Archivio mensile:luglio 2014

Tipi da spiaggia#3 e saluti

Le avventure di Speranza Fantozzi.

Chi bazzica in fb sa che ieri era il mio compleanno, ancora due passi e raggiungiamo le cinque decine. Di solito festeggio con un pranzo a base di pesce in un ristorante in riva al mare. Quest’anno ho preferito rinunciare al pranzo e stare un giorno di più in vacanza. Il pesce fresco costa! Per cui ieri siamo andati al mare, al Poetto per la nostra solita mezza mattinata. Ma niente è andato come previsto.

Mylove aveva dormito male e si è alzato di malumore, dovevo far benzina al selfservice e non avevo soldi in cambio, il bancomat non funzionava, l’edicolante non aveva il cambio. Alla fine Mylove si è comprato un pacchetto di sigarette e abbiamo fatto benzina. Con tutti questi giri siamo arrivati un po’ in ritardo e i parcheggi erano tutti occupati. Con un colpo di fortuna abbiamo parcheggiato subitissimo, ma l’umore era pessimo. Arrivati in spiaggia il venticello che soffiava nel mio paese era diventato un maestrale da bandiera rossa rossa. Soffiava talmente forte che ha fatto volare gli ombrelloni, tra cui il nostro che è bello robusto. Recuperatolo senza che avesse causato danni alle persone, ci accorgiamo che il telo si era rotto in più punti.

Aff xz! Incavolati neri a mezzogiorno spaccate eravamo in auto sulla via del rientro. Cosa mi sarà venuto in mente di andare al mare e soprattutto di tentare di leggere il giornale? Al Poetto quando c’è maestrale non puoi neanche ridere che ti ritrovi la sabbia incastrata nei denti per due settimane, figurati leggere il giornale. Guardate in che condizioni l’ho riportato a casa.

Le letture del vento
Le letture del vento

Insomma è stato un compleanno indimenticabile. Meno male che con la testa sono già a Barcellona. Si parte fra due giorni e si rientra la settimana prossima. Internet è una gran cosa, abbiamo fatto i biglietti aerei, prenotato un bell’albergo vicino alla Sagrada Famiglia, comprato la Barcellona Card e prenotato la visita guidata in italiano per la Sagrada! Tutto il resto decideremo giorno per giorno, che a noi ci piace l’avventura, ma con i nostri ritmi. Quello che non riusciremo a vedere lo vedremo la prossima volta. Intanto leggo un po’ e sono già lì.

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A si biri luegos!

 

L’estate è un libro. Tanti libri.

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Quest’estate mattacchiona con i suoi sbalzi umorali ce la ricorderemo anche fra dieci anni.  Son passati undici anni, ma non scordato l’estate del 2003 con i 35°gradi fissi, giorno e notte, per tre mesi di fila. Credo che nessuno l’abbia dimenticata.  Però, non ricordo un solo avvenimento italiano o mondiale, legato a quell’anno. Ricordo solo che ad un certo punto erano finite le scorte di ventilatori e climatizzatori.

Quest’anno invece ci sono troppi avvenimenti difficili da scordare. I morti della  guerra in Terra Santa, Siria, Israele e Palestina, l’aereo civile abbattuto in Ucraina, le stragi ripetute di migranti, la nave Concordia che finalmente va via dall’Isola del Giglio, la lunga gestazione per avere una nuova forma del parlamento. Insomma, chi più ne ha più ne me metta. Non si ha un giorno di tregua. I toni e le tinte di quest’estate sembrano sempre grigie, talvolta addirittura nere.

Per non annegare in questo mare di pessimismo io leggo. Letto o rileggo, stranamente , non romanzi che mi fanno evadere, non polizieschi o thriller, visto che la cronaca abbonda di casi insoluti. Preferisco i libri d’incoraggiamento, come li chiamo io. Libri che analizzano la situazione e che mi dicono che non tutto è perduto, mi fanno venire idee brillanti. Idee che non realizzerò  mai, ma che già il fatto che mi siano venute in mente è una gran cosa. Il cervello funziona, la creatività c’è ancora. Qualcosa di diverso si può fare e forse lo realizzerò.

Ho riletto, questa volta con calma, il libro La vita è un viaggio di Beppe Severgnini. Un giornalista che amo molto per la sua schiettezza, che osserva e scrive dei pregi e difetti di noi italiani, non dà soluzioni, però fa vedere come altri italiani sparsi per il mondo hanno trovato le risposte alle loro domande.

