Archivio mensile:marzo 2014

Novantasei!

Mi dispiace, non ho sognato alcun numero da giocare al lotto,la smorfia napoletana poi si ferma a novanta, semmai provate a scomporlo con due addendi, però con numeri dal trenta in su: 35+61, 36+60, etc. Otteniamo così la famosa quota 96 del mondo della scuola. La prima cifra equivale agli anni d’insegnamento mentre la seconda equivale all’età anagrafica. Prima che entrasse in vigore la legge Fornero si poteva andare in pensione senza aver compiuto 65 anni raggiungendo la quota 96. Con questa legge molte mie colleghe avevano la quota 96, che ora è stata abbondantemente superata, ma non poterono andare in pensione: non si può andare in pensione nel bel mezzo dell’anno scolastico. Così molte colleghe rimasero fregate per pochi giorni o pochi mesi dall’agognato traguardo. Dal sogno di poter finalmente godere una serena vecchiaia, piombarono nell’incubo di dover lavorare altri quattro, cinque, sei anni e così via. Nella mia scuola sono tre, su venticinque insegnanti è più del 10%! Senza contare che altre tre-  quattro hanno più o meno sessant’anni! La mia scuola ha un corpo docente anziano. Io sono una delle più giovani! E mentre fino a due, tre anni fa non ne risentivamo, ora la situazione comincia ad essere veramente pesante.

Le colleghe della quota 96 sono sempre state MAESTRE, con tutte le maiuscole: mai un’assenza fuori luogo, sempre vicine ai bambini, alle famiglie, disposte a dare una mano alle più giovani. Stiamo parlando di donne che hanno vissuto tutte le riforme della scuola elementare, quando dico tutte dico tutte, nessuna esclusa. Ma ora, ora non ce la fanno più. Non perché non vogliono, perché hanno dato veramente tutto e ancora oggi continuano ad alzarsi la mattina e presentarsi a scuola e anche se dicono che si mettono in malattia per un tot, il giorno dopo sono le prime a presentarsi. Ma io le tengo d’occhio e le vedo guardare perplesse le lavagne interattive, con le lacrime agli occhi di fronte al pc per il registro elettronico, e solo per dignità non pestano i piedi quando arriva qualche bambino nuovo e non si strappano i capelli se non sa una parola d’italiano.

Per me quota 96, non sono numeri, ma sono i visi, i nomi e i cognomi di queste maestre che hanno dato tutto per la scuola. Spero che qualcuno lassù si metta presto una mano sulla coscienza e dia a loro la possibilità di poter curare i propri cari, sia mai che si possano riposare! curare il giardino, a far la spesa senza dover incastrare tutto. L’altro ieri una collega mi ha detto: non ce la faccio più, mi rendo conto di non aver più la forza, i bambini hanno diritto ad avere una maestra giovane e non una nonna!

 

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Boomstick award 2014

 

Ebbene sì, pure io mi posso fregiare di questo titolo. Sono stata insignita, insignita! oddio come parlo? mi sto già montando la testa!  niente popò di meno che da ero Lucy in persona!, già questo basta e avanza. La motivazione mi fa andare poi in brodo di giuggiole: ha centrato in pieno il mio stare nella blogsfera: La seguo da tempo, questo ultimo blog testimonia la definitiva conquista della sua serenita’ interiore. In effetti, dopo aver mandato a cagxre  sistemato la questione della cicogna, che non è arrivata , sto attraversando uno dei più bei periodi della mia vita. Sto raccogliendo i frutti della maturità e me li sto godendo. Non sto dicendo che non ho casini e tutto va a gonfie vele, magari!, però ho la forza di non farmi schiacciare da questi, di non colpevolizzarmi per le mie mancanze, accettare quelle degli altri, e se oggi va male e sono stanca, domani potrà essere un giorno migliore. Scrivo sorridendo alla vita e non prendendola troppo seriamente e Lucy ha colto quest’aspetto. Non per niente è psicologa! Grazie per avermelo detto!

Accetto questo premio che è per bloggers vincenti e, come da regolamento ne nomino altri sette

Per conferirlo, è assolutamente necessario seguire queste semplici e inviolabili regole:

I premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore. I post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione
I premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto.
È vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come Egli (e per Egli intendo Hell) le ha concepite.

