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21 dicembre

Buone cose dall'Italia e dal mondo
Buone cose da Cuneo e dal mondo

Che bello! oggi alle 18.11 ci sarà il solstizio. E’ vero che inizia ufficialmente l’inverno, ma almeno avremo giornate più lunghe, un minuto al giorno.

Ieri è stato il mio ultimo giorno di scuola, abbiamo concluso con il Concerto Natalizio a cui hanno partecipato tutte le classi. E’ andato tutto bene. Tutti sono rimasti fino alla fine e i bambini sono stati bravi e soprattutto buonissimi. Hanno chiesto in pochi di andare in bagno, e nonostante la sala fosse piena zeppa tutti abbiamo sopportato i disagi e gli intoppi. Anche questo è Natale. La tensione degli ultimi giorni si era già sciolta il giorno prima, abbiamo avuto un grossissimo problema tra due insegnanti che ha costretto il preside a prendere carta e penna, insomma la tensione era alle stelle e mi sembrava di essere in una gabbia di matti, ma poi chi era in torto ha chiesto scusa e, nonostante la grossa offesa, le scuse sono state accettate.  Al rientro a mente fredda, quando saremo più riposate, analizzeremo la situazione: cose così brutte non devono più capitare a nessuno.

Anche quest’anno, nonostante la crisi o forse per la crisi,  la raccolta di fondi per le adozioni a distanza è andata alla grande. Le famiglie mi stupiscono, tutti i bambini avevano almeno un euro per acquistare qualcosa al bazar. Potremo mandare a scuola sei bambini! Lo scorso anno erano cinque, abbiamo iniziato alcuni anni fa con un bambino! Che bella cosa!

Ieri sera è arrivato il pacchetto di Daniela del blog Il coltello di Banjas, infatti ho partecipato al Mug swap con entusiasmo, non è stato semplice reperire in poco tempo tutto quello che dovevo spedire, però sono felice, il mio pacchetto è andato sempre a Cuneo ma da un’altra persona che doveva invece spedirlo a Vicenza. Insomma abbiamo fatto girare i corrieri postali e tanta felicità.

Io sarò impegnata nello shopping natalizio, mi riducp sempre all’ultimo momento, non imparerò mai ad anticipare, poi dovrò mettere a posto la casa e fare lavatrici a manetta! Buon fine settimana!

 

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13 dicembre

Corbezzoli

E’ come un albero piantato lungo corsi d’acqua

che dà frutto a suo tempo:

le sue foglie non appassiscono

e tutto quello che fa, riesce bene

Salmo  1

Queste le parole che mi faranno compagnia oggi 13 dicembre.

Che Santa Lucia porti luce a tutti quelli che passano di qua.

Buona giornata.

8 dicembre_ Nozze di ferro

Noi due
Noi due oggi

Sei anni di matrimonio. Nozze di ferro o di zucchero. Preferisco la prima definizione. Con tutto quello che abbiamo passato quest’ultimo anno credo che il ferro sia il materiale giusto per noi. Il ferro è forte, si può rovinare con la ruggine, ma non abbiamo avuto tempo per farlo arrugginire! Si adatta al clima: si ritrae se c’è freddo, si dilata se c’è caldo. Pure noi ci siamo adattati alle intemperie varie e ora siamo qui: sorridenti e soddisfatti per quello che abbiamo costruito fino ad ora. Siamo una squadra, un duo di tennis: ci mandano la palla in campo e noi la buttiamo nel campo avversario, a volte perdiamo i set, ma molte volte li vinciamo. Vinciamo pure le partite, qualcuna amaramente l’abbiamo persa. Ma ne vorremmo giocare tanti altri.

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Colazione a cinque cuori!

Abbiamo scelto di sposarci l’8 dicembre perché così è sempre festa. Abbiamo stabilito un rito:  il 7 tiro fuori l’album di nozze e lo sistemo nel tavolino del salotto. La mattina si inizia con una colazione servita nel preziosissimo servizio di Bavaria. Si va a messa. E poi a pranzo in ristorante, possibilmente in quello del ricevimento, ma in una sala diversa. C’è sempre qualcuno che si sposa in questa data. Pure oggi c’era un matrimonio, auguri!, e nella sala dove stavamo noi c’era un 50esimo: una coppia del mio paese con circa una quarantina di persone! Auguri! Che bello vedere che ci sono coppie che, nonostante le intemperie della vita, raggiungono un traguardo così importante e danno esempio a noi ggiovani!

5 dicembre. Vita da maestra 1.

La mia vita per la scuola. Passato, presente e futuro

Nei giorni scorsi ho compiuto venticinque anni d’insegnamento. Un’enormità di tempo, non so nemmeno io come ho fatto a raggiungere questo traguardo. Cinque lustri sono tanti, tantissimi se poi si conta che avevo tre anni quando sono entrata alla scuola materna e che da allora non ne sono più uscita, si capisce che la frase iniziale non è un modo di dire: è la mia realtà. La mia vita per la scuola. Quaranta anni e più . Non sono mai passati tre mesi di fila senza che  non mettessi piede in una scuola, o alunna o insegnante.