Di questo libro mi sono particolarmente piaciuti i capitoli dedicati all’insegnamento e alla resilienza. Nel primo mi ci sono ritrovata fino al collo. E’ vero che le nostre scuole sono quel che sono, ma che se mettiamo amore e convinzione nel nostro quotidiano operare, cambiamo la vita dei nostri alunni. Anche se abbiamo pochi mezzi. Ci siamo sempre noi con il nostro modo di essere e la nostra voce. Ci sono quei bambini. Ora, domani ce ne saranno altri. Noi li possiamo toccare e indirizzare quotidianamente. Li possiamo far volare o far cadere a terra. Bella responsabilità!

Il capitolo dedicato alla resilienza mi è caro perché mi sento molto resiliente. Ho capacità di rimbalzare, e di resistere agli urti. Questa dote, ha ragione Severgnini, è tipicamente italiana. Infatti, la noto anche in quelli che mi stanno attorno. Forse a volte siamo troppo resilienti. Diciamo: tanto resiste, tanto resiste, ma se poi non si prendono i giusti provvedimenti i muri crollano e qualcuno muore sotto le macerie. Bisogna essere resilienti sì, ma con giudizio.

 

 

Tipi da spiaggia 2. I cani

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Questo fine settimana niente mare. Avevamo deciso così, ma poi il tempo era brutto brutto. Pioggia di fango nella notte e poi nuvole con caldo appiccicoso. Magari l’acqua era pure calda e io avrei fatto volentieri il bagno. A me piace calda, non fredda. Così non rischio di rimanere col collo rigido per tutta l’estate. L’età e i suoi acciacchi avanzano.

Con un tempo così mi sono dedicata alle letture, praticamente non ho fatto altro. Che goduria. Ogni tanto ci vuole. Questo pigrare però non mi impedisce di fare il post dedicato ai tipi da spiaggia. Domenica scorsa, come è mio solito fare, ho fatto una lunga passeggiata in riva al mare. Cammina cammina ad un certo punto all’orizzonte ho visto alcuni cani che allegramente entravano e uscivano dall’acqua. Il tempo di chiedermi per quale motivo ci fossero dei cani in spiaggia e subito mi sono ricordata che avevo letto questo articolo. Quando sono arrivata allo spazio ho visto che i cani erano tanti, almeno una ventina, di tutte le razze e taglie. I padroni sistemati con asciugamani, spiaggine e obmrelloni, controllavano attentamente l’andirivieni dei loro amici. Tutti erano visibilmente felici, soprattutto i cani, che senza problemi, con grandi scrollate si scuotevano l’acqua senza che nessuno protestasse.

Io non ho cani e penso di non volerne neanche in futuro, però sono felice che chi li ha li possa portare al mare e godere della loro compagnia anche nei momenti di relax.  Dev’essere un sollievo regalare dei momenti al mare e non doverli lasciare soli e tristi in casa.

Bauuuuu!

La strada fatta in 100 post

Passeggiata a Su Siccu. Cagliari
Passeggiata a Su Siccu. Cagliari

Cento post in un anno.  Una media di un post ogni tre giorni. WordPress mi dice che sono una blogger prolifica. Pensavo il contrario. Va bene così, due – tre post alla settimana. Non ho l’ansia del post a tutti i costi. Qualche volta potrei scrivere delle belle cose, invece non lo faccio e poi mi pento.

A fine mese saranno quattro anni di blogsfera, tre con il blog e la vita precedente, e uno in questa nuova piattaforma. E’ stato un anno bello. Un anno di ascolto e di vita. Un anno in cui ho scoperto che quello che poteva essere un handicap, essere coppia senza figli, è invece una bella cosa. E’ bello guardare gli occhi di un bambino e pensare solo a lui e non a chi manca. E’ bello tornare a casa, dopo una mattinata a scuola, e trovare il silenzio del tuo focolare. E’ bello leggere quando vuoi senza essere interrotta. E’ bello riscoprire Mylove e ritrovare un compagno di vita. E’ bello provare tutta questa leggerezza senza sentirsi minimamente in colpa per quello che non è stato.

Grazie a tutti quelli che sono passati di qua e hanno lasciato un segno. Grazie a quelli che sono passati in silenzio. L’importante è passare. Grazie se vorrete tornare:

ci saranno altre battaglie da combattere, altra vita da vivere, altre risate da fare.

Tipi da spiaggia. La maestra dei miei alunni

Come promesso oggi iniziamo la rubrica “Tipi da spiaggia”, che l’anno scorso aveva avuto molto successo. Siamo riusciti ad andare al mare ben cinque domeniche, nonostante il tempo quest’anno non sia granché e a giorni alterni bisogna tirar fuori ombrelli invece che ombrelloni, giacche a vento invece che top.  La settimana scorsa abbiamo avuto un campionario della rosa dei venti con il maestrale e lo scirocco che litigavano per avere il primato. Per poco non siamo impazziti anche perché qualche sconsiderato criminale si diverte a far correre i pompieri, mettendo a rischio inutilmente molte persone.  Cretini!

