Archivio mensile:ottobre 2014

Pensieri post La Buona scuola a Cagliari

Giovedì scorso, con l’autorizzazione del preside, non ho fatto lezione, ma ho partecipato ad uno dei pochissimi incontri che si sono organizzati in Sardegna sulla riforma La Buona scuola. Ho colto l’occasione al volo, visto che fino ad allora ero impegnata ad avviare la buona scuola del mio paese. Infatti, non avevo ancora avuto tempo di leggere o partecipare a discussioni sul tema. Devo anche dire che attorno a me c’è una calma piatta. Come se non ci riguardasse. E’ tremendo. Nessuno delle mie colleghe ne parla, nessuna ha scaricato il documento. Non tutte sono state impegnate come me. Credo che questo sia un errore gravissimo. Ci stanno chiamando a dare un’opinione, a proporre, a dire la nostra sulla nostra vita futura e noi lo snobbiamo? Troppo facile chiamare alla discesa in piazza della moltitudine. A parte il fatto che scioperare ha un costo esorbitante, e non me lo posso permettere! L’ho sempre detto chiaramente, senza vergognarmi. Ma ora devo dire che non credo più che lo sciopero sia  l’unica forma di protesta e di dissenso. Perché non approfittare invece di questa occasione per organizzare dibattiti ed essere propositivi? Non capisco. Anzi, credo di aver capito molto bene il boicottaggio in atto. Qualcuno non si è reso ancora conto del cambiamento e continua a proporre vecchi riti o soluzioni, che non funzionavano più già da tanti anni.  Figuriamoci ora che siamo superconnessi! Perché non sfruttare questi nuovi potenti mezzi?

Comunque ho scaricato il documento, e ho iniziato a leggerlo. Abbiamo tempo fino al 15 novembre per dire la nostra. Ho tutto il tempo per farlo. Intanto dico che aver partecipato all’incontro di Cagliari, mi ha riportato indietro di più di trentanni. Negli studenti che contestavano e fischiavano l’assenza del ministro Giannini, ho ritrovato la me adolescente che sognava una scuola migliore, per tutti e a costi accessibili. Da allora paradossalmente la situazione è peggiorata! Invece che migliorarla le varie riforme, hanno affossato la scuola,  e non solo. Tutta la società italiana è al collasso. Anni e anni di scelte sbagliate, imbrogli, tangenti e incurie ci hanno portato a questo punto. Ma ancora sono adolescente, sogno le stesse cose della mia gioventù. Ma invece di essere pessimista, come lo ero in passato ora sono ottimista. Non voglio deprimermi. Voglio credere che ne  verremo fuori, anche se  ci vorrà tanto tempo e tanti sacrifici, ancora!, tanta solidarietà tra tutte le componenti. Solo così si potranno sgomberare i cumuli di macerie in cui ci aggiriamo tutti i santi giorni, in ogni settore.  Voglio fare la mia parte, e lo sto facendo, per non tornare indietro e per avanzare anche se di un millimetro!

 

 

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Buona domenica

Il periodaccio di impegni incrociati e stress a manetta dovrebbe essere giunto quasi al termine. Dico così perché gli agguati sono sempre dietro l’angolo, e a pensarci bene c’è mio suocero che deve subire un altro intervento pesante, ma almeno non sono tutte le sere a scuola! Potrò riprendere in mano la mia vita e dare una bella ripulita al cortile. Il maestrale furioso della settimana scorsa non ha fatto grandi danni, ma la terra scricchiola sotto i piedi ed è veramente fastidiosa.

L’autunno sta lentamente avanzando, indosso pants lunghi, calzini e t-shirt a maniche lunghe. Intanto ho inaugurato la stagione dell’aerosol, evviva! In queste occasioni guadagno sempre i primissimi posti, mai gli ultimi. Oggi è una bella giornata di sole autunnale, ma abbiamo appena deciso di uscire la sera e andare al cinema.  Il film prescelto è Amore cucina e curry. Un film leggero e spensierato. Giusto quello che ci vuole in questo momento.

Auguro a tutti di trascorrere una bella e serena domenica. A si biri

 

In autunno c’è la primavera

Eccomi qui. Mezzo viva. Con le poche forze rimastemi oggi scrivo quattro righe per dirmi che respiro e reagisco! Ancora giorni intensi e stancanti. Caldo a gogò. Sono le 20,30 e giro ancora con le infradito, bermuda e T-shirt. Lo scrivo per dovere di cronaca e perché sia registrato negli annali. Giusto perché quando qualche anno rileggerò questo post, e magari fuori ci sarà un metro di neve, potrò documentare che a metà ottobre del 2014 sembrava agosto.

