La grande bellezza

Eh sì pure io l’ho visto e pure io dico la mia. Sia mai privare l’etere del mio importantissimo commento. L’ho visto in tv e già questo è un handicap: piccolo schermo e interruzioni pubblicitarie. Poi la prima mezzora era in contemporanea con la preparazione della cena e la cena stessa. Vuoi mettere spadellare con il sottofondo di Raffaella Carrà: ah ah ah, a far l’amore comincia tu, ah ah ah!? Confesso poi che ho perso pure gli ultimi 15 minuti: rapita da Morfeo. Ma questo non fa testo, quando un film mi piace mi addormento, se non mi piace m’incavolo e resto sveglia. Lo so, sono da neuro, ma è così.

Nonostante tutto questo, udite udite, faccio parte della metà a cui il film è piaciuto e ho voglia di rivederlo, se non al cinema, almeno senza interruzioni e ad un orario più consono ai miei ritmi.  A Mylove non è piaciuto, la Ferilli la odia e brucerebbe tutti i sofà dove si è seduta, inoltre durante la prima parte non ha fatto altro che ripetermi: ma quando inizia il film? Però poi mi ha detto come finisce, a lui non cala mai la palpebra!

A nessuno di quelli che conosco è piaciuto. Comincio a pensare di essere strana.

Mi è piaciuto perché è un film che senza pietà mette in luce certi ambienti romani, ma che potrebbero essere in altre grandi città o in Costa Smeralda per esempio, dove l’importante è vivere il nulla. Così anche persone ben dotate, capaci, si avvicinano al tramonto della vita rendendosi conto con disperazione che non hanno fatto niente d’importante per se stessi.

Mi hanno colpito alcune scene: il protagonista che spiega che un funerale è una grande rappresentazione scenica, non si deve piangere e poi lui portando la bara piange a dirotto. La morte è troppo vicina e non lascia indifferenti. Il tizio che aveva le chiavi di tutti i musei segreti di Roma, la bellezza dell’antichità a disposizione solo di pochi.  Anche la scena del cardinale che è più interessato alle ricette di cucina che alla vita spirituale non è male.

Non frequento ambienti simili e,  grazie a Dio, non conosco nessuno che li frequenta. Ma immagino che le persone che sono al commando del Paese conoscano bene la realtà messa in scena nel film. Nonostante abbiano la possibilità di vedere, toccare con mano delle belle cose, di vivere in mezzo agli ambienti ricchi di storia, non li vedono, sono scontati. Ogni pietra di Roma parla anche senza dire una parola. Ma chi è chiuso in se stesso e pensa al proprio benessere effimero, non si fa contagiare dalla grande bellezza che gli sta attorno e diventa una brutta persona.

Chi è in contatto quotidiano con il bello dovrebbe avere invece il dovere di preservarlo, usufruirne e metterlo a disposizione degli altri. Ecco cosa mi ha lasciato in eredità la visione del film.

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4 pensieri su “La grande bellezza

  1. bellissimo film, un film per pochi che di sicuro non si esaurisce alla prima visione. Io l’ho visto tre volte (al cinema) per apprezzarlo e capirlo pienamente. Sorrentino è un grandissimo regista

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