Archivio mensile:gennaio 2015

Aggiornamenti influenzati

Come previsto mentre guarisco, molto lentamente, dall’influenza Mylove se l’è beccata in pieno. Sarei dovuta rientrare a scuola ieri, ma visto che la voce era ancora a livello cavernicolo e che molti alunni sono assenti per la stessa causa, ho pensato bene di seguire il consiglio di tutti di stare ancora in casa e rientrare direttamente martedì. In effetti è meglio rientrare con un po’ più di forze per affrontare le varie situazioni scolastiche.

Le grane non mancano mai, e a quanto pare nei giorni della mia assenza ne sono scoppiate due  belle grosse, che mi sono risparmiata alla grande. E’ proprio il mio anno. Altre volte mi avrebbero preso in pieno! Mi sento un po’ in colpa per il fatto che mi stia facendo scivolare certe situazioni di malessere. Mi sembra di essere egoista. Ma poi riflettendo sul fatto che non ne sono la causa e che non sono chiamata in prima persona a rispondere dell’operato di altri, posso tranquillamente sotterrare i sensi di colpa.

La bilancia sta dando nuovamente i numeri giusti. L’influenza non mi ha tolto l’appetito, comunque  sto mangiando meno.  Chi ha voglia di masticare cibi troppo elaborati? Poi che spreco! Tanta fatica per non sentire i sapori!

Buon fine settimana a tutti! Sani e malati

Tristezza vai via!

Sono ko. L’influenza mi ha beccato in pieno. E’ iniziata venerdì poco prima che finissero le lezioni con un leggero pizzicore alla gola e indolenzimento alle ossa. Ho preso un antinfiammatorio. Dopo mezzora ero bella pimpante, nessun sintomo. Tra vedere e non vedere ho fatto il giro del paese per la spesa: fruttivendolo, macellaio, supermercato. Meglio avere il frigo e il freezer pieni. Sabato sono andata a scuola ma non ero al massimo, che poi è diventata una discesa verticale. Sono uscita due ore prima del solito, non ho fatto le due ore extra.

Praticamente sono a letto da sabato e la situazione non migliora più di tanto. Oggi è il mio giorno libero, ma domani non andrò a scuola. Non sono in grado, non voglio contagiare gli altri. Insomma prevedo di stare a casa tutta la settimana. Vediamo che dice il medico domani. Sono sconquassata dalla tosse e dagli starnuti. La febbre talvolta ha sfiorato i 38, ma siamo attorno ai 37 gradi. Niente di eccezionale. Mylove regge bene, ma sappiamo che appena io sono ok, lui è ko. Matematico, no? Comunque tutto sotto controllo. Ho praticamente mandato via i miei che sono venuti a trovarmi: non volevo contagiarli.

Ho letto che è stato stabilito che oggi è il giorno più triste dell’anno. Non ho letto gli articoli, ma solo i titoli. Non volevo rattristarmi. Perché sono malata, ma non triste. Come posso rattristarmi visto che  ho la casa riscaldata, mi posso curare e Mylove mi assiste con amore?

Invece ho trovato in rete due notizie positive, per bilanciare quella sulla tristezza.

Ho letto un articolo bellissimo in cui si parla della storia di Martin, un ragazzo  che è stato in coma 12 anni. Per tanti anni lui è stato cosciente, ma nessuno lo capiva. Finalmente un’infermiera ad un certo punto si è resa conto della situazione ed è iniziata la rinascita del ragazzo. Ora è sposato e ha pure dei figli.

Dall’account Twitter di Obama, sì sono una sua follower, ho scoperto che oggi è il Martin Luther King Day. La sua storia la conosco da quando ero alle medie, la biblioteca comunale del paese aveva pochi libri, uno era sua biografia! Era un libro vecchissimo e aggiustato più volte con lo scotch. Quante cose ho imparato leggendolo!

Noto ora che i protagonisti delle mie storie positive si chiamano entrambi Martin!

