Archivio mensile:agosto 2014

Un attimo prima del Big Bang

Foto presa da: Dailymail.co.uk

Un attimo prima del Big Bang della scuola viene annunciato che è stato rimandato! Sembra che l’annuncio sia stato dato ieri in serata, ma io ero scollegata da tutto.  Stamane ho leggiucchiato qua e là e ho capito che aria tira: sorpresa e rabbia. Posso capirlo, pure io ero molto curiosa, ma soprattutto preoccupata. Che riforma si può fare a tre giorni dall’inizio dell’anno scolastico? A me non piacciono le cose fatte in fretta e furia, tanto per fare qualcosa. Poi si crea più confusione di prima. D’altra parte lo sconquasso di ora non è stato fatto in un giorno solo. Ci sono voluti anni di lavoro di scalpello e cesello.Quindi vedo questo stop come una cosa salutare. Ottima direi. Ci prendiamo più tempo. Riflettiamo.  Proponiamo. Tiriamo però le orecchie al Ministro e al Presidente del Consiglio che hanno turbato questi ultimi giorni di vacanza.

Lunedì si ricomincia con il primo Collegio dei docenti. Intanto buon fine settimana a tutti.

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Tipi da spiaggia

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Vele pronte per la regata.

Oggi niente mare: ho aiutato i miei a rimettere a posto la casa dopo l’imbiancatura. Però ieri siamo andati al mare. Sì, sono andata con Mylove. Ci siamo goduti una bellissima mattinata di sole, senza un filo di vento. Ho potuto fare la mia consueta passeggiata in riva al mare, c’era lui a tenere d’occhio la borsa! Sto già meglio. A me il celeste del mare rilassa molto e soprattutto apprezzo il fatto di non stare a casa a sfaccendare: c’è sempre qualcosa da fare!  Meglio lasciar liberi i pensieri e osservare quello e chi ci sta attorno!

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Piccione marino

Un bambino annoiato cercava di allontanare il pennuto lanciandogli le pietre. L’ho guardato male e agitando la mano gli ho semplicemente detto: scusa perché gli lanci le pietre. Ha smesso immediatamente.

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Bambino con il salvagente polacco.

Dietro di noi c’era un gruppo di polacchi che prendevano il sole e i bambini indossavano questi tipo di salvagente. mmm, forse è meno frou frou della ciambella.

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Senza parole

Volata finale

Da Treccani.it : volata: Nelle gare di corsa, e spec. nelle corse ciclistiche, lo sforzo compiuto dal concorrente per raggiungere la massima velocità e superare gli avversarî che gli stanno vicini, soprattutto in prossimità del traguardo.

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E’ giunta l’ultima settima d’agosto. Mentre il popolo web,come di consueto, si rianima un po’, io ho deciso di spremere al massimo questi ultimi giorni di vacanza. Andrò al mare tutti i giorni,  con o senza Mylove, in compagnia o da sola. Chissene. Aspettando gli altri sono stata al mare meno di 10 giorni. Inaudito. Sono talmente poco abbronzata che sembro malata. Ma dico: vivo in Sardegna,  o no? Il mare è a 30 km da casa mia, o no? Ci sono spiagge adatte alla rosa completa dei venti, o no?

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Stamane, dopo essere stata all’ufficio postale, salutato un Mylove titubante, ahi! quanto è diventato refrattario al mare questo marito!, mi sono diretta al Poetto. Non alla solita Quarta fermata (della linea P del pullman), ma alla prima, che è riparata dal maestrale. Qui signori miei, mi sono goduta quasi tre ore di sole e di pace. Infatti, il lunedì mattina non c’è tanta gente. Ho piazzato l’ombrellone, poco sfruttato in verità, ad un metro dall’acqua. Che bello! Alla grande! Ho leggiucchiato un giornale, smanettato nel telefonino,  osservato la gente, scritto qualche haiku, la mia nuova passione, fatto un mezzo bagno. Alle 13 ero a casa felicissima. Mi sembra di aver compiuto un’impresa. In effetti, trovare la determinazione di andare al mare nonostante tutto e tutti, è stato uno scoglio da superare. Come dicevo, Mylove non ama molto il mare, si sente costretto, gufa alla grande e ultimamente ci riesce pure. Non vi dico le avventure dell’ultima volta! Sabato preparati di tutto punto, pronti a partire, comincia a piovigginare. Ho pianto come una fontana per due ore.  Da lì ho deciso di fregarmene del mio senso di colpa che mi dice: tu al mare e lui a casa? Ebbene sì, se non vuol venire pazienza! Se vuol venire, meglio così.

