Archivio mensile:febbraio 2014

Lacci arcobaleno

Immagine presa da qui

Indossare dei Lacci Arcobaleno. A proposito di colori, visto che le cose colorate ci piacciono tanto, vero? Soprattutto dopo tanto grigio abbiamo bisogno di vedere e indossare i colori. Tutti!

Antefatto: domenica Daniele Dessena, calciatore del Cagliari, ha messo nelle sue scarpette da calcio dei lacci arcobaleno in segno di solidarietà contro l’omofobia. Apriti cielo, quattro cretini gli hanno dato del “caghino” (gay in sardo) e l’hanno pesantemente insultato, ed è diventato un caso nazionale.

Fortunatamente gli insulti hanno sortito l’effetto contrario di quello voluto: molti calciatori scenderanno in campo con i lacci colorati e si pensa pure ad una fascia del capitano tutta colorata. C’è addirittura la benedizione dei  vertici  della Federazione. Alla faccia di quei quattro intolleranti che si nascondono dietro l’anonimato dei media!

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I prati sono in fiore

Un mare giallo
Un mare giallo di acetoselle

Non so se alla fine la coda dell’inverno ci colpirà all’improvviso, anche se in effetti abbiamo avuto un inverno mite, niente gelate, ma tanta acqua. Tutta quell’acqua delle settimane passate ci regalano lo spettacolo di prati in fiore che paiono seminati apposta. Invece è gratis. Mi distraggono e per poco non vado a sbattere contro qualche auto. Sono belli e mettono tanta allegria. Abbiamo avuto giornate semiestive, gli uccellini che svolazzano e cinguettano a più non posso, i gatti che si fanno sentire. Un po’ di ritegno, non guasterebbe, mica noi facciamo così! Ah ah ah.

Tante belle cose succedono intorno a me, anche qualcuna brutta, ma non merita di essere ricordata. Una bella cosa è che una volta alla settimana lavoro per un piccolo progetto con i bambini della scuola materna. Non ci crederete dopo tanti anni di esperienza, il primo giorno ero emozionatissima, mi sembrava di essere tornata indietro al primo giorno di supplenza. Sentivo gli stessi odori! Poi di fronte ai quei bambini e alle maestre tutto è passato e ho trovato il ritmo, la calma. Non c’è fretta. Quella fretta che abbiamo alla scuola primaria. Un’ ora di inglese, ricreazione, la collega non arriva a darmi il cambio, dai muoviti stiamo per uscire. Non era una novità ma l’insegnante prevalente, non l’insegnante unico che non esiste è un’emerita cavolata! Insomma siamo più stressate di prima con ritmi da catena di montaggio. Spero che qualcuno lassù in alto lo capisca e ci dia ritmi più umani! Mi piace lavorare con i bambini piccoli, sono così pieni di fiducia anche nei miei confronti, un’emerita sconosciuta. Mi raccontano le loro cose come se mi avessero conosciuto da sempre. L’ambiente è sereno, pulito, ordinato, si alternano attività strutturate a attività libere. Un bell’equilibrio.Non si arriva a questi livelli senza l’apporto delle maestre. Grazie alle colleghe per lo splendido lavoro quotidiano.

 

Il verdetto del voto della Sardegna

E’ andata così. Un sardo su due ha preferito che fossero gli altri a decidere per lui. Li capisco, anche a me era balenata quest’idea. Michela Murgia come previsto non ha vinto le elezioni e ha avuto poco più del 10%. Ha vinto Pigliaru, del centro sinistra. A dire il vero mancano ancora i dati di alcune sezioni, che presidenti di seggio e scrutatori si devono essere addormentati sulle schede. Infatti la scheda aveva la dimensione di una federa! Nella stessa federa scheda si poteva votare per il presidente e per i consiglieri. Con il voto disgiunto. Cioè potevamo votare il presidente di sinistra e un consigliere di destra. Praticamente potevi dare due voti completamente diversi. Altro che porcata! Questo fregò Soru cinque anni fa, la sinistra prese molti più voti del suo canditato presidente! Praticamente lo impallinarono. Notizie dai seggi ci dicevano che c’erano molte schede contestate. Dare due schede no? Una per il presidente e l’altra per il consiglio! Nooo, troooooppo semplice.

Altra cagxta, grande gagxta, è la nostra legge elettorale, che per arginare i grilli, non permette alla Murgia di avere un seggio, neanche il suo: le sue liste non hanno raggiunto il 10%, si sono fermate attorno all’8%. Ma secondo voi si è demoralizzata? Manco per niente, è solo l’inizio di un lungo percorso.