Trapassato remoto

Non sono mai stata un’alunna brillante, da dieci e lode per intendersi. Ho sempre veleggiato a metà classifica. Adoravo andare alla scuola materna, alle elementari ero brava e diligente. Dalle medie alle seconda superiore, ho galleggiato con la sufficienza e ho avuto modo di ripetere due classi, giusto perché mi piaceva tanto il programma, ironicamente parlando s’intende. Se non fosse stato per mia madre non avrei continuato a studiare, persa com’ero nella crisi adolescenziale. Non mi sarei mai diplomata. Mi sarei ritirata due o tre volte all’anno. Invece lei ad insistere voleva i figli diplomati. Quanti pianti si è fatta per mio fratello che a mala pena ha raggiunto la licenza media. Meno male che noi due femmine abbiamo studiato e ci siamo diplomate. Aveva ragione! Lo studio mi ha cambiato la vita. Anche se per me studiare è sempre stato faticoso, ho dovuto rinunciare agli hobby, allo sport.  Ero lenta e per di più perdevo un sacco di tempo nel viaggio. Per arrivare a scuola a Cagliari mi alzavo alle sei del mattino e rientravo a casa attorno alle tre e mezza, se tutto andava bene. Pranzo e giù sui libri e quaderni. Fino all’ora di cena, poi crollavo, leggevo libri per passione ma i libri di scuola non li toccavo. Nei primi anni di superiori non so come ho fatto a non mettermi nei casini. Li ho solo sfiorati. Per dire non ho mai visto una canna, nessuno mi ha offerto di provare. Ancora oggi non ne ho mai vista una dal vero, solo in foto. E sì che ne ho frequentato di gente incasinata. Un tossico un giorno mi disse che non si chiedeva di provare a una che aveva la faccia come la mia. L’ho preso come un complimento. Gli ultimi due anni di magistrali invece li ho fatti alla grande. Mi si era aperta la mente ero consapevole di quello che ero e che nonostante la fatica, studiavo  con passione e mi piaceva tanto. Ho recuperato tutto il tempo perso. Mi sono diplomata con un bell’otto, peccato per il compito di matematica era stato pessimo.

Passato Remoto

Subito dopo il diploma ho avuto modo di frequentare il corso per insegnanti di sostegno. Le corsiste eranoquasi tutte accozzate: la crema di Cagliari e dintorni. Io e un’altra ragazza ci guardavamo e senza parole ci chiedevamo come fossimo arrivate lì. Intanto avevo pure dato un concorso per la scuola materna, così giusto per provare l’effetto che faceva. Sapevo che alcune lo avevano provato tante volte, ma non riuscivano a passare gli scritti. Io e una compagna di scuola per farci consigliare eravamo andate dal nostro ex professore di pedagogia, che onesto, ci diede lista di una decina di libri e ci disse che non avevamo bisogno di seguire delle lezioni. Se avevamo bisogno di qualcosa potevamo tornare da lui. Non sono mai tornata. Diedi lo scritto e lo passai con il minimo, ma ero dentro! Incredibilmente quelle che avevano pagato fior di milioni ai direttori per la preparazione  e che erano arrivate con i rotolini dei temi per copiare non passarono! Poi l’orale lo passai bene,  il corso mi stava dando ottime basi.

Dopo il corso iniziai subito con le supplenze annuali, non ho mai dovuto aspettare le telefonate per le supplenze di un giorno: la specializzazione per il sostengo era una chiave che apriva le porte all’insegnamento. Ecco perché c’era gente disposta a svenarsi. Io manco lo sapevo, ero proprio fuori da questi giri. Diedi due concorsi magistrali e dopo solo sei anni di supplenze passai di ruolo! Vivevo alla giornata. Non avevo molto tempo di capire cosa stessi facendo: c’era un concorso? Lo davo e lo passavo, c’era un corso d’aggiornamento? Lo frequentavo. Mi dovevo spostare di provincia, che problemi c’erano? Nessuno e via: nel Nuorese, in Marmilla e perfino in una frazione minuscola di Sassari.