Con questo spirito sto affrontando la volata finale d’agosto. Venerdì Renzi e Ministero scopriranno le carte sull’ipotesi di riforma, lunedì comincia il nuovo anno scolastico. Insomma ci siamo, le vacanze stanno finendo, ma non sono finite ancora! Ajò

Solo la pace è santa

Ieri mattina attorno alle 8 stiravo e distrattamente guardavo Agorà su Rai3. Parlavano della terribile esecuzione del giornalista Jim Foley. Senza accorgermi mi sono trovata col ferro da stiro a mezz’aria a fissare la tv: c’era in onda il video. E pensavo Dio mio, ma  ci fanno vedere tutto? Non lo voglio vedere. Sempre con il ferro da stiro in mano, ero paralizzata dal terrore. Immobile. Le immagini si sono state bloccate quando il povero Jim era ancora vivo, pochi secondi, ma ancora vivo. E’ stato orribile. Ma perché trasmettere a quell’ora quel video? Perché non avere rispetto dei più piccoli, dei più deboli, di me?

Quelle immagini mi hanno rincorso tutto il giorno nei media e in tv, e non ho più avuto il coraggio di vederle, le ricordavo molto bene. Però mi hanno fatto riflettere su questa “terza guerra mondiale spezzettata” come ha detto il Papa. Troppi fronti si sono aperti in pochi mesi. Troppi morti si contano anche nei Paesi confinanti all’Europa: Ucraina, Palestina-Israele, Siria, Iraq, Libia. Troppa gente vuole prevalere sugli altri con la forza e la brutalità. Per i propri interessi tirano fuori lo scontro di civiltà e la religione. Ma questi sono senza Dio, perché se lo ascoltassero veramente non ci sarebbe nessuna guerra, tanto meno chiamata santa. Solo la pace è santa. 

Solo quando i popoli vivono senza il desiderio di prevalere l’uno sull’altro possono dirsi in pace. I governanti delle nazioni devono pensare ai bisogni dei loro popoli, alla loro salute, alla loro istruzione, non a comprare armi.  A questo pensarono quei governanti illuminati alla fine della II guerra mondiale. Mai più guerra in Europa, mai più armi contro i popoli vicini. Quante però guerre si sono fatte per arrivare a capire questo? Pensiamo solo alla Guerra dei Cent’anni, di morti Inglesi e Francesi. Ora invece ci ritroviamo sotto un’unica bandiera, che non è solo un drappo blu a stelle gialle. E’ prima di tutto un vincolo di pace e fratellanza, talmente proficuo che ogni tanto si aggiunge qualche altro stato che vuol vivere in pace pure lui. Purtroppo altri stati, altri governanti, non hanno ancora fatto questo nostro cammino e sono nel bel mezzo di scontri furibondi. Queste guerre seppur lontane ci toccano profondamente e ci fanno desiderare e pregare che la pace arrivi presto anche per tutti questi popoli.

Pensieri di fine stagione

Questa pazzerella estate sta finendo. Per qualcuno a nord non è mai iniziata, sorry! Però il clima è uno dei pregi del sud e delle isole, mica possiamo avere solo difetti, eh! Sta finendo, dicevo, ma non è finita. Il caldo non è troppo, la mattina e la sera c’è il frescolino da un leggero strato in più. I fiori possono essere innaffiati ogni due giorni. La roba stesa non si cuoce se non la ritiri subito.  E soprattutto è iniziato il conto alla rovescia per il rientro a scuola.

Ombrelloni ancora aperti! Siamo in Sardegna, no?
Ombrelloni ancora aperti! Siamo in Sardegna, no?

Spero che non siate di quelli che hanno creduto alla baggianata estiva di ritardare di un mese, un mese!!!, il rientro a scuola. Chi l’ha scritto non sa nulla di scuola. E’ più facile smantellare una base nucleare che fare una cosa del genere! Non parlo degli ovvi problemi organizzativi delle famiglie, comprese quelle degli insegnanti! Ma dico, come li recuperi trenta, trenta! giorni di scuola? E noi insegnanti che facciamo, i bagnini part-time o organizziamo dei corsi sulle spiagge? Poi chi ci dice che il tempo a settembre sarà buono. Se tanto mi dà tanto… Mi dispiace moltissimo, ma la stagione è andata così. Come capita agli agricoltori o al turismo invernale quando non nevica. Si è legati al clima.