Che dire ancora? Sono contenta che abbia vinto Pigliaru, un professore universitario di economia, persona serissima e onesta. Molto amato dai suoi studenti anche se non sa raccontare le barzellette! Ha fatto campagna elettorale in un mese: alle primarie vinse un’altra candidata che poi venne inquisita, sembra per stupidaggini. Intanto fino all’ultimo non si sapeva chi fosse il candidato del centro sinistra. Quindi è andata di lusso. La pochezza dell’ex-governatore era così evidente che neanche B, sceso in Sardegna ben due volte, ha potuto salvarlo. Anzi forse ha peggiorato le cose: è palese che B non è  più quello di una volta, meno male, ha fatto delle gaffes incredibili che invece di aiutare il candidato lo ha affossato ulteriormente. Amen.

Al Professor Pigliaru chiedo di mantenere una delle sue poche promesse: quelle di rianimare il mondo della scuola sarda! Auguri Presidente, a lei e noi!

Aspettando i risultati elettorali dei Sardi

Eh, che cavolo!
Eh, che cavolo!

 

 

Innanzitutto è la quarta giornata che inizia con un bel solicello! Wow! Ieri il Poetto era gremito di gente, ma noi purtroppo siamo stati a casa: sabato mi sono presa uno strappo muscolare spostando divani e lavando vetri! Volevo approfittare delle belle giornate di sole.  Mylove invece ha avuto un attacco di rinite: 24 ore di starnuti. Nonostante tutto però sono su di morale. Potere magico dei raggi di sole!

Intanto aspettiamo lo spoglio dei voti, iniziato alle 7, ora sono le 8.15. Non abbiamo ancora alcuna proiezione, sappiamo solo che il 48% è rimasto a casa, anzi è andato al mare o a cercare asparagi, che ieri sera i profili di fb, erano pieni di foto di gente stesa al sole o di spaghetti al verde! Che invidia!

Giusto per registrale il dato, siamo in attesa anche del governo Renzi, che poi questa storia non l’ho ancora capita, il mio cervello sta ancora elaborando il dato. Intanto arriva anche qualche medagliuzza dalle olimpiadi invernali, manca ancora l’oro. Chissà se arriverà?

Con la tv accesa su Videolina ora vado a sistemare un cavolfiore di 2,6 kg  gentilmente offerto dall’orto di mio suocero. Era pure dispiaciuto: troppo piccolo, due anni fa la bilancia segnava 6,7 Kg! Eh, che cavolo!

Sardegna: silenzio elettorale

Noi in Sardegna domani votiamo.  E ora che i candidati sono finalmente zitti, parlo io. Ho deciso già da tempo di votare Michela Murgia e una candidata di una sua lista, che per motivi di lavoro ho avuto modo di conoscere ed apprezzare. Non sono indipendentista, né credo che i problemi della Sardegna si risolvano separandosi dall’amministrazione dell’Italia. Credo però che noi sardi dobbiamo veramente lavorare per essere indipendenti dentro: non piangere per la nostra insularità psicologica e aspettare che gli aiuti arrivino dal Continente. Noi dobbiamo capire chi siamo e cosa possiamo fare per la Sardegna. I sardi sono padroni dei loro destino. Nessun altro. Il progetto di Michela parte da qui, dal valorizzare quel che siamo e quello che possiamo fare, lavorando sui nostri millenari difetti per migliorarli ed essere finalmente liberi dai tanti tabù che ci portiamo appresso.  

Non credo che Michela vincerà le elezioni, ma sicuramente otterrà un ottimo risultato, base essenziale per portare avanti un progetto che non può e non deve finire domani notte. Lei ama profondamente la Sardegna e la conosce molto bene in tutte le sue sfaccettature. Ho letto un suo libro  prima che diventasse famosa, poi  mi sono resa conto che era l’autrice di un libro che avevo nella mia libreria. Un giorno dagli scaffali di un supermercato mi sono portata a casa il suo libro “Viaggio in Sardegna”. Mi ha colpito subito, di solito i sardi non scrivono libri sulla  Sardegna,  sono gli altri, i continentali e gli stranieri, che amano scrivere le scoperte che fanno su di noi. Noi pensiamo, sbagliando, di non aver bisogno di scrivere, che basta vivere in Sardegna. Ma lo scrivere aiuta la riflessione e la condivisione. Michela lo ha fatto in un modo così schietto e sincero da farmi dire che quello è il suo libro migliore. Da questo libro è partita la mia consapevolezza di essere sarda, di amare la Sardegna, di amarne i pregi e spietatamente vederne i difetti, volendo però dare ogni giorno un piccolo contributo per migliorarli.

Auguro a me, ai miei cari conterranei, un buon voto. Che finalmente si possa lavorare seriamente e avere una vita migliore.

