Più di ieri meno di domani

Non vedevo l’ora che arrivasse la primavera, con le sue belle giornate, ma mi ero dimenticata che al cambio di stagione mi becco sempre qualche malanno. Ed eccomi a pagare dazio, un principio di bronchite, senza febbre ma molto fastidioso. Se ho  la febbre sono malata, se non ne ho continuo ad andare a scuola e anche se ho rallentato un po’ continuo la vita di tutti i giorni. Non posso mancare, ci sono delle manifestazioni a scuola e abbiamo cambiato gli orari per dare modo alle classi di presenziare ed essere assistite dalle colleghe in prevalenza. Speriamo di poter mantenere gli impegni.

La settimana scorsa sono stata shockata dalla notizia che mi è arrivata di straforo, cioè da  una persona estranea,  della separazione di una mia collega che vive nel mio paese. A cui io sono anche molto legata. Da due anni. Avevo notato proprio due anni fa qualcosa di anomalo nelle sue frequentazioni e nel suo modo di fare, ma non ci avevo dato peso, ne avevo parlato con un’altra collega che ora è stata trasferita, ma poi più niente. Invece scopro che tutte sapevano, anche in paese se ne parla e io niente. Caduta dal pero, e pure molto alto. Mi dispiace moltissimo, perché credo nella coppia e negli sforzi che si fanno per andare avanti, per affrontare insieme gli aguatti della vita, per ridere e piangere insieme, per spaccare qualche piatto, tanto costano poco.

 

Ogni separazione è una sconfitta, comunque sia il motivo. Le separazioni e i divorzi mi fanno stare male. Due arrivano a sposarsi dopo anni di fidanzamento o anche convivenza. Ci sono sogni e progetti fatti in due. Certo il matrimonio non è il vissero felici e contenti, e dopo un po’ vorresti pure scappare, chi me lo ha fatto fare? stavo così bene da sola (una cavolata)! Però poi parlando e tacendo, riflettendo e urlando. Puntualizzando e lasciando perdere. Ironizzando e alzando gli occhi al cielo. Sorridendo e mandando a quel paese. Si va avanti, si torna indietro, si va a passo di lumaca o gambero, si va a carponi e si corre. Insieme. Qualche volta uno fa uno scatto avanti e poi si ferma e aspetta l’altro. Insieme. Però.

Però a volte la separazione è una liberazione sacrosanta, nessuno deve essere obbligato a stare con un partner violento nelle parole e nei fatti, che sminuisce e non apprezza l’altro. Che non lo rispetta. Non rispetta il patto iniziale. Il contratto firmato davanti a testimoni. I contratti si possono e a volte si devono sciogliere. Anche se ci sono bambini di mezzo l’unica soluzione è separarsi e non sopporto chi è separato in casa. Che cosa vuol dire? Preferirei mangiare pane e cipolle o chiedere l’elemosina piuttosto che vivere nella stessa casa con una persona che m’insulta ogni due per tre. Ma scherziamo? Non esiste neanche che mi si venga detto: lo facciamo per i bambini. Errore gravissimo, i bambini percepiscono tutto, non sono scemi. Preferiscono genitori sinceri, adulti che hanno il coraggio di prendere delle decisioni, dolorose, ma veritiere. Ne va della loro vita futura. Gli adulti insegnano più con i fatti che con le parole. Meglio due genitori separati, ma sereni tra loro e con i figli che due genitori falsi e incattiviti.

Ma quelli che preferisco sono i due che lottano per stare assieme, sono pieni di cicatrici e che dicono, come quel signore anziano a cui portammo la partecipazione del nostro matrimonio: io a mia moglie le voglio più bene adesso che prima. Ne abbiamo passate tante! Ragazzi vi auguro la stessa cosa.

Dovevo scrivere di altro, evidentemente dovevo tirar fuori questa cosa. Buona giornata

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6 pensieri su “Più di ieri meno di domani

  1. Il titolo del tuo post era l’incisione su una medaglietta che mio padre regalo’ a mia madre nei primi anni del loro matrimonio. Che non fu sempre rose e fiori, anzi davvero poco. Ma ressero. Ed io li ringrazio di avermi mostrato questo aspetto dell’amore.

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