Archivio mensile:giugno 2016

Un po’ di patriottismo non guasta

La vicenda della Brexit è ancora avvolta da una nebbia fitta e non si capisce ancora quale strada si imboccherà per poterne uscire. Personalmente sono passata dallo stato di  stordimento incredulo  allo stato di arrabbiatura allibita per la superficialità dei politici e degli elettori britannici. A quanto riferiscono i giornalisti,  i politici britannici hanno indetto il referendum per vincere le elezioni di due anni fa. Inoltre per vincere questo referendum hanno detto una montagna di bugie sulle cifre dei versamenti fatti per l’UE e del numero dei rifugiati e immigranti.  Gli elettori invece  hanno votato  contro l’Unione Europea perché convinti che tanto avrebbe vinto il sì. Alcuni il giorno dopo si sono rivolti all’ufficio elettorale per poter ritirare la propria scheda e cambiare il voto! Altri  hanno firmato una petizione online per poter indire un nuovo referendum. Che tra l’altro è stato escluso dal Primo ministro dimissionario. Google riferisce che nel Regno Unito c’è stata un’impennata di ricerche online su cos’è l’Unione Europea. Informarsi prima no? Qualcuno con stupore ha scoperto che il suo unico voto valeva qualcosa! Ma non sono il popolo della Magna Charta?

L’ignoranza regna sovrana, dappertutto e noi pensavamo di avere il primato. Come? Certe cose non capitano solo in Italia? Quante volte lo abbiamo sentito e magari detto? Solo in Italia capitano cose così! Certo che è successo, siamo in Italia! Invece  siamo in buona compagnia. Non che questo mi rallegri, ma insomma credo che dovremo smetterla di credere che gli altri siano i più bravi, onesti, democratici, trasparenti, generosi di noi Italiani.  Gli altri sono come noi! E spesso l’erba dei nostri vicini neanche esiste e noi invidiamo li invidiamo lo stesso. E’ ora di smetterla. Perché cretinate ne fanno tutti, ad ogni latitudine. Ecco alcuni esempi degli ultimi mesi.

In Francia nei giorni prima dell’inizio degli Europei di calcio ci sono stati scioperi e manifestazioni dei lavoratori che hanno bloccato il Paese, e anche ieri a Parigi ci sono state manifestazioni finite in scontri tra poliziotti e manifestanti. Davvero si permette di fare manifestazioni del genere con un grande avvenimento sportivo in corso? Se non sbaglio ciò non è permesso.  Gli hooligans Inglesi e Russi ubriachi fradici se le sono date di santa ragione  e fatto danni per miliardi prima di alcune partite. Cosa avremo detto se fosse capitato in Italia? Che eravamo una nazione del terzo mondo! Ma i tanto invidiati inglesi non avevano sconfitto i teppisti sportivi? Come mai a questa gente repressa nella loro nazione è permesso varcare il confine?

Purtroppo ad Orlando in Florida c’è stata un’ennesima strage: un uomo è entrato armato in un pub e ha ucciso 49 persone che si stavano divertendo. Erano dei gay. Questo tizio, probabilmente gay pure lui, e  con tutta probabilità era collegato all’Isis. Fermi tutti! L’America non ha già risolto la questione dei gay? Non ci sono libertà e diritti per tutti? Possono sposarsi, adottare, avere figli come e con chi vogliono. Perché succedono queste cose negli Usa? Non eravamo noi i più bigotti della terra?

A Bruxelles nei mesi scorsi ci sono stati due attacchi terroristici. La polizia aveva subito individuato il covo di uno degli autori delle stragi. Non ha potuto fare irruzione nell’appartamento perché una legge impediva di farlo dalle 22 alle 8! Ma stiamo scherzando? Non avrei mai creduto che i malviventi avessero orari da ufficio!

L’anno scorso in Germania, la locomotiva d’Europa, il cui  popolo è così educato e ordinato che non si butta neanche una cicca per terra perché chi lo fa viene subito scoperto e punito,  è venuto fuori che la Volkswagen e altre marche tedesche truccavano i dispositivi delle emissioni dei gas delle auto. La Volksvagen, non la Fiat! La Volkswagen! Ancora non mi capacito come i tedeschi abbiano potuto solo pensare di frodare i propri clienti!

