E’ novembre da tre giorni

E’ novembre da tre giorni. Il ponte dei santi è alle spalle. Io sono a casa per il giorno libero. Ho fatto il cambio degli armadi. Incredibilmente di estivo, tranne le T-shirt che le usiamo tutto l’anno, in giro non c’è nulla. E’ tutto lavato e conservato. Di solito mi ritrovo le cose estive per un bel po’. Quest’anno no. Invece di stirare, ho riposto tutto lisciando la roba con le mani. Tanto prima di indossarle nuovamente le dovevo rilavare, per togliere quel terribile odore di chiuso, che non va via neanche dopo un bagno di sole. Risparmio così  corrente, acqua ed energie fisiche. Vedo solo vantaggi. E poi ho fatto prima a ritirare tutto!

Abbiamo trascorso questi giorni con le nostre famiglie. Ci siamo goduti i miei nipotoni.  Ci fa sempre tanto piacere averli in casa e occuparci di loro 🙂

Venerdì hanno operato mio suocero, i medici non hanno potuto procedere come volevano. Il tumore è rimasto dentro. Lo aspettano mesi difficili. Ci aspettano mesi difficili. Lui per ora non sa che non è andata come si aspettava.  Non so se qualcuno glielo dirà o se lo capirà da solo.  Le carte del gioco sono ancora in mano sua. Le ha sempre giocate lui. Avrebbe dovuto fare l’operazione già a febbraio dell’anno scorso per l’asportazione della vescica. Ha preferito procrastinare l’intervento, ma quando ha deciso era tardi. I figli erano all’oscuro di tutto, o quasi. Ma anche se avessero saputo qualcosa, niente avrebbero potuto fare. E’ un uomo semplice, ma risoluto. Non abbiamo quindi niente da rimproverarci. Ora si combatterà, mese per mese, settimana per settimana e poi arriverà il combattimento giornaliero del corpo a corpo.

Intanto, come facciamo da un bel po’ di tempo, continuiamo a vivere la vita, sorridendo e ridendo ogni volta che ci viene offerta l’occasione. La vita è troppo breve per viverla di rimpianti.

Buon lunedì e buon novembre.

 

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12 pensieri su “E’ novembre da tre giorni

  1. Carissima, queste parole su tuo suocero, al quale dedico una preghiera sentita, mi fanno pensare a come ognuno affronti le malattie più dure a modo proprio, non esiste un giusto e uno sbagliato, ma un giusto per chi purtroppo combatte in prima persona. E’ durissima anche per la famiglia, ma il malato è in prima linea e a lui serve tutto il sostegno, che, sono certa, voi saprete dargli. Hai ragione: non si possono sprecare occasioni per essere se non felici, almeno un po’ contenti, con una gita, una mangiata, un buon libro, o quello che ci va.
    Buon novembre di vero cuore.

  2. Mi dispiace per tuo suocero. ognuno affronta le cose a modo suo, ma a volte la scelta di aspettare si rivela fatale, vedi mia mamma…che grande rimpianto per non aver insistito quando ancora poteva salvarsi.

    1. Ha preferito “rubarsi” un anno senza sacche per le urine. Ma alla fine è arrivato il conto. Non abbiamo rimpianti perché non ci ha detto nulla. Niente potevamo dirgli, rimaneva sempre sul vago. Ora tocca a noi, rimanere sul vago. Che situazioni!

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