E arrivò l’orario

E arrivò l’orario, come previsto, furono urla, pianti e stridore di denti. La scena si ripete uguale uguale ogni anno. Solo che nessuno si è benguardato di fare le scenate davanti al preside. E quest’anno l’orario è ben peggiore degli scorsi anni. Ma la cosa non mi tocca per niente. Rido per conto mio, senza farmi vedere🙂

L’inizio della scuola può attendere

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Il calendario scolastico regionale della Sardegna prevede che le lezioni inizino oggi, il nostro istituto a giugno aveva deciso di iniziare due giorni prima per ottimizzare meglio le vacanze. Invece a causa dei lavori per la sistemazione dei nuovi infissi, la data di inizio è slittata di una settimana, ma dopo un sopralluogo della sottoscritta e di alcune colleghe abbiamo capito che se tutto va bene inizieremo a metà della settimana prossima.   I lavori sarebbero dovuti iniziare appena terminate le lezioni, visto che c’era tutto il tempo delle vacanze estive, ma si sa i tempi della burocrazia delle amministrazioni comunali non corrispondono a quelli scolastici. Così siamo in stand by e noi insegnanti della scuola primaria ci presentiamo presso la scuola secondaria a giorni alterni per organizzare il rientro e i progetti che erano rimasti in sospeso a giugno.

Intanto il dirigente ha quasi terminato l’orario, mi ha chiamato solo una volta per chiedermi se il martedì preferivo il turno della mattina o quello della sera. Ho così visto che il mio orario non è male, anzi! Quello degli altri non lo so, ma ha già detto che per alcuni ci sono delle ore buche.  E lì che casca l’asino, ma io ho ripreso a fare sonni tranquilli🙂

Forse qualcuno ricorderà che a maggio avevo ottenuto il trasferimento dal posto di lingua inglese alla scuola comune, cioè sono passata da insegnare solo l’inglese a otto classi a insegnare altre materie e l’inglese nelle mie classi. Avevo chiesto al dirigente di farmi sapere le materie che avrei insegnato e la classe perché dopo 10 anni di solo inglese, per la matematica avrei avuto bisogno di tempo per documentarmi.  Agli inizi di luglio mi ha detto che mi assegnava matematica nelle prime e che avrei avuto due colleghe fantastiche. Ho iniziato così a studiare e prepararmi.

Il primo di settembre dopo il collegio dei docenti mi convoca e mi chiede se ero disponibile a cambiare cioè a sostituire la collega che purtroppo si è ammalata e che non rientrerà perché comunque andrà in pensione il prossimo anno. Al sentire la proposta mi sono accasciata nella sedia della presidenza e a stento riuscivo a pronunciare delle domande per capire meglio la proposta. Meno male che il cervello, nonostante la carica emotiva, ha funzionato lo stesso e ho capito che era un’occasione da non lasciar perdere. Dunque insegnerò italiano, storia, geografia (che sono le mie materie preferite)  in una seconda a tempo pieno. Dopo dieci anni non insegnerò inglese perché l’altra collega anche lei titolata lo insegnava lo scorso anno. Collega è una di quelle che lo scorso anno mi aveva fatto piangere per l’orario, ma a parte questo episodio, che poi avevamo già superato, è una persona fidata, di parola e seria. Tra l’altro so che lei ha una buona opinione di me.

Mi sembra che ci siano tutte le premesse per lavorare bene. Poi ciliegina sulla torta, ieri abbiamo saputo che alcuni ematomi della collega malata non si vedono più. Vuol dire che la cura sta iniziando a fare effetto. Speriamo che scompaiano  anche quegli altri che ci stanno facendo penare, ma sono molto fiduciosa.

Timetable

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Oggi abbiamo avuto il secondo Collegio dei docenti del mese, che è durato circa quattro ore. Dopo la seconda ora eravamo tutti in tilt, preside compreso. Al che saggiamente abbiamo deciso di fare un break, non era più possibile andare avanti. Non è stato difficile, ma noioso: si dovevano nominare i collaboratori del dirigente, le funzioni strumentali, i componenti delle commissioni, i presidenti e i segretari delle varie assemblee.