La settimana è iniziata con un incontro ravvicinato con Miogine per un interventino di manutenzione. Un polipo esterno o come cavolo si chiama, non ho interpretato il geroglifico del referto, che mi faceva soffrire e mi rovinava il dopofestival,  è stato eliminato e  letteralmente “bruciato”. Ho passato due giorni un po’ così. Ringrazio per il fatto che non ho morso nessuno e tutti quelli che mi sono stati vicini siano incolumi. Le orecchie degli alunni però sono state messe alla prova. Che hanno superato alla grande. Oggi va meglio, ma ovviamente non sono ancora al cento per cento.

Sto sempre seguendo con attenzione il Sinodo dei vescovi, quei vecchietti lì sembra che non abbiano peli sulla lingua. Speriamo tirino fuori un bel documento che dia un po’ di luce e calore a tante persone.

Anche il Papa non ha peli sulla lingua e ieri, come faccio tutti i giorni, o quasi, ho letto il resoconto della bellissima omelia della messa mattutina del 13 ottobre  a Santa Marta. Ho finito l’articolo con le lacrime agli occhi.Quanto tempo abbiamo aspettato per avere un pastore che parlasse come fa lui? Ogni parola che dice sembra che la dica a ciascuno di noi. Ci fa intravvedere un Dio che non è ingabbiato da leggi, norme e tradizioni. Un Dio incredibile che ama tutti e vuole che tutti siano felici. Un Dio che sa che l’uomo è piccolo, ma lo chiama comunque a condividere la sua casa. Nonostante i fallimenti, i peccati più terribili. Un Dio così non fa paura, ma ci fa accettare i nostri limiti senza considerarci dei falliti. Che bello!

In autunno c’è la primavera della Chiesa!

Fine settimana

Finestre aperte, infradito, pantaloni corti, maglietta fine fine. 25 gradi e 80% di umidità alle 18.30. Praticamente sto impazzendo a causa del caldo umido. Mentre a nord si parla di accendere le stufe, noi potremmo fare lezione in spiaggia. Avevo già riposto alcuni capi, ma li ho dovuti tirar fuori nuovamente. Spero che il cambiamento poi sia graduale e non ci vengano sparate delle bombe d’acqua, Fra l’altro tra pochi giorni avremo gli anniversari di varie alluvioni. Il clima è cambiato, e purtroppo a livello di organizzazione e di prevenzione, siamo molto indietro. Così ogni due per tre dobbiamo contare i morti dovuti alla poca lungimiranza, agli imbrogli e al menefreghismo.

Chiudo una settimana impegnativa, però ottima in termini di buone notizie sul fronte della salute. L’ecografia è andata bene, molto bene. La dottoressa dice che potrei affrontare tranquillamente una gravidanza, nonostante io pensassi il contrario. Miogine mi ha chiamato in settimana, mentre ero a scuola di sera, per comunicarmi il bel risultato del pap test. Ho visto il suo numero e sono morta e risorta in mezzo secondo. Dal tremore non  riuscivo ad azzeccare i tasti del pc!

E’ iniziato il Sinodo straordinario sulla famiglia e sembra che da parte della Chiesa ci siano aperture alla misericordia nei confronti dei divorziati e risposati, e anche dei gay. Già il fatto che riescano a discuterne serenamente, senza lanciare anatemi o scomuniche, mi sembra una gran bella novità. Costringerei qualcuno a stare lì a sentirsi tutte le relazioni, soprattutto quelli che dicono che i matrimoni tra gay non si possono registrare per motivi di ordine pubblico! Dopo che ha sentito otto ore di relazioni vescovili,  lo manderei in mezzo ad una curva di tifosi sconvolts qualunque. Così capisce la differenza tra un matrimonio e il disordine pubblico!

E’ stata la settimana delle Sentinelle in piedi. Ma davvero danno tanto fastidio? Pensate un po’ che ho saputo che hanno fatto la manifestazione a Cagliari da una condivisione di Rosa, blogger che sta in Germania. Credo che gli si stia dando troppa importanza. Poi se vengono attaccati violentemente vincono loro. Penso invece che gli italiani, la maggior parte  almeno, sia pronta ad accettare il fatto che due persone dello stesso sesso abbiano diritto ad essere felici. A non nascondersi e affrontare la vita come meglio credono. Non sprecherò neanche una parola contro le sentinelle in piedi. Facciano pure. Io preferisco stare sdraiata, magari in spiaggia, visto il caldo che fa.

Buon fine settimana

 

 

¿Quién muere?

Chi muore?

