Archivio mensile:dicembre 2017

Il lunedì di Speranza #5

Conto i giorni alle vacanze. Ormai sono una manciata. A scuola siamo in pieno delirio natalizio. I bambini sono irrequieti e poco inclini al rispetto delle regole:

– Babbo Natale, quest’anno passerà dritto. Avrete la visita della Befana, e niente dolci e carbone di zucchero.Vero, solo quello vero vi meritate! 

Anche noi insegnanti ci meritiamo solo carbone. Infatti siamo particolarmente litigiose, ogni giorno si assiste a qualche discussione accesa e si aprono fronti senza chiuderne nessuno. Per il momento io sono come la Svizzera, abbastanza neutrale e pacifica. Spero di resistere fino a venerdì sera.

Ho fatto pace con i lavoretti di Natale,  che odio con tutte le mie forze e che solo a nominarli mi sembra di svenire. Ho scelto per tempo un qualcosa che potessero fare loro, con pochi interventi degli adulti; mi sono rassegnata al caos e al chiasso: l’importante era che non litigassero e perdessero il controllo. Per magia si sono organizzati e aiutati. Alla fine dei laboratori mettevano a posto e ripulivano. 

Sono state ora veramente piacevoli e rilassanti che mi mettevano buon umore. Non si finisce mai di imparare e ricredersi.

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Nozze di stagno: 10 anni di noi

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8 Dicembre 2007

L’8 Dicembre abbiamo festeggiato 10 anni di matrimonio. 120 mesi. 3668 giorni di vita comune. Lo consideriamo un bel traguardo. Dietro queste cifre non ci sono solo i numeri, ma ci sono giorni allegri, tristi, elettrizzanti e noiosi, di grande complicità e di grande incomprensione. Di sogni realizzati e altri rimasti tali.

Non abbiamo segreti da svelare per far durare un matrimonio. C’è solo la voglia di andare avanti insieme, nonostante tutto quello che ci possa capitare. C’è la pazienza di aspettare l’altro o di spronarlo quando ce n’è bisogno.

C’è soprattutto l’amore che ci trasforma giorno per giorno.

 

Il lunedì di Speranza #4

E’ arrivato l’inverno sardo senza avere avuto un vero autunno. Le foglie stanno cadendo in questi giorni, ma  la maggior parte sono ancora sui rami. L’aria è frizzantina e le cime dei monti sono imbiancate. Sono piena di dolori dovuti al freddo e all’umidità. Ma chi è quello sconsiderato che dice che dal freddo ti difendi e dal caldo no? Io mi difendo, ma il freddo sa bene quando  e dove colpirmi. Ieri Sono andata a messa e, nonostante il sacerdote sia stato abbastanza veloce, mi sono ghiacciata. Al rientro mi sono scongelata abbracciando un termosifone. Dovrò andare nella chiesa del paese vicino al mio. Lì c’è il riscaldamento perché è una chiesa moderna.

Non amo l’inverno. Lo subisco malvolentieri. Ringrazio di vivere in una terra baciata dal sole. L’unica cosa che mi consola è che è arrivata la pioggia, quella calma, non le temute bombe d’acqua. Le dighe, a secco per tanto tempo, lentamente si stanno riempendo. Forse riusciremo ad uscire presto dall’emergenza e avere il tanto atteso stop al razionamento idrico. Sperando che nella stanza dei bottoni qualcuno cominci a pensare seriamente alla soluzione di questo grave problema.

Queste settimane avremo i giorni più bui dell’anno, ma presto le giornate cominceranno ad allungarsi. 

Avrei dovuto intitolare questo post:  ” Strategie per superare l’inverno”