Premetto che quasi nessuno vuole avere incombenze perché per la mole di lavoro che ci vuole il compenso è ridicolo. Non ho mai capito perché alcuni insegnanti devono lavorare gratis per poi essere insultati da tutti. Ci sono dei docenti che non hanno mai prestato un secondo in più del dovuto  e  che sono i primi a sparare a zero al primo passo falso. Alcuni che hanno provato ad avere incarichi al primo insuccesso hanno mollato lasciando i colleghi in un mare di guai.

Per anni ho avuto l’incarico di organizzare l’orario della scuola elementare, ma lo scorso anno ho detto basta, visto che non ho dormito per un mese e sono stata molto vicina al ricovero alla neuro. Ho mantenuto la promessa e non mi sono lasciata blandire da nessuno. So che mi avrebbero aspettato per configgermi un coltello nel petto appena si fosse accennato di ore buche o cambio del giorno libero. Così quest’anno l’orario della primaria lo stileranno due colleghe della scuola secondaria con l’aiuto del dirigente e l’utilizzo di un software. Ne vedremo delle belle. Le due colleghe mi hanno già chiesto il numero di telefono per chiamarmi in caso di necessità. Prevedo telefonate fiume. Ma almeno dormirò, spero. Gli ho fatto gli auguri, ne avranno bisogno loro e pure noi!

Speriamo bene.

Diario di lettura_Agosto 2016

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21) Un nastro color lavanda di Heather Burch. Ah questa è una di quelle storie mi piacciono quando devo rilassare la mente. Adrienne lascia Chicago e compra una casa in riva al mare in Florida. Durante la ristrutturazione trova un pacco di lettere d’amore. Riuscirà a scoprire i misteri che avvolgono le lettere?

Trilogia del Canto della pianura di Kent Haruf :

22) Benedizione,   23) Canto della Pianura,   24) Crepuscolo. Fino a quando non ho letto l’ultima pagina del terzo libro non sono stata in pace.  Mi sono piaciuti moltissimo tutti e tre. I critici letterari riscontrano delle diversità di stile per ogni libro. Non me ne sono accorta, infatti ero alquanto presa dalla narrazione. Mi è piaciuto il mondo sereno e asciutto  di raccontare e descrivere i personaggi. Quando ho scoperto che l’autore è morto mi è dispiaciuto molto, avrei voluto che la sua opera fosse più copiosa.

Dopo questa maratona letteraria per quindici giorni non ho letto nessun libro. Non ho letto libri per quindici giorni e così è arrivato settembre. Ma delle letture di questo mese ne parlerò nel prossimo diario

 

Sul Fertility day

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 La campagna pubblicitaria del Fertility day ha fatto arrabbiare pure me. Infatti a caldo ho scritto quattro tweet pure io. Non potevo rimanere indifferente visto il mio percorso di anni di ricerca di un figlio che poi non ha portato al risultato sperato. Mi ha fatto male la superficialità con cui è stata proposta la campagna. Sbagliata nei modi e nei tempi.

Ho dato una scorsa alle slide e pur non arrivando a parogonarle a quelle del Ventennio, mi hanno sbalordito e indignato. Non ci potevo credere che si spendessero dei soldi per pubblicizzare delle banalità.

E’ vero che in Italia si prova ad avere un figlio troppo tardi, non parliamo della Sardegna dove abbiamo il peggiore tasso di natalità italiano.  La maggior parte dei bambini sardi è nata tramite la procreazione medicalmente assistita. Le donne sarde sono quelle che ricorrono tranquillamente ai metodi contraccettivi. Poi però quando falliscono, perché a volte falliscono, si arriva anche a praticare l’aborto. Quando le fabbriche chiudono e si fanno le notti nelle ciminiere o nelle miniere perché si è stati licenziati e non c’è altra prospettiva, quando amaramente si ritira il proprio figlio da scuola perché non ci sono i soldi per pagare l’abbonamento del treno e del pullman, un’altra bocca da sfamare proprio non ci sta, perché la famiglia è già abbondantemente sostenuta da tutte le associazioni possibili e immaginabili. Allora il problema non è la disinformazione.