Piedi a riposo in attesa della processione a mare e dei fuochi d'artificio di Ferragosto
Piedi a riposo in attesa della processione a mare e dei fuochi d’artificio di Ferragosto

 

La scuola non può mettere una pezza a tutto, che già abbiamo i nostri grossi problemi da risolvere senza che se ne aggiungano altri, ma non ne voglio parlare qui, ci sta pensando il ministero! Leggendo i vari blog expat, una delle mie passioni, ho visto che in alcuni stati è iniziato il nuovo anno scolastico, negli Usa e nei paesi nordici. A me fa specie vedere i bambini andare a scuola prima di Ferragosto. Non credo che potrà succedere anche da noi. In Francia la scuola è finita ai primi di luglio e inizierà ai primi di settembre. Insomma non c’è il vuoto estivo dei tre mesi italiani, che poi suggerisce agli insegnanti di assegnare i compiti estivi. Io  sono per riduzione delle vacanze estive alla francese, facendo più stacchi durante l’anno. Che sono molto salutari per gli insegnanti e soprattutto per gli alunni. Però senza compiti! Oh collega, che cacchio ti metti a dare una caterva di compiti durante i sei giorni di vacanze pasquali! Poi non lamentarti se la maggior parte dei  tuoi alunni non li fa, mica sono scemi!

Bambino barcellonese beccato a fare i compiti dalla finestra dell'albergo!
Bambino barcellonese beccato a fare i compiti dalla finestra dell’albergo!

Oggi è il 19 agosto! Stanotte guardate il cielo, c’è una piccola stellina. La riconoscete perché è la più piccola. E’ la mia. Mandatele un saluto assieme a me.

Super luna nascente dei giorni scorsi.

Barcellona, cosa abbiamo notato #3

Quando si è in viaggio è inevitabile confrontare quello che osservi lì con quello che vivi tutti i giorni. Noi l’abbiamo scelto apposta. Ci siamo detti: quest’anno andiamo a respirare un’aria diversa. Gli altri anni avevamo deciso di rimanere in Sardegna per dare il nostro modesto contributo a far girare l’economia.  Abbiamo sentito la necessità di vedere altri posti e prendere una boccata d’aria che non fosse la solita aria di crisi. Non che la Spagna non ne sia toccata, ma secondo gli ultimi dati è già in ripresa: c’è stato un incremento turistico dello 0,9%.

Palazzo Reale. Aspettiamo che inizi lo spettacolo della Fontana Magica
Palazzo Reale. Aspettiamo che inizi lo spettacolo della Fontana Magica

Barcellona è una città a misura di turista. Milioni di persone la visitano ogni anno, soprattutto nei mesi estivi. A me piacerebbe tornarci in un periodo meno affollato. Spostarsi in città è facilissimo, ci sono dieci linee della metro, autobus cittadini, taxi e i bus turistici che sono comodissimi: sali e scendi tranquillamente quando vuoi pagando un biglietto giornaliero. Se lo avessimo capito prima ci saremmo risparmiati tante camminate sotterranee!

Fontana Magica
Fontana Magica

I monumenti e le attrazioni in generale costano un po’, ma sono ben tenuti e ben sorvegliati. Il turista lo sa, è andato per vedere e godere della loro vista. E’ ben felice di contribuire alla conservazione e alla salvaguardia di opere e monumenti unici.

Tram che passa sull'erba appena rasata
Tram che passa sull’erba appena rasata

La città è pulita. In ogni angolo ci sono cestini con i portacicche, gli spazzini con le loro borse e scope lavorano anche la domenica sera! Le squadre antigraffiti intervengono quando il cittadino chiama. Lavorano alacremente anche la domenica mattina. Da quel che ho capito il cittadino non paga una tassa extra. Ho intervistato dei signori seduti in una panchina che si godevano lo spettacolo degli operai che lavoravano. Non paga, ho importunato pure gli operai! Ho visto in giro tanti cani, per giorni non abbiamo visto alcuna cacca nelle strade. Ci siamo chiesti se i cani spagnoli non cagassero. Poi il penultimo giorno l’abbiamo vista! Una bella cagata! Per pudore non l’ho fotografata. Comunque la mattina gli spazzini e l’autobotte dei giardinieri passano a pulire, innaffiare le piante e lavare le strade.