In questo mondo

Riassumendo le notizie di questa settimana:

in questo mondo non c’è posto per i vignettisti,  per i cristiani, per i musulmani, per gli ebrei, per le volontarie, per gli omosessuali, per i romanisti e per i laziali.

L’uomo con la sua intelligenza  riesce a mandare nello spazio altri esseri umani, che stanno lassù per sei mesi,  si fanno il caffè e che ci mandano i tweet per dirci quanto è emozionante vedere la Terra da così lontano.

L’uomo nonostante tutto questo, il progresso e la sua intelligenza , è ancora un primitivo, che ha bisogno di usare i pugni, le mani e le armi per prevalere sugli altri. Ha ancora bisogno di alzare muri per difendere il territorio.

Ce ne sarebbe il tanto per essere  pessimista,  e arrendermi alla legge del taglione. Ma fino quando avrò fiato in gola insegnerò ai miei alunni il rispetto reciproco e che uno non risponde alle offese con i calci e i pugni.

Siamo esseri umani, non bestie. Abbiamo l’uso della parola, possiamo spiegare le nostre ragioni. Possiamo stabilire delle regole. Possiamo far prevalere l’uso della ragione. Possiamo.

Dell’integrazione, delle religioni e del discorso di Asi Sisi

Doppio post oggi. Non riesco a staccare i pensieri dai fatti di Parigi: le stragi e la Marche Republicaine. Sarà perché ho tanti alunni musulmani. Avevo scritto un post sul Natale nella nostra scuola. Ne sono orgogliosa. In questi giorni, che io sappia, non si sono verificati casi d’insulti o litigi per queste questioni. C’è una buona integrazione, c’è un ottimo lavoro nostro e delle famiglie.

Sono una persona religiosa, cattolica praticante, che s’interroga sulla propria religione  e sulle altre religioni .Sono sicura che ai musulmani dispiaccia che questi assassini uccidano gridando il nome di Allah. Sono doverosi i distinguo: musulmano non vuol dire terrorista. Ma a me non farebbe piacere che dei terroristi uccidessero in tutto il mondo gridando il nome di Gesù Cristo! Orrore!

Però ho bisogno di ascoltare gli imam di tutto il mondo condannare con fermezza l’abuso della loro religione. Lo chiede anche Papa Francesco.  E’ una cosa che principalmente devono fare loro, i musulmani. Non possiamo costringerli con la forza o con le bombe. Le guerre in Iraq e Afganistan sono state un fallimento dell’Occidente, altrimenti non saremmo a questo punto. Nel mondo musulmano è necessario un lavoro di riflessione sincera e revisione. Credono lo sappiano pure loro. Non si può continuare così. Ma questo devono farlo loro, non noi. Possiamo solo incoraggiarli e stimolarli. Di più no. Non dobbiamo metterci le mani, lo faremmo solo con i nostri strumenti e  con la nostra visione del mondo.

Qualcosa si sta smuovendo. Ho trovato quest’articolo incredibile.  Sul Wall Street Journal è stato pubblicato un estratto del discorso che il presidente egiziano Al Sisi ha tenuto il 28 dicembre 2014  all’università Al-Azhar del Cairo, in presenza anche delle massime autorità religiose.