I primi anni sono stati davvero incredibili, sia per me che per la scuola. C’era fermento un entusiasmo palpabile. La scuola elementare stava gradualmente ma consapevolmente abbandonando i vecchi programmi e ordinamenti. Erano gli anni della sperimentazione dei moduli, tre insegnanti in due classi, si lasciava al passato la maestra superstar (citazione dai manuali), il bambino non era più considerato un vaso da riempiere, ma diventava protagonista della sua istruzione. I bambini in situazione di handicap non dovevano essere più relegati nei sottoscala, ma stavano in classe con gli altri, che collaboravano alla loro educazione e istruzione. La convivenza democratica nella classe era il principio massimo di ogni grado d’istruzione. Per la prima volta si insegnava la lingua straniera e c’era la possibilità di scegliere il francese, l’inglese, il tedesco e lo spagnolo. Non era importante la lingua che s’imparava, era importante capire che un’altra lingua ti metteva in contatto con un’altra cultura, diversa dalla tua! Per la prima volta si riconosceva che un insegnante non doveva solo insegnare, ma anche programmare l’azione didattica con tutti gli altri docenti per due ore alla settimana. Ogni maestra si specializzava in un ambito: scientifico-matematico, linguistico-espressivo, antropologico e lo portava avanti. Cose oggi normali, scontate, che invece ci sono costate ore ore ore di aggiornamento, discussioni, litigate e ripacifacazioni tenutesi solennemente davanti ad una tazzina di caffé, offerta gentilmente dalle bidelle. Che anni scoppiettanti!

To be continued. Stay tuned!

 

4 dicembre

Eliminerà la morte per sempre.

Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto.

Isaia 25

 Ho battuto il record: in quattro ore ho incontrato 83, dico ottantré genitori, una media di tre minuti a genitore. Ho iniziato quando fuori c’era finalmente un bel sole splendente, ho finito che era buio, freddo, e iniziava a salire la nebbia. Doccia – divano – cena – letto. Non sapevo nemmeno come mi chiamavo, figurarsi accendere il pc. Comunque sono andati abbastanza bene, cioé non ho avuto da discutere con nessuno. Anche i genitori dei nuovi alunni hanno capito il metodo, che all’inizio detta regole inflessibili di comportamento per poi ammorbidirle piano piano. Insomma ero stanca per aver parlato per tante ore dopo le ore di lezione. In verità sono ancora un po’ frastornata. Meno male che oggi entro un po’ più tardi.  Buona giornata

2 dicembre

Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: “Su di te sia pace!

“Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene.

Salmo 121

Piove ininterrottamente da ieri. Sgrunt! Forse domani vedremo qualche raggio di sole. Urca! Che lusso. Questo tempaccio oltre che a farmi preoccupare per le zone seriamente disastrate mi mette di malumore,  ora non potrebbe piovere in Tanzania, dove attendono la pioggia dall’anno scorso?

Sono giorni in cui la mente non può fare a meno di ricordare gli avvenimenti dello scorso  anno e della Minuscola Stellina che brilla lassù dallo scorso dicembre. Non so definire quello che sto vivendo: un misto di nostalgia, malinconia, speranza e voglia di star su di morale. Voglia di rientrare in pista e provare il nuovo reparto trasferito definitivamente in questi giorni.

Poi si ci mettono pure le alunne! La settimana scorsa a fine lezione si avvicina una bambina di quinta, di quelle svegliotte: Maestra ma tu non hai bambini perché non ne volevi o perché non puoi averne? No, cara è la cicogna che non ne porta! Allora cambia animale! Ma guarda questa!

A scuola è iniziato il delirio natalizio, con i canti, i lavoretti e biglietti di auguri. Siamo solo all’inizio. Intanto con il Collegio dei docenti di stasera è iniziata la tre giorni di full time scolastico, domani ci saranno i colloqui generali, quanti dei 150 genitori incontrerò? Batterò il record dello scorso anno 80 in una sera? Tremo al pensiero!

1 dicembre

Pioggia, pioggia, pioggia. Dobbiamo scontare l’estate che non voleva andare via. uff però! Il fine settimana è andato via così, tra lavatrici e stiraggio, un po’ di finto giardinaggio, ho comprato dei ciclamini e li ho sistemati nei vasi. Quanto mi piacciono i ciclamini! Ho portato l’auto per sesta volta dal meccanico a far sistemare il faro che non dura più di tre giorni: devo cambiare meccanico perché sabato sera era nuovamente fuori uso. Questo fatto mi ha rovinato la serata, la notte e pure la domenica.  Incompetente! Rivoglio indietro i miei soldi!

Ho corretto un mazzo di test, ho ascoltato n volte le canzoni di Natale per le classi: Mylove per non sbattermi al muro ha cominciato a sbattere uova e ha preparato una torta allo yogurt buonissima! Cari mariti prendete esempio!

Sono andata a Messa di sera e la prima lettura tratta dal profeta Isaia è bellissima: le armi si trasformeranno in aratri e falci. Quanto vorrei che si avverasse oggi, subito, adesso questa profezia. Le offerte raccolte oggi in tutta Italia andranno alla Caritas delle Filippine, pur avendo già dato per la mia Isola, non potevo tirarmi indietro, laggiù sono messi ancora peggio di noialtri. Rinuncerò a qualcos’altro.

Ho scaricato sul kobo l’ebook Io sono Malala. Consigliabilissimo per comprendere l’importanza che ha l’istruzione delle bambine di tutto il mondo. Sono a metà, e non impiegherò moltissimo a finirlo. Mi prende proprio tanto.

Buon Avvento e buon inizio di settimana