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Il lunedì di Speranza #2

 

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Cagliari. Panoramica dal Parco della Musica

Inizio la settimana con serenità perché ho avuto un fine settimana di completo relax e una domenica magnifica di sole, natura e mare.

Ci voleva dopo una settimana di nuvole e pioggia, aspettata e gradita, ma da buona sarda dopo tre giorni ho cominciato ad essere irrequieta.

E’ bastato pazientare e ricordarsi che dopo la pioggia c’è sempre il sole.

Buon inizio di settimana a tutti.

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Fiori autunnali
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Mari Pintau. Mare Dipinto.
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Mari Pintau
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Spettacolo sulla Litoranea Panoramica per Villasimius

 

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Mari Pintau. Lavorare al pc in mezzo alla natura. Chi non vorrebbe farlo?
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Kal’e Moru
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In giro per la Sardegna: Porto Flavia

È autunno ma sembra primavera inoltrata. Le temperature sono al di sopra della media e le spiagge sono affollate. Molti temerari fanno pure il bagno. Io no, confesso che lo faccio raramente  pure in estate. Tranne questa ovviamente e la mitica estate del 2003.  Sabato mentre archiviavo l’attrezzatura estiva, Mylove, che di solito non fa proposte per  uscite domenicali, propone di non restare a casa e di fare una gita e visitare la galleria mineraria di Porto Flavia nella zona mineraria dell’iglesiente. Vista l’eccezionalita’  della proposta non potevo dire di no. Figurati se dico di no ad un’uscita! Con questo tempo poi!

Il Pan di Zucchero

Così con calma, senza stress, ieri ci siamo diretti verso la frazione di Nebida, che in sardo cui dire nebbia. Già a pochi chilometri dell’arrivo eravamo colpiti dalla vista del faraglione del Pan di Zucchero, chiamato così dal 1700 perché quando le sue rocce si sbriciolano per la forza degli agenti atmosferici sembra di avere dello zucchero a velo.

Spiaggia di Masua.

Le tante auto parcheggiate lontane dalla spiaggia di Masua presagivano il pienone;  all’arrivo non eravamo smentiti visto che c’era una gara di nuoto che aveva come tragitto dalla spiaggia di Masua al Pan di Zucchero. Noi, vestiti, in mezzo ai bagnanti e ai nuotatori che arrivavano,  ci godevano la gara è il panorama. Il mare era una tavola blu e non c’era un filo di vento. Dopo un po’ ci siamo decisi a fare la salita per Porto Flavia sperando che fosse aperto e ci fosse posto per la visita guidata. Siccome era una giornata dove i pianeti si allineavano abbiamo trovato posto e nel frattempo che aspettavamo il nostro turno abbiamo prenotato il ristorante. Poi abbiamo scoperto che era l’ultimo giorno della stagione! Che fortuna con la C maiuscola!

Ingresso della galleria

La visita alla galleria di Porto Flavia è stata bellissima per merito della brava guida che ci ha portato a fare un excursus che va dai milioni di anni fa in cui quelle rocce si sono formate, agli ottomila anni fa in cui si iniziò l’attività estrattiva nella zona, via via migliorata con i Fenici, i Romani, i Pisani, fino ad arrivare ai Belgi agli inizi del 1900.

 

Fino al 1920 il minerale veniva estratto nelle miniere dagli uomini e scelto dai bambini e le donne fuori dalle miniere e  poi trasportato con delle ceste nelle barche. I Belgi proprietari delle miniere ,  volendo trovare un modo economico per trasportare il minerale dalle miniere alle navi, costruirono in solo due anni una galleria di 600 metri. All’uscita, che è a picco sul mare, ci ritrova alla vista mozzafiato del maestoso faraglione Pan di Zucchero, che protegge l’uscita dal forte maestrale che batte la costa quasi quotidianamente.

Le attività di Porto Flavia terminarono nel 1963, quando l’attività estrattiva delle miniere della zona cominciò a declinare. Oggi in Sardegna c’è solo una miniera in attività, ma anch’essa è destinata alla chiusura, in quanto l’estrazione dei metalli è poco redditizia. Nonostante sia uno dei più pericolosi e faticosi, i minatori sardi chiedono con grandi manifestazioni che questa miniera rimanga aperta, ma credo che se avessero un’ alternativa degna della loro dignità sarebbero ben felici della chiusura.  