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia di vestire un colore nuovo,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero al bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.

Muore lentamente,
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare.

Muore lentamente,
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore,
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità.

“Ode alla vita”, di Martha Medeiros

 

Inizia un’altra settimana

Dopo una settimana densa di avvenimenti, di dormite a metà, ne inizia un’altra che sembra leggermente più leggera. Sembra. Anche se ho una bella ecografia nel bel mezzo! Giusto per abituarci alla  monotonia. Come dice Miogine, sono una veterana ed è quasi routine. Sono abbastanza curiosa di sapere come sta andando lì dentro, se ci sono altri miomi o no, ad esempio. Poi si vedrà.

Dicevo che la settimana scorsa è stata  alquanto impegnativa, ma devo dire molto positiva.  Quest’anno, grazie ad un preside superlativo, sto lavorando con soddisfazione e senza timori. Mi sono resa conto che per anni, almeno dieci, ho lavorato con impegno, ma sempre presa tra due fuochi: la dirigenza e le colleghe. Il ruolo del responsabile del plesso è un arma a doppio taglio. Sei un’insegnante che collabora strettamente con il dirigente. Quanti sospetti, quanta ipocrisia e falsità da parte delle due parti. Ho assorbito tanto di quel veleno che, mi sono resa conto, ho sviluppato dei comportamenti autodifensivi automatici.

Ho capito subito che il nuovo dirigente ha una faccia sola e una parola. Per me è stata una  liberazione. Mi sto godendo lo spettacolo della disperazione delle mie colleghe che hanno finito di considerare diritti dei privilegi acquisiti lungo il corso degli anni! Qualcuna non ha ancora capito che non ha di fronte un dirigente che molla di punto in bianco i suoi collaboratori, facendoli passare per colpevoli di decisioni che non ha saputo prendere. Abbiamo un dirigente che comprende i problemi e trova soluzioni! Ascolta e poi decide. Incredibile. Ancora non ci sono abituata, ma ogni giorno è una piacevole scoperta. Ce ne fossero di dirigenti simili! Sono proprio contenta!

Ieri era la Giornata Mondiale degli insegnanti. Ricorrenza che in Italia è ancora sconosciuta, tanto che mi è sfuggita! Però credo tutti gli insegnanti che passano di qua, possano apprezzare comunque degli auguri ritardatari.

Contando le pecore scopro che

Dice un proverbio che solo gli stupidi non cambiano mai idea. Lo so che non sono stupida, in verità neanche intelligentissima. Che sennò avrei già fatto qualche scoperta sensazionale per il bene dell’umanità. Non mi deprimo per questo, mi basta così. Sono nella media, qualche volta un po’ più su, qualche volta un po’ più giù.  Detto questo, non è che non cambi mai idea, ci mancherebbe! E’ che per le questioni fondamentali,una volta  che sono state meditate, sviscerate, sofferte, presa la decisione non torno indietro facilmente. Lo vedo come uno spreco di energie. Non amo fare il giro dell’asino e trovarmi sempre allo stesso punto, sfinita.

Così è stato per la ricerca della cicogna. Ci avevamo messo una pietra sopra. Per tanti motivi: soldi, fine delle energie, esaurimento della coppia e dei singoli, nausea del sistema sanitario e dei camici bianchi, soprattutto di alcuni. Mylove, un giorno arrabbiatissimo, mio urlò: basta, non faccio più niente, se ci devo perdere la moglie, non faccio più nulla!

Da lì ripartimmo. A ripensarci quelle frasi arrabbiate sono state una gran bella dichiarazione d’amore. Noi eravamo più importanti di tutto. Ci mettemmo il cuore in pace, chiudemmo i battenti alla ricerca, e cominciammo a vivere solo per noi. Ci abbiamo messo un bel po’ per ritrovarci, eh. Non è stato facile, per niente. Ma ce l’abbiamo fatta. Siamo tornati ad essere noi stessi. Non abbiamo riparlato della decisione, se non in termini che non si tornava indietro. Convinta e convintissimi. Si va avanti in due.

Perché allora sono bastati dieci minuti a cambiare tutto? ad aprire nuove prospettive, a trovarsi pieni di energia e pensieri positivi? Perché? Così di punto in bianco? Io non credo in questi cambi repentini, credo che le persone maturino delle scelte e che i segnali ci siano. Io non mi sono accorta di me, né di lui. Perché ho questi pensieri nuovi, dove quando li ho maturati?

Non riesco a capacitarmi di tutto questo. Poi mi chiedo pure perché mi sveglio nel cuore della notte. Non è che conto le pecore, sono cicogne!