Mi rivolgo agli studiosi della religione e alle autorità religiose. Dobbiamo rivolgere uno sguardo attento e lucido alla situazione attuale. E’ inconcepibile che l’ideologia che noi santifichiamo faccia della nostra intera nazione una fonte di preoccupazione, pericolo, morte e distruzione nel mondo intero. Non mi riferisco alla “religione” bensì alla “ideologia” – il corpo di idee e di testi che abbiamo santificato nel corso di secoli, al punto che rimetterli in discussione diventa difficile. Abbiamo raggiunto il punto in cui questa ideologia è ostile al mondo intero. E’ concepibile che 1,6 miliardi di musulmani uccidano il resto della popolazione mondiale, per vivere da soli? E’ inconcepibile. Io dico queste cose qui ad Al-Azhar davanti ad autorità religiose e studiosi. Che Allah possa testimoniare nel Giorno del Giudizio della sincerità delle vostre intenzioni, riguardo a quello che vi dico oggi. Non potete vedere le cose con chiarezza quando siete imprigionati in questa ideologia. Dovete uscirne e guardare le cose da fuori, per avvicinarvi a una visione illuminata. Dovete opporvi a questa ideologia con determinazione. Abbiamo bisogno di rivoluzionare la nostra religione… Onorevole Imam (Gran Sceicco di Al-Azhar, ndr), voi siete responsabile davanti ad Allah. Il mondo intero aspetta le vostre parole, perché la nazione islamica è lacerata, distrutta, avviata alla rovina. Noi stessi la stiamo conducendo alla rovina”.

Abbiamo vinto la paura

Le dauphine.com

Hanno fallito. Hanno ottenuto l’effetto contrario. Volevano spezzare matite, ma sono state raccolte e temperate. Moltiplicate sono diventate milioni. Volevano evitare la pubblicazione delle vignette e  invece quelle vecchie sono state condivise all’infinito e ne sono nate di nuove. Volevano rinchiuderci in casa, tremanti di paura, e invece  milioni, abbiamo marciato nelle strade e nelle piazze con bambini in braccio, cartelli, simboli.

Hanno perso. E’ l’inizio della fine del loro delirante progetto.Se prima non avevamo capito, ora sì. Ci è chiaro che non vogliamo perdere quello che abbiamo conquistato in migliaia di anni. Valori come Libertà, Uguaglianza, Solidarietà, Giustizia, Unità, Pace , Accoglienza, Religiosità, Laicità. Non sono solo parole, sono persone  reali che,  non solo in passato, ma ancora oggi perdono la propria vita in favore di quella degli altri.

Valori tangibili  che viviamo tutti i giorni, necessari come l’aria che respiriamo. Non siamo disposti a cederli neanche di un millimetro. Ci hanno ferito e piangiamo i nostri morti, veri martiri. Ma ma non siamo sciocchi. Ci organizzeremo  meglio, staremo più attenti, vigileremo,  ma lo faremo ridendo, cantando, disegnando, scrivendo. Vivendo con il sorriso sulle labbra.

Hanno perso. Abbiamo vinto.

Je suis Charlie

Le monde

 

 

Vacanze e letture

E’ il primo lunedì dell’anno, ma domani è nuovamente festa. Siamo tutti un po’ sballottati da queste festività a salti, che impediscono di ritrovare la routine quotidiana. Non voglio lamentarmi! Tanto  questo periodo dura solo quindici giorni, che volete che siano di fronte alla piattezza delle settimane che ci aspettano?

Non è che durante le vacanze  abbia spaccato il mondo. Mi sono riposata, ho dormito alla grande, mi sono concessa della mattinate di poltronite acuta a letto, che di solito mi concedo solo quando sono malata! Ho mangiato e bevuto, non mi sono privata di nulla, la bilancia non mente, ma fra un po’ tornerò al mio peso normale, due chili e rotti in più non sono una tragedia.

Ho letto, come ho già detto nei post precedenti, dedicandomi alla mia salute spirituale, alcuni libri di Paolo Curtaz: Gesù Guarisce,  Gesù incontra, In coppia con Dio e l’ultimo, che sto terminando in questi giorni, è  Gesù zero. Cercare di togliere le croste di duemila anni di storia della Chiesa non è un’impresa da poco. Come ho già detto nei post precedenti Paolo Curtaz, prende per mano chi legge e lo riporta all’origine della fede cristiana: Gesù.  Mentre leggiamo ci  chiama in causa  e gli ci fa prendere posizione. No, non sono letture prettamente rilassanti. Piacevoli sì, ma fanno lavorare il cervello e il cuore, facendoci  togliere la polvere religiosa accumulatasi strato dopo strato negli anni. Leggere i suoi libri mi ha arricchito molto e mi sta aiutando a fare chiarezza per i passi futuri. Però ora dico stop ad altri suoi libri, ho bisogno ruminare quello che ho letto, anche ritornandoci più volte.

