Archivio mensile:aprile 2014

I 4 Papi

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Foto da Famiglia Cristiana

E’ facile dire che oggi è un giorno storico, è talmente facile dirlo perché è vero. Per assistere in tv alla canonizzazione dei papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II sono andata a messa ieri sera, così ho dedicato la mattinata a quest’evento straordinario. Non sono rammaricata del non essere lì in piazza S. Pietro. Per stare lì ci vuole un fisico bestiale, bisogna camminare e camminare, dormire all’aperto ed essere pronti a sacrificare le comodità. So di cosa parlo, ho fatto l’esperienza della Giornata mondiale della gioventù di Parigi, poi ho partecipato agli incontri dei papi quando sono venuti a Cagliari: sono state esperienze faticose, ma bellissime che hanno arricchito la mia fede. Vedendo quella moltitudine di gente mi sono immedesimata, ognuno di loro ha una storia che lo ha portato lì, ha affrontato disagi e peripezie che anche il meno credente non può rimanere indifferente.

Per la gente i due papi erano considerati santi anche quando erano in vita, per la loro straordinaria testimonianza di fede portata avanti in condizioni proibitive. Alcuni anni fa ho comprato un libro sulla vita di GXXIII. Nel leggerlo rimasi sbalordita. Prima di diventare papa ha vissuto anni veramente difficili: innanzitutto le sue umili origini, poi gli incarichi complicati  in Francia, Turchia e Grecia, in Bulgaria fece letteralmente la fame. E anche quando divenne papa non fu tutto rose e fiori.  Non si poteva dire che era tranquillo come un papa! Era il papa di mia nonna materna, aveva in casa una sua statuina comprata a Roma da qualche famigliare e a lui si rivolgeva quando aveva qualche problema da risolvere.

GPII è il papa della mia adolescenza e della mia crescita spirituale, anche se non sono stata mai una papa girl. Di lui ho il ricordo del suo bel giovane viso sorridente mentre passava tra i giovani di Cagliari nell’85. Ero a pochi metri da lui: rimasi scioccata, avevo visto  il viso del papa dal vero! mi sembrò una cosa irreale e incredibile. Negli ultimi anni rimanevo scioccata dalla forza che aveva nel continuare ad andare per le vie del mondo nonostante gli acciacchi, la stanchezza e la decadenza del corpo.

Quello che mi colpisce di entrambi i due nuovi santi è la loro fede in Cristo, incrollabile, nonostante fossero consapevoli di essere umani e per questo passibili di sbagli e mancanze. Il loro affidarsi a Dio in ogni circostanza  mi è di esempio per la mia misera vita spirituale.

E come posso rimanere indifferente davanti all’immagine di Benedetto XVI e Francesco che si abbracciano? E’ visibile ad occhio nudo che anche il corpo di BXVI sta lentamente cedendo, che la sua scelta di rinunciare al papato è stata provvidenziale e che Francesco sia davvero mandato dallo Spirito Santo. Molti rimangono infastiditi vedendo due papi vivi, ma per me invece sono di grande edificazione. Non posso fare a meno di ricordare il periodo storico in cui convissero tre papi e certo non si abbracciavano e si rispettavano come abbiamo visto anche oggi!

Oggi la nostra vita è stata attraversata dalla Grande Storia e io l’ho vista passare!

PS. Il 3 giugno (data della sua morte) si festeggia San Giovanni XXIII, mentre il 22 ottobre (giorno dell’inizio del pontificato) si festeggia San Giovanni Paolo II.

Il bianco e il nero

Oggi sono rientrata a scuola, per una breve apparizione di due giorni. Domani sera comincerò un un lunghissimo ponte fino al due maggio. Queste saranno le vere vacanze. Quelle di Pasqua le ho dedicate ai riti religiosi,  alla famiglia e a rimettere ordine in casa.

Devo fare ancora il cambio dell’armadio, ma non è impellente visto che il tempo è ballerino. Mi vesto leggera e uscita da casa dopo tre passi torno indietro per prendere qualcosa di più pesante. Mi sa che i costumi e i teli da mare possono stare ancora dove sono.

E’ un periodo strano, senza grandi patemi personali, ma anche senza guizzi. Ci sono anche questi momenti in cui tutto scorre con calma,  in cui si riprende forza e si immagazzinano dati che sembra non servano a nulla, poi verrà il momento di utilizzarli e saranno preziosi. Eccome!

Saluto Frollina e tutte quelle blogger ultimamente beccate dalla cicogna. Il bianco e il nero. La morte e la vita che s’incontrano per vie misteriose.

 

 

Legge 40 e preistoria

La settimana scorsa raccoglievo le idee per un post sulla legge 40 e la fivet etereloga. Si sa, non sono una sprinter, ma una mezza mezza maratoneta. Su certi argomenti pondero bene le idee e le parole, non è così semplice: bianco o nero, che poi anche di bianco e nero abbiamo tutto un campionario: gli eschimesi hanno trentasei modi di dire bianco!

Non sono un’avventuriera o un’esploratrice, cioè non amo il rischio e le cose le devono usare gli altri per capire se vanno bene anche per me. Non sono una pioniera. No no. Però capisco che se tutti fossero come me non ci sarebbe evoluzione, capisco anche che non tutti possono rimanere a casa e godersi la vita di tutti i giorni, che altri sentono il fuoco sacro della scoperta dell’avventura.  Meno male che nel mondo ci sono anche i Cristoforo Colombo, i Galileo,  le Montessori, i Barnard (primo cardio chirurgo che fece il trapianto di cuore), gli Edwards (uno degli sviluppatori della fivet).

