Legge 40 e preistoria

La settimana scorsa raccoglievo le idee per un post sulla legge 40 e la fivet etereloga. Si sa, non sono una sprinter, ma una mezza mezza maratoneta. Su certi argomenti pondero bene le idee e le parole, non è così semplice: bianco o nero, che poi anche di bianco e nero abbiamo tutto un campionario: gli eschimesi hanno trentasei modi di dire bianco!

Non sono un’avventuriera o un’esploratrice, cioè non amo il rischio e le cose le devono usare gli altri per capire se vanno bene anche per me. Non sono una pioniera. No no. Però capisco che se tutti fossero come me non ci sarebbe evoluzione, capisco anche che non tutti possono rimanere a casa e godersi la vita di tutti i giorni, che altri sentono il fuoco sacro della scoperta dell’avventura.  Meno male che nel mondo ci sono anche i Cristoforo Colombo, i Galileo,  le Montessori, i Barnard (primo cardio chirurgo che fece il trapianto di cuore), gli Edwards (uno degli sviluppatori della fivet).

Appunto la fivet. Quella eterologa. Vorrei potervi dire che ho le idee chiare. Vorrei poter disegnare una linea netta e dire: dopo questa: hic sunt leones. Ma non ce la faccio. Vorrei poter dire con tutta coscienza: questa legge è il male assoluto, vorrei poter dire che la sua abolizione è terribile. Ma non ce la faccio. Vado oltre, perché la vita va oltre con i suoi casi e le sue casistiche, che per me, insegnante impegnata continuamente sul fronte della vita, non sono casi o numeri di percentuali, ma bambini reali e mamme e papà in carne ed ossa.  Con tutte le gioie e problematiche quotidiane.

Ogni bambino, ogni uomo, ogni donna  che è  chiamato alla vita  ha una storia, ma anche una preistoria: sei figlio nostro, ma gli spermatozoi sono di un altro, sei figlia nostra, ma il corredo genetico è di altri, sei figlio nostro ma sei stato adottato, sei figlia nostra ma noi siamo omosessuali, sia mia figlia, ma tuo padre non è quello che conosci. Potrei continuare all’infinito. Credo che nella vita di una persona sia importante non solo la storia, ma anche la sua preistoria . Io ad esempio nel caso fossi stata adottata, scambiata nella culla dell’ospedale o nelle provette, vorrei sapere qualcosa della mia preistoria. Vorrei vedere la faccia del mio corredo genetico.

Chi è diversamente fertile e diventa genitore deve essere consapevole che la preistoria di una persona, di quel figlio tanto voluto e desiderato, è importante, non può essere cancellata con una trascrizione su un registro, è dentro ciascuno di noi.

Io m’inchino di fronte alla preistoria di ciascuno di noi.

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15 pensieri su “Legge 40 e preistoria

  1. Sai, magari mi sbaglio ma penso che a prescindere da ciò che farei o non farei io in prima persona, non me la sentirei di porre un veto legale per impedire qualcosa a chi magari è diverso da me, per chi fa altri percorsi, altre scelte. Quindi le riflessioni credo siano a prescindere dall’appoggiare una legge o meno. Non credo che starei bene a privare altri della libertà di scegliere dicendo no, come per l’aborto, stessa cosa. L’adozione implica un abbandono che la donazione di ovulo non implica. La donazione è preistoria, l’adozione è storia, non cadiamo nel tranello. L’adozione è vita vissuta, lo scambio di ovuli viene un pochino prima. E vorrei vedere che qualcuno mi dicesse -dopo aver portato in pancia nove mesi un bambino magari scambiato- vorrei che qualcuno mi dicesse che non è figlio mio. Certo, ciascuno deve essere padrone della propria storia e preistoria, ma la genitorialità si fa anche di pensieri, di fantasie, non soltanto di genetica.

    C’è una cosa che accumuna queste genitorialità atipiche, che è il desiderio. A volte lo trascuriamo, nell’impegno di pensare a come dirlo, a chi dirlo, come schierarci.

    1. mi trovo molto daccordo con il tuo commento così gentile e delicato. E’ argomento che io mi trovo ad affrontare con me stessa e con l’eventuale decisione da prendere sull’eterologa e queste tue parole sono molto di aiuto. Grazie anche se non mi conosci.

      1. Ho visto il tuo blog e non capisco il motivo per cui non riesco a commentare; quando si aggiusta poi ti dico delle cose. Buona giornata cara.

