Archivio mensile:luglio 2016

50!

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Nei giorni scorsi ho raggiunto il traguardo dei 50 anni. Che detto fra noi non li dimostro. Quando dico la mia età non ci crede nessuno. A dir la verità neanche io, eppure ci sono tutti tutti questi anni.

Fisicamente noto dei cambiamenti,  ora qualche sopracciglio comincia ad venir fuori in maniera alternativa. I segni del cuscino sul viso tendono a rimanere più a lungo, la pelle è meno lucente e leggermente più secca. La menopausa ha cominciato a bussare alla porta già alla fine della scorsa estate, il ciclo compare ogni due-tre mesi. Per il momento non ho altri sintomi collaterali, le temute vampate, se ci sono sono dovute al sole sardo, l’insonnia c’è sempre stata e la tengo a bada con il magnesio, il nervosismo me l’ha fornito madre natura, e l’attività sessuale è sempre un bel momento.

Mentalmente e psicologicamente sto bene. Mi sento forte e pronta ad affrontare gli altri cinquant’anni che arriveranno. Siamo o no nella terra dei centenari? Nel mio paese ce ne sono 4! Tre sono donne.  Conto di arrivare a questa meta in buona salute, altrimenti tanto vale arrivarci.

Dal momento che penso che essere arrivata a godere l’estate per 50 volte sia un privilegio ho indetto un anno di festeggiamenti che faranno impallidire il Giubileo del 2000. Abbiamo iniziato con un pranzo con i miei genitori, mia sorella e mio cognato. Attendo l’arrivo dei nipoti sparsi qua e là per l’Italia per il  mega pranzo con i famigliari riuniti. Poi intendo festeggiare anche con le amiche e gli amici, e a scuola. Con i cinquantenni del paese è già tutto organizzato per il raduno di ottobre.

Festeggerò ogni giorno godendo di quello che ho e  approfitterò per fare  qualche cosa che non ho mai fatto prima. Qualche pazzia oggi,  qualche sfizio domani.

Insomma seguitemi che ne vedremo delle belle!

 

 

Diario di lettura 2016. Marzo-Luglio

E’ da tanto che non aggiorno il diario delle mie letture. Nonostante nei mesi scorsi sia stata a casa per malattia non ho letto tantissimo. Sono infatti un po’ al di sotto della mia media, che lo scorso anno era di un libro a settimana. Ma non credo che questo sia importante. Comunque ecco la lista dei miei libri

9) Mia madre e altre catastrofi, Francesco Abate. E’ un libro che consiglio a tutte le mamme di oggi. La madre dell’autore è della stessa generazione della mia. Mamme degli anni 60-70 che non si mettevano i problemi delle mamme di oggi. Esilarante.

10) L’anno dei sì, Shonda Rhimes. E’ la sceneggiatrice di Grey’s Anatomy, la mia serie tv preferita. L’autrice si propone per un anno di dire sì ogni volta che le viene proposto qualcosa di nuovo.  Inizia un anno fantastico di crescita personale che la porta a volersi più bene. Mentre ci parla della sua vita riflettiamo su questioni come il razzismo, le adozioni, la maternità e la maternità surrogata, il lavoro delle donne. Insomma a me è piaciuto tanto. Lo consiglio a tutti.

11)  Mariani il caso è risolto, Maria Masella. Scoperta per caso. Il commissario Mariani mi terrà compagnia per tanti libri ancora.

12)  Borderlife, Rabinyan Dorit. Un ragazzo palestinese e una ragazza ebrea si innamorano a New York. Una struggente storia d’amore che ha il fardello della Storia e del conflitto tra le due nazioni.

13) Le affinità affettive, Sandra Faè. Complimenti Sandra. Ogni libro è migliore del precedente.

14) Il buio oltre la siepe, Harper Lee. Bellissimo. La questione razziale è sempre aperta. Ma anche se non sembra ci sono dei miglioramenti costanti, non veloci quanto si auspica.

15) Le notti di Reykjavik, Arnaldur Indridason. Si risolve il caso dell’omicidio dell’anziano scoprendo l’Islanda degli anni 50. Leggerò anche gli altri libri dello stesso autore.

16) Pensa e arricchisci te stesso, Hill Napoleon. Libro motivazionale.  Per diventare ricchi sfondati bisogna crederci e lavorarci ogni giorno. Non so se voglio diventare ricca da far schifo, ma migliorare un po’ la situazione finanziaria non mi farebbe schifo.

17) La lettera, Kathryn Hughes. Una ragazza che lavora in un charity shop trova nella tasca di un cappotto una lettera che non è stata mai spedita. La protagonista scoprendo l’autore e il destinatario scopre se stessa. La storia forse è troppo scontata però offre spunti di riflessione sul cammino che le donne hanno fatto e che devono fare per avere fiducia in se stesse.

