Archivio mensile:novembre 2015

Non l’avrei mai creduto

Ieri a scuola avevamo discusso ferocemente  in previsione del Collegio dei docenti. Eh sì, perché il bello, si fa per dire, della riforma della Buonascuola sta per arrivare. Il comitato di valutazione: composto da genitori e insegnanti, che dovrebbero dare al dirigente le dritte per valutare gli insegnanti e di conseguenza un aumento di stipendio.

Il dirigente aveva chiesto delle candidature, i candidati sarebbero stati votati oggi. Una che si era candidata faceva rizzare i peli solo a sentirla parlare. A parte il fatto che già in passato aveva minacciato di far licenziare tizio e caio, pure sempronio se passava di lì nel frattempo. Avevamo quindi convinto un’altra a candidarsi. Poi si erano candidate una collega delle medie e una della materna.

Il dirigente inizia a parlare e velatamente ci fa capire che non vorrebbe un simile incarico, ma la legge è legge, ma se il collegio non si esprime si rimanda alla prossima riunione. E lì a far capire a quelle addormentate e a quelle che uozzapavano allegramente, che tanto non me ne frega un piffero, di non votare, di annullare il voto. Nonostante tutta questa fatica si scopre che alcuni non erano solo addormentati, ma ciechi e sordi. Quattro persone hanno preso meno di cinque voti. Al che appena sono state dichiarate elette le tizie si sono dimesse. Applausi a scena aperta per ognuna di loro.

Davvero non l’avrei mai creduto che oggi finisse così. Protestare ancora senza spendere neanche un soldo in scioperi. Che bella cosa!

Sono musulmano, ma non sono cattivo

Gira in internet il dialogo tra una maestra e un bambino di sette anni. Il bambino, dopo la strage di Charlie Hebdo, le si avvicina e le dice che è musulmano, la maestra risponde che lo sapeva e lui soggiunge: ma non sono cattivo.  Cucciolo della maestra!

Io lo so, come ci si sente ad essere additati negativamente semplicemente perché si fa parte di un popolo. Sono sarda, come sapete orgogliosa di esserlo. Oggi quando dico di vivere in Sardegna gli occhi di chi ascolta si trasformano in cuoricini. Si è stati in Sardegna in vacanza, o si vorrebbe andare, si conosce qualche meravigliosa persona sarda, si è mangiato il porcetto sardo, la bottarga, e via dicendo. Generalmente la gente ama la Sardegna e i sardi. Godiamo una buona percentuale di amabilità. Grazie

Non è stato sempre così, purtroppo fino agli anni novanta avevamo la piaga del banditismo e dei sequestri di persona. Purtroppo non tutti sono tornati a casa. Qualcuno è stato rilasciato con un orecchio mozzato, il povero Soffiantini, tornò a casa privo di entrambe le orecchie. I rapitori non avevano riguardo neanche per bambini, Farouk Kassan aveva solo sette anni e gli tagliarono un orecchio, Soffiantini era anziano. Si dice anche , ma non l’ho trovato scritto da nessuna parte, che le donne venissero violentate. Sembra, ma non sono certa, che la stessa sorte terribile toccò  persino a Fabrizio de André e Dori Grezzi, durante il loro lungo sequestro.

Grazie a Dio, ma soprattutto ai lunghi  sforzi compiuti, i sequestri di persona in Sardegna sono un lontanissimo ricordo e appena capita c’è un piano e uno spiegamento di forze che nel giro di poche ore tutto si risolve.  I delinquenti esistono sempre!

Per lungo tempo dire sardo voleva dire bandito o sequestratore. I sequestratori ovviamente erano pochi, sempre gli stessi. Ma tutti i sardi eravamo additati. Non era per niente bello, anche perché figuratevi cosa c’entrava con quelli lì un’adolescente campidanese. Niente, io stessa avevo una paura matta che assomigliassi a qualcuno e mi rapissero, cosa che in effetti era capitata a qualcuno.

Quindi non credo che essere musulmano voglia dire essere terrorista. Credo invece che qualcuno molto furbo, molto ricco, si serva di poveri ragazzi sbandati e insoddisfatti, gli riempie la testa di versetti e bugie, li faccia drogare e li usi per i loro sporchi interessi.

Le finalità sono sempre le stesse: avere il potere e fare tanti soldi. Tutte le  associazioni a delinquere del mondo hanno questi scopi. Delinquenti così ci sono in tutte le organizzazioni, piccole e grandi. Ci sono nella Chiesa cattolica,  se Papa Francesco muore per morte sospetta, tranquilli che non saranno quelli dell’Isis. Ci sono nello sport,  nelle aziende farmaceutiche, nella politica, nelle associazioni di volontariato…Non solo in Italia eh! Non dimentichiamoci  della mafia russa, di quella giapponese, colombiana, messicana, etc etc etc.

