Finché la scuola va

L’anno scolastico è iniziato da un mese e io ancora non ho scritto una riga. Le mie giornate sono piene, cerco  di non strafare perché altrimenti a giugno non ci arrivo, però intanto alcune cose sono urgenti, altre urgentissime, altre ancora erano da fare per l’altro ieri. Comunque alla fine ho smaltito il lavoro arretrato e con i lavori dell’inizio ho terminato giusto ieri notte. Alé!

Un inizio d’anno così tranquillo e pacato non è stato mai registrato nei miei annali.  Nessun battibecco per il giorno libero, qualche mugugno per l’orario, ma quello è quel che possiamo fare! La quadratura del cerchio non è un problema che possiamo risolvere noi! I bambini delle classi prime sembrano quelli di un’annata buona. I bambini sono come il vino: vanno ad annate.  Sembra non ci siano casi troppo complicati da gestire e pure i genitori sono in massima parte collaborativi e attenti. Io ho tre classi nuove: una seconda e due terze, più quelle quattro dello scorso anno (due quarte e due quinte) e fanno sette. Pensavo di arrivare a otto classi, ma una l’ha vinta l’altra collega. Non posso vincere sempre io 🙂

Il rientro è sempre faticoso,  perché, uff, tornare a rinchiudersi dentro le stanze mentre il sole sardo, malandrino, ti invita a stare fuori al mare e non stare chino sui libri e relazioni e programmazioni e verbali? Bambini e genitori hanno faticato, come noi a prendere il ritmo: quaderno a quadretti piccoli o grandi? perché portarsi dietro la cartella d’inglese e non lasciarla a scuola? maestra mi sono dimenticato la cartella a casa! maestra non mi sono ricordata di scrivere e fare i compiti! Sgrunt!

Qualche genitore pensa che sarebbe meglio che la scuola iniziasse il 1 ottobre! Perché c’è troppo caldo. Li manderei a farsi un giro Cuba o in Tanzania, due nazioni a caso che hanno sistemi completamente diversi tra lore e dal nostro. Poi ne riparliamo. Non dobbiamo chiedere di meno, ma di più. Più qualità, più professionalità, più finanziamenti, più consapevolezza che l’istruzione serve e cambia la vita degli esseri umani.

Tutti i giorni ci ritroviamo a fare un passo avanti, a volte un passo indietro e non si  sa come uscirne. E’ di questi giorni il problema dei cancelli chiusi delle scuole prima del suono della campana d’inizio e dell’accompagnare all’uscita i bambini fino al cancello. Qui e qui si chiarisce bene il problema. Ma dico: che cavolo me ne faccio di un giardino grande come un campo di calcio se i bambini non ci possono sostare? Trovare una soluzione più fattibile no? Non lo posso concepire. Ci aspettano giorni di caos e incomprensioni. Tremo già all’idea.

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