Archivio mensile:novembre 2017

Quando andrò in pensione?

Fino a poco tempo fa, non consideravo la questione pensione un argomento importante per la mia vita. Vedevo il mio ritiro una prospettiva lontana anni luce.

Agli inizi della carriera scolastica ero impegnata a comprendere il mondo della scuola. A  capire le circolari ministeriali, che sono state sempre da interpretare come la Bibbia scritta in aramaico. Ero impegnata ad entrare in graduatoria, a non farmi scavalcare da altre con meno punteggio di me, a superare concorsi e fare tutti i corsi di aggiornamento possibili e immaginabili. Mi creavo le chance per passare di ruolo.  L’importante era che arrivasse puntualmente lo stipendio, perché a volte non era puntuale ed erano dolori. Per raggiungere la sede bisognava fare il pieno all’auto. Figuriamoci se pensavo alla pensione!

Quando sono passata di ruolo avevo 28 anni. Ero giovane, in quel periodo tutto quello che facevo andava bene, con un po’ di fortuna, ma anche molto merito.  Ho badato alla mia routine scolastica fatta di lezioni, correzioni, riunioni, riforme, rinnovi contrattuali e sempre tanti corsi di aggiornamento. L’argomento pensione non mi riguardava. Andavano in pensione le colleghe anziane che avevano tanti anni di servizio, e io ero sempre una delle più giovani. L’argomento non mi riguardava. Ridendo dicevo che non sarei mai andata in pensione visto che quando sarebbe spettato a me non ci sarebbero stati soldi. Avrei continuato ad insegnare con un occhio di cristallo, la dentiera e la parrucca. Con vocina sibilante da anziana ai bambini vivaci avrei detto: Smettila, anche tuo bisnonno faceva così. E giù risate a lacrime.

Ora che la prospettiva è veramente quella non rido più. Anzi. Mi fa imbestialire. Mi chiedo sgomenta come farò ad arrivare a 67 anni, quasi 68, sopportando il calo fisico e psicologico? Come farò a stare al passo dei tempi con le nuove tecnologie che saranno sempre più sofisticate? E i bambini, come saranno i bambini?

Sento di non potercela fare. Forse perché la mia carriera scolastica sta per raggiungere i 30 anni.  Forse perché tutte queste riforme invece di migliorare peggiorano la qualità dell’educazione, e tutti i giorni ne vedo i pessimi risultati. Forse perché ho fatto solo la maestra. Mi chiedo se potrei fare altro nella vita per riaccendere l’entusiasmo.

Avere la prospettiva di invecchiare a scuola mi deprime, pensare a qualche altro sbocco mi rallegra. Ci devo pensare, ho ancora alcuni anni per annusare l’aria e creare un’alternativa. Per non investire ancora tutte le mie energie nella scuola.

 

 

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Il Lunedì di Speranza #3

Questa settimana inizia con due bei motivi per essere ottimisti che hanno lo stesso filo rosso che li unisce. Sono i piccoli passi compiuti la scorsa settimana verso la piena conquista dei diritti delle donne.

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Come detto nello scorso post venerdì si è celebrata la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, anche l’Italia ha fatto la sua parte, infatti ci sono state varie manifestazioni molto partecipate da donne di tutte le età. Si sono esposti uomini che hanno scritto che è ora che anche loro facciano la loro parte. La questione non può riguardare solo le donne. E’ certamente un piccola goccia, ma intanto qualcosa si smuove. A me ha colpito molto che gli scranni della Camera dei deputati fossero occupati da 1400 donne. Alla presenza del Presidente del Consiglio Gentiloni e della Presidente della Camera Laura Bordini hanno raccontato le loro storie sì di sofferenza, ma anche di riscatto e speranza. La Presidente ha invitato tutte le donne a non stare zitte a parlare. Nonostante la paura di non essere credute: io parlo. Nonostante i pregiudizi: io parlo

Parità di genere

L’altra notizia positiva è che Martedì 21 novembre il Consiglio Regionale della Sardegna ha approvato la legge elettorale che introduce la doppia preferenza di genere. Voti favorevoli 50, contrari 2. Raggiungere questo risultato non è stato semplice. Cinque anni fa la legge non passò e anche questa volta si temeva la stessa beffa. Ma martedì in Consiglio regionale i posti riservati agli ospiti erano gremiti da donne, molte erano pure fuori.  I Consiglieri, le Consigliere sono solo quattro, questa volta non l’avrebbero passata liscia. Non se ne sarebbero potuti andar via alla chetichella.