Negli USA a Novembre ci saranno le elezioni presidenziali. Il candidato dei repubblicani è Donald Trump. Dio ce ne scampi e liberi dalla iattura di vederlo alla Casa Bianca! Ma già il fatto che si contenderà la presidenza vuol dire che milioni di persone lo hanno votato! Come mai in America un personaggio del genere ha raggiunto questo obiettivo? Per vent’anni abbiamo dovuto scusarci e spiegare il successo politico di Berlusconi.  Mai ridere dei problemi degli altri, perché prima o poi avrai modo di viverli sulla tua pelle.

Da sei mesi la Spagna è senza governo. I numeri dei tre partiti maggiori non hanno permesso la stabilità dei governi che hanno provato a governare.  Domenica scorsa ci sono state le elezioni nuove elezioni, ma la situazione non è cambiata nessun partito ha raggiunto la maggioranza per poter governare da solo. Ma dai! Non era esclusiva solo della politica italiana? 

Mi fermo qui perché non voglio dilungarmi troppo. Con questi esempi non voglio certo dire che noi siamo migliori di altri, i problemi ci sono e alcuni sono antichi come l’Italia stessa, ma non per questo dobbiamo avvilirci e disprezzarci ad ogni ora. Abbiamo tanti difetti, ma anche tanti pregi che gli altri per fortuna ci riconoscono. Dobbiamo solo imparare ad essere un po’ più patriottici. Cercare di smettere di lamentarci e quando è possibile cambiare le cose. Un’azione alla volta. Una parola alla volta. Un commento negativo in meno sui social, al mercato, a lavoro. Ognuno può fare la sua parte.

Nonostante tutto siamo una grande nazione.  Su 27 nazioni dell’Unione Europea tre saranno i capofila per uscire dalla crisi provocata dalla Brexit: la Germania, la Francia e l’Italia. Non è una barzelletta, è la cronaca di ieri e dell’altro ieri. Vuol dire che il sacrificio di questi anni è servito a qualcosa. Sacrificio di tutti, mio, tuo, nostro.  Riconosciamocelo una buona volta e andiamo avanti.

 

 

 

 

 

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L’incoscienza della Brexit

I Britannici hanno scelto di uscire dall’Unione Europea.

Sono andata a letto a mezzanotte con i dati degli exit poll che dicevano il contrario. I seggi erano chiusi da un’ora e gli alacri scrutatori erano alle prese con urne e pile di schede.  Alle tre mi sono svegliata per il caldo e per la sete. Ho acceso il kindle e i siti dei giornali già davano quasi certa l‘amara verità, che poi è stata confermata prima dell’ora di  colazione.

Sarà che a me piace costruire ponti e non segnare linee di confini. Sarà che sono cresciuta con l’idea dell’Europa Unita. Sarà che ricordo bene i sacrifici fatti dagli Italiani per essere meritevoli di avere la moneta unica. Sarà per altri cento motivi ma oggi sono sotto choc e triste. Tanto triste.

Qualcuno pensa che gli Inglesi abbiano fatto una scelta coraggiosa, a me sembra invece un azzardo di un’incoscienza colossale. Non so come una nazione di 65 milioni di abitanti possa pensare di competere da sola con la Cina (un miliardo e duecento milioni di abitanti), l’India (ottocento milioni di abitanti) e gli Stati Uniti (320 milioni di abitanti). Forse pensano di stare con un piede fuori e uno dentro,  cioè avere i privilegi ma non gli oneri. O forse pensano di trascinare l’uscita definitiva alle calende greche. Non credo che questo gli sarà permesso, a meno di scatenare una reazione a catena di uscite di altri popoli altrettanto illuminati.

E’ giunta l’ora che le donne e gli uomini leader dell’Europa i tirino fuori le qualità, gli attributi, quali coraggio, fantasia, determinazione, risolutezza, affinché il sogno dell’Europa unita,  iniziato a costruire  dai nostri padri sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale, non diventi un incubo che ci faccia rivivere giorni più amari di oggi.

E finalmente l’estate!

