non credo che questo gli sarà permesso, a meno di scatenare una reazione a catena di uscite di altri popoli altrettanto illuminati.

E’ giunta l’ora che le donne e gli uomini leader dell’Europa i tirino fuori le qualità, gli attributi, quali coraggio, fantasia, determinazione, risolutezza, affinché il sogno dell’Europa unita,  iniziato a costruire  dai nostri padri sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale, non diventi un incubo che ci faccia rivivere giorni più amari di oggi.

Venerdì Santo 2016

Oggi è Venerdì santo, giorno in cui noi cristiani  facciamo memoria e riflettiamo sulla morte di Gesù Cristo. Tutto è iniziato da lì: dalla sua morte e dalla sua resurrezione. Il nostro essere occidentali ed europei deriva in gran parte dal primo Venerdì santo della storia.

Il pensiero , le leggi e il modo nostro modo di vivere  si è affinato nei secoli. Certo non tutto va come dovrebbe andare e non sempre siamo consapevoli di quello che siamo, tanto meno di quello che siamo stati, del lungo cammino che abbiamo dovuto fare per giungere a vivere in libertà, pace e democrazia. Siamo un po’ confusi su quello che saremo e non sappiamo bene quali siano le decisioni migliori da prendere per continuare a percorrere la strada indicata da chi ci ha preceduto. Ma indietro non si torna, non vogliamo la barbarie. Non vogliamo l’occhio per occhio, anche a costo di sembrare stupidi e indifesi.

Questo è quello a cui anelano milioni di persone che bussano ai nostri confini. Perché seppure imperfetta la nostra cultura fa vivere la gente libera e in pace. Per  il momento è la migliore possibile.

Stamani ho trovato il bellissimo articolo di una coraggiosa  giornalista saudita, nel quale mettendo in evidenza il tormento del mondo musulmano dà una ragione del nostro essere cristiani e occidentali e mi ha portato a scrivere queste righe.

Ho preferito copiarlo  interamente e non solo  linkarlo perché voglio ritrovarlo sempre. Non voglio che vada perduto nel grande mare della rete.

Buona lettura. Buon venerdì santo

Immaginate se i cristiani si comportassero come i terroristi islamici”

La giornalista saudita Nadine Al-Budair, che vive in Qatar, ha scritto un articolo per il quotidiano kuwaitiano Al-Rai in cui ha invitato il mondo musulmano ad esaminare se stesso invece di condannare l’Occidente:

“Immaginate che i giovani occidentali vengano qui e compiano una missione suicida in una delle nostre piazze in nome della Croce.

Immaginate di sentire le voci di monaci e sacerdoti, provenienti da chiese e luoghi di preghiera dentro e fuori il mondo arabo, che urlano negli altoparlanti e lanciano accuse contro i musulmani, chiamandoli infedeli e cantando: ‘Dio, elimina i musulmani e sconfiggili tutti’.

Immaginate che noi avessimo fornito ad un numero infinito di gruppi stranieri carte d’identità, cittadinanze, visti, posti di lavoro, istruzione gratuita, moderna assistenza sanitaria gratuita, previdenza sociale e così via, e che poi sia uscito fuori un membro di uno di questi gruppi, consumato dall’odio e dalla sete di sangue, e abbia ucciso i nostri figli nelle nostre strade, nei nostri edifici, negli uffici dei nostri giornali, nelle nostre moschee e nelle nostre scuole.

Queste immagini sono lontane dalla mente del terrorista arabo o musulmano, perché ha la certezza che l’Occidente sia umanitario e che il cittadino occidentale si rifiuti di rispondere così ai barbari crimini [dei terroristi islamici]. Nonostante gli atti terroristici di Al-Qaeda e dell’ISIS, noi stiamo sul suolo [occidentale] da anni senza alcun timore o preoccupazione. Milioni di musulmani – turisti, immigrati, studenti e persone in cerca di lavoro – hanno le porte aperte e le strade sicure.