Ho anche letto l’ebook  Narrarsi online di Francesca Sanzo, conosciuta nella blogsfera come Panzallaria . Ho seguito Francesca nella sua muta: in un anno ha perso ben 43 kg! Cosa che racconta anche nell’ebook. Il suo è un libro che consiglio a tutti quelli che hanno un blog e che vogliono migliorare la presenza in rete. E’ dedicato soprattutto a coloro, singoli e aziende, che  hanno bisogno di comunicare  bene quello che fanno e che offrono agli altri. Mi è piaciuto perché fa capire, anche  a me che ho solo un blog personale, come migliorare il mio modo di raccontarmi e il mio stare in rete, cercando di interagire un po’ di più con gli altri sfruttando consapevolmente anche Facebook e Twitter. La condivisione di quello che si fa, ma soprattutto quello che si è, senza trucchi e senza inganni, è l’aspetto migliore della rete. Ed è per questo che ci sto volentieri.

Quest’estate sullo stesso genere ho letto Due gradi e mezzo di separazione, di Domitilla Ferrari. Anche questo mi è piaciuto per gli stessi motivi che mi hanno portato a leggere Narrarsi online. Se sto in rete un motivo ci sarà, tanto vale cercare di capire e arredare al meglio il posto in cui invito gli altri a far salotto. Però non mi ha convinto a uscire allo scoperto, a stare in rete con la mia identità. Il nickname mi garantisce ancora una libertà che non ha paragoni. Credo che sia giusto proteggere me stessa, i miei cari, i miei alunni e le loro famiglie, dall’orribile lato oscuro della rete. Non riuscirei davvero a scrivere manco una riga!

Buona settimana e buona Epifania!

 

Buon 2015! L’anno dei sorrisi

Calendario 2015 di Frate Indovino
Calendario di Frate Indovino. Sotto ci sono quelli vecchi!

L’anno nuovo è iniziato bene. Una cena con 12 persone di cui due bimbi, uno di otto e una di due, che hanno retto fino alle tre e mezza! Un minuto dopo sono crollati!  L’ultimo dell’anno è finito con la magia regalata da minuscoli fiocchi di neve che hanno ricoperto tutto e sono stati lì a farci compagnia fino alla fine. Da noi, più che pianura non si può, la neve è un evento raro, l’ultima volta è stata vent’anni fa e io manco c’ero.

Questa è neve!
Questa è neve vera!

E’ stato l’ultimo regalo del 2014. Che era iniziato così così, ma poi c’è stato un crescendo meraviglioso che a quanto dicono le stelle, durerà tutto il 2015. Sono del Leone e questo è il nostro anno. Pure mia sorella è del Leone, ma non ha quest’impressione. Dipenderà dalla decade, ma soprattutto da quello che ti piomba addosso e dalle forze che hai per combattere.

Quindi eccomi, qua pronta e scattante, con calma però. Voglio godermi ancora questi giorni lenti e pigri. Ho tanti progetti e idee. Come al solito qualcuna la realizzerò, qualche altra no, qualcosa andrà male, qualcosa andrà bene. Io e Mylove abbiamo  un unico grande progetto. Vorremmo tanto che si realizzasse, e sento che potrebbe davvero accadere 🙂

Presa dal qui

Auguro a tutti un anno di risate e sorrisi. La vita ci sorriderà se la guardiamo sorridendo e ridendo di noi stessi ci divertiremo un sacco! * Buon 2015

 

* Sono frasi che mi ronzano in testa da sempre perché stampate in cartoncini delle paoline, che hanno regalato a me tanti anni fa e poi  ho comprato e regalato in quantità industriali.