L’estrazione dei metalli in miniera ancora oggi nel mondo avviene, come in passato, con fatica, sudore e rischio della vita di uomini, donne e bambini che spesso sono mal retribuiti.

Il nome del porto è dovuto alla figlia dell’ingegnere Vecelli che la progettò. Dal 2000 la galleria è stata riaperta per i turisti, che oltre che a ridare vita ad un territorio devastato dalla disoccupazione hanno la possibilità di conoscere un’attività spesso sconosciuta e dimenticata.

Uscita della galleria.
Quest’ultima foto non è mia. L’ho voluta mettere perché, oltre al fatto che è bellissima, rende bene il lavoro che è stato fatto per realizzare quest’opera.

Prima settimana di scuola

pixabay.com
pixabay.com

Lunedì scorso siamo tornati a scuola. Il primo giorno come è tradizione è stata una festa, quest’anno poi abbiamo avuto anche le autorità regionali! Non so mi spiego. Una cosa lunga e noiosa, per poco i bambini non si arrampicavano sui nuovi infissi! Ad un certo punto le autorità se ne sono andate e abbiamo cominciato a percorrere i binari consueti. Io e Collega abbiamo accolto i genitori e i bambini di seconda nella nostra aula rimessa a nuovo. Ho iniziato portando i saluti dalla collega che sta combattendo la guerra contro il male, al  momento abbiamo  buone notizie, si cominciano a vincere delle battaglie. E siamo tutti felici! Ho spiegato che insegnerò italiano, storia, geografia, musica e arte. Le mie materie preferite!

I bambini sono 24, tanti tanti, la classe ha un buon livello di apprendimento. I genitori hanno quasi tutti un buon livello d’istruzione e seguono i figli nel loro percorso di apprendimento, cosa molto importante.

Con Collega abbiamo avuto qualche sclerata attimo di tensione, udite udite, per l’orario. Diceva che il suo era peggiore e tante altre stupidaggini che mi hanno ferito fino alle lacrime. Ho chiamato in causa vicepreside e preside che hanno risolto il caso. Mi hanno dato delle dritte per poter lavorare in serenità con Collega che, è un’ottima insegnante e persona, ma ha le sue ansie. Ho già messo in pratica i buoni consigli e sembrano funzionare. Anche io mi sento più tranquilla. E vissero felici e contente. Speriamo.

Nei prossimi post vi presenterò le mie 24 simpatiche canaglie. Alcune loro uscite meritano già di essere segnalate. State connessi.

Buon inizio di settimana!

 

 

Questi ormoni!

La settimana scorsa ci eravamo lasciati che dovevo andare da Miogine. Così è avvenuto. Abbiamo fatto una chiacchierata a tre, viene sempre pure Mylove (Grazie, ho sempre apprezzato, ma ora anche di più :)),  e mi ha visitato . Mi ha trovato in forma, niente di sospetto. Il ciclo, che tra l’altro è arrivato ieri, ha fatto un giro a vuoto, potrebbe essere dovuto il forte stress dell’inizio dell’anno scolastico, o la pre-menopausa. Ma su questo è un po’ scettico visto che non ho nessun sintomo tipico. Secondo lui non c’è neanche un calo ormonale, come ha detto a Mylove mentre mi cambiavo, se c’è il desiderio sessuale gli ormoni sono presenti. E ben attivi :). Quindi ora si tratta di monitorare per circa tre-quattro mesi. Con calma farò un’ecografia pelvica. Poi si vedrà.

Insomma, mi è andata bene, non devo fare visite ed esami strani. Siamo usciti felici e straniti. Di solito quando faccio visite specialistiche devo poi approfondire. Questa volta no.

Per il resto va bene, ho molta energia e voglia di fare cose nuove, progetti, aggiornamenti, voglia di organizzare gite e viaggi. Anche se poi non si realizzeranno, l’importante è aver voglia di fare.

Con questo vi saluto e vi auguro un buon proseguimento di settimana.