Pertanto, nomino:

‘Notte babbo: leggo con tenerezza le lettere che scrive alla figlia. Seguo con passione le vicende della sua famiglia e penso che la piccola Teresa sia fortunata ad avere un papà che si mette in gioco così apertamente. Grazie Marco per farci entrare nelle vostre vite.

La parola : Seguo questo blog da quando non avevo aperto neanche il primo, prima scriveva le sue esilaranti vicende scolastiche, ora scrive le vicende della sua mamma quasi centenaria, Dopo tanti mommyblogs è  il primo grannyblog! Dai Virgì che ce la fai!

My art diary: Considero Sybille una cara amica anche se non la conosco di persona. E’ una bellissima persona che ha dedicato alcuni anni della sua vita all’istruzione dei suoi figli, e ora che ha più tempo libero si dedica alle sue passioni. Disegna e colora in maniera stupenda.

Bonifici e sogni:  Molti sognano di mollare il proprio lavoro a nord e vivere in un maniera più lenta. Lei l’ha fatto ed è venuta a vivere in Sardegna, a Cagliari. Ma vi rendente conto? Una persona così ha molto da dirci.

Piccoli passi di felicità: Rosa vive in Germania, ha una storia da romanzo a puntate. E’ una vera vincente, nonostante i tranelli della vita.

Due scimmie e un panda. Nomino questo blog per smuovere le acque, sperando che arrivi al più presto la telefonata tanto attesa.

Minnelisapolis: Rocersale scrive in maniera criptica e spesso non la capisce nessuno, forse neanche se stessa, però mi diverte seguire e intuire le sue vicende.

Costoro possono a loro volta assegnare il premio ad altri 7 blogger, ma non arrogarsi la paternità del banner e del premio, quella è di Hell e gradisce molto essere citato nell’articolo (ovvero, non fate i cavernicoli, gente!). L’assegnazione del premio deve rispettare le semplici regole sopra esposte. Qualora una di esse venga disattesa, il Boomstick Award sarà annullato d’ufficio e in sostituzione, verrà assegnato il:

 

Di festa in festa

Costume sardo di Desulo. Foto presa da qui

Il cielo è grigio, ma non m’importa, ho il sole dentro di me! Niente di particolare, mi sento piena di energia positiva. Bello sentirsi così senza fare molti sforzi. Sentitamente ringrazio e porto a casa e me lo godo finché dura.

Marzo è zeppo di ricorrenze e festeggiamenti: abbiamo iniziato con la cresima di mio nipote Jey. Mio padre ha appena compiuto, 80 anni, in piena salute fisica e psichica. Se lo merita, dopo un ‘infanzia e giovinezza di povertà estrema ora si gode una bella vecchiaia. A cent’annus! Oggi festeggiamo mio nipote di sei anni, in settimana onomastico e compleanno di Mylove, e poi agli inizi di aprile i 18 mio nipote Di e il compleanno di mia madre. Li festeggiamo tutti, stando assieme senza fare grandi cose. Si festeggiano anche i numeri dispari, non solo le cifre tonde: l’esperienza insegna che aspettando la cifra tonda qualcuno ce lo perdiamo per strada, allora ti penti di aver rimandato un occasione per stare in allegria. Quindi vai con le torte, i pranzi, le cene e le pizze. Ognuno festeggia a modo suo, ci sta tutto e se non superiamo la prova costume da bagno, pazienza, vinciamo sicuramente la prova costume sardo!

La bellezza che mi gira attorno

E’ il tormentone della settimana: sappiamo riconoscere la bellezza che sta attorno a noi? Piccola o grande la bellezza sta attorno a noi e a volte non la riconosciamo, non la rispettiamo. Però oggi ho fatto un po’ d’esercizio, l’ho cercata e fotografata. Ho accompagnato mio padre a Cagliari a fare un piccolo intervento (tranquilli tutto bene), per ammazzare il tempo invece di stare in sala d’attesa, che tanto prima di un tot di ore non avrei saputo nulla di nulla, mi sono diretta verso il mare. Dopo tanti giorni di pioggia c’era un bel primaverile, anche se all’inizio il vento gelido mi schiaffeggiava il viso e visto che le vie aeree erano già intasate stava per farmi cambiare idea. Ma poi ho resistito e ne è valsa la pena. Ho fatto il pieno di colori e bellezza. Non che non abbia notato la schifezza dell’immondezza lasciata dai bruti, ma stamane no, volevo vedere solo il bello. E ora lo regalo a voi.