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Poetto ieri mattina. Bel tempo, ma acqua congelata. Qualcuno se ‘è dimenticata in freezer.

Quest’anno la prima tipa da spiaggia di cui vi parlo è la maestra dei miei alunni, cioè io: La sottoscritta medesima che insegna in tante classi i suoi alunni se li trova in ogni luogo e in ogni mare. Un incubo. Io voglio tanto bene ai miei alunni, ma non è molto rilassante se come vicini di ombrellone ti ritrovi le mamme dei bambini. Magari pubblicano le foto della tua cellulite e del costume che si è spostato! Aiuto! Per fortuna non siamo a questi livelli, almeno credo.

La maestra dei miei alunni evita come la peste le spiagge molto in voga nel suo paese. Appena arriva in spiaggia come un segugio punta tutti i probabili vicini di spiaggina. Se nel caso qualcuno sfugge, diventa triste triste e il marito anche se ha appena finito di piazzare l’ombrellone senza remore lo piazza da un’altra parte alunni free. Così la serenità della domenica è assicurata.

 

Un’estate a sprazzi

E’ un’estate non estate. Non decolla. Stamane alle 4,30 mi son dovuta alzare per chiudere le finestre, aveva cominciato a piovere, di quella pioggia scema, ad intermitenza che sporca tutto. Sono rimasete le nuvole e un caldo appiccicoso, quello che io odio con tutte le mie forze. Però a parte il tempo così così sono serena, non devo lamentarmi: la domenica mattina riesco ad andare perfino al mare! Peccato che la fotocamera sia ko, ho visto certi tipi da spiaggia che meritano di riaprire la rubrica dello scorso anno anche senza foto! Vedremo di cominciare a scrivere nei prossimi giorni.

Intanto sto programmando di fare un salto a Barcellona, quest’anno ho voglia di novità, di uscire da quest’isola, bella quanto vuoi, ma sempre isola è. Barcellona e la Catalogna sono la mamma della Sardegna. Date e voli sono già fissati, manca l’alloggio, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Nei prossimi giorni definirò il tutto. Mylove mi lascia fare, posso decidere di portarlo anche al polo, per lui va bene se va bene a me! Si fida ciecamente e finora non è rimasto deluso. L’adoro!

Sto sistemando casa,stanze, e armadi, pulire e buttare quello che non serve mi fa molto bene. Certe cose non servono più ed è inutile conservarle, faccio tutto senza dare retta a Mylove, che conserverebbe tutto, ma non abbiamo i soldi per pagare un mutuo per una seconda casa! Quindi via, senza pietà! Se serve si ricompra nuovo scintillante.

Siamo in apprensione per la tenuta del matrimonio di due amici sposati da quattro anni, la ricerca della cicogna senza successo li ha provati fino all’esaurimento delle forze, da alcune settimane dormono dai rispettivi genitori. Spero sia solo una terribile burrasca che non lasci morti o feriti.

Le parole, i gesti e le azioni di papa Francesco stanno facendo un lento, ma inesorabile cammino verso la verità, la giustizia e una vera fede vissuta in profondità. L’omelia della messa di oggi per le vittime dei preti pedofili non fanno sconti a nessuno, sono di una chiarezza esemplare. La scomunica ai mafiosi non lascia spazio ad alcun dubbio come è chiara la reazione dei mafiosi carcerati che non vogliono andare a messa. Nessuno fino a ieri si era mai lamentato per l’inchino della statua della Madonna al boss mafioso. Se tutto questo sta succedendo è perché gli onesti hanno fiducia nelle parole del Papa e che si crede che è possibile cambiare in meglio, che un destino disgraziato può essere ribaltato se c’è qualcuno che ci crede e te lo ripete con vigore tutti i giorni. Credo che anche la telefonata di Netanyahu al padre del ragazzo palestinese arso vivo dai fondamentalisti israeliani, per vendicare i tre ragazzi ebrei,  è frutto della preghiera per la pace del mese scorso.  Prego per Francesco, che il Signore lo sostenga nel suo operare e che lo preservi dalle le forze del male che vorrebbero metterlo a tacere. Che gli sia concesso di guidare il suo gregge ancora per tanto tempo.