18) Gli anni, Annie Ernaux.  Autobigrafia impersonale dell’autrice. Non c’è nessun io, ma un noi, come se anche lei svolgesse il racconto dei tempi andati. All’inizio lo stile scelto dall’autrice mi ha lasciata perplessa, poi mi sono lasciata andare. E’ stato come assistere ad un film senza immagini.

19) Maria di Isili, Cristian Mannu. Un libro ambientato in Sardegna. La storia di Maria affrontata coralmente, ogni protagonista racconta la sua parte. Molto bello anche lo stile narrativo.

20) Nel mare ci sono i coccodrilli, Fabio Geda. E’ la storia vera di Enaiatollah Akabari nato e vissuto per 10 anni in Afghanistan. La madre per salvarlo dalla schiavitù lo porta in Pakistan. Tra mille incredibili peripezie e dopo aver attraversato L’Iran, la Turchia e Grecia arriva in Italia. E dopo otto anni dall’ultima volta che l’ha vista riesce a telefonare a sua madre. Da leggere per andare oltre certi servizi giornalistici.

 

 

La garden sitter

 

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Credevo fosse una pianta nuova, invece è quella del Natale 2015!

Mia sorella abita in un paese di mare, che dista dal nostro paese cinquanta chilometri. E’ uno di quelli che in inverno fa seimila abitanti e in estate accoglie migliaia di  turisti. Mio cognato ha i genitori in Continente. Tutta la famiglia è partita per andarli a trovare. I fiori curati con tanto amore per tutto l’anno non potevano rimanere neanche un giorno senz’acqua. Non c’era nessuno dei vicini che potesse occuparsene. Ci siamo divisi il compito con i miei genitori: cinque giorni loro e cinque giorni noi.

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Sono stati cinque giorni di relax bellissimi. Ci siamo alzati con calma e fatto colazione. Dato una sistemata alla casa e organizzato il pranzo. Al mare si stava benissimo, non c’è il pienone di agosto. All’una quando il sole cominciava a picchiare sulle teste tornavamo a casa. Alle due eravamo già in tavola e alle tre stavamo già facendo la siesta. Io in realtà il pomeriggio non dormo quasi mai, leggo libri o smanetto sul cellulare i miei social. Alle cinque o giù di lì. Facevo le faccende domestiche,   mi occupavo dei costumi, asciugamani, piatti da lavare. Tutto in penombra, visto che in questi giorni abbiamo avuto un picco di calore che ha sfiorato i quaranta gradi. Benedetta aria condizionata! che ci ha permesso di respirare. L’abbiamo usata con parsimonia, a casa nostra non l’abbiamo ancora e  non siamo abituati a tenerla accesa tutto il giorno. Comunque è una grande comodità, ti permette di avere quel giusto refrigerio che ti permette di non sclerare per l’umidità che ti appiccica i capelli.

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Veduta a est dalla Torre di Chia.

Alle sette, a volte anche alle otto, andavo in soccorso dei fiori. Ero lì per quello no? Alcuni, quelli per natura più bisognosi di acqua, li trovavo  molto abbattuti. Altri, invece sembrava che avrebbero potuto resistere almeno un altro giorno. Acqua a volontà per tutti, che l’estate è ancora lunga!

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No words

Due volte abbiamo cenato fuori, un giorno per una pizza e un altro per una bistecca di cavallo. Le altre sere ci siamo organizzati a casa, anche per svuotare il frigo dei cibi in scadenza. Tutti i giorni abbiamo fatto una lunga passeggiata verso la piazza e al rientro abbiamo portato fuori la spazzatura, rispettando il severo calendario della raccolta differenziata. A mezzanotte eravamo già a letto in una camera piacevolmente rinfrescata.

Siamo stati per conto nostro, aprendoci ai nuovi incontri quando ci è capitata l’occasione. Infatti un giorno in spiaggia abbiamo avuto una lunga conversazione con un ragazzo senegalese con cui abbiamo avuto un illuminante scambio di opinioni. Di questo però ne parlerò in un altro post perché merita veramente di essere riportato.

La domenica sera ho partecipato alla S. Messa tenuta nel piazzale di una chiesa. Tutto era curato e in ordine. Ho apprezzato il lavoro di chi si è occupato della preparazione e le concise sagge parole del sacerdote. Sul Vangelo non ci dovrebbe essere mai molto dire, ma tanto da riflettere e mettere in pratica.