A lavoro la prima domenica mattina di agosto!
A lavoro la prima domenica mattina di agosto!
Tu lavori e noi guardiamo se il lavoro è ben fatto!
Tu lavori e noi guardiamo se il lavoro è ben fatto!

A Barcellona è proibito dormire nelle panchine, abbiamo visto due poliziotti che mandavano via un tizio che era disteso su una panchina. Gli dicevano: lo sai che non lo puoi fare! E lui mezzo intontito dal sonno o dall’alcool senza batter ciglio se n’è andato. Nella metro, invece, davanti a noi c’era un ragazzo strafatto o mezzo ubriaco, carico di borse sporchissime. In un attimo sono arrivati un poliziotto e un addetto al controllo della metropolitana. L’hanno fermato con gentilezza e chiesto il biglietto. Ne ha tirati fuori una decina e mai quello giusto. Mentre arrivava la nostra metro, il poliziotto telefonava per chiamare i rinforzi. Tutto si è svolto senza clamore, quasi nessuno si è accorto di quel che succedeva.

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Per una Barcellona più pulita

I prezzi degli alimentari sono in genere abbordabili. Due volte abbiamo mangiato in un ristorante raffinato e non ci hanno strozzato. Il trucco è che le tasse sono abbastanza basse. Almeno un 10% in meno. La benzina è attorno ai 1,4 euro, qua ieri era attorno a 1,7 euro.

Sangria!
Sangria!

La città è rinata con le olimpiadi del 1992. Hanno costruito km e km di spiagge, mettendo milioni di metri cubi di sabbia. Il mare, come già detto, non è un granché, ma è super organizzato con docce e ogni genere di servizio. Barcellona è stata rivoltata come un calzino ed è diventata quel che è: una città bella città antica e moderna. E’ una città multiculturale, lavorano e vivono lì tanti africani e persone di ogni parte del mondo.

Paella!
Paella!

Anche a Barcellona c’è la povertà. E’ mimetizzata in mezzo a migliaia di persone, ma l’abbiamo vista, nelle ramblas e nelle piazze più in, frugare i cestini della spazzatura per recuperare le cicche, i coni gelato non terminati,  i panini e ogni tipo di cibo buttato con leggerezza dai turisti. Ci siamo chiesti dove dormissero queste donne e questi uomini. Certo non sulle panchine, forse sotto, come abbiamo visto fare ad un uomo in pieno giorno. Da lontano non si vedeva, solo avvicinandoti  potevi vedere questa lunga figura umana adagiata sul pavimento!

Raccolta di firme e denaro per la Catalogna indipendente
Raccolta di firme e denaro per la Catalogna indipendente

La Catalogna è la regione più ricca della Spagna, ha una lingua propria e sogna di essere il prossimo stato indipendente d’Europa. Probabilmente non gli va giù l’essere sotto una monarchia! Gli indipendentisti sardi guardano e agognano di arrivare al livello della consapevolezza e legislazione catalana, ma la strada per noi è tanto lunga e difficile.  Non credo che i miei occhi vedranno l’indipendenza della Catalogna e quella della Sardegna. Ma  se anche una sola persona  dovesse perdere la vita per raggiungere questo obiettivo, vuol dire che non è un obiettivo giusto.

Porto di Barcellona
Porto di Barcellona 

Questo è  l’ultimo post sul viaggio a Barcellona. Siamo rientrati da una settimana e anche se ormai l’Italia si sta fermando per la pausa di Ferragosto, le news si stanno imponendo e mi sembra quasi banale tirarla ancora lunga sul nostro viaggio. Grazie per essere arrivati fino alla fine di questo lungo post.

Viale con Palme. A Cagliari ce n'è uno uguale !

Viale con Palme. A Cagliari ce n’è uno uguale !

Essere borseggiati a Barcellona #2

Bagnante degno di Tipi da spiaggia
Bagnante degno di Tipi da spiaggia

Eccoci qua per la seconda puntata delle nostre avventure a Barcellona.  Diciamo disavventure, perché non tutto è andato liscio. Nel bel mezzo della vacanza siamo stati borseggiati. Era la mia paura più grande e nonostante le precauzioni prese, purtroppo siamo stati colpiti comunque. L’azione si è svolta proprio come scritto nella guida di Barcellona. “A causa dell’allarmante aumento delle aggressioni e dei borseggi, dovete prestare attenzione mentre camminate in città. I borseggiatori lavorano in coppia: uno vi distrae e l’altro vi strappa la borsa dalla spalla o dal collo. Non riponete denaro e carte di credito nelle borse, ma piuttosto nelle  tasche interne degli abiti, meglio avere con sé solo la fotocopia dei documenti”. Come avrete notato nella guida si confondono i borseggiatori con gli scippatori. Noi siamo stati borseggiati e non scippati, meno male. E’ stato meno traumatico.