Le prime vittime di questi personaggi, sono questi ragazzi reclutati per farsi esplodere. E’ di oggi la notizia che l’Isis cerca l’ottavo terrorista che era scappato invece di farsi saltare in aria. Disertore!

Ho paura, certo che ho paura, la paura è globale. Quest’estate ad Olbia venne sgominata una cellula terroristica e non ricordo quanti arresti fecero, ma più di dieci di sicuro. Ma non voglio farmi prendere dalla paura, cercherò di essere prudente, ma di continuare a vivere la mia vita. La nostra bellissima vita . Continuerò ad apprezzare la gente e i suoi generosissimi gesti.  Tutto il resto, farà male, ma scivolerà via.

Ciao. Buon fine settimana

 


 

Pensieri e merende francesi

Merenda sardo-piemontese. Anche una semplice merenda diventa un momento di solidarietà.

Anche a me gli attentati di Parigi hanno scosso, e non poco. Sono stata attiva in Facebook e in Instagram. Ho letto e condiviso post e immagini che mi hanno particolarmente toccato. Non mi sono lasciata coinvolgere dalle polemiche dei soliti noti, politici, giornalisti,  opinionisti e rompini che sono sempre di turno. Però a me danno anche fastidio quelli che, non sopportano come me questi personaggi, però ne parlano, fanno nomi, dicono che gli altri sono pesanti (oh, hanno ragione, eh!) ma poi diventano pesanti pure loro. Preferisco mollarli, leggo solo la prima riga, a volte basta una parola, e passo oltre. Poi le mie amicizie dell’web sono selezionatissime, come nella vita.

Non ho tempo da sprecare, mi sforzo di guardare la bontà, l’umanità, l’altruismo , l’eroismo che viene fuori in frangenti drammatici, come quelli vissuti a Parigi. Sono tanti gli episodi, i gesti, ho fatto una personale classifica mentale, che aggiorno.

Quanto anni, secoli ci sono voluti per diventare così? Per diventare europei, per cantare liberté, fraternité egalité?  Ci sono voluti tanto tempo, tanti sforzi, tante menti illuminate, tanti libri, tante leggi, ahimè tante guerre.

I valori che abbiamo ricevuto in dono dai nostri padri, madri, nonni, sono preziosi ma non definitivi. Probabilmente non saranno mai conquistati del tutto, saranno sempre imperfetti e bisognosi di limatura. Sarà sempre necessario difenderli, migliorarli, estenderli a quanti più popoli possibile. Farli godere al maggior numero di persone. E’ questa la strada giusta. Solo questa.

P.S. Quando mi son messa al pc dovevo scrivere un altro post, sempre sul tema, ma son venute fuori queste parole. Vuol dire che andavano dette.

Non sprechiamo neanche un secondo in cose, persone, che ci fanno star male.

Buona vita a tutti!

 

 

 

La storia è questa

La storia è che mio suocero è da una settimana nuovamente in ospedale. La situazione sta precipitando. Le metastasi se lo stanno mangiando e sono arrivate ai polmoni. Non sta mangiando nulla o quasi, però è ancora in grado di camminare e di arrabbiarsi. Di chiamare alla moglie all’alba perché quell’ospedale non gli piace. Vuole tornare al suo ospedale, dove tutti lo conoscono e lo coccolano come un bambino. Non che non abbia ragione, quell’ospedale è tetro, i vicini di letto sono più mal messi di lui e domenica nella stanza di fronte è morto un suo conoscente. E questo certo non risolleva il morale. Oggi almeno stava un po’ meglio, ma non ci illudiamo. Sappiamo che è un fuoco di paglia. E noi stiamo un po’ qui e un po’ lì.

Quanti libri! Ottobre 2015

Nel mese di ottobre ho letto più dei mesi precedenti. L’insonnia è complice di questo exploit. Svegliandomi nel cuore della notte, sempre alla stessa ora 3,45. Che fare dopo essere andata in bagno e aver bevuto? Spegnere la luce e cercare di addormentarmi è un’impresa impossibile, per cui si accendo il kobo e via, vai che ce n’è! Qualche volta riesco a riaddormentarmi, e mi ritrovo il kobo sul naso o a terra sopra il tappeto. Ogni libro letto merita una recensione. Tutti mi hanno fatto dato qualcosa di bello, molti mi hanno fatto vivere grandi emozioni, qualcuno mi ha arricchito a livello umano, altri mi hanno semplicemente fatto vivere delle belle ore spensierate. Devo dire che con l’reader avendo la possibilità di leggere l’anteprima dei libri è difficile che sbagli libro. Inoltre appartengo alla categoria dei lettori che compra un libro alla volta. Infatti sul comodino non ho mai avuto pile di libri da leggere, e neanche ora ho libri in coda nel kobo. Scelgo al momento, o tramite la rivista il Libraio che mi arriva a casa ogni trimestre o facendo un giro nel bookstore della Mondadori, o ancora con le recensioni dei blog e dei contatti di Facebook. Questo mese ho letto

35) La lettrice che partì inseguendo il lieto fine, Katarina Bivald. E’ la storia di una ragazza del nord Europa che va a trovare la sua anziana amica di penna americana. Si ritrova a vivere in una piccola comunità a cui dà gioia di vivere e freschezza.