 

La nebulosa della riforma della scuola 2014

Fino all’ora di pranzo ero ignara di tutto, mentre scolavo la pasta il tg2 annuncia la riforma della scuola. Mi rimangono impresse soprattutto le 36 ore. Non vedevo l’ora di finire di mangiare per smanettare in internet e saperne di più. Nell’ora della digestione ho scoperto che tutto il cancan è stato scatenato da un’intervista. Si sa ancora molto poco e insultare i ministri e sottosegretari non mi sembra opportuno e positivo. Abbiamo solo un’intervista e i vari commenti. Però ci ho pensato e le mie conclusioni non sono diverse da quelle dei mesi scorsi.

1) la scuola italiana ha bisogno di essere rinnovata nei contenuti e nei metodi, soprattutto la scuola media , che le varie riforme avute nei decenni passati non l’hanno neanche sfiorata.

2) occorre assolutamente quantificare le ore che un insegnante trascorre a preparare lezioni e correggere compiti. E’ bene che si tenga conto delle discipline,  del numero di alunni e di classi. Io ho sette classi e insegno inglese nella scuola primaria. Non penserete che arrivi ogni giorno in classe senza sapere cosa devo fare o che i test vengano corretti nottetempo dai folletti di Babbo Natale, vero? Per fare questo non rimango a scuola, ma lo faccio a casa, in comodità e vicino al termosifone. Se rimanessi a scuola mi terrebbero al freddo e dovrei portarmi le candele da casa?

3) E’ vero che esiste il problema del reclutamento dei docenti, ma urge di più l’aggiornamento costante dei docenti. Non faccio un corso di aggiornamento dalla notte dei tempi, ci sono piovute addosso tante novità e nessuno ce ne ha parlato, se poi si ha la disgrazia di avere un preside come il mio, si ha la morte pedagogica dell’insegnante. Non posso aggiornarmi per conto mio:  non me lo posso permettere e i libri costano un sacco! Quel poco che ho in più lo destino a comprare quaderni e penne ad alunni in difficoltà. Tutte le aziende che vogliono andare avanti sanno che si deve aggiornare  costantemente a suo carico il personale, perché la scuola non lo dovrebbe fare?

4) Per fare le riforme ci vogliono soldi: per tutto il personale impegnato, ricordo che la scuola non è fatta solo da insegnanti e alunni, ma ci sono anche anche i bidelli, le scuole aperte fino a tardi non si aprono, chiudono e puliscono da sole! Ci vogliono soldi per il riscaldamento e la corrente. Se rimango a scuola 7/8 ore avrò diritto al pasto? Dove mangeremo, apparecchieremo sopra la cattedra, come facciamo il giorno della programmazione?

In linea di massima non sono contraria alle novità proposte, non mi spaventa il lavoro  né l’aumento delle ore (che già faccio) ma vorrei avere la possibilità di dire la mia, di ragionare serenamente da sola e con i colleghi, potremmo avanzare delle proposte e dire quali sono le cose fattibili e quelle migliorabili. Non vorrei che questi rumors siano portatori di un’altro ennesimo taglio alle radici, già malate, della pianta della scuola.

Un ultimo pensiero va, come sempre, alle mie colleghe ultrassessantenni. Che ne sarà di loro? Riusciranno a sopravvivere anche a  questo?

 

 

Decisioni importanti lugliesche

Siamo arrivati a luglio. Inizia il mio tempo lento lento lentissimo. Tutte le cose possono essere fatte con calma e rimandate all’infinito, poi magari mi accorgo all’ultimo che non c’è più tempo e corro come una pazza. Cercherò di non farlo 🙂

Da questo momento ho 9 settimane prima che cominci il nuovo anno scolastico. Ho già preso delle decisioni importanti: non accetterò nessun incarico di collaborazione con il dirigente. E’ una scelta maturata già da tempo. Voglio dedicare le mie energie ad  altre cose, non voglio più sprecare energie fisiche e mentali con un dirigente superficiale e inetto a cui togli le castagne dal fuoco e poi ti butta nel fuoco. Queste sono ottime ragioni per mollare, ma la ragione vera è che non voglio essere presuntuosa e sentirmi il salvatore della patria scolastica, voglio semplicemente riprendermi la mia vita, sedermi in mezzo agli altri, sorridere e pensare solo ai bambini.

Dieci anni di collaborazione con vari dirigenti sono tanti, tantissimi. Ho dato tanto e avuto tanto, ma  credo sia arrivato il momento di dar spazio a qualcun altro con nuove idee e grinta. Avrà tutta la mia solidarietà e collaborazione, gli dirò quali sono le trappole da evitare e quali sono i nostri pregi. Gli auguro tutto il bene del mondo, ne avrà estremamente bisogno. Coraggio. Io lascio, avanti un’altra.