Spiaggia lunga lunga lunga
Spiaggia lunga lunga lunga. Il cielo non è granché!

 

L’azione è avvenuta come da manuale, ce ne siamo accorti solo dopo dieci minuti! E ci ha rovinato l’intera giornata. Il terzo giorno  del viaggio siamo stati a Barcelloneta, la zona del mare e del quartiere olimpico.  Durante la lunga passeggiata abbiamo notato come il mare non fosse tanto bello, ma che le spiagge erano molto ben organizzate. Per riposarci ci siamo seduti in una panchina. Abbiamo tirato fuori la bottiglia di succo di frutta, la guida e la cartina. Eravamo molto rilassati. Ad un certo punto si è avvicinato un ragazzo in bici che ci ha chiesto ,in inglese, dove si trovava una strada. Noi premurosi gliela abbiamo cercata nella cartina. Nel frattempo il complice, che noi non abbiamo visto, né sentito, è arrivato da dietro, ha messo le mani nello zaino e addio al mio borsellino.  Mentre andavamo alla fermata della metro mi sono resa conto che lo zainetto era più leggero e tutto è cambiato. Nel borsellino c’erano il bancomat e una carta ricaricabile, 80 euro, la carta magnetica della stanza dell’albergo, le Barcellona card per le visite ai musei, le fotocopie dei documenti. Abbiamo salvato: 110 euro, la barcellona card di 5 giorni per la metro, i documenti, i telefonini, la macchina fotografica, l’altra carta magnetica per la stanza dell’albergo. Tutta roba che che avevamo in altre tasche. Inizialmente pensavo di aver lasciato il borsellino al bar vicino all’albergo, dove facevamo colazione. Quindi per prima cosa siamo tornati lì, appurato che non lo avevamo scordato lì, siamo andati in albergo dove ci hanno fatto un’altra carta magnetica. Poi siamo andati alla stazione di polizia più vicina, ma ormai era l’una e ci hanno detto di tornare dopo le 17.

Gabbiani spagnoli
Gabbiani catalani

 

Tornati lì a quell’ora abbiamo aspettato per un’ora l’interprete, e meno male che è arrivato, altrimenti ci avrebbe rovinato anche la domenica mattina! Insomma abbiamo perso poco, dal punto di vista materiale, perché intanto avevamo bloccato le carte tramite il numero verde della banca. Ma dal punto di vista morale abbiamo perso un’intera giornata di vacanza e la possibilità di fare l’escursione a Montserrat, di mangiare in alcuni ristoranti che mi ero appuntata e la gioia di fare shopping nei negozi Barcellonesi, che facevano l’ultima settimana di sconti estivi.

Pensieri confusi
Pensieri confusi e arrabbiati

All’inizio ero furibonda, mi sentivo una cretina, mi sentivo povera e cercavamo delle soluzioni per non rinunciare a niente. Il giorno dopo abbiamo deciso che potevamo farcela, rinunciando a tutto il superfluo, godendoci la città per quello che ci offriva gratuitamente. Il primo giorno abbiamo pranzato spendendo tre euro con panini e prosciutto comprati in uno spaccio aperto 24h, un’altra volta abbiamo mangiato facendo la spesa al Cortes Ingles. La sera ci siamo permessi di mangiare in locali poco costosi. Insomma con un po’ d’ingegno ce l’abbiamo fatta. Alla fine al duty free ho persino comprato il ventaglio che mi aveva chiesto mia madre e riportato a casa la bellezza di venti euro!

Colombo ci indica la strada
Colombo ci indica la strada

Questa avventura poco simpatica non ha intaccato minimamente la nostra voglia di viaggiare o la simpatia verso Barcellona. Anzi, penso che al prossimo viaggio torneremo lì per concluderlo e vedere quello che abbiamo lasciato in sospeso. Stando più attenti e non mettendo niente nel borsellino!