Molti, anche donne, sono contrari a questa legge, affermano che si dovrebbe conquistare il seggio con merito, non per genere. Allora proviamo a rispondere a questa semplicissima domanda: oggi consiglieri e i deputati sono tutti lì perché se lo meritano? Ecco. Credo che non sia solo una questione di credibilità, onestà, competenza, conta soprattuto la necessità di far emergere anche a livello politico il modo di ragionare, la progettazione e la sensibilità femminile. Di questo abbiamo bisogno.

Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

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Melagrana

Oggi è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.  Desidero dare il mio contributo e mettere in rilievo l’importanza della prevenzione e dell’educazione

. Più che le parole servono i fatti e modelli educativi validi. Ai bambini e alle bambine da subito va insegnato, giorno per giorno, attimo per attimo, senza mollare mai la presa,  l’esercizio del rispetto nei confronti degli altri.

Va insegnato che si può discutere e litigare senza alzare le mani e i piedi, senza insultare l’interlocutore. Va insegnato che siamo tutti diversi,  ma non per questo nemici e avversari.

Va insegnato il valore dell’istruzione, che talvolta è faticosa, ma alla fine porta sempre dei benefici nella vita delle persone. L’istruzione cambia in meglio la vita della gente.

Va insegnata e coltivata l’indipendenza economica.  Soprattutto quella delle donne. Molte non hanno il coraggio di allontanarsi da matrimoni e situazioni difficili perché non si hanno le risorse economiche.

Va insegnata l’educazione finanziaria che ci porta a risparmiare e a pensare al futuro, e se qualcuno usa il ricatto nel mondo del lavoro, si può avere la libertà di sbattere la porta in attesa di trovare qualcosa di meglio.

I modelli educativi sono più importanti di tanti discorsi. Quanto sono stati importanti i miei genitori! Mia madre mi ha insegnato a non farmi mettere mai i piedi in testa da nessuno e mi spinto a continuare a studiare nonostante le grandi difficoltà iniziali. Mio padre mi ha insegnato l’onestà, il valore del lavoro e del risparmio. Invece il giovane vice parroco del mio paese quando mi diplomai mi invogliò subito a fare i concorsi per insegnanti. Lavora, lavora sempre, anche se dovessi sposare uno ricco, anche se dovessi avere tanti figli, perché lavorando potrai sempre spendere i tuoi soldi e non doverli chiedere a nessuno.

Ringraziamento

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Ringrazio di essere qui, dopo un anno,  a scrivere un altro post di Ringraziamento.

Ringrazio per tutto quello che ho, per mio marito, per la mia famiglia e i nipoti.

Ringrazio per il lavoro. Ringrazio di essere maestra. Ringrazio per i miei alunni e le loro famiglie.

Ringrazio di vivere in Sardegna e di poter godere di un clima temperato.

Ringrazio di vivere in Italia, per la sua cultura, per le sue tradizioni, per il buon cibo e il buon gusto che si esprime in ogni campo.

Ringrazio il blog perché ho un piccolo spazio dove potermi esprimere liberamente.

Ringrazio tutti i lettori del blog che mi hanno letto e che mi leggeranno in futuro.

Il lunedì di Speranza #2

 

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Cagliari. Panoramica dal Parco della Musica

Inizio la settimana con serenità perché ho avuto un fine settimana di completo relax e una domenica magnifica di sole, natura e mare.

Ci voleva dopo una settimana di nuvole e pioggia, aspettata e gradita, ma da buona sarda dopo tre giorni ho cominciato ad essere irrequieta.

E’ bastato pazientare e ricordarsi che dopo la pioggia c’è sempre il sole.

Buon inizio di settimana a tutti.