Giornate strane

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Pula. Estate 2015. Ombrelli per colorare la via e la vita

Sono giorni strani. Lenti perché ho deciso così. Si fa quel che si può e quello che non si è fatto si fa domani, forse. Per alcune cose c’è tempo e per altre no. Sono urgenti e si fanno quelle.

Mio suocero, come sa chi mi  segue da tempo, ha subito negli anni scorsi varie operazioni, prima al retto e poi alla vescica, e ora  va peggiorando, ha raggiunto la soglia dell’inferno, ma non l’ha ancora varcata. Mia suocera ha tanta energia, ma con i medici non si raccapezza molto. I figli sono chiamati a prendere in mano la situazione, visto che anche lei ha i suoi problemucci di salute. Non sarà facile visto che vuole avere il controllo della situazione, ma vedo segni di cedimento. E chi non li avrebbe? Santa pazienza, siamo umani tutti, lei compresa. Ma appunto bisogna avere tanta pazienza tra noi. Le persone sono più importanti di tutto. E’ ovvio, ma poi spesso ce lo dimentichiamo.

Del ciclo neanche l’ombra. Domani chiamerò Miogine e vediamo un po’ quel che sta succedendo laggiù. Perché qualcosa di fuori dal consueto sta succedendo.  Fisicamente sto benone, e non vorrei dirlo ma forse… forse, niente, non lo dico!!!  Anche se mi sono chiamata Speranza, c’è un limite a tutto!

Qui oggi è una bellissima giornata di sole, di pomeriggio usciremo a farci una passeggiata in paese e godere dell’ultima giornata di festeggiamenti per un importante monumento ultracentenario.

Buona domenica a tutti.

 

Orari e ritardi

A fine settimana ho terminato di elaborare l’orario della mia scuola. Un’impresa vera e propria. Sono scoppiate grane dell’ultimo minuto e ho lasciato che le due contendenti se la vedessero tra di loro. Non mi è piaciuta la soluzione finale, ma sembra sia una situazione temporanea. Poi se la vedrà il preside.

Questo è l’ultimo anno che elaborerò l’orario. Qualcuno mi ricorda che l’ho detto anche l’anno scorso. Ma quest’anno sarà davvero così. Certa gente non se lo merita, merita che lo faccia un programma che dia ore buche, voragini. Sono nauseata dall’egoismo dimostrato non tanto nei miei confronti ma in quello di altre colleghe. Pur di non cedere un po’ preferiscono far star male una persona. Sono allibita e disgustata perché io di solito faccio il contrario, cerco il modo per far star bene gli altri. Anche se poi qualcuno pensa che brighi  e faccia l’orario in base ai miei comodi!

E’ inutile alcuni pensano male perché al mio posto farebbero i propri comodi. Non hanno capito niente di me e a questo punto non mi capiranno mai. Me ne sono fatta una ragione. Quando ho espresso al preside il mio disagio di fronte a questa performance di puro egoismo, visto che sto sempre a limare e trovare soluzioni alternative con molta disponibilità da parte mia, mi ha detto che forse il problema è proprio quello: essere troppo disponibili! Gente, mi si è aperto un mondo! Il mondo del salvate la maestra Speranza! Una serie di vaffa e di no, non posso, devo recuperare le ore fatte in più. Un mondo meno frenetico e di quello che non si è fatto oggi si può fare domani.

Così ho ripreso in mano la mia vita, la casa, il cambio stagionale, i fiori e la festa paesana. Ho ripreso a dormire con più regolarità. Sono ancora molto stanca e solo a vedere i quadri dell’orario mi si rizzano i peli. Tutto si sta mettendo a posto, le cisti del seno si stanno sgonfiando.

Tutto ok, tranne un ritardo del ciclo che ormai per me è un record mondiale.  Di solito quando sono sotto stress sono in anticipo su un ciclo corto.  Invece sono in ritardo di circa otto-nove giorni. I miei ritardi sono sempre stati di due-tre giorni.  Ho già fatto quattro, quattro, test, che mi hanno sbattuto in faccia il non-incinta e una sola lineetta.

Mylove si illude, io sono preoccupata, comunque sia non è una cosa normale. Aspetto ancora alcuni giorni e mi fiondo dal medico. Tutto può essere.