Porticciolo de Su siccu

Porticciolo de Su Siccu

 

Faro vecchio di Capo S'Elia
Faro di Capo S’Elia visto da Calamosca, che è una piccola spiaggia di Cagliari.
Faro e mare
Faro e mare
Fiori e mare
Fiori e mare. Calamosca

 

Pianta di fico
Pianta di fico che sembra rinsecchita, ma…..Foglie e fichi: a marzo????

Sorpresa! Foglie e fichi: fichi a marzo????

Rosmarino in fiore: le api laboriose ne approfittano.
Rosmarino in fiore: le api laboriose ne approfittano. Il miele di rosmarino è buonissimo!
Nelle rocce nascono i fiori.
Nelle rocce nascono i fiori. La natura è un designer esperto! Molti la copiano.
Bellezza mozzafiato
Bellezza mozzafiato
Poetto
Poetto. Potevo andar via senza fare una capatina al Poetto?

Sono state due ore bellissime. Il mare era calmo e il rumore delle onde dava tanta pace. Tutti quelli che ho incontrato avevano la mia stessa idea: godersi la bella giornata. Nella spiaggia di Calamosca c’erano persino uomini e donne in costume da bagno, e vi dirò anche che non erano ventenni, tutti avevano superato i sessanta!  Erano l’immagine della salute. Potere del sole e della bellezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La grande bellezza

Eh sì pure io l’ho visto e pure io dico la mia. Sia mai privare l’etere del mio importantissimo commento. L’ho visto in tv e già questo è un handicap: piccolo schermo e interruzioni pubblicitarie. Poi la prima mezzora era in contemporanea con la preparazione della cena e la cena stessa. Vuoi mettere spadellare con il sottofondo di Raffaella Carrà: ah ah ah, a far l’amore comincia tu, ah ah ah!? Confesso poi che ho perso pure gli ultimi 15 minuti: rapita da Morfeo. Ma questo non fa testo, quando un film mi piace mi addormento, se non mi piace m’incavolo e resto sveglia. Lo so, sono da neuro, ma è così.

Nonostante tutto questo, udite udite, faccio parte della metà a cui il film è piaciuto e ho voglia di rivederlo, se non al cinema, almeno senza interruzioni e ad un orario più consono ai miei ritmi.  A Mylove non è piaciuto, la Ferilli la odia e brucerebbe tutti i sofà dove si è seduta, inoltre durante la prima parte non ha fatto altro che ripetermi: ma quando inizia il film? Però poi mi ha detto come finisce, a lui non cala mai la palpebra!

A nessuno di quelli che conosco è piaciuto. Comincio a pensare di essere strana.

Mi è piaciuto perché è un film che senza pietà mette in luce certi ambienti romani, ma che potrebbero essere in altre grandi città o in Costa Smeralda per esempio, dove l’importante è vivere il nulla. Così anche persone ben dotate, capaci, si avvicinano al tramonto della vita rendendosi conto con disperazione che non hanno fatto niente d’importante per se stessi.

Mi hanno colpito alcune scene: il protagonista che spiega che un funerale è una grande rappresentazione scenica, non si deve piangere e poi lui portando la bara piange a dirotto. La morte è troppo vicina e non lascia indifferenti. Il tizio che aveva le chiavi di tutti i musei segreti di Roma, la bellezza dell’antichità a disposizione solo di pochi.  Anche la scena del cardinale che è più interessato alle ricette di cucina che alla vita spirituale non è male.

Non frequento ambienti simili e,  grazie a Dio, non conosco nessuno che li frequenta. Ma immagino che le persone che sono al commando del Paese conoscano bene la realtà messa in scena nel film. Nonostante abbiano la possibilità di vedere, toccare con mano delle belle cose, di vivere in mezzo agli ambienti ricchi di storia, non li vedono, sono scontati. Ogni pietra di Roma parla anche senza dire una parola. Ma chi è chiuso in se stesso e pensa al proprio benessere effimero, non si fa contagiare dalla grande bellezza che gli sta attorno e diventa una brutta persona.

Chi è in contatto quotidiano con il bello dovrebbe avere invece il dovere di preservarlo, usufruirne e metterlo a disposizione degli altri. Ecco cosa mi ha lasciato in eredità la visione del film.