E’ strano che noi condanniamo [l’Occidente] invece di affrontare ciò che sta accadendo in mezzo a noi: i modi estremisti in cui interpretiamo la sharia e il nostro atteggiamento reazionario l’uno verso l’altro e verso il mondo. E’ strano che noi condanniamo invece di chiedere scusa al mondo.

Certi opinionisti arabi promuovono un messaggio patetico e recitano all’orecchio del loro amico le stesse parole che lui ha ripetuto milioni di volte [riferendosi ai terroristi musulmani]: ‘Quelli non rappresentano l’islam, ma solo se stessi’.

Questo è tutto quello che [sappiamo fare]: assolverci dalla colpa.”

 

Pray for Bruxelles

 

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H. 6.00. mi sveglio e vado in bagno. Riesco a camminare benino, dopo la caduta del mese scorso non mi sono ancora ripresa bene.  Ho cambiato cura, fatto una nuova rx che, meno male,  ha scongiurato fratture. Stamane mi recherò dal medico per farmi prescrivere la fisioterapia ordinata dall’ortopedico. Non posso rientrare a scuola fino a che non finisco le cure.

h 6,15. Ormai non riprenderò più sonno. Accendo il kindle che ha la connessione wifi. Leggo le notizie riguardanti le sette ragazze italiane  dell’Erasmus morte nell’incidente di Tarragona. Mi commuovo a vedere le foto e leggere le loro storie. Storie di giovani che si danno da fare, studiano, ampliano le loro vedute. Le hanno definite la Meglio gioventù. Abbiamo tanti giovani pieni di ottimismo e speranza. Puliti. Carichi di energia come lo si può essere a vent’anni. Non tutto è perduto.

h. 7,50. Dopo aver letto le altre notizie dai giornali online mi decido ad alzarmi. Prendo le medicine, vado nuovamente in bagno. Inizio a preparare la colazione per me e Mylove. La tv è spenta. Mi sono appena sconnessa da internet, che cosa vuoi che sia successo nel frattempo?

h. 8,15. Stiamo finendo di fare colazione. Mylove accende la tv, su sky news 24, lui non sa cosa è successo nel mondo.

h 8,20. Notizia appena arrivata in redazione: c’è stata un’esplosione nell’aeroporto di Bruxelles, alle otto. Guardo l’orologio appeso al muro, non segna neanche le 8,25. Praticamente in diretta. Vaffanculo, urlo. Non ho dubbi, sono ancora loro. Non ci vogliono far vivere.

 

 

Quo vado? Arrisu cun craxiolu

IMG_1359Questo week end siamo stati due di quelle migliaia di persone che sono andate al cinema per vedere il film Quo vado? di Checco Zalone.  A me il film è piaciuto, è divertente, alcune scene mi hanno fatto scappare delle sane risate a squarciagola, ma per la  parte del tempo ho avuto un sorriso amaro,  quello che in sardo viene detto arrisu cun craxiolu (risata con la crosta)  

Mentre le scene scorrono,  si ha davanti l’Italia con i suoi grandi difetti e i pregi. Ci vengono spiattellati il  pensiero morale, politico, ma soprattutto sociale degli Italiani. Un modo di fare e di agire che ci hanno condotti ad avere una nazione come la nostra. Con grandi capacità, ma potrebbe fare di più, come noi insegnanti diciamo ai genitori di certi ragazzini.

Siamo una società in cui i padri dicono – dicevano?- ai figli di fare il meno possibile e di sfruttare senza ritegno lo Stato. In cui le madri servono e riveriscono i figli, soprattutto quelli maschi. Una società in cui le donne sono le eterne fidanzate, che si fanno dire di tutto. In cui i politici sono quelli più furbi di tutti, ma sono il prodotto estremo delle nostre furberie.

Una nazione così non ha futuro, non si salva da sola, ha bisogno del confronto degli stranieri, che mettono a nudo le nostre piccinerie. Stranieri che comunque  amano il meglio di noi e ce lo fanno tirar fuori.

Nonostante il riso amaro sono uscita dalla sala speranzosa. C’è tanto da fare, ma ce la possiamo fare.