 

Verso la fine dell’inizio

Che bello sedersi e scrivere un post. Mi sembra un evento eccezionale e non mi sento in colpa per aver sottratto tempo alle mie cose scolastiche e casalinghe. L’orario è definitivo è in dirittura d’arrivo. Inizieremo la settimana prossima.

La casa è quasi tutta pulita, la roba è lavata, anche se da stirare. Ma stirerò al bisogno, portandomi un po’ avanti di volta in volta. I fiori si autoinnaffiano, visto che la siccità è terminata. Anzi direi che abbiamo paura delle alluvioni. Da tre giorni alla stessa ora, le cinque della sera, si scatena il finimondo. Tuoni, saette e pioggia a gogò. Meno male che poi ci c’è la  tregua. Infatti abbiamo ancora delle giornate di sole, anche troppo calde. Ma dai, va bene così.

Ho iniziato a lavorare con i bambini, che sono sempre splendidi e così… bambini direi.  Che belli i miei bambini di seconda, ne ho acquistato un’altra e questi nuovi alunni sono troppo toghi. Ci siamo amati al primo incontro. Colpo di fulmine. Poi ho una terza, nuovi alunni pure questi. Belli pure loro. Le tre quarte sono vecchie conoscenze. Poi ho quei demoni delle due quinte! C’è una classe piuttosto turbolenta, alquanto già ormonata,  e ci fa sudare sette camicie più una. Già me li sistemerò ben benino. Quando mi ci metto divento peggio della Signorinarottermaier. Così imparano a rispettarsi tra di loro e a rispettare gli adulti che hanno davanti.

Non dite poverini, perché se non facciamo così non sentono ragioni. Tutti gli altri metodi hanno già fallito miseramente. Poi loro si tranquillizzeranno, avranno i loro confini ben definiti e torneranno amabili e sopportabili come sempre. Speriamo. Perché questa nuova generazione di ormoni di nativi digitali a volte hanno delle controindicazioni. Pensano di essere più cool dei docenti e dei genitori. Ma con pazienza e a volte senza pazienza, li riporteremo sulla retta via.

Buon inizio settimana a tutti.

E’ novembre da tre giorni

E’ novembre da tre giorni. Il ponte dei santi è alle spalle. Io sono a casa per il giorno libero. Ho fatto il cambio degli armadi. Incredibilmente di estivo, tranne le T-shirt che le usiamo tutto l’anno, in giro non c’è nulla. E’ tutto lavato e conservato. Di solito mi ritrovo le cose estive per un bel po’. Quest’anno no. Invece di stirare, ho riposto tutto lisciando la roba con le mani. Tanto prima di indossarle nuovamente le dovevo rilavare, per togliere quel terribile odore di chiuso, che non va via neanche dopo un bagno di sole. Risparmio così  corrente, acqua ed energie fisiche. Vedo solo vantaggi. E poi ho fatto prima a ritirare tutto!

Abbiamo trascorso questi giorni con le nostre famiglie. Ci siamo goduti i miei nipotoni.  Ci fa sempre tanto piacere averli in casa e occuparci di loro 🙂

Venerdì hanno operato mio suocero, i medici non hanno potuto procedere come volevano. Il tumore è rimasto dentro. Lo aspettano mesi difficili. Ci aspettano mesi difficili. Lui per ora non sa che non è andata come si aspettava.  Non so se qualcuno glielo dirà o se lo capirà da solo.  Le carte del gioco sono ancora in mano sua. Le ha sempre giocate lui. Avrebbe dovuto fare l’operazione già a febbraio dell’anno scorso per l’asportazione della vescica. Ha preferito procrastinare l’intervento, ma quando ha deciso era tardi. I figli erano all’oscuro di tutto, o quasi. Ma anche se avessero saputo qualcosa, niente avrebbero potuto fare. E’ un uomo semplice, ma risoluto. Non abbiamo quindi niente da rimproverarci. Ora si combatterà, mese per mese, settimana per settimana e poi arriverà il combattimento giornaliero del corpo a corpo.

Intanto, come facciamo da un bel po’ di tempo, continuiamo a vivere la vita, sorridendo e ridendo ogni volta che ci viene offerta l’occasione. La vita è troppo breve per viverla di rimpianti.

Buon lunedì e buon novembre.