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Le sole note negative sono state le notizie che arrivavano dall’esterno , quella dell’uccisione del profugo a Fermo, i fatti di Dallas sul razzismo,  il disastro ferroviario in Puglia e la strage di Nizza.  Sulla chat delle insegnanti le notizie sullo stato di salute della Mitica collega non promettono niente di buono. Ora anche lei è in continente sperando che possano riaccenderle la speranza di poter almeno iniziare la battaglia. I miei problemi con i calcoli renali sono migliorati, non sono ancora stati risolti del tutto. Ma di fronte ad altro diciamo che va bene. Tutto si risolve in breve tempo.

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Il mondo si salva anche proteggendo l’unico giglio di mare della spiaggia.

Non ci era mai capitato di godere dei giorni di relax nelle prime settimane di luglio, per motivi di lavoro del Marito. Ci toccano sempre a Ferragosto o dopo, periodo di massimo affollamento e i tariffe alte. Le giornate ad agosto sono anche più brevi e il pensiero è già rivolto al nuovo anno scolastico. Dopo questa esperienza devo dire che preferisco andare in vacanza a Luglio, cercheremo di creare le occasioni anche nei prossimi anni.

And the winner is il Portogallo!

All’inizio della partita ero decisa a tifare Francia, mai pensato prima, ma avevano battuto la Germania che con noi non aveva mai vinto ad Europei e Mondiali. Inoltre non volevo tifare Cristiano Ronaldo, CR7. Bravo sì, ma molto antipatico e troppo curato nel look. Invece. Invece viene colpito duramente da un francese. Soffre visibilmente e piange. Ma stringe i denti e continua per alcuni minuti. Poi si accascia a terra e butta la fascia di capitano. La riprende e la mette ad un suo compagno. Esce in barella tra gli applausi di tutto lo stadio. Mi sono trovata a piangere. Commossa.

Ho così iniziato a tifare Portogallo. Chi se ne frega. La Francia non è l’Italia. Poi ci avevano battuti nella finale degli Europei del 2000. Avevamo la vittoria in tasca e in 10 minuti finali, ce l’hanno soffiata. Peggio per loro. Poi il Portogallo non ha mai vinto nulla d’importante. Hanno perso la finale del 2004 in casa loro. Quindi.

Quindi negli ultimi minuti dei supplementari quando si pensava ai rigori ecco che per il Portogallo segna un giocatore entrato da poco, a cui CR7 poco prima di entrare aveva pronosticato che avrebbe segnato il gol della vittoria.  Il Portogallo è in festa. La Francia è sotto shock. Avevano tutto pronto per la festa finale. Il pullman  scoperto per il trionfo era stato avvistato e fotografato a Parigi. Queste cose non si fanno, portano iella. Come dice Trapatoni: Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Sopratutto quando hai a che fare con uno come Cristiano Ronaldo, che dopo essere stato medicato è andato in panchina e ha cominciato a incoraggiare i suoi compagni, ha urlato, strepitato, saltato. Ci ha messo il cuore. Ed è diventato simpatico e scoperto che nel Portogallo oltre Cristiano c’è di più!

Di questi Europei di Francia 2016 mi rimarrà: che l’ISIS non è riuscita a fare il bagno di sangue che aveva promesso. Che di gente rovina feste, hooligan e cretini, è piena l’Europa. Che l’Italia ha fatto un buon europeo, avrebbe dovuto osare di più con la Germania, che Irlandesi, Gallesi e Islandesi hanno delle belle tifoserie, simpatiche  a tutti. L’Islanda è riuscita a sorprenderci con una bella squadra. Che mi sono divertita a vedere la passione di Conte, commissario tecnico italiano, durante le partite. Che non sempre le piccole squadre sono agnelli sacrificali. E’ il calcio bellezza! Non ci risolve i problemi della vita, ma ci regala un po’ di spenseriatezza . Che si perda o si vinca.

Obrigado football. W il Portogallo.

 

Mare mare mare

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Alla fine ce l’abbiamo fatta! Siamo al mare. Ci godiamo la casa di mia sorella che è andata in Continente dai suoceri. I fiori hanno bisogno di manutenzione, così ci stiamo alternando con i miei. Ora è il nostro turno.

Siamo felici perché non era scontato che potessimo farlo. Infatti le coliche renali mi stanno ancora tormentando e sono nuovamente sotto cortisone. L’urologo ha dato l’ok per il mare, ma non stare ore e ore sotto il sole. Ma già questo non lo faccio più da decenni. Se non verranno espulsi si dovrà fare un piccolo intervento con una sonda. Mi ha assicurato che si potrà fare anche ad agosto, a lui venne fatto il giorno prima di Ferragosto. Voglio essere in forma per il 1 settembre! Che sembra lontano, ma invece no.

Comunque ora ci mettiamo il costume e fra dieci minuti siamo in spiaggia.

Buona domenica