      1. speranza scusami…!!! non capisco perchè…ci sono tremila msg miei…mi diceva sempre che lo avevo scritto ma non me lo faceva vedere…cancella tutti i duplicati. scusami

    2. Anche io sono per le leggi che tutelano le libertà, poi si sceglie in coscienza e si agisce di conseguenza. Il mondo è molto complicato, questo argomento è difficile e in ogni nazione si agisce in maniera diversa: anche dire che la mamma è quella che ha partorito in certi stati americani non è così certo, in alcuni casi legali ha prevalso la genetica: è figlio dei cromosomi e non dell’utero che lo ha cresciuto e partorito. Ecco di fronte a questi casi io mi chiudo in silenzio e medito.

      1. Lo capisco il tuo silenzio, e anche io mi perdo, mi sembra di girare nel buio e mi viene il panico. Poi cerco di immedesimarmi. Sai quanta parte della genetica noi non conosciamo? Sai che lo scambio di informazioni tra madre e figlio in pancia è un pacchetto di cui non sappiamo nulla? Il rapporto che si instaura tra quell’utero e la formazione di quella placenta è talmente complicato e unico e irripetibile che nessuno potrà mai dire che davvero quel bambino sarebbe uguale se dai suoi primi giorni dal concepimento fosse cresciuto dentro un’altra pancia. Non è facile per niente, ma il rapporto di cui sopra non si può non prendere in considerazione in questo caso complicato. Invece legalmente prevarranno i genitori biologicamente di origine, questo è certo, e io mica lo,so se è giusto. In ogni caso questo è un errore umano, non doveva accadere, ma nulla c’entra con la leggev40. Mettere insieme i casi anche è un errore, tanto è vero che la legge 40 non verrà applicata, perché non si tratta di eterologa. Gli scambi nelle culle anche sono degli errori e sono sempre esistiti. Queste cose non dovrebbero accadere e basta. Le radici sono tutto quello che una persona è, ê vero, io ne sono convinta, però ci sono persone che crescono talmente sole che sono costrette a costruire da zero la propria storia, e non sarà il caso delle persone nate da un’eterologa, nate per amore e come atto unico e irripetibile di volontà.

      2. Meno male che ci sono persone come me, come me: perplesse e in silenzio davanti a questi grandi misteri della vita. Per quanto riguarda il caso delle scambio di embrioni, credo che in Italia prevalga il diritto della madre che partorisce, per quanto riguarda il padre, quello biologico potrebbe chiedere il riconoscimento dei bambini. Comunque la si giri è un gran casino. Le vite di tutti quelli coinvolti, malgrado loro, sono legate indissolubilmente per sempre, nessuno potrà fingere che non sia successo nulla, non si può tornare indietro, nessun adulto può essere escluso dalla vita di questi bambini e potrà dire con sicurezza sono solo miei. Ci vuole tanto coraggio, pazienza e soprattutto sapienza per districare questo bel ginepraio. Un abbraccio e i migliori auguri per una Pasqua serena a te e ai tuoi cari.

  2. Questo è un argomento troppo difficile per me, che mi son sottratta credo definitivamente ai desideri, ai rimpianti e al dolore. Mi inchino alla preistoria, dolce e sereno il tuo sentire. Ma la preistoria in ciascuno e di ciascuno. Nelle leggi no, lì preferisco nessuna preistoria.

    1. Ah, se è per quello anche io ci ho messo una bella pietra tombale sopra. A me danno l’orticaria le troppe sicurezze degli uni e degli altri. Gli estremismi mi fanno paura. Come quell’antiabortista che uccise un medico abortista!

  3. Sono d’accordo con edp e sno d’accordo anche con te, Speranza, sull’importanza della preistoria. Infatti la legge in UK sull’eterologa mi sembra molto civile, nel senso che li, a differenza di molti altri Paesi, la donoazione non e’ anonima, e la progenie puo’, al compimento dei 18 anni, avere accesso a dati sul donatore-trice. Questo ha in effetti ridotto il numero di donazioni, ma credo che ora chi dona lo faccia veramente in modo consapevole.
    E’ un tema delicato, sotto tanti aspetti, e ognuno deve guardare al proprio cuore per trovare una prospettiva. L’importante ‘ che gli altri possano essere liberi di fare altrimenti.
    Grazie di averne parlato, cara Speranza 🙂

    1. Le radici di una persona sono sempre importanti, troppo importanti per far finta di niente. In effetti, come quelle di un albero non si vedono, ma lo sostengono. Ben vengano le leggi che tutelano la verità. Grazie per aver commentato, aspettavodi conoscere il tuo pensiero.

  4. E’ molto importante quello che hai scritto. pensa che io sarei contro le adozioni internazionali…mi sembra una crudeltà portare via un bimbo dalle sue radici, dalla sua preistoria….ma passavo di qua per farti gli auguri di Buona Pasqua…tornerò a leggerti con più calma! Hai fatti is pardulas? Un abbraccio e bona Paska Manna! Valentina

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