Archivio mensile:dicembre 2015

Ed è sempre Natale

IMG_1323Ovviamente è stato un Natale diverso dagli altri. Non ho fatto la solita preparazione, non sono andata alla Novena, non ho fatto l’albero e neanche il presepe. In casa non ci sono luci o addobbi particolari. Non abbiamo fatto regali. Solo i nipoti grandi hanno beneficiato delle magica busta, quelli piccoli hanno ricevuto un Babbo Natale di cioccolato e un sacchetto con delle monete. Tutti felici di quello che hanno ricevuto. Sono proprio bravi nipoti! Non sono neppure andata a Messa perché non stavo bene. La cervicalgia è sempre una gran guastafeste.

Nonostante tutto ciò è stato un bel Natale, passato in compagnia delle nostre famiglie, come da tradizione il Cenone di Natale dai miei genitori  e il Pranzo del 25 dai suoceri. Abbiamo preparato delle buone cose da mangiare che hanno riscosso molto successo. Il pane che fa mio marito, con la macchina del pane, è molto gettonato. Non si butta via nulla. Pure le croste vanno via come il pane!

Ho mandato tanti messaggi di auguri e ne ho ricevuti anche di più.

Come dice mia suocera: non bisogna fermarsi, la vita va avanti. Dobbiamo farlo per noi stessi e per tutti quelli che ci vogliono bene.

Nonostante la malinconia, la tristezza e il senso di estraniamento che ci prende ogni tanto, è sempre Natale. Si celebra la nascita di un Bambino speciale, venuto al mondo per combattere le tenebre della morte.

Buon Natale e buon proseguimento con i festeggiamenti.

 

 

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Tutta la stanchezza del mondo

E alla fine è arrivata una stanchezza mostruosa. Di quelle che mi fanno strascicare i piedi, di quelle che mi fanno scordare i nomi e per far capire di chi parlo devo cercare la quinta generazione del soggetto. Va be’, mi è venuto pure il ciclo, puntuale, questa volta. Mi sto assestando sui 28 giorni. Non male, visto che li ho avuti anche di 22 giorni.

Finalmente oggi ho fatto l’ecografia mammaria. Quelle cisti sospette, che non sono andate via due mesi fa, non sono niente di grave, ma sono solo infiammate. Una bella cura di antinfiammatori, keratose, già fatta ripetutamente in passato. Poi a febbraio nuova ecografia e pure la mammografia. Non mi voglio trascurare. Vivere è troppo bello.

Sono uscita dallo studio medico sollevata ma con l’adrenalina sottoterra. Sta finendo un trimestre terribile. Iniziato con un inizio scolastico shoccante e continuato con la fase finale della malattia di mio suocero.

Domani sarà l’ultimo giorno di scuola del 2015. Concludiamo con il Festival delle canzoni natalizie. Pur avendo un’alta presenza di bambini di altre religioni, facciamo tutto secondo tradizione: canti, presepe e albero. Quest’anno non ho preparato nessun canto con nessuna classe. E’ arrivato Natale e neanche me ne sono accorta.  Anche in casa non c’è ancora alcun segno natalizio. Avrei dovuto comprare un albero nuovo, ma non c’era tempo e voglia. Non so ancora se lo farò. Il presepe quello sì. Devo trovare le forze per portar giù gli scatoloni dalla mansarda.

Vorrei dormire per tre giorni di seguito e svegliarmi riposata.

 

 

Leggere che passione. Novembre 2015

Nonostante tutto quel che è successo, a Novembre mediamente ho letto un libro a settimana. Anche se in effetti per leggere Big Magic ci sono volute due settimane buone, forse qualcosa di più. La lettura notturna per ore e ore mi ha impedito di sprofondare nell’ansia.

43) La cucina color zafferano, Yasmin Crowther Ho trovato questo libro navigando nelle proposte del kobo. E’ un bellissimo libro in cui si raccontano le vicende di una mamma e una figlia di origini iraniane che vivono in Inghilterra. La madre ha una storia dolorosa tenuta segreta per tanto tempo. Con il dipanarsi della storia ci avviciniamo agli usi e i costumi dell’Iran. Quelli belli e quelli brutti. Metto questo libro al livello del Il Cacciatore di aquiloni e  Come il vento tra i mandorli

44)  L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu, Marisa Salabelle. Chi ha ucciso Efisia Caddozzu? Questa domanda mi ha arrovellato fino alla fine del libro. Brava Marisa, un bel thriller ambientato a Cagliari e Pistoia. I personaggi sardi o di origine sarda, gli ambienti descritti: la scuola, la chiesa, il volontariato  un po’ meno,  ma sembra siano tutti di mia conoscenza. Meno male che non ho mai avuto a che fare con un delitto!