E’ vero che tanti non sono a conoscenza delle problematiche legate all’infertilità e che nell’immaginario comune si pensa che la procreazione assistita ti fa automaticamente diventare mamma. Invece le percentuali di riuscita sono veramente basse.  Trovo che se visto che si erano trovati dei soldi da dedicare a questo argomento si potevano spendere in  altri modi, che avrebbero creato meno fastidioso e dolore.

Trovo che anche sollevare questo vespaio ad una settimana dal terremoto sia stato alquanto inopportuno, anche se era già stato calendarizzato.

Avrei voluto che avessero tenuto conto dei sondaggi che dicono che gli italiani vorrebbero avere in media 2,3 figli. Ben più di quell’1 scarso. Questi dati diversi tra il volere e il potere ci conducono dritto alle notorie cause della denatalità italiana: disoccupazione, pochi asili nido, lettere di licenziamento firmate in bianco, rifiuto da parte del datore di lavoro a concedere il part-time, e chi ne più ne ha più ne metta.

Una campagna simile in Danimarca ha prodotto un aumento delle nascite, vorrei umilmente dire che gli Italiani non sono danesi, sia per il diverso contesto che per il diverso carattere. E’ da superficiali non aver considerato questo semplice dato.

Spero che il Ministero sospenda il Fertility day fino a quando lassù non si saranno schiariti le idee e trovato un miglior modo di comunicare.

Buon inizio di settimana.

#31grazie_agosto

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Arbatax

22 agosto: Riparare l’auto è costato 50€, invece che 450€. Grazie.

24 agosto: Alle ore 3,34 una scossa sismica ha avuto come epicentro il centro Italia. Risultano distrutti i paesi Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto. Non si contano ancora i morti ma potrebbero essere tanti. Il mio #31grazie va a tutti i soccorritori che prontamente si sono recati nelle zone del sisma e stanno prestando aiuto e salvando tante persone.

25 agosto: Terminati i lavori di imbiancatura, si comincia a rimettere a posto la casa. Grazie

26 agosto: Si prenota il resort per due notti. Grazie.

27 agosto: Si parte! Grazie

28 agosto: Un giorno di relax perfetto. Grazie.

29 agosto: Al rientro ci fermiamo in ristorante e mangiamo una magnifica pasta vongole e bottarga. Grazie

30 agosto: Finisco di mettere a posto casa e bagagli in perfetto relax. Grazie

31 agosto: Telefonata alla collega che sta lottando contro l’alieno. Che grinta! Grazie.

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Ciao Agosto, ci vediamo l’anno prossimo.

#31grazie_21 agosto

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Oggi è l’ultimo giorno delle Olimpiadi  di Rio de Janeiro. Anche noi, sebbene impegnati, seguivamo appena potevamo. Non abbiamo fatto le notate o le levatacce per poterle seguire, però ci piaceva tifare per gli Azzurri.

Non pensavo che potessero vincere tante medaglie. Però ben 10 sono quelle di legno, cioè il quarto posto. Tanto legno non lo avevamo mai visto, ci si potrebbe costruire una casetta!

Il mio grazie va a tutti gli atleti, anche non italiani, che hanno avuto la delusione di sfiorare il podio. Quattro anni di sacrifici per tornare a casa a mani vuote.

Ringrazio anche tutti quelli che sono andati oltre la prestazione atletica e hanno dimostrato, anche con un piccolo gesto, che lo spirito olimpico esiste ancora.

#31grazie_18 agosto

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Non ricordo se la pianta del callistemo sia alla terza o alla quarta fioritura. L’ultima è stata spettacolare e non ho pensato di fotografarla. Oltre a noi hanno gradito anche le api mattiniere. Il ronzio  erta talmente forteche non poteva passare inosservato. Non le ho contate ma sicuramente c’erano tantissime api.

Molte persone hanno paura delle api, ma se non le disturbiamo o infastidiamo sono innocue, al contrario delle vespe che sono alquanto moleste.

Sono felice di contribuire con i miei fiori alla salvaguardia delle api, che purtroppo a causa dei pesticidi usati in agricoltura negli ultimi  decenni sono diminuite in tutto il mondo. Essendo io una grande consumatrice dei prodotti ottenuti dagli alveari: miele, polline, propoli, non posso che dire: Grazie api!

Salviamo le api.org