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Fiori autunnali. Sardegna
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Mari Pintau. Mare Dipinto. Sardegna
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Mari Pintau. Sardegna
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Spettacolo sulla Litoranea Panoramica per Villasimius. Sardegna

 

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Mari Pintau. Sardegna. Lavorare al pc in mezzo alla natura. Chi non vorrebbe farlo? 
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Kal’e Moru. Sardegna

The day after

Il giorno dopo Il lunedì di Speranza ha il gusto amaro e triste della sconfitta sportiva epocale. Ho visto la partita Italia-Svezia e tante volte la palla ha sfiorato i pali della porta avversaria.Ho visto le gambe troppo lunghe degli svedesi che riuscivano a non far entrare la palla dentro. Ho visto le lacrime dei calciatori.Piena di adrenalina sono andata a letto, ho dormito male e a sprazzi.

Il giorno dopo, oggi, il sole è sorto e compare a sprazzi. Lo so bene che a me non cambierà nulla, e così a milioni di italiani. Più tardi andrò a scuola e fra poco mi immergerò nella preparazione delle lezioni e della correzione dei compiti. Tutto si svolgerà normalmente. Solo con un po’ di tristezza e due battute davanti ad un caffè. Son ben altre le mie preoccupazioni e affanni. I problemi sportivi saranno risolti da altri più titolati di me. Però mi avrebbe fatto piacere vedere la Nazionale ai Mondiali, come sempre è stato da quando sono nata. La cosa positiva e anche davanti alle  macerie si può progettare di ricostruire e vedere un futuro migliore.

Il lunedì di Speranza

Inizio oggi una nuova rubrica settimanale che chiamerò Il Lunedì di Speranza. Si sa il lunedì è sempre un giorno un po’ così, si ricomincia il ciclo della settimana, e anche se il fine settimana non è stato un granché, o forse proprio per questo, abbiamo bisogno di uno slancio per iniziare bene le nostre attività.  

Il primo pensiero di Speranza è dedicato alla Nazionale di calcio, che oggi si gioca con la Svezia la qualificazione dei Mondiali di calcio che si terranno in Russia quest’estate. Venerdì in Svezia abbiamo perso giocando maluccio (eufemismo). Per il momento siamo più fuori che dentro, ma da  inguaribile ottimista penso che ce la possiamo fare, che i nostri giocatori tireranno fuori tutte le loro energie fisiche e psichice per fare l’impossibile.

Oggi c’è spazio solo per il tifo positivo e incondizionato.

Alé Italia! Forza Azzurri!

P.S. Non ho foto della Nazionale, non avendo mai avuto la possibilità e il piacere di vedere dal vivo una partita dell’Italia, per cui pubblico una foto che ho scattato alcuni mesi fa nel nuovo stadio del Cagliari.

 

 

Leggere la poesia

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Nell’ultimo post ho accennato al fatto che, nonostante la lettura rappresenti da sempre la mia più grande passione, per alcuni mesi , da aprile a giugno, non abbia letto alcun libro, Questa crisi era certamente dovuta alla stanchezza della fine dell’anno scolastico, che è stato molto pesante e debilitante, per cui non avevo voglia e non potevo certo apprezzare romanzi e storie. In quel periodo ho letto molti articoli di giornali online e ho frequentato, soprattutto,  come lettrice, i social Facebook , Twitter e Instagram,   Diciamo che in qualche modo la mia passione della lettura era soddisfatta, anche se in maniera insolita.

In quel periodo ho iniziato a seguire Alessandro D’Avenia che stava portando, nei teatri di tutta Italia, lo spettacolo tratto dal suo libro L’arte di essere fragili, come Leopardi può salvarti la vita. Nello spettacolo venivano fatti salire sul palcoscenico anche degli studenti che rappresentavano una classe delle superiori. Quando a maggio è venuto a Cagliari, mio nipote Jei ha avuto il privilegio di salire sul palco con lui.  Infatti il libro è una lettera indirizzata agli adolescenti, ma anche a noi adulti, affinché vedano in Leopardi un autore portatore di bellezza e felicità e non quell’inguaribile poeta pessimista e sfortunato.  In effetti ce lo hanno presentato in questo modo e a nostra volta lo trasmettiamo così. Alessandro D’Avenia invece ci presenta un giovane Leopardi vitale e tenace, capace di andare contro i dettami della nobile famiglia da cui proveniva. Un poeta che con sensibilità ha dato la sua risposta alle eterne domande che si pone l’uomo sulla ricerca di se stesso e del senso della vita. Con occhi nuovi ho riletto le liriche che non prendevo in mano dalle superiori e: ha ragione il prof. D’Avenia! E’ stata una riscoperta!

