Maestra dentro. Fino in fondo

E’ venerdì sera, piove e tira vento. Siamo in pieno inverno, e io non sopporto l’inverno. Avrei bisogno di vedere il mare e splendere il  sole. Anche se invernale, anche se il freddo fa diventare il naso rosso. Ne ho bisogno. Tanto. Ho bisogno di dar aria ai miei pensieri. Ho pensato troppo, ho dovuto trovare le parole giuste: addolorate, ma inflessibili, perdonare si potrà, attingendo a tutte le mie risorse umane e professionali, che sono ingenti, ma ci vorrà ancora del tempo. La ferita si rimarginerà, rimarrà una cicatrice che sbiadirà col tempo, forse scomparirà, ma so già che rimarrà il segno in un angolo del mio io.

Succede sempre quando si rientra dalle vacanze che ci mettiamo un po’ a carburare. I bambini hanno quasi sempre bisogno di essere scossi e richiamati al loro dovere quotidiano. Io odio mettere le note sul diario personale: mi fanno perdere un sacco di tempo, il giorno dopo vengono tirate fuori delle scuse incredibili, io poi me le dimentico e sono costretta a scrivere sul calendario i nomi dei bambini a cui devo controllare le note! Le metto solo quando vedo che la situazione di gnorraggine del singolo perdura oppure se la maggior parte ha la paraculite acuta. Questa è la situazione peggiore perché una volta che inizio a scrivere non mi ferma più nessuno e ci passano tutti, anche quelli che non hanno preso mai una nota! Non voglio che mi venga detto che non sono giusta! Chi c’è c’è. Non mi fanno commuovere le lacrime di coccodrillo, anzi mi fanno proprio girare l’anima. Ai  “ma io ho studiato” rispondo sempre: “non abbastanza da essere sufficiente!”, ai “non ho capito l’esercizio” è sempre pronto: “non offendere la tua intelligenza e pure la mia!” Insomma non c’è proprio scampo. Questo metodo è infallibile e i ragazzi si mettono in riga, la volta successiva sono tutti prontissimi e pure soddisfatti delle loro performance! Disgraziati, mi fate fare la figura della strega! Per gli irriducibili, purtroppo non c’è speranza. Mi rassegno e so che non otterrò niente, ma quelli sono già sfortunati non avendo dietro una famiglia educativamente valida.

Questa settimana era partita così con una quinta e a seguire a metà settimana con un’altra quinta. Ho perso un sacco di tempo a scrivere note e a spiegare e a non ridere in faccia a quelli che se la tentavano: “ma la devo far firmare?” ” No, sai mi sono solo esercitata un po’, che non ti venga in mente di mancare e di dire che hai dimenticato il diario a casa perché ho i tuoi numeri di telefono fino alla quinta generazione di zie!” Insomma normale amministrazione, e, anche se la maggior parte era abbacchiata e preoccupata per le conseguenze, abbiamo ripreso serenamente la lezione. All’uscita ad un bambino ignoto è caduto un foglio, che sfortunatamente ho raccolto proprio io, nel quale con ordine e in stampatello, senza un errore di ortografia c’erano scritte una serie di offese e parolacce  indirizzate a Mrs Speranza Speranziamo. Cioè io. Con l’aiuto delle colleghe abbiamo individuato il possibile colpevole, e l’indomani, con una piccola indagine portata avanti senza clamori, interrogando i testimoni del misfatto e  appurato il tentativo di trovar complici, ho accerchiato lo sventurato. Il quale, nonostante avesse visto che avevo raccolto il biglietto, per un po’ ha cercato di mentire con la scusa che non c’era l’autografo e chiunque poteva aver disegnato le bare! Il poveretto dopo due urlate è crollato.