Buon lunedì

 

Sono musulmano, ma non sono cattivo

Gira in internet il dialogo tra una maestra e un bambino di sette anni. Il bambino, dopo la strage di Charlie Hebdo, le si avvicina e le dice che è musulmano, la maestra risponde che lo sapeva e lui soggiunge: ma non sono cattivo.  Cucciolo della maestra!

Io lo so, come ci si sente ad essere additati negativamente semplicemente perché si fa parte di un popolo. Sono sarda, come sapete orgogliosa di esserlo. Oggi quando dico di vivere in Sardegna gli occhi di chi ascolta si trasformano in cuoricini. Si è stati in Sardegna in vacanza, o si vorrebbe andare, si conosce qualche meravigliosa persona sarda, si è mangiato il porcetto sardo, la bottarga, e via dicendo. Generalmente la gente ama la Sardegna e i sardi. Godiamo una buona percentuale di amabilità. Grazie

Non è stato sempre così, purtroppo fino agli anni novanta avevamo la piaga del banditismo e dei sequestri di persona. Purtroppo non tutti sono tornati a casa. Qualcuno è stato rilasciato con un orecchio mozzato, il povero Soffiantini, tornò a casa privo di entrambe le orecchie. I rapitori non avevano riguardo neanche per bambini, Farouk Kassan aveva solo sette anni e gli tagliarono un orecchio, Soffiantini era anziano. Si dice anche , ma non l’ho trovato scritto da nessuna parte, che le donne venissero violentate. Sembra, ma non sono certa, che la stessa sorte terribile toccò  persino a Fabrizio de André e Dori Grezzi, durante il loro lungo sequestro.

Grazie a Dio, ma soprattutto ai lunghi  sforzi compiuti, i sequestri di persona in Sardegna sono un lontanissimo ricordo e appena capita c’è un piano e uno spiegamento di forze che nel giro di poche ore tutto si risolve.  I delinquenti esistono sempre!

Per lungo tempo dire sardo voleva dire bandito o sequestratore. I sequestratori ovviamente erano pochi, sempre gli stessi. Ma tutti i sardi eravamo additati. Non era per niente bello, anche perché figuratevi cosa c’entrava con quelli lì un’adolescente campidanese. Niente, io stessa avevo una paura matta che assomigliassi a qualcuno e mi rapissero, cosa che in effetti era capitata a qualcuno.

Quindi non credo che essere musulmano voglia dire essere terrorista. Credo invece che qualcuno molto furbo, molto ricco, si serva di poveri ragazzi sbandati e insoddisfatti, gli riempie la testa di versetti e bugie, li faccia drogare e li usi per i loro sporchi interessi.

Le finalità sono sempre le stesse: avere il potere e fare tanti soldi. Tutte le  associazioni a delinquere del mondo hanno questi scopi. Delinquenti così ci sono in tutte le organizzazioni, piccole e grandi. Ci sono nella Chiesa cattolica,  se Papa Francesco muore per morte sospetta, tranquilli che non saranno quelli dell’Isis. Ci sono nello sport,  nelle aziende farmaceutiche, nella politica, nelle associazioni di volontariato…Non solo in Italia eh! Non dimentichiamoci  della mafia russa, di quella giapponese, colombiana, messicana, etc etc etc.

Le prime vittime di questi personaggi, sono questi ragazzi reclutati per farsi esplodere. E’ di oggi la notizia che l’Isis cerca l’ottavo terrorista che era scappato invece di farsi saltare in aria. Disertore!

Ho paura, certo che ho paura, la paura è globale. Quest’estate ad Olbia venne sgominata una cellula terroristica e non ricordo quanti arresti fecero, ma più di dieci di sicuro. Ma non voglio farmi prendere dalla paura, cercherò di essere prudente, ma di continuare a vivere la mia vita. La nostra bellissima vita . Continuerò ad apprezzare la gente e i suoi generosissimi gesti.  Tutto il resto, farà male, ma scivolerà via.

Ciao. Buon fine settimana