Sembra che i tunnel siano finiti! Dall’ultimo posto la situazione è andata migliorando di giorno in giorno. Ho concluso l’anno scolastico, messo a posto il registro elettronico, partecipato agli scrutini, andata alla pizzata di una quinta, smontato l’aula, consegnato le relazioni sugli incarichi aggiuntivi e oggi consegnato le schede ai bambini. Manca solo il Collegio dei docenti della settimana prossima e poi quest’anno scolastico sarà definitivamente chiuso.

Mentalmente l’ho già chiuso da un pezzo visto che il prossimo anno ci sarà la grande novità che tornerò ad insegnare anche altre discipline oltre che l’inglese. Avrò una o due classi invece che otto. Era un cambiamento che desideravo fare già da alcuni anni, ma non avevo ancora avuto la determinazione per fare la domanda di trasferimento. Quest’anno dovevo solo cogliere la palla al balzo e non mi è sfuggita. Sarà un grande cambiamento perché lavorerò a stretto contatto con meno colleghi e quindi bisogna sceglierli bene. Gli accoppiamenti degli insegnanti della scuola primaria sono come i matrimoni, bisogna azzeccare il partner altrimenti sono dolori. Ho già più volte espresso i miei desideri al dirigente e alla vicepreside. Credo che alla fine sarò accontentata, anche perché la mia richiesta è ragionevole e ponderata. Credo che agli inizi di luglio saprò qualcosa in merito. Sto già studiando matematica perché se, come credo, mi verrà assegnata questa disciplina, sono ben 16 anni che non la insegno! Ci sono metodologie nuove e nuovi modi per proporla. Insomma questa estate non avrò modo di annoiarmi.

Fra pochi giorni comincerò ad andare al mare. Non vedo l’ora di poter vedere il nuovo look del mio amato Poetto, che a quanto vedo dalle foto sembra una cartolina di Miami, e poi fare il tour delle mie spiagge preferite.

Ed è estate! Che bello!

Fuori dal tunnel: c’è un altro tunnel

L’ultimo post risale agli inizi di maggio, era un post brutto e negativo. Non ci crederete mai, ma le cose sul fronte della salute sono andate peggiorando fino ad arrivare ad un ricovero d’urgenza con ambulanza. Ho così scoperto che quei dolori atroci alla schiena e all’addome non erano altro che calcoli renali. Un dolore atroce che mi ha perseguitato per settimane fino a capire che cosa lo provocasse. Qualche medico ha avuto il sospetto che fosse appendicite acuta, l’ecografia fatta la settimana prima del ricovero mostrava un rene dilatato ma nessun calcolo. Si era ben nascosto. In ospedale l’hanno trovato, ma dal momento che era piccolo mi hanno dimesso il giorno dopo con una cura da cavallo: 10 giorni di cortisone, diuretico e la prescrizione di bere tanta acqua. La cura, come si suol dire spesso è peggio della malattia,  mi ha ridotto in condizioni pietose. Senza energia, vitamine e sali minerali, perché bere tanto tanto non fa mica affatto bene! Per rimettermi su ho preso degli integratori che mi hanno provocato colite e gastrite di quelle con i fiocchi!

La settimana scorsa pur se non stavo benissimo sono rientrata a scuola per merito del patto fatto con il preside che mi condonava le verifiche scritte, le correzioni e soprattutto le registrazioni sul registro elettronico, che ero impossibilitata per le nausee e l’offuscamento della vista al pc! Se così non fosse stato avrei chiesto altri giorni di malattia e chi si è visto s’è visto. Lentamente la situazione sta tornando alla normalità. Lentamente sto portando avanti i miei compiti. Il fatto che possa scrivere un post nel blog è sicuramente un successo.

Nel frattempo la gioia del rientro è stata offuscata dalla diagnosi, di quelle che lasciano pochi margini alla speranza,  che ha raggiunto una mia carissima collega.

Non c’è proprio verso di tirar su quest’anno nefasto per me e per molti di quelli che mi stanno attorno. Vi assicuro che anche la Fede  è messa a dura prova.

Un po’ di consolazione arriva dall’affetto dei bambini, dalla voglia di andare avanti nonostante tutto, da queste belle giornate estive che fanno aprire le finestre e fanno  tornare la voglia di rivedere il mare.

Un caro saluto a chi passa di qua.