36) La custode del miele e delle api, Cristina Caboni. Leggere libri legati alla mia terra, mi regala emozioni uniche. Mi ritrovo nel paesaggio, nei colori e profumi. Nella storia di Angelica si unisce il passato, il presente e il futuro della protagonista e dell’isola.

37) Piccoli esperimenti di felicità, Hendrik Groen. L’olandese ultra ottantenne protagonista del libro per un anno scrive un diario. Parla della vita dell’ospizio, delle sue vittorie quotidiane e delle sconfitte che la vecchiaia gli regala. E’ scritto in modo ironico e divertente. Ho scoperto un interessante spaccato della sanità olandese.

38) L’arte di correre, Murakami Haruki Non sapevo che il mio amato Murakami fosse un maratoneta. In questo libro racconta tutto se stesso: la corsa, gli allenamenti, l’alimentazione, lo scrivere, il passato e il presente. Ora che ho letto questo libro, se possibile, mi sembra di apprezzarlo ancora di più.

39) Nessuno è come te, Laurie Halse Anderson Un ragazzino si trova coinvolto in una cretinata adolescenziale. Il giovanissimo protagonista parla in prima persona come questa vicenda lo porterà a maturare un atteggiamento diverso nei confronti della vita e di chi lo circonda.

40) Il lamento dell’insegnante,  Alessandro Banda E’il primo acquisto fatto con i 500 euro della carta dell’insegnante! Il titolo già dice molto. Chi lo ha scritto è un prof della scuola secondaria che conosce tutte i risvolti, belli e brutti, dell’essere insegnante. La sua tesi che da quando esiste la scuola, dai tempi dell’antica Roma, gli insegnanti si trovano nelle stesse condizioni. E’ un lamento continuo. Pure io contribuisco. Libro molto interessante, che dovrebbero leggere tutti.

41) Scusi, prof ho sbagliato libro, Alessandro Banda Divertente parodia dei disagi degli insegnanti italiani che si ritrovano a riscrivere  I promessi sposi, Ortis e Vita Nuova. Mi ci sono ritrovata un po’. Come dice detto: chi ride di se stesso non finirà mai di divertirsi.

42) Felici senza Ferrari, Ryunosuke Koike. Scritto da un monaco buddista giapponese, questo libro mi è piaciuto tanto perché non è un inno alla povertà, ma è un invito a non essere avari con noi stessi e gli altri. La cupidigia è un brutto male, dove per cupidigia si intende a voler accumulare denaro anche se abbiamo più del superfluo. Ci fa riflettere sull’importanza di acquistare cose belle, sane e durevoli. Questa è la mia filosofia di vita, così mi è stato insegnato dai miei. Ero un po’ buddista senza saperlo!

Questi ormoni!

La settimana scorsa ci eravamo lasciati che dovevo andare da Miogine. Così è avvenuto. Abbiamo fatto una chiacchierata a tre, viene sempre pure Mylove (Grazie, ho sempre apprezzato, ma ora anche di più :)),  e mi ha visitato . Mi ha trovato in forma, niente di sospetto. Il ciclo, che tra l’altro è arrivato ieri, ha fatto un giro a vuoto, potrebbe essere dovuto il forte stress dell’inizio dell’anno scolastico, o la pre-menopausa. Ma su questo è un po’ scettico visto che non ho nessun sintomo tipico. Secondo lui non c’è neanche un calo ormonale, come ha detto a Mylove mentre mi cambiavo, se c’è il desiderio sessuale gli ormoni sono presenti. E ben attivi :). Quindi ora si tratta di monitorare per circa tre-quattro mesi. Con calma farò un’ecografia pelvica. Poi si vedrà.

Insomma, mi è andata bene, non devo fare visite ed esami strani. Siamo usciti felici e straniti. Di solito quando faccio visite specialistiche devo poi approfondire. Questa volta no.

Per il resto va bene, ho molta energia e voglia di fare cose nuove, progetti, aggiornamenti, voglia di organizzare gite e viaggi. Anche se poi non si realizzeranno, l’importante è aver voglia di fare.

Con questo vi saluto e vi auguro un buon proseguimento di settimana.