Appunto la fivet. Quella eterologa. Vorrei potervi dire che ho le idee chiare. Vorrei poter disegnare una linea netta e dire: dopo questa: hic sunt leones. Ma non ce la faccio. Vorrei poter dire con tutta coscienza: questa legge è il male assoluto, vorrei poter dire che la sua abolizione è terribile. Ma non ce la faccio. Vado oltre, perché la vita va oltre con i suoi casi e le sue casistiche, che per me, insegnante impegnata continuamente sul fronte della vita, non sono casi o numeri di percentuali, ma bambini reali e mamme e papà in carne ed ossa.  Con tutte le gioie e problematiche quotidiane.

Ogni bambino, ogni uomo, ogni donna  che è  chiamato alla vita  ha una storia, ma anche una preistoria: sei figlio nostro, ma gli spermatozoi sono di un altro, sei figlia nostra, ma il corredo genetico è di altri, sei figlio nostro ma sei stato adottato, sei figlia nostra ma noi siamo omosessuali, sia mia figlia, ma tuo padre non è quello che conosci. Potrei continuare all’infinito. Credo che nella vita di una persona sia importante non solo la storia, ma anche la sua preistoria . Io ad esempio nel caso fossi stata adottata, scambiata nella culla dell’ospedale o nelle provette, vorrei sapere qualcosa della mia preistoria. Vorrei vedere la faccia del mio corredo genetico.

Chi è diversamente fertile e diventa genitore deve essere consapevole che la preistoria di una persona, di quel figlio tanto voluto e desiderato, è importante, non può essere cancellata con una trascrizione su un registro, è dentro ciascuno di noi.

Io m’inchino di fronte alla preistoria di ciascuno di noi.

Più di ieri meno di domani

Non vedevo l’ora che arrivasse la primavera, con le sue belle giornate, ma mi ero dimenticata che al cambio di stagione mi becco sempre qualche malanno. Ed eccomi a pagare dazio, un principio di bronchite, senza febbre ma molto fastidioso. Se ho  la febbre sono malata, se non ne ho continuo ad andare a scuola e anche se ho rallentato un po’ continuo la vita di tutti i giorni. Non posso mancare, ci sono delle manifestazioni a scuola e abbiamo cambiato gli orari per dare modo alle classi di presenziare ed essere assistite dalle colleghe in prevalenza. Speriamo di poter mantenere gli impegni.

La settimana scorsa sono stata shockata dalla notizia che mi è arrivata di straforo, cioè da  una persona estranea,  della separazione di una mia collega che vive nel mio paese. A cui io sono anche molto legata. Da due anni. Avevo notato proprio due anni fa qualcosa di anomalo nelle sue frequentazioni e nel suo modo di fare, ma non ci avevo dato peso, ne avevo parlato con un’altra collega che ora è stata trasferita, ma poi più niente. Invece scopro che tutte sapevano, anche in paese se ne parla e io niente. Caduta dal pero, e pure molto alto. Mi dispiace moltissimo, perché credo nella coppia e negli sforzi che si fanno per andare avanti, per affrontare insieme gli aguatti della vita, per ridere e piangere insieme, per spaccare qualche piatto, tanto costano poco.

 

Ogni separazione è una sconfitta, comunque sia il motivo. Le separazioni e i divorzi mi fanno stare male. Due arrivano a sposarsi dopo anni di fidanzamento o anche convivenza. Ci sono sogni e progetti fatti in due. Certo il matrimonio non è il vissero felici e contenti, e dopo un po’ vorresti pure scappare, chi me lo ha fatto fare? stavo così bene da sola (una cavolata)! Però poi parlando e tacendo, riflettendo e urlando. Puntualizzando e lasciando perdere. Ironizzando e alzando gli occhi al cielo. Sorridendo e mandando a quel paese. Si va avanti, si torna indietro, si va a passo di lumaca o gambero, si va a carponi e si corre. Insieme. Qualche volta uno fa uno scatto avanti e poi si ferma e aspetta l’altro. Insieme. Però.

Però a volte la separazione è una liberazione sacrosanta, nessuno deve essere obbligato a stare con un partner violento nelle parole e nei fatti, che sminuisce e non apprezza l’altro. Che non lo rispetta. Non rispetta il patto iniziale. Il contratto firmato davanti a testimoni. I contratti si possono e a volte si devono sciogliere. Anche se ci sono bambini di mezzo l’unica soluzione è separarsi e non sopporto chi è separato in casa. Che cosa vuol dire? Preferirei mangiare pane e cipolle o chiedere l’elemosina piuttosto che vivere nella stessa casa con una persona che m’insulta ogni due per tre. Ma scherziamo? Non esiste neanche che mi si venga detto: lo facciamo per i bambini. Errore gravissimo, i bambini percepiscono tutto, non sono scemi. Preferiscono genitori sinceri, adulti che hanno il coraggio di prendere delle decisioni, dolorose, ma veritiere. Ne va della loro vita futura. Gli adulti insegnano più con i fatti che con le parole. Meglio due genitori separati, ma sereni tra loro e con i figli che due genitori falsi e incattiviti.

Ma quelli che preferisco sono i due che lottano per stare assieme, sono pieni di cicatrici e che dicono, come quel signore anziano a cui portammo la partecipazione del nostro matrimonio: io a mia moglie le voglio più bene adesso che prima. Ne abbiamo passate tante! Ragazzi vi auguro la stessa cosa.

Dovevo scrivere di altro, evidentemente dovevo tirar fuori questa cosa. Buona giornata