In Instagram ho scovatola poetessa indo-canadese Rupi Kaur. In quel periodo postava giornalmente una pagina delle poesie tratte dal suo libro Milk and Honey. I suoi versi mi colpivano perché parlavano delle donne, del loro dolore, perdita, riscatto e della loro guarigione.  A luglio il libro è stato pubblicato anche in italiano. L’ho letto tutto, ma ce l’ho sempre a portata di mano, lo apro a caso e ogni volta trovo un messaggio per me. L’autrice ha di recente pubblicato una seconda raccolta di poesie, The sun and her flowers, che per ora leggo in inglese quando vengono postate, aspettando la pubblicazione in italiano.

Fedele al detto che un libro tira l’altro, come le ciliegie, ho ripreso in mano La gioia di scrivere, la raccolta della poetessa polacca Wislawa Szymborska. Libro che avevo comprato e letto alcuni anni fa.  Anche lei ora è sempre a portata mano, pronta a farsi leggere e a colpirmi con i suoi versi.

Così pian piano mi sto accostando alla poesia. Se entro in una libreria cerco anche il reparto poesia, che di solito è striminzito o addirittura inesistente. In internet ci sono una marea di siti o blog dedicati alla poesia.  Alcuni ho iniziato a seguirli. Quanta bellezza nel mondo! Ci sono autori che vorrei avere nella mia biblioteca e pian piano arriveranno.

All’inizio di questo percorso ero un po’ intimorita. Come si leggono i libri di poesia? Dall’inizio alla fine? Una al  giorno? Così per terminare un libro ci impiego un secolo. A sbalzi,  come capita?  Ma corro il rischio di perdere qualche poesia. Allora ho deciso di leggere un libro di poesia dall’inizio alla fine, qualche poesia al giorno, nei vari momenti, quando sono ispirata. Tuttavia senza la frenesia di terminarlo. Ogni poesia è completa. Mi racconta una storia, un’emozione, un pensiero che inizia e finisce in pochi versi. Inoltre le poesia a volte non sono di immediata comprensione. Infatti talvolta mi rimane la sensazione di non aver centrato il messaggio del poeta. Oppure non so tradurre il pensiero in prosa, ma ho capito benissimo ciò che vuol comunicare. Lentamente mi sto liberando dal retaggio scolastico di  fare la versione in prosa delle poesie che leggo per me. Essendo una maestra non è facile, ma quest’atteggiamento mi sarà utile quando proporrò ai bambini la lettura delle prossime poesie.

Qualcuno che passa di qua legge poesie? Come fate?

 

Diario di lettura 2017

24) L’arte di essere fragili, Alessandro D’Avenia.

25) La gioia di scrivere, Wislawa Szymbroska.

26) Milk and Honey, Rupi Kaur.

 

 

Diario di lettura aprile-ottobre 2017

Anche se è da parecchi mesi che non do notizie sui libri che allietano le mie giornate,  da  aprile ad oggi ne ho letto parecchi. Certo, non ho il ritmo di un libro a settimana come gli  scorsi anni, ma nonostante ciò e alcuni mesi di non lettura, sono vicina alla mia media personale. Devo dire che, forse essendo più oculata e attenta, ho letto dei bellissimi libri. Per cui  ho un sentimento di gratitudine per tutti gli scrittori che mi hanno regalato dei bei momenti di relax e di riflessione.

Alcuni libri anche a distanza di mesi mi danno la stessa sensazione delicata che ho provato mentre leggevo. Così quando mi capitano ancora in mano, sfioro la copertina quasi per rievocare le parole che ho letto.

7) I colori dopo il bianco _Nicola Lecca. Silke a Marsiglia scopre che oltre al bianco esistono tanti colori che può usare anche lei per cominciare a vivere.

