Halloween sì, Halloween no

Auguri! Oggi è la festa di Tutti i Santi, quindi tutti sono autorizzati a festeggiare, anche quelli che hanno un nome particolare o che non risulta nel calendario, anzi quelli devono festeggiare di più perché è l’occasione buona.

Comunico che l’estate è finita pure in Sardegna, l’autunno è arrivato con nuvole e pioggia, al nord c’è stata una grandinata con chicchi grandi come mele, chiamali chicchi!

Dunque Halloween sì, Halloween no? Premetto che a me non piace H. e  non perché è una festa americana, questa cosa mi sembra una gran scemata. Dovremmo eliminare tante altre cose, il burro d’arachidi o il tacchino arrosto, giusto per fare un esempio. Non mi piace come non mi piace più carnevale.  Credo che per ogni cosa c’è il suo momento. Se fossi più giovane o avessi figli sarebbe certo un’altra cosa e forse mi divertirei a fare i biscotti a forma di dito o ragno. Miei nipoti da bambini adoravano H e Carnevale ora manco morti! E’ finito anche per loro il tempo dei travestimenti.

Come insegnante d’inglese la tratto come un argomento della tradizione americana, se nel libro c’è un canzone la cantiamo, propongo delle schede per ampliare il vocabolario, quest’anno ho trovato una scheda di matematica per i bambini di seconda, dovevano addizionare le zucche e scrivere il risultato in cifra e in parola, in inglese, ben inteso! Un bambino testimone di geova mi ha restituito la scheda dicendo che non festeggiava H. Neppure io, gli ho detto, soffriamo insieme: è argomento di programma e non credo che parlarne voglia dire festeggiare. Se leggo le malefatte dei personaggi storici non vuol dire che io sono dalla loro parte. Anzi! Ha ripreso la scheda e ha lavorato, ma lo vedevo che non era sereno, povero cucciolo. Speriamo che a casa capiscano e chiudano lì la faccenda, senza dargli troppa importanza.

Quest’anno però ho approfondito un po’ di più e anche capito alcune cose interessanti. Forse non tutti sanno che la parola Halloween deriva da All Hallows Eve cioè Vigilia di Ognisssanti e che la festa di Ognissanti era a maggio e che il Papa nel VII secolo, la spostò per contrastare dei culti pagani che vedavano il ritorno in vita dei morti (bbrrr). Poi festa arrivò nel Nuovo Mondo e subì la trasformazione e divenne quello che è ora: un insieme di cose fatte senza stare lì troppo a pensare, per il divertimento soprattutto dei bambini che amano travestirsi,  l’horror e le gare di raccolta dei dolcetti.

In Sardegna abbiamo delle antichissime tradizioni simili ad H. che tuttora perdurano o sono rivitalizzate da enti o associazioni. I bambini,  anime pure, vanno di casa in casa a chiedere dolci, castagne, nocciole etc, in cambio di preghiere che loro faranno per le anime dei defunti di chi fa l’offerta. Bello vero? In alcuni paesi la sera dell’1 novembre si apparecchia il tavolo e si lascia così, nel caso che l’anima del proprio caro torni in visita e abbia fame!

Caro il mio parroco, che hai tuonato dall’altare contro H. ti chiedo tu, proprio tu, cosa hai proposto invece? Perché non hai organizzato, tu, nella sala parrocchiale una festa, in onore dei santi o dei defunti, sai quanti bambini e famiglie avrebbero partecipato? Sai quanti ti avrebbero aiutato? Pensaci per il prossimo anno.

Annunci

5 pensieri su “Halloween sì, Halloween no

  1. Conoscevo l’origine di Halloween, non mi fa impazzire, ma ai bimbi d’oggi piace e mi pare giusto lasciare che si divertano, e chi continua a tuonare contro questa festa mi fa un po’ ridere.

  2. Dalle mie parti i bambini suonano i campanelli delle case e chiedono “su mortu mortu”, un’offerta per le anime che generalmente consiste in caramelle, dolci e frutta secca. E’ sempre stato così e spero che questa tradizione non si perda. A Cagliari, dove ora vivo, ieri sera c’erano tanti bambini mascherati da scheletri e streghe che giravano di casa in casa pronunciando il classico “dolcetto- scherzetto”. Capisco che per i più piccoli Halloween sia molto affascinante, però a mio parere non dovremmo farci fagocitare dalla cultura anglosassane.. i genitori dovrebbero avere il ruolo di tramandare ai propri figli le tradizioni della nostra terra (in fondo non così dissimili)..ma, si sa, i mass – media publiccizzano tanto Halloween e la gente ha la memoria corta

    1. Nel mio paese non c’è mai stata la tradizione dei bambini che passano nelle case, ma era il sacrestano che faceva la questua in cambio di preghiere per le anime! C’era tanta fame!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...