45) Big magic, Elizabeth Gilbert, in inglese. E’ il primo libro che ho letto con il kindle fire. Una figata pazzesca. Innanzitutto le copertine dei libri sono a colori, poi l’uso del dizionario è molto semplice. Il libro è un inno alla creatività che noi tutti abbiamo. Ci invita ad essere coraggiosi nel svilupparla e farla venire fuori. Innanzitutto per noi stessi e per essere d’esempio agli altri. Lo consiglio a tutti.

46) Cuore di Fulmine, Vanessa Roggeri. Una bella storia sarda. Una bambina viene colpita da un fulmine, viene creduta morta per due giorni. Torna alla vita,  ma vede le anime dei morti. Per la sua stranezza e diversità viene mandata a Cagliari in orfanotrofio, ma anche lì le suore non sono tutte ben disposte nei suo confronti, fino a quando una gentildonna intuisce la sua solitudine e le sue potenzialità. Bel libro, che non può mancare nelle letture di chi ama la Sardegna. C’è tutta con i colori,  i profumi e le storie ancestrali dei personaggi.

A ddu connosci in su celu

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A ddu connosci in su celu. A rivederlo in cielo

Queste sono le parole che ci hanno ripetuto centinaia di persone per darci le condoglianze. Mio suocero se n’è andato sabato mattina e domenica c’erano i funerali. E’ partito insieme ad un suo amico. In entrambe le famiglie c’era la tristezza del distacco, ma la serenità che questi due piccoli e grandi uomini hanno trasmesso ai loro cari.  Vite spese per garantire il sostentamento loro, delle mogli e dei figli. Vite di cui non si troverà traccia nei libri di storia, ma invece continueranno a trasmettere  qualcosa di bello e positivo ai nipoti e pronipoti.

Mio suocero non lascia grandi eredità materiali, ma riteniamo un tesoro il suo modo di vivere la vita. Una vita slow, cadenzata dal lavoro e dal ritmo delle stagioni. E’ un tesoro anche il suo sacrificarsi per far diplomare i tre figli. E quanto gli è costato! Non è riuscito a costruirsi una casa di proprietà. Ma serenamente lo ha accettato e deciso che si poteva passare oltre e vivere bene lo stesso.

Ha vissuto serenamente anche la malattia, fiducioso nei medici e nella scienza. Se non potevano fare di meglio è perché non hanno trovato ancora il rimedio adatto a lui.

Con atteggiamento positivo ha strappato alla morte giorni, mesi e anni. Con orgoglio contava le Pasque, i Natali, i compleanni rubati.

La moglie lo ha assistito sempre, ma ultimamente era al suo fianco giorno e notte, per 20 giorni, con la forza misteriosa di chi non si fa domande ma agisce. Siamo stati tutti lì a sostenerli in quest’ultimo percorso di vita terrena. Testimoni di un grande amore, fatto di gioie e dolori, feste e malattia, di premure e litigi per un cuscino messo male. Fino alla fine.  Un amore che nessuno racconterà, ma vero perché l’ho visto con i miei occhi.

A rivederti in cielo, sicuramente starai già organizzando qualche pranzo con tutti i tuoi  parenti che non vedevi da tempo o bevendo una birra con gli amici che ti hanno preceduto.

Ci guardi da lassù sorridendo, grazie per tutto quello che ci ha trasmesso.

 

Nozze di bronzo

Domani, 8 dicembre, saranno otto anni di matrimonio. 96 mesi. Nozze di bronzo. Saliamo sul podio. Saltiamo lassù a mano presa, sorridenti e felici, guardandoci negli occhi.

Non siamo al top, mio suocero è sempre all’ospedale, il suo ospedale preferito. Mia suocera praticamente vive lì. Dorme là, qualcuno di noi va a prenderla la mattina presto e alle 11 è nuovamente vicino al marito. Non si può far altro, se non stare vicino, essere pronti a soddisfare qualunque richiesta, anche quella che sembra insignificante è invece importante.

Si cerca di continuare a vivere, a mangiare, lavarsi, occuparci della casa, del lavoro. Si ride e si scherza anche con il malato. Si parla dei risultati del calcio, del Cagliari, del basket e della Dinamo, dei nipoti, dell’orto, della gentilezza delle infermiere che sono pronte e amorevoli.

Continuiamo a vivere e a progettare piccole cose, consapevoli che da un momento all’altro  un telefono squillerà e tutto sarà definitivo. Momenti sereni ritagliati e quindi preziosi, per tirare il fiato e guardare con gioia uno spicchio di cielo senza nubi.