8) Le nostre anime di notte _Kent Haruf. Non ho parole per descrivere la pace e la serenità che mi ha regalato la storia di Addie e Louis. Inoltre, la scorsa settimana ho visto  l’omonimo film con Robert Redford e Jane Fonda, che pur avendo delle licenze rispetto alla storia, ha reso fedelmente l’atmosfera del libro.

9) Ciò che inferno non è _Alesssandro D’Avenia. E’ il romanzo autobiografico dell’autore adolescente che ha conosciuto Padre Puglisi. Ci racconta degli ultimi mesi del sacerdote e del ragazzino che è diventato di colpo un giovane uomo.

10) La strega di Portobello_Paulo Coelho. Credo di averlo letto in un momento sbagliato. Infatti  sebbene l’abbia terminato, la lettura è stata poco scorrevole.  La storia di Atena, viene raccontata da tutte le persone che conoscendola hanno avuto benefici dalla sua aura.

11) Il caso Malaussène _Daniel Pennac. Nel corso degli anni ho letto e riletto le vicende incredibili e contemporaneamente verosimili di questa famiglia allargata. Ho sempre desiderato che scrivesse altre vicende. Eccomi accontenta.

12) Io sono Dot_ Joe Lansdale. Dot vive la sua adolescenza a rotta di collo, non può fare altrimenti fino a quando, per tutta una serie di circostanze, comincia a tirare il fiato e trovare l’equilibrio.

13) Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte_Mark Haddon. Il titolo del libro, che è stato pubblicato nel 2003, è rimasto per anni piantato nella mia mente. Parecchie volte in libreria o biblioteca l’ho pure preso in mano, senza mai decidere di leggere neanche la prima pagina. Poi quest’estate in libreria l’ho aperto e ne ho letto l’incipit. Come ho fatto a non leggerlo prima? Christopher ci racconta in prima persona la sua vita di ragazzo autistico ad alto funzionamento.

14) Milioni di farfalle_Eben Alexander. L’autore, medico di fama mondiale, ci racconta la sua esperienza di extra-morte. Prima di questa esperienza era molto scettico al riguardo di esperienze simili vissute da altri. Il libro, pur usando un linguaggio abbastanza tecnico, è apprezzabile perché trasmette ancora la sorpresa che ha provato l’autore nel vivere e riflettere sulla sua vicenda

15) Passaggio in Sardegna_Massimo Onofri. Chi si trova per caso o per convinzione in Sardegn,a non può non amare i suoi paesaggi e la gente che oltre ad aggiungere un posto a tavola, se si fida talvolta, col cibo ti offre il cuore. Su strangiu, il forestiero, che arriva in  Sardegna non solo la vive e l’apprezza, ma desidera scrivere ciò che vive.

16) Non vi lascerò orfani, Daria Bignardi. Ci racconta la storia autobiografica della sua  famiglia e della sua infanzia. Mi piacciono le storie autobiografiche di quelli che sono miei coetanei o quasi.

17) La figlia dei fiordi,  Sandra Faè. Anche questo lo colloco tra i libri delicati, che ti regalano belle sensazioni tanto da dire: già finito? Nono, ancora.

18) Un incantevole aprile, Elizabeth von Arnim. Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1922 e in Inghilterra divenne subito un bestseller, da cui vennero tratti anche due film. Quattro donne inglesi di variegate età decidono di fare un mese di vacanza in Liguria. Durante queste vacanze pian piano a turno sbocciano come i fiori liguri.

19) Le otto montagne, Paolo Cognetti. Da sarda che poche volte ha visto le montagne vere, ho apprezzato questa storia ambientata nelle montagne italiane.

20) L’Arminuta, Donatella Di Pietrantonio. La vicenda raccontata è straziante e l’autrice non fa sconti sull’incalzare degli avvenimenti. Sono rimasta senza fiato fino alla fine tanto che l’ho letto in un giorno.

21) La preghiera segreta _Joe Vitale e 22) Conoscere Ho’oponopono, Bailey Steven sono due libri che mi hanno permesso di conoscere la preghiera hawaiana e hanno arricchito la mia spiritualità. Continua a leggere Diario di lettura aprile-ottobre 2017