Kefir di latte e altro ancor

E’ passata una settimana dall’ultimo post. Son successe tante cose e non ho potuto scrivere perché ogni sera mi vengono degli attacchi di cervicalgia, appena mi siedo al pc cominciano la nausea e i dolori vari. Se insisto troppo mi riduco come una larva e arrivo a letto a carponi. Vediamo quanto duro oggi.

kefir
kefir, bacche di goji e cereali

Innanzitutto festeggiamo: i fermenti di kefir non solo sono vivi e sani, ma anche  più che raddoppiati. E’ un successo, stamane sono pure riuscita a colare il siero e quindi il latte che ho ottenuto era dolcissimo e anche più consistente: direi yogurt. Leggo i vari blog e siti che ho trovato con google. Mi sembra di essere sulla strada giusta. Ho prima usato un latte parzialmente scremato, poi sono passata al latte intero, ma tornerò al primo. La quantità del kefir non è tanta, ma comunque non intendo produrne quantità industriali, solo per un uso modico giornaliero, non più di 300 cl al giorno. Voglio che diventi un’abitudine e che le operazioni diventino routine. Lo colo e lo utilizzo per colazione, dal produttore al consumatore! Io! km sottozero e tanti benefici.

Gemme di callistemo.

Gemme di callistemo.
Bulbi di non mi ricordo più cosa. Bisogna aspettare che fioriscano!
Bulbi di non mi ricordo più cosa. Bisogna aspettare che fioriscano!
Bisogna trovare il tempo per estirpare le erbacce!
Bisogna trovare il tempo per estirpare le erbacce!

Per la prima volta da tre mesi a questa parte il riscaldamento lo abbiamo acceso alle 18! Dopo tanta pioggia abbiamo avuto due giorni senza ombrello, oggi addirittura si sudava. Sono i prodromi della primavera.  Già quando eravamo ancora sott’acqua avevo osservato le gemme dei rami degli alberi della scuola. Mi aveva fatto tanto bene, zitta zitta la natura stava lavorando per noi e io l’avevo benedetta, in silenzio pure io. Le giornate sono decisamente più lunghe e luminose fino a tardi! Alè.

Sono a casa fino a martedì: noi sardi votiamo per le regionali. So chi votare e farò un post in merito al più presto. Intanto mi godo la chiusura delle scuole, abbiamo avuto due settimane stressantissime. Una pausa ci vuole!

Vorrei scrivere tante altre cose, ma è meglio che mi fermi, prima di dover camminare a quattro zampe! Buona inizio di weekend

Fermenti di Kefir di latte

Oggi mi hanno regalato dei fermenti di kefir. Una cucchiaiata di granuli ciccioni e bianchi, non sono un’esperta, ma sembrano sani.  Mi son procurata un colino  e un cucchiaio di plastica, andrebbe bene anche il legno, l’acciaio e l’alluminio no, perché ucciderebbero i fermenti.  Anche per travasare si usa vetro o plastica. Li ho colati e schiacciati poco poco, ho bevuto un dito di latte di kefir, aveva il sapore acidino di quello che avevo comprato quest’estate. Era troppo poco per zuccherarlo con il miele, poi volevo assaggiarlo al naturale. Ho messo i fermenti, che pesavano circa 9 grammi, in un vaso di vetro e aggiunto circa 150 grammi di latte parzialmente scremato, ma si può usare quello che si vuole, pure quello vegetale! Dipende dai gusti. La proporzione  dei fermenti deve essere circa il 5% del latte, per 50 g. di fermenti per un litro di latte. Spero che le mie reminiscenze di matematica non abbiano fatto cilecca!

Ho frugato nei vari siti e blog e mi sono fatta un’idea di come devo procedere. Avevo letto in alcuni blog che seguo del latte di kefir, ma mai avrei immaginato che mi sarei cimentata in quest’impresa! Ci provo, è una cosa sana, e in questo periodo, dopo anni in cui a colazione ho consumato quasi esclusivamente té, a volte latte di mandorle autoprodotto, ho proprio il desiderio del latte. Che abbia mancanza di calcio? Mah! L’altro ieri una persona che conosco mi ha detto che beveva il latte di kefir autoprodotto che sta consumando regolarmente da un po’ di tempo.  Così eccomi qua a raccontare quest’avventura. Spero di non fare morire i fermenti e di trattarli bene. Ora riposano al buio della dispensa e fra 24 ore circa provvederò a colarli un’altra volta.  Cercherò di ricordarmi di fare le foto!

Ti voglio molto bene

Questa volta no, non sono stata molto professionale. Ho urlato tanto. Più urlavo e più mi rendevo conto che stavo perdendo il controllo della situazione.  Questo mi innervosiva  ancora di più, non con l’alunno con me stessa. Iniziava seduta stante la sequenza dei rimorsi. Come potevo uscirne, senza ledere la mia autorevolezza e dando al bambino la certezza che niente era perduto? In qualche modo ne sono uscita, l’ho mandato due minuti fuori dall’aula e poi gli ho parlato nell’andito.