 

In autunno c’è la primavera

Eccomi qui. Mezzo viva. Con le poche forze rimastemi oggi scrivo quattro righe per dirmi che respiro e reagisco! Ancora giorni intensi e stancanti. Caldo a gogò. Sono le 20,30 e giro ancora con le infradito, bermuda e T-shirt. Lo scrivo per dovere di cronaca e perché sia registrato negli annali. Giusto perché quando qualche anno rileggerò questo post, e magari fuori ci sarà un metro di neve, potrò documentare che a metà ottobre del 2014 sembrava agosto.

La settimana è iniziata con un incontro ravvicinato con Miogine per un interventino di manutenzione. Un polipo esterno o come cavolo si chiama, non ho interpretato il geroglifico del referto, che mi faceva soffrire e mi rovinava il dopofestival,  è stato eliminato e  letteralmente “bruciato”. Ho passato due giorni un po’ così. Ringrazio per il fatto che non ho morso nessuno e tutti quelli che mi sono stati vicini siano incolumi. Le orecchie degli alunni però sono state messe alla prova. Che hanno superato alla grande. Oggi va meglio, ma ovviamente non sono ancora al cento per cento.

Sto sempre seguendo con attenzione il Sinodo dei vescovi, quei vecchietti lì sembra che non abbiano peli sulla lingua. Speriamo tirino fuori un bel documento che dia un po’ di luce e calore a tante persone.

Anche il Papa non ha peli sulla lingua e ieri, come faccio tutti i giorni, o quasi, ho letto il resoconto della bellissima omelia della messa mattutina del 13 ottobre  a Santa Marta. Ho finito l’articolo con le lacrime agli occhi.Quanto tempo abbiamo aspettato per avere un pastore che parlasse come fa lui? Ogni parola che dice sembra che la dica a ciascuno di noi. Ci fa intravvedere un Dio che non è ingabbiato da leggi, norme e tradizioni. Un Dio incredibile che ama tutti e vuole che tutti siano felici. Un Dio che sa che l’uomo è piccolo, ma lo chiama comunque a condividere la sua casa. Nonostante i fallimenti, i peccati più terribili. Un Dio così non fa paura, ma ci fa accettare i nostri limiti senza considerarci dei falliti. Che bello!

In autunno c’è la primavera della Chiesa!

Ciao settembre, benvenuto ottobre

La partenza a razzo di quest’anno scolastico comincia a farsi sentire. Intanto, oggi è  l’ultimo giorno di settembre, abbiamo iniziato l’anno scolastico da tre settimane e mi sembrano tre mesi. Poi si sono accavallate varie cose extrascolastiche, mai che le urgenze si presentassero una alla volta! Ieri ho iniziato una serie di controlli per le zone equatoriali del corpo, giusto per vedere come son messa e per capire se è il caso di poter andar oltre il livello di pensiero. Anche perché se continuo così si alzerà una nube nera e densa di fumo, che quella di Hiroshima era niente a confronto della tostatura dei miei neuroni bruciati. Miogine dice che fino a questo momento è tutto a posto. Yes, yes, yes.

Tutto questo pensare e fare, e andare e tornare, mi sta provocando dei problemi di insonnia, di sonni agitati e frastagliati. Manco la melatonina fa effetto. Mia sorella dice che devo prendere quella retard, che fa effetto lentamente, visto che dormo subito e mi sveglio nel cuore della notte. Invece io prendevo quella fast!

Mi son fatta  pure prestare le pecore dei vicini per contarle, ma non bastano. Però non posso andare avanti così, a trovare soluzioni notturne per tutti i mali del mondo. Che poi la notte mi sembrano di impossibile soluzione. Invece poi la mattina, nonostante tutto affronto la giornata fresca e combattiva come al solito.  E soluziono tutto! Evidentemente produco quantità industriali di adrenalina. Ma lo so che non posso andare avanti così per molto tempo. Ho bisogno di stendere al sole d’ottobre i pensieri, darmi una calmata e vivere più lentamente. Se non lo faccio io di mia sponte, lo farà il corpo con qualche paurosa fermata. Spero di riuscire a rallentare già nel fine settimana. E sarebbe già una gran cosa. Buon inizio d’ottobre!