Non tutto abbiamo visto, molto ci rimane da vedere. Hasta luego, Barcellona
Non tutto abbiamo visto, molto ci rimane da vedere. Hasta luego, Barcellona

Barcellona, el meu amor #1

Hola! Siamo rientrati in Terra Sarda dopo sei giorni di avventure a Barcellona. Stranamente né io, né Mylove abbiamo segni di depressione post viaggio. Forse perché appiamo che ci saranno altri viaggi, altre mete. Anche tornare in Catalogna non ci dispiacerebbe proprio per nulla. No, no. Questo viaggio ci ha ricaricato le batterie. Non oltrepassavamo il mare da tanti anni, io sei, lui sette. Troppi, troppissimi. Nelle prime ore  eravamo spaesati, con la cartina in mano non capivamo se eravamo a nord o a sud della città. Poi ci abbiamo fatto l’occhio e la città non ha avuto più segreti. Ci siamo sentiti  a casa. Eravamo a casa.

Riusciranno a terminarla entro il 2026. Per il centenario della morte di Gaudì?

Non tutti sanno che se uno deve far ricerche sulla storia della Sardegna, dal 1300 fino al 1800, deve spulciare gli archivi di Barcellona. La lingua sarda poi è un miscuglio di spagnolo e catalano. Se dici ad un barcellonese che sei italiano gli si illuminano gli occhi, se dici che sei sardo per poco non ti abbracciano, se sei di Alghero  ti considerano un fratello. Insomma, Parestus nascius e pesaus in gunis. Ci sembrava di essere nati e cresciuti lì.  Abbiamo camminato tanto, visto delle belle cose e osservato come va la vita in una grande città. Pensate che la sola Barcellona ha più abitanti di tutta la Sardegna! Questo per noi fa la differenza. Tanta differenza.

Uno dei tre ingressi del lato dedicato alla Natività
Facciata dedicata alla Natività

Non vi dico l’emozione provata durante la visita alla Sagrada Familia. Ho dovuto tirar fuori i fazzoletti. La Sagrada è il Vangelo scolpito nella pietra. Ogni elemento ci riporta a Cristo, alla sua vita, agli apostoli, alla creazione intera. Gaudì con la sua creatività ha realizzato una piccola parte dei suoi progetti folli.  Altri, folli quanto lui, stanno portando avanti quest’opera meravigliosa. Praticamente ho iniziato a piangere sin dalle prime parole della guida. Soprattutto quando ha detto che l’Architetto di Dio ha dedicato a questa chiesa gli ultimi  15 anni della sua vita. Praticamente viveva lì, si spostava solo per partecipare alla messa presso chiesa di San Filippo Neri. Proprio mentre attraversava la strada venne investito. I suoi progetti incredibili, quasi da pazzo sono realizzati e portati avanti con le donazioni e i contributi volontari dei benefattori e dei visitatori che pagano il biglietto. Anche noi abbiamo contribuito! Che bello!

Facciata dedicata alla Passione
Facciata dedicata alla Passione.

Ho avuto la soddisfazione di partecipare alla messa domenicale nella cripta, che pure questo è  un luogo bellissimo e ricco di storia. Mi sento grata per  aver avuto l’opportunità di pregare in quel tempio, dedicato alla Sacra Famiglia, per tutte le famiglie che conosco, comprese le vostre care amiche e amici  blogger. Ci ho infilato tutte, credenti o non credenti. Mi sono sentita in pace con tutti e felice.

Madonna che si trova nella cripta della Sagrada. Sorveglia e protegge la tomba di Gaudì
Madonna che si trova nella cripta della Sagrada. Sorveglia e protegge la tomba di Gaudì sepolto là sotto.

Usciti, dal momento che era già l’ora di pranzo abbiamo scelto di mangiare lì, in Avenguda Gaudì. Non è da tutti mangiare seduta a trecento metri dalla Sagrada, e non ci hanno neppure strappato l’anima con il conto. Vi dirò. Una 0,40 di birra alla spina l’abbiamo pagata 2,85€. Mentre mangiavamo ho ricevuto due chiamate da due colleghe. Alla prima non ho risposto, alla seconda, terrorizzata che fosse successo qualcosa di brutto, ho risposto con voce tremante. Invece. Invece Alleluja Alleluja Alleluja: è stato trasferito il preside. Ne arriverà uno più giovane di me, che, ciliegina sulla torta, è stato insegnante elementare.  I presupposti sembrano ottimi. Poi vedremo. Ora vi lascio,  con una serie di foto dedicate a Gaudì. Altri post e considerazioni varie nei prossimi giorni.

Park Guell.
Park Guell.
Park Guell fa venire idee creative anche ad una capra come me.
Park Guell fa venire idee creative anche ad una capra come me.
Casa Battlò.
Casa Battlò.