Avevo davanti Effe, un ragazzino di quinta, l’avrei preso volentieri a schiaffi per come mi stava rispondendo senza rispetto e senza alcun timore. Gliel’ho pure detto. Sfidandomi, mi ha risposto che non potevo farlo.

E’ vero, non posso farlo, ma perché io decido di non farlo e di non arrivare a tanto. Mi sto autocontrollando, con fatica, ma ce la faccio. Però potrei anche decidere di superare il limite, picchiarti e pagarne le conseguenze. Se dovessi arrivare a tanto, chiamerei subito i tuoi e anche il preside, mia autodenuncerei anche con telefono azzurro! Tu mi hai fatto arrabbiare, e tanto, ma non perché non fai i compiti e stai sprecando così il tuo talento, che altri vorrebbero, ma perché dici tante bugie. Sai che sono bugie e cerchi di convincere me e te stesso che hai ragione tu. Ma non è così, tu non fai le cose, e rimangono non fatte, gli altri vanno avanti e tu sei sempre indietro. Lo stai decidendo tu, nessuno può fare il tuo lavoro, nessuno.

Stai combinando tanti guai, qui a scuola e anche a casa. Ti senti grande e invece hai solo 10 anni. No, non ti dico quello che hai fatto perché tu lo sai, e lo sappiamo anche noi insegnanti. Ti stiamo controllando, se ti peschiamo con le mani nel sacco passi guai seri. Alcuni adulti hanno per cose simili hanno subito un processo e sono stati condannati per molto meno. Ti senti invulnerabile perché sei un bambino, ti senti forte e magico. Però stai crescendo e fra qualche anno avrai quattordici anni e poi avrai diciotto anni e sarai responsabile di tutto quello che farai. Vuoi fare una brutta fine? Se questo succedesse, mi dispiacerebbe moltissimo per te e la tua famiglia. Io sto dando tutto, potrei fregarmene, tanto fra cinque mesi non sarai più mio alunno, ma come vedi sono qui, ho bloccato la lezione,  e ti  ripeto le cose che ti ripeto senza stancarmi da quando eri in prima elementare. Ora ti dico anche altre cose, perché sei più grande e le capisci. Un giorno,forse dirai a te stesso, aveva ragione la maestra. Ti voglio molto bene e credo che te ne vorrò sempre, anche tu devi voler bene a te stesso e trovare la forza di dire no a certe cose facili, a certe risposte che dai. Sforzati ce la puoi fare. Io sono sempre qui pronta a lodarti quando fai bene le cose.

PS. Effe è un ragazzino molto intelligente, vittima di una famiglia sballata, che ha rovinato un fratello prima di lui, anch’egli era stato mio alunno. La situazione è  da manuale,  racchiude in sé tutta la casistica della famiglia sbagliata.  Noi a scuola con i pochi mezzi che abbiamo riusciamo a stento a contenerlo,  assistiamo giorno per giorno alla crescita dei problemi di questo ragazzino, che purtroppo se continua così avrà la strada segnata.

Oggi è San Biagio

Buon lunedì, buon inizio di febbraio. Oggi è San Biagio, santo molto venerato dalle mie parti. In molte chiese si impartisce la benedizione della gola: il sacerdote benedice con due candele incrociate la gola dei tutti i fedeli. Se soffrite, come me, di mal di gola perenne,  e siete credenti, potete approfittarne!

San Biagio era  vescovo di Sebaste, in Armenia, martirizzato nel 316 circa, per aver rifiutato di  rinnegare la propria fede. In vita compì tanti miracoli, l’ultimo fu quello di salvare un bambino che stava morendo soffocato da una spina di pesce conficcatagli in gola. Da lì la tradizione della benedizione della gola.

San Biagio è un santo molto venerato in tutt’Italia, in ogni regione per l’occasione  si preparano dei dolcetti, ottimi per il mal di gola, che sono benedetti dai sacerdoti. A Milano si mangiano gli avanzi del panettone di Natale, conservati per questa ricorrenza. Per la serie non si finisce mai di imparare, ho scoperto che San Biagio  è il santo patrono della città di Maratea, nella cui Basilica sono custodite dal 723 le reliquie . Addirittura si festeggia due volte, oggi e poi a Maggio, per l’anniversario della traslazione delle reliquie, si fa un mega festa che dura otto giorni!

Ieri era la Candelora e visto il tempaccio, nell’inverno siamo proprio dentro, e pure le ombre della marmotta americana ci dicono che avremo ancora sei settimane d’inverno. Non avevo dubbi che quest’anno il clima ricalcasse quello dello scorso anno!  Non dovrei dirlo così “ma a me non mi piace l’inverno”.