Con il preside, avvisato in prima mattinata, avevamo concordato che avrei gestito tutta la faccenda e chiamato la famiglia. Dopo due minuti la mamma era a scuola e mentre leggeva le parole scritte dal figlio si è accartocciata sulla sedia e meno male che avevo avuto l’intuizione di parlarle prima da sola, altrimenti lo avrebbe picchiato seduta stante davanti a me. Le ho raccontato tutto quel che è successo ad ogni mia parola la vergogna e la mortificazione aumentava. Ho chiamato il bambino e gli ho parlato nuovamente davanti alla mamma. L’ho trattato da adulto, perché facendo una cosa del genere si era comportato come un adulto e come tale doveva sentire tutto il peso di quello che aveva fatto.

“Mi hai fatto molto male e in questo momento non so come ne usciremo fuori, perché anche se tu mi chiedi scusa non è che dopo tutto torna subito normale, avrò bisogno del mio tempo, non so quanto e visto che tu sei così bravo a scrivere desidero ricevere una bella  lunga lettera lunga di scuse da parte tua. Senza contare che stai facendo soffrire un sacco di persone.  Tu adesso sei preoccupato per le conseguenze a casa, ma sperimenterai che più passa il tempo più sarai dispiaciuto e più ti vergognerai di quello che hai fatto. Purtroppo ogni nostra azione ha una conseguenza e prima di fare determinate cose bisogna stare molto attenti  e pensarci due volte.  Devi imparare a non farti prendere dalla rabbia. A nessuno piace essere sgridato ed essere rimproverato, ma a volte dobbiamo accettare la correzione. Così cresciamo ed impariamo. La cosa più importante, ti sembrerà strano, non sono le materie e  i voti, ma lo stare assieme e imparare a rispettare i compagni e gli insegnanti.  Vedi, io amo il mio lavoro e ci tengo a svolgerlo bene, anche oggi che tu mi hai ferito profondamente io sono maestra fino in fondo, sono talmente maestra dentro, che non m’interessa che tu sia punito, ci penseranno i tuoi genitori,  voglio solo che tu ti renda conto di quello che hai fatto e che non ti capiti più di trovarti in simili situazioni.”

Questa storia mi ha scosso profondamente, dopo che la mamma è andata via ho sentito tutta la stanchezza del mondo e quasi non riuscivo a camminare. Sarei voluta scappare a casa e infilarmi nel letto, invece ho portato avanti le mie lezioni. Non ho dormito bene per due notti. Spero che presto torni il sereno sul nel cielo e nella mia anima ferita.

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13 pensieri su “Maestra dentro. Fino in fondo

  1. Sì hai gestito il problema in maniera esemplare, complimentoni. Penso due altre cose: il fato che ha fatto cadere il foglio che ha trovato la tua mano a raccoglierlo, cosa non da poco, e se avessi trovato una famiglie di quelle “mio figlio ha sempre ragione!!”? Purtroppo ci sono , una mia amica prof. aveva un alunno che ha passato tutto l’anno seduto dandole le spalle e la famiglia neanche una piega. Un abbraccione, spero vada un po’ meglio. Dai.

    1. Infatti, la mia preoccupazione era proprio quella: trarre qualcosa di positivo da questa cosa orribile. Credo che abbia capito. Non c’è stato spazio neanche in famiglia per giustificare il suo operato.

    1. Devo ammettere che sono stata “chirurgica”, non ho perso mai la pazienza e ho agito con molto self-control. Il preside mi ha detto che lui si sarebbe arrabbiato tantissimo!

  2. Cavoli certo che i ragazzini possono essere davvero cattivi. Mi e’ piaciuto che tu lo abbia trattato da adulto in risposta al suo comportamento da adulto. Sei un’ottima maestra, e spero che abbia capito la lezione!

  3. dietro bimbi cosi penso che ci sia anche una famiglia di bisogni educativi o sbaglio? io invece fui punita in 5 elementare perché passavo biglietti d’amore ad un compagno e dopo 35 anni mi ha trovata su facebook..il nome te lo dico in privato ..e fui punita perché la maestra e mamma affidataria era troppo seria..mi vietava di essergli amica essendo che il bimbo veniva da una famiglia molto molto povera…ed adesso ha due studi medici lavora al centro tumori ed un ginecolo importante e tutti giorni fa nascere bimbi…ti